{"id":14619,"date":"2013-05-14T18:05:17","date_gmt":"2013-05-14T17:05:17","guid":{"rendered":"http:\/\/www.raccontinellarete.it\/?p=14619"},"modified":"2013-05-14T18:05:17","modified_gmt":"2013-05-14T17:05:17","slug":"premio-racconti-nella-rete-2013-dieci-pagine-dieci-piani-di-matteo-scarrone","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/?p=14619","title":{"rendered":"Premio Racconti nella Rete 2013 &#8220;Dieci pagine dieci piani&#8221; di Matteo Scarrone"},"content":{"rendered":"<p>Solo dieci pagine per poter scrivere una storia. Perch\u00e9 dieci? Perch\u00e9 l\u2019ho deciso io. Credo sia una delle poche cose sensate della mia vita. Dieci pagine per dare un perch\u00e9, anche se \u00e8 inventato. Credo sia triste lasciare delle pagine bianche, non scritte. Come quando d\u2019estate gli alunni se ne vanno da scuola: escono dalle loro aule, percorrono le scale e se ne vanno. Quelle scale non se le ricorda mai nessuno. Quelle di casa che ci accompagnano verso la nostra abitazione, ferme, fredde, immobili. A volte antipatiche, come quando l\u2019ascensore \u00e8 rotto, o magari \u00e8 il venti di agosto. Altre simpatiche, come quando si vuole fare conversazione con quella persona che sale con noi. Allora l\u2019ascensore rotto non \u00e8 pi\u00f9 antipatico. Queste pagine sono come le scale di casa mia: dieci. Io abito al decimo piano, l\u2019ultimo, e se mi affaccio dal mio pianerottolo vedo la tromba delle scale vuota, larga quanto basta per fare quello che devo. L\u2019ho osservata molte volte da quando abito qui, e ogni volta mi sono sembrate sole, abbandonate. Tutti sono o in casa o fuori, questo \u00e8 solo un luogo di passaggio, nessuno si ferma per le scale. Ma a voi questo non importa, voi vi siete soffermati sul mio aver scritto di queste scale: larghe quanto basta per fare quello che devo. Cosa si deve fare con una tromba delle scale? Beh io credo che dieci pagine bastino a scrivere la storia di una vita. Cos\u00ec come penso che dieci piani bastino per mettere <i>fine<\/i> ad una vita. La <i>mia<\/i> vita? Vi starete chiedendo voi? Io questo non lo posso dire. Come non posso dire dal piano terra di un palazzo che non conosco chi abita al decimo piano. Devo percorrere dieci piani di scale per scoprirlo. Devo passare sopra ogni gradino. Devo leggere ogni lettera di una frase per finire una pagina, e dieci pagine per finire questa storia. Ma dieci pagine di quale formato? E dieci piani di quale palazzo? Adesso volete sapere troppo. Vi basti pensare che la mia vita, nonostante qualcuno la possa giudicare triste, noiosa, senza senso, o magari invece ironica, sprezzante, leggera, goliardica, perch\u00e9 la vita \u00e8 solo un punto di vista, secondo me, invece, \u00e8 stata solo strana. Io credo che la vita sia strana in generale. Altri potrebbero dire che, forse, lo sono di pi\u00f9 i modi che le persone hanno di affrontarla, di leggerla. La vita \u00e8 fatta di costanti, di problemi, di particolari, che raccontano una storia. Come i gradini che portano ad un pianerottolo. Come i tasselli piccoli ma, senza i quali, il mosaico sarebbe incompleto. I problemi sono quelli che incontra un compositore di musica, quando gli sfugge la legatura fra due note. Si ferma, attende martellando il dito su di un tasto di pianoforte. Attende l\u2019ispirazione che gli faccia suonare quella successiva. Attende perch\u00e9 non vuole ragionarla, non vuole forzarla, deve uscire da sola, deve venire fuori con l\u2019ispirazione. Io mi sono fermata spesso davanti ad un gradino, indecisa su come salirlo, dopo essere inciampata su quello precedente, o anche solo per un secondo di indecisione su quale piede alzare. Noi non facciamo pi\u00f9 nulla con l\u2019ispirazione. Io stessa sto compiendo il mio gesto pi\u00f9 spontaneo credo di tutta la mia vita. Questa corsa mi \u00e8 uscita come fosse la nota tanto attesa. Le dieci pagine che ho davanti invece sono state la nota precedente. Qualcuno difatti potrebbe dire di me che mi sono suicidata, lanciandomi dal decimo piano della tromba delle scale nel palazzo in cui abito. Altri invece potrebbero dire che sono scivolata accidentalmente, dal decimo piano del palazzo in cui abito. Io invece, posso dire di essermi lasciata andare, per la prima volta in vita mia. Questi sono i punti di vista della gente che osservano una vita come una storia. Una storia fatta anche di altri elementi, come le costanti. In tutte le storie che le persone possono raccontare su quello che mi \u00e8 accaduto, ci sono delle costanti. Ad esempio i dieci piani che ho percorso, i dieci piani di scale che osservo nel mio correre, ai quali ho voluto fare compagnia per un\u2019ultima volta. Ma se si prendesse questo particolare come componente a se stante, analizzato senza contesto, qualcuno potrebbe mal immaginare che io abbia sceso con l\u2019ascensore o attraverso le scale quei dieci piani del mio palazzo. Che, magari, ho potuto fare compagnia ai gradini per un\u2019ultima volta perch\u00e9 \u00e8 il giorno del mio trasloco. E se si prendesse come altro dettaglio il fatto che sto viaggiando velocemente verso il piano terra, alcuni potrebbero pensare che io abbia percorso quei dieci piani con uno slittino, come nei video su internet. Uno di quei video americani in cui l\u2019uomo sullo slittino si catapulta sempre con la schiena sui gradini, facendosi un male