{"id":14615,"date":"2013-05-14T17:57:46","date_gmt":"2013-05-14T16:57:46","guid":{"rendered":"http:\/\/www.raccontinellarete.it\/?p=14615"},"modified":"2013-05-14T17:57:57","modified_gmt":"2013-05-14T16:57:57","slug":"premio-racconti-nella-rete-2013-il-cuore-occupato-di-elisabetta-felletti","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/?p=14615","title":{"rendered":"Premio Racconti nella Rete 2013 &#8220;Il cuore occupato&#8221; di Elisabetta Felletti"},"content":{"rendered":"<p>Completamente stravolto, barcollando si accasci\u00f2 su una sedia del mio studio. Anche a distanza, sentivo l\u2019odore intenso e sgradevole di chi ha bevuto litri di vino. Piangeva, coprendosi il volto con le mani. Era stato raccattato per strada. Farfugliava frasi sconnesse, chiedeva perdono a tutti, implorava di essere aiutato. Il suo volto era una maschera di dolore: occhi infossati, guance arrossate, labbra violacee, addome prominente, camicia e giacca sporche e lise. Sembrava un barbone. L\u2019ultima volta che lo avevo visto, un anno prima, stava bene, mi chiedevo cosa potesse essere accaduto. Sembrava invecchiato di dieci anni. L\u2019alcool deteriora velocemente.<\/p>\n<p>Era l\u2019ombra del ragazzo attraente che avevo conosciuto.<\/p>\n<p>Lavorava in un centro di recupero per minori a rischio. Avevamo collaborato per alcuni casi. Da subito avevo sentito una reciproca corrente di simpatia. Molto alto, dal fisico longilineo, colpiva per gli occhi intriganti e una massa di riccioli biondi. Era dotato di un particolare carisma che usava, in modo sottile e quasi impercettibile, nei confronti di chiunque si trovasse davanti, indipendentemente dal sesso o dall\u2019et\u00e0.<\/p>\n<p>Dall\u2019eloquio brillante, creativo nell\u2019escogitare soluzioni inaspettate per la risoluzione di casi molto difficili, instaurava relazioni forti e significative.<\/p>\n<p>Sapeva cosa provavano quei ragazzi. Era stato anche lui \u201c un adolescente a rischio\u201d.<\/p>\n<p>Vederlo seduto di fronte, nella condizione di paziente, mi metteva\u00a0 a disagio.<\/p>\n<p>Gli spiegai che, proprio per la nostra precedente conoscenza, non ero la persona pi\u00f9 adatta.\u00a0 Non volle sentire ragione. Ripeteva, ostinatamente, di fidarsi solo di me. M\u2019implor\u00f2 di non abbandonarlo. Con molta perplessit\u00e0, accettai.<\/p>\n<p>Aveva cominciato a bere, di nascosto, gi\u00e0 da anno. All\u2019inizio solo la sera, quando rientrava a casa, poi anche durante l\u2019orario di lavoro. \u00a0Ai responsabili del centro che si erano accorti dei suoi problemi, neg\u00f2 tutto. Fu licenziato dopo qualche mese. Cominci\u00f2 il suo declino. Pieno di debiti, non faceva altro che andare nei bar a bere.<\/p>\n<p>Con qualche remora, iniziai le sedute di psicoterapia. Andrea seguiva, diligentemente, ogni mia indicazione. Sembrava un bravo scolaro preoccupato di non deludere la maestra. Al contrario, il percorso intrapreso doveva essere centrato solo su se stesso, non era volto al soddisfacimento dei bisogni di nessun altro: n\u00e9 la famiglia, n\u00e9 i suoi operatori.<\/p>\n<p>Le aspettative che nutriva nei miei confronti potevano rivelarsi un vero boomerang. Mi aveva affidato il compito di salvarlo. In tal modo, poteva defilarsi demandando a me le sue responsabilit\u00e0.<\/p>\n<p>I colloqui risultavano faticosi e impegnativi. Proprio per i suoi trascorsi professionali, non accettava l\u2019idea di essere considerato \u201cun paziente\u201d. \u00a0La sua forza di persuasione e, gli anni di lavoro in questo settore, avrebbero messo in difficolt\u00e0 un operatore alle prime armi.<\/p>\n<p>Nel momento cui evidenziavo la sua tendenza a manipolarmi, facendo un passo indietro, si ritraeva.\u00a0 Subito dopo, accettava e riconosceva il mio ruolo professionale.<\/p>\n<p>Alternava momenti in cui aveva un\u2019opinione molto alta di se, a momenti di depressione, in cui si considerava un fallito.<\/p>\n<p>\u201cNon devo ringraziare nessuno, ho fatto tutto da me. Ero un ragazzo sbandato.<\/p>\n<p>A vent\u2019anni ho ripreso gli studi, conseguito un diploma e trovato un lavoro.\u201d<\/p>\n<p>Diceva, con orgoglio.<\/p>\n<p>Viceversa, nei momenti di angoscia vedeva tutto nero, sia il presente che il futuro. Convinto di essere finito in fondo ad un precipizio, non aveva pi\u00f9 la forza e l\u2019energia per rialzarsi.\u201dTroppe volte sono caduto, adesso sono stanco e non ho pi\u00f9 alcun desiderio, se non quello di farla finita.\u201d Alle parole, seguiva, senza vergogna, un pianto liberatorio.<\/p>\n<p>Nella sua infanzia un ricordo indelebile: l\u2019immagine della madre, distesa nella bara e lo sgomento di un bimbo di soli sei anni, senza parole.