{"id":14670,"date":"2013-05-17T17:48:54","date_gmt":"2013-05-17T16:48:54","guid":{"rendered":"http:\/\/www.raccontinellarete.it\/?p=14670"},"modified":"2013-05-17T17:48:54","modified_gmt":"2013-05-17T16:48:54","slug":"premio-racconti-nella-rete-2013-cercasi-protagonista-alto-e-bello-per-racconto-scontato-di-alessandro-vita","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/?p=14670","title":{"rendered":"Premio Racconti nella Rete 2013 &#8220;Cercasi protagonista alto e bello per racconto scontato&#8221; di Alessandro Vita"},"content":{"rendered":"<p>Quel giorno, ad Antonio Speranza \u2013 scrittore insicuro sui vent\u2019anni \u2013 accadde una cosa alquanto bizzarra. Da mesi aveva in testa un\u2019idea per un racconto e pens\u00f2 bene che fosse giunta l\u2019ora di cavarla fuori. Certo, all\u2019esterno il sole stendeva calura sul mondo come fosse miele bollente, ma se Antonio aveva deciso di passare il pomeriggio ad ammuffire davanti a un computer, allora non c\u2019era modo di persuaderlo.<\/p>\n<p>La verit\u00e0, comunque, era che Antonio non se lo filava nessuno, complice una strana indole da eremita che lo tratteneva raccolto nell\u2019agiatezza di quattro mura. Vien da s\u00e9 che, in effetti, Antonio Speranza non aveva nient\u2019altro da fare.<\/p>\n<p>Diede di sfuggita un\u2019ultima occhiata speranzosa al cellulare. Niente. N\u00e9 un messaggio, n\u00e9 una chiamata. Neanche da parte di qualche compagnia telefonica.<\/p>\n<p>Sbuff\u00f2. Sar\u00e0 meglio che inizi, si disse, il racconto non si scriver\u00e0 certo da solo.<\/p>\n<p>E cos\u00ec fece. Avvicin\u00f2 la sedia al computer e cominci\u00f2 a battere il suo originalissimo incipit:<\/p>\n<p>\u201cC\u2019era una volta\u2026\u201d<\/p>\n<p>\u201cLa sagra delle banalit\u00e0.\u201d Vide scritto sullo schermo.<\/p>\n<p>\u201cChe significa?\u201d scrisse in tutta furia Antonio Speranza, \u201cchi ha parlato?\u201d<\/p>\n<p>\u201cAnt\u00f2, come <em>chi ha parlato<\/em>? Ma non vedi che sta scritto? Sono io, comunque, il tuo personaggio.\u201d<\/p>\n<p>Antonio trasal\u00ec. Pens\u00f2 a un\u2019allucinazione. Aveva dormito poco ultimamente e l\u2019universit\u00e0 lo asserragliava su pi\u00f9 fronti: storia contemporanea e linguaggi politici lo avevano preso di mira, da bravi bulli navigati quali erano, ogni giorno lo pestavano con pesanti tomi di mille pagine.<\/p>\n<p>Scosse e il capo: \u201cSar\u00e0 la stanchezza,\u201d disse.<\/p>\n<p>\u201cMa quale stanchezza, Ant\u00f2! So\u2019 proprio io, nero su bianco.\u201d<\/p>\n<p>Antonio era incredulo.<\/p>\n<p>\u201cCom\u2019\u00e8 possibile?\u201d scrisse, \u201ctu sei il protagonista della mia storia?\u201d<\/p>\n<p>\u201cAridaje. T\u2019ho detto de s\u00ec. Sono Roberto Carelli, per gli amici Rob\u00e8. Sono qui per aiutarti. Mi sono sentito obbligato visto il bell\u2019inizio che hai buttato gi\u00f9.\u201d<\/p>\n<p>\u201cPerch\u00e9 cos\u2019ha che non va?\u201d chiese Antonio.<\/p>\n<p>\u201cNulla. \u00c8 solo un po\u2019 abusato, non trovi?\u201d<\/p>\n<p>Forse un tantino s\u00ec, pens\u00f2, ma alla fin fine \u00e8 il succo della storia che conta, no? O \u00e8 il modo in cui \u00e8 scritta? O entrambe le cose?<\/p>\n<p>Antonio Speranza, a dirla tutta, non ne aveva la minima idea.<\/p>\n<p>\u201cD\u2019accordo,\u201d scrisse, \u201cun po\u2019 d\u2019aiuto mi far\u00e0 comodo.\u201d<\/p>\n<p>\u201cBene,\u201d disse Roberto, \u201ctanto per cominciare raccontami a grandi linee la mia storia.