indescrivibile, ma molto divertente. E parlando di cose un po&#8217; pi\u00f9 serie, alcuni potrebbero dire che \u00e8 stata la disperazione a farmelo fare, a farmi percorrere quei dieci piani in caduta libera, e a farmi scrivere queste dieci pagine con la stessa caduta libera. Un fallimento amoroso, un fallimento lavorativo. Altri, invece, potrebbero dire che non avevo amici a fermarmi. Io invece dico che un ultimo amico c\u2019era l\u00ec con me, al decimo piano: il corrimano della scala. Liscio legno, caldo. Sembrava una mano morbida che mi tratteneva dal farlo. Ma non abbastanza forte da trattenermi del tutto. L\u2019ho sentito spesso sotto la mia mano, mi ha tenuto compagnia quando portavo con me le buste pesanti della spesa. Quando correvo velocemente per non fare tardi a lavoro. Mi ha tenuto la mano bagnata quando ho rischiato di cadere per le scarpe colme di pioggia e fango. Mi ha sorretto quando gliel\u2019ho chiesto, e forse mi ha voluto lasciar andare quando l\u2019ho obbligato.<\/p>\n<p>Sono i particolari a fare una storia, o \u00e8 la storia a fare i particolari? Io non lo so. So solo che, se non ci fossi io qui a cadere, i particolari non esisterebbero. Se io non stessi cadendo veramente non sarebbe esistito questo libro di dieci pagine in cui racconto una finzione. O forse, se non avessi scritto queste dieci pagine della mia triste vita, non avrei trovato lo spirito e le motivazioni giuste per buttarmi alla fine. E se i particolari come i dieci piani, le dieci pagine, la velocit\u00e0 con cui cado e scrivo non esistessero, io non sarei qui a cadere o scrivere, ma sarei ancora l\u00ec, in quella stanza, dietro quella porta al decimo piano, dove forse sono ancora, ovvero tre piani fa e tre pagine fa, mentre sto cadendo, mentre sto scrivendo. Decimo piano e settanta metri quadrati di appartamento tutti miei, in cui ho vissuto parte della mia vita. Anche qui: alcune persone potrebbero dire che \u00e8 stata la parte peggiore della mia vita, perch\u00e9 \u00e8 quella che mi ha portato a decidere la pianificazione della mia ultima corsa dal decimo piano. Altri potrebbero dire ancora che \u00e8 stata la migliore, perch\u00e9 ho finito di scrivere il romanzo della mia vita, che ho lasciato li, su quel tavolo, dietro quella porta al decimo piano, dove sto finendo proprio quel romanzo, ovvero quattro piani fa e quattro pagine fa, mentre continuo a cadere, mentre continuo a scrivere. Qualsiasi cosa dica la gente, io so che questi anni non sono stati i migliori e non sono stati i peggiori, ma sono stati i miei, quelli in cui ho costruito questo romanzo nel bene e nel male, dove ho progettato la mia fine, nel bene e nel male. Perch\u00e9 se questo romanzo mi ha portato la contentezza di un\u2019opera compiuta, mi ha portato la disperazione che mi ha fatto compiere questo gesto. Mancano due piani e due pagine, e sento che dovrei essere arrabbiata. Con qualcosa, con qualcuno. Con il corrimano che non mi ha trattenuta, con l\u2019aria che sembra sorreggere con tanta facilit\u00e0 una farfalla, e che non sa sorreggere un\u2019anima leggera come la mia. Forse dovrei essere arrabbiata con il libro che mi ha portata fino a qui. Qui, ad un metro da terra l\u2019ultimo respiro, le ultime righe. Fra un istante chiuder\u00f2 le pagine di questo libro e gli occhi con lo stesso fremito. Poi uscir\u00f2 dalla stanza come sono uscita dalla mia vita. Chiuder\u00f2 la porta alle mie spalle, e sar\u00f2 solo io a poter decidere se, una volta chiuse le pagine, io mi sar\u00f2 buttata davvero da quel decimo piano, oppure se sar\u00e0 l\u2019inizio per scrivere il prossimo romanzo.<\/p>\n<div class=\"pvc_clear\"><\/div>\n<p id=\"pvc_stats_14619\" class=\"pvc_stats all  \" data-element-id=\"14619\" style=\"\"><i class=\"pvc-stats-icon medium\" aria-hidden=\"true\"><svg aria-hidden=\"true\" focusable=\"false\" data-prefix=\"far\" data-icon=\"chart-bar\" role=\"img\" xmlns=\"http:\/\/www.w3.org\/2000\/svg\" viewBox=\"0 0 512 512\" class=\"svg-inline--fa fa-chart-bar fa-w-16 fa-2x\"><path fill=\"currentColor\" d=\"M396.8 352h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V108.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v230.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zm-192 0h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V140.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v198.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zm96 0h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V204.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v134.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zM496 400H48V80c0-8.84-7.16-16-16-16H16C7.16 64 0 71.16 0 80v336c0 17.67 14.33 32 32 32h464c8.84 0 16-7.16 16-16v-16c0-8.84-7.16-16-16-16zm-387.2-48h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8v-70.4c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v70.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8z\" class=\"\"><\/path><\/svg><\/i> <img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"16\" height=\"16\" alt=\"Loading\" src=\"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/301\/wp-content\/plugins\/page-views-count\/ajax-loader-2x.gif\" border=0 \/><\/p>\n<div class=\"pvc_clear\"><\/div>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Solo dieci pagine per poter scrivere una storia. 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