<\/p>\n<p>Assenza incolmabile e insostituibile. Il padre si rispos\u00f2.<\/p>\n<p>Sempre volto indietro, Andrea si sforzava di frugare nella memoria per ritrovare ogni immagine della madre idealizzata, anche quelle pi\u00f9 lontane nel tempo, come preziose reliquie, da consacrare sull\u2019altare di un amore eterno. Sentivo in lui una sorta di rancore nei confronti del destino, ricacciato nel fondo della sua anima. Un\u2019emozione forte della quale non era mai stato consapevole, che, a fatica, riconosceva.<\/p>\n<p>Dal secondo matrimonio nacque un fratello motivo per Andrea di amore e gelosia.<\/p>\n<p>Era forte in lui la convinzione di non essere amato dalla nuova moglie del padre, proprio perch\u00e9 non era suo figlio naturale.<\/p>\n<p>Venni a sapere dai familiari che lei, nei momenti pi\u00f9 difficili, gli era stata vicina, sostenendolo.<\/p>\n<p>Masochisticamente, preferiva continuare a sentirsi solo e abbandonato.<\/p>\n<p>Accettare l\u2019amore di un\u2019altra donna, avrebbe significato tradire la memoria della madre naturale. Nel suo cuore c\u2019era un unico posto, occupato da lei, per sempre.<\/p>\n<p>Traeva origine da queste vicende l\u2019aspetto competitivo del suo carattere, rivolto a tutti quelli che aveva incontrato sulla sua strada, sia sul lavoro, che nella vita privata. Era disposto a qualunque sacrificio, pur di essere sempre il primo. \u00a0Secondo il suo \u201cdelirio di onnipotenza\u201d, doveva risolvere tutte le situazioni, perfino quelle che, sul piano emotivo, non sapeva gestire.<\/p>\n<p>Oltrepassava i suoi limiti, dimostrando di non rispettarsi e di non avere considerazione di se. Aveva bisogno di qualcosa che potesse aiutarlo a gestire lo stress.\u00a0 L\u2019alcool entrava in campo, silenziosamente, senza infastidire nessuno.<\/p>\n<p>Discutemmo su cosa potesse significare iniziare a dir di no.<\/p>\n<p>Cominci\u00f2 con le persone estranee. Durante i colloqui appariva come pi\u00f9 leggero, mi raccontava, quasi divertito, come aveva messo a tacere un amico troppo invadente. Altra cosa era dir di no alle persone importanti, sul piano affettivo. Quello era un terreno accidentato, al quale avvicinarsi con la massima cautela.<\/p>\n<p>Nel frattempo, il suo umore miglior\u00f2. Stava ricominciando ad apprezzare le piccole cose. Tanti piccoli cambiamenti erano avvenuti, ma qualcosa ancora di ombroso restava in lui rendendolo, spesso, di malumore.<\/p>\n<p>Lo zoccolo duro restava il rapporto non risolto con la figura materna.<\/p>\n<p>Rifiut\u00f2 la mia proposta di organizzare un incontro con la seconda madre spiegando che, \u201cla signora\u201d, non avrebbe mai accettato: aveva cose pi\u00f9 importanti da fare.<\/p>\n<p>Ancora una volta ritornava quel vissuto da \u201cCalimero\u201d, responsabile delle sue difficolt\u00e0 nel rapporto con le donne. Chiesi di scrivere una lettera in cui esprimere tutto quello che non le aveva mai detto. Gli occhi si riempirono di lacrime. La amava, ma sentiva di non essere ricambiato in egual misura. La rabbia, che stava montando in lui, era della stessa intensit\u00e0 del suo desiderio d\u2019affetto.<\/p>\n<p>La volta successiva, dichiar\u00f2 che era troppo tardi per cambiare i rapporti. Non avrebbe nemmeno tentato di farlo. Al solo pensiero stava \u00a0male. Forse avevo ragione sui suoi sentimenti ma, questa consapevolezza, non serviva a nulla. Dette queste parole, si chiuse in un mutismo che non lasciava alcuno spiraglio.<\/p>\n<p>Spar\u00ec per settimane, inventando delle scuse poco credibili. Era troppo spaventato e disorientato dalle sue stesse emozioni, sentivo che non avrebbe retto a lungo.<\/p>\n<p>Ebbi sue notizie dopo qualche mese.\u00a0 Era ritornato a bere.<\/p>\n<p>Fui presa da un senso di sconforto e di paura per la sua incolumit\u00e0 fisica. Sentivo quel senso di solitudine che non lo abbandonava mai e la sua disperazione. Al contempo, lo ammiravo per quelle risorse che trovava sempre nei momenti bui a\u00a0 conferma del suo attaccamento alla vita.<\/p>\n<p>Questa volta i danni furono tangibili. Aveva rischiato di morire per un pauroso incidente stradale.<\/p>\n<p>Andai a trovarlo in ospedale. Quella maschera di \u201connipotenza\u201d era caduta. Miseramente, al suo posto c\u2019era un ragazzino indifeso. Anche il suo corpo, defedato, mostrava la sofferenza profonda dell\u2019anima.<\/p>\n<p>Bisogna ricominciare tutto d\u2019accapo. Io ero pronta. Gli tesi la mano.<\/p>\n<div class=\"pvc_clear\"><\/div>\n<p id=\"pvc_stats_14615\" class=\"pvc_stats all  \" data-element-id=\"14615\" style=\"\"><i class=\"pvc-stats-icon medium\" aria-hidden=\"true\"><svg aria