\u201d<\/p>\n<p>\u201cAllora tu sei un pezzo grosso dell\u2019imprenditoria e\u2026\u201d<\/p>\n<p>\u201cFermo. Primo: sta manfrina dell\u2019imprenditore la eliminiamo. C\u2019\u00e8 crisi. Facciamo che sono operaio alla Metalmeccanica Domizzi di Roma. Poi, secondo: esigo una protagonista femminile da far girare la testa, gambe lunghe e seno prominente, roba cos\u00ec. E fammela ricca che qui il metalmeccanico non rende granch\u00e9. Vai, continua.\u201d<\/p>\n<p>Ma chi si crede d\u2019essere? pens\u00f2 Antonio.<\/p>\n<p>A chiare lettere scrisse: \u201cSenti, amico, lo scrittore sono io, e decido io chi sei.\u201d<\/p>\n<p>\u201cPermaloso, eh? Ant\u00f2 se non ti piaccio trovati qualcun altro. Metti un annuncio su internet, chess\u00f2: cercasi protagonista alto e bello per racconto scontato. Sarai sommerso di risposte, fidati.\u201d<\/p>\n<p>Questo soggetto meritava una regolata e Antonio lo sapeva.<\/p>\n<p>\u201cOra basta,\u201d disse, \u201cnon si \u00e8 mai visto un personaggio sfottere il proprio autore. Ti ricordo, caro mio, che tu non esisti, che ti ho creato io, e come ti ho creato ti posso distruggere; hai capito bene chiacchierone?\u201d<\/p>\n<p>\u201cE chi ha creato te?\u201d ribatt\u00e9 Roberto. \u201cNon hai mai pensato di essere a tua volta il protagonista di una\u00a0storia? E se qualcuno ti avesse scritto?\u201d<\/p>\n<p>\u201cMa che dici? Io so di esistere, perci\u00f2 esisto.\u201d<\/p>\n<p>\u201cAnch\u2019io, per\u00f2 tu hai appena detto il contrario.\u201d<\/p>\n<p>La sicurezza di Antonio vacill\u00f2. Per non darlo a vedere cerc\u00f2 di nascondere le sue ansie dietro una punta di sarcasmo.<\/p>\n<p>\u201cQuindi per te c\u2019\u00e8 qualcuno lass\u00f9 che finisce le mie frasi con un <em>disse<\/em>?\u201d disse Antonio.<\/p>\n<p>\u201cPerch\u00e9 no?\u201d fece Roberto. \u201cE ti dir\u00f2 di pi\u00f9, forse, in questo momento, qualcuno sta leggendo tutto.\u201d<\/p>\n<p>\u201cTu bevi troppo,\u201d tagli\u00f2 corto Antonio, \u201csecondo te esistono persone che sprecano il loro tempo per i nostri discorsi?\u201d<\/p>\n<p>\u201cBeh sai\u2026 magari sono poveri scrittori come te. Oppure sono sognatori a tempo perso. Che poi, adesso che ci penso, \u00e8 quasi la stessa cosa.\u201d<\/p>\n<p>\u201cSe \u00e8 cos\u00ec facciamo una prova.\u201d<\/p>\n<p>Antonio spinse indietro la sedia, guard\u00f2 in alto, verso il soffitto della camera e grid\u00f2: \u201cEhi Narratore! Il mio amico qui dice che tu esisti, che stai scrivendo la mia storia e le mie azioni; \u00e8 cos\u00ec? Se \u00e8 cos\u00ec potresti darmi un segno? Qualcosa di banale, non ti sforzare troppo, magari fammi vincere alla lotteria o conoscere la donna dei miei sogni; d\u2019accordo?\u201d<\/p>\n<p>Silenzio. Nella camera di Antonio non vol\u00f2 una mosca.<\/p>\n<p>\u201cVisto che avevo ragione io?\u201d scrisse al suo personaggio.<\/p>\n<p>\u201cForse il Narratore della tua storia \u00e8 in terza persona,\u201d rispose Roberto.<\/p>\n<p>\u201cMa piantala,\u201d tronc\u00f2 lo scrittore, che poi aggiunse laconico: \u201csopra di me c\u2019\u00e8 solo Dio.\u201d<\/p>\n<p>\u201cE ma Dio chi l\u2019ha scritto?\u201d<\/p>\n<p>\u201cBasta! La vuoi smettere con questi dilemmi metafisici? Tu ed io esistiamo allo stesso modo, punto. Ho capito l\u2019antifona. Ora lasciami scrivere la mia dannata storia. Anzi: la tua dannata storia. Vedrai come mi diverto a disseminarla di ostacoli. Assassini e tasse sempre pi\u00f9 alte. E la tua cara protagonista formosa non la vedi manco di striscio. Dopo seicento pagine forse ti sar\u00e0 concesso parlarle. E ho detto forse.\u201d<\/p>\n<p>\u201cBell\u2019amico che sei,\u201d fece Roberto. \u201c\u00c8 proprio vero che non ci sono pi\u00f9 gli scrittori di una volta.\u201d<\/p>\n<p>Antonio era inferocito, stressato. Decise di ignorare la stoccata del suo personaggio e tirare dritto nel suo intento. Si pass\u00f2 una mano nei capelli e riattacc\u00f2 a scrivere il racconto.<\/p>\n<p>\u201cEra notte e\u2026\u201d<\/p>\n<p>\u201cComunque se fossi in te cambierei l&#8217;intero soggetto.\u201d<\/p>\n<p>Il ragazzo era esasperato. Scaravent\u00f2 una sequela di pugni da dodici tonnellate sulla scrivania. Colpi secchi che risuonarono per tutto il condominio.<\/p>\n<p>\u201cDi cosa doveri parlare allora?\u201d fece adirato.<\/p>\n<p>\u201cDi ci\u00f2 che ti sta a cuore,\u201d rispose Roberto, \u201cdimmi la cosa che pi\u00f9 di ogni altra infiamma il tuo interesse.\u201d<\/p>\n<p>\u201cLa devo proprio scrivere?\u201d<\/p>\n<p>\u201cAspetta. Facciamo la seconda cosa che pi\u00f9 di ogni altra infiamma il tuo interesse.\u201d<\/p>\n<p>Antonio ci pens\u00f2 su e scrisse: \u201cCredo che sia il fatto che nell\u2019era di internet, in cui sono tutti interconnessi, in cui basta un niente per comunicare, esista ancora la solitudine. Ed \u00e8 una solitudine atipica, pi\u00f9 profonda, pi\u00f9 sofferta.\u201d<\/p>\n<p>\u201cEcco perch\u00e9 sei qui a perder tempo con un personaggio inventato invece di goderti questa bella giornata di sole,\u201d fece notare Roberto.<\/p>\n<p>D\u2019istinto il ragazzo abbass\u00f2 lo sguardo. Pos\u00f2 gli occhi sul suo cellulare. Era l\u00ec, a un niente. Bastava allungare la mano e il mondo l\u2019avrebbe raggiunto. Eppure dentro di lui brulicava un\u2019irritante inquietudine. C\u2019era un muro, filo spinato sulla cima. Quel muro lo teneva isolato, protetto. Quel muro l\u2019aveva eretto lui, nel corso degli anni, per evitare di essere ferito. Si era accorto, troppo tardi, che al di fuori di quel muro aveva lasciato anche la felicit\u00e0.<\/p>\n<p>Roberto parve avvertire nel silenzio il disagio del suo scrittore, e in modo quasi paterno, una parola dopo l\u2019altra, scrisse: \u201cAntonio, ma chi sei veramente? Lo sai?\u201d<\/p>\n<p>Antonio si spinse in avanti, stranamente leggero, stranamente in pace.<\/p>\n<p>\u201cLa vuoi sentire una storia?\u201d chiese. \u201c\u00c8 la storia di una barca che non ha mai lasciato il porto in cui \u00e8 stata costruita. Passava la sua vita a sguazzare nelle calme acque di sempre, sotto lo sguardo altezzoso delle altre navi, che al contrario, temerarie, avevano fatto il passo, erano salpate all\u2019avventura, consce dei pericoli del mare aperto, ma fiduciose di trovare un tesoro, sepolto chiss\u00e0 dove, su un\u2019isola deserta. Anche questa barca sapeva che l\u00e0 fuori c\u2019era un mondo da vedere, eppure scelse di non muoversi, ancorata alla banchina, dove le onde erano pi\u00f9 lievi. La gente del posto la evitava. Non si pu\u00f2 andare a pescare con una barca che non vuole salpare. Cos\u00ec stette l\u00e0, a cullarsi nei cicli delle maree che andavano e venivano, regolari, prevedibili. Guardava all\u2019imboccatura del porto, la sera. Le onde spumavano sugli scogli, il vento soffiava teso. L\u2019orizzonte si spalancava all\u2019infinito sotto la sconfinata cupola di un cielo stellato. E lei sognava. Sognava mondi, persone. Visse cos\u00ec, un\u2019intera vita. Senza viverla. Il suo legno marc\u00ec. L\u2019acqua la penetr\u00f2. E lei affond\u00f2 comunque, a pochi metri di profondit\u00e0. Dimenticata.\u201d<\/p>\n<p>\u201cE poi?\u201d domand\u00f2 Roberto.<\/p>\n<p>\u201cE poi niente,\u201d fece lento Antonio, \u201ce poi un bel niente.\u201d<\/p>\n<p>Si volt\u00f2 verso la finestra aperta. Uno splendido sole dorava i tetti della citt\u00e0. In lontananza la striscia blu del mare lampeggiava di bagliori sotto la sconfinata cupola di un cielo terso. Respir\u00f2 l\u2019aria come se quella fosse la prima volta.<\/p>\n<p>\u201c\u00c8 ora di tuffarsi,\u201d scrisse al suo personaggio.<\/p>\n<p>\u201cDalla finestra? No aspetta Ant\u00f2 non lo fare amico! Non lo fare!\u201d<\/p>\n<p>Antonio prese la ricorsa e punt\u00f2 dritto alla finestra. Arriv\u00f2 a un passo, e si ferm\u00f2. Con gesto fluido chiuse le ante.<\/p>\n<p>Torn\u00f2 alla scrivania con un mezzo risolino: \u201cDicevo in senso figurato, Rob\u00e8.\u201d E dopo essersi intascato il telefono aggiunse con calma stoica: \u201cCredo che per me sia giunta l\u2019ora della svolta, Narratore o non Narratore.\u201d<\/p>\n<p>\u201cDove vai?\u201d chiese Roberto.<\/p>\n<p>\u201cIn mare aperto,\u201d disse Antonio con gli occhi fissi, duri. Poi fece per spegnere il computer.<\/p>\n<p>Alla domanda: \u201cSalvare con nome?\u201d, Roberto rispose con un: \u201cNon facciamo cazzate, ok?\u201d<\/p>\n<p>Antonio fu mosso da un moto di piet\u00e0. E lo salv\u00f2.<\/p>\n<p>Prima di chiudere la pagina Roberto ebbe il tempo di scrivergli: \u201cBuona fortuna amico,\u201d e fu proprio allora che Antonio s\u2019immagin\u00f2 il suo personaggio; anzi, lo vide: il viso raggiante di bont\u00e0, un sorriso sincero, gli occhi socchiusi che ridevano anch\u2019essi.<\/p>\n<p>Quel volto cordiale disse ancora: \u201cVai Ant\u00f2, tuffati. Tuffati.\u201d<\/p>\n<p>Antonio ricambi\u00f2 il sorriso. Lasci\u00f2 la camera e and\u00f2 l\u00ec, alla porta, nel punto esatto dove fantasia e realt\u00e0 si addensavano in un confine impercettibile. Guard\u00f2 la luce fuori, il caldo, il vento. Guard\u00f2 l\u2019ombra dentro, la frescura, la calma.<\/p>\n<p>Antonio Speranza fece un lungo respiro. Alz\u00f2 lo sguardo al cielo: \u201cCiao,\u201d disse.<\/p>\n<p>Poi varc\u00f2 la soglia. E and\u00f2 a scrivere la sua storia.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<div class=\"pvc_clear\"><\/div>\n<p id=\"pvc_stats_14670\" class=\"pvc_stats all  \" data-element-id=\"14670\" style=\"\"><i class=\"pvc-stats-icon medium\" aria-hidden=\"true\"><svg aria-hidden=\"true\" focusable=\"false\" data-prefix=\"far\" data-icon=\"chart-bar\" role=\"img\" xmlns=\"http:\/\/www.w3.org\/2000\/svg\" viewBox=\"0 0 512 512\" class=\"svg-inline--fa fa-chart-bar fa-w-16 fa-2x\"><path fill=\"currentColor\" d=\"M396.8 352h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V108.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v230.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zm-192 0h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V140.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v198.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zm96 0h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V204.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v134.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zM496 400H48V80c0-8.84-7.16-16-16-16H16C7.16 64 0 71.16 0 80v336c0 17.67 14.33 32 32 32h464c8.84 0 16-7.16 16-16v-16c0-8.84-7.16-16-16-16zm-387.2-48h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8v-70.4c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v70.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8z\" class=\"\"><\/path><\/svg><\/i> <img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"16\" height=\"16\" alt=\"Loading\" src=\"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/301\/wp-content\/plugins\/page-views-count\/ajax-loader-2x.gif\" border=0 \/><\/p>\n<div class=\"pvc_clear\"><\/div>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Quel giorno, ad Antonio Speranza \u2013 scrittore insicuro sui vent\u2019anni \u2013 accadde una cosa alquanto bizzarra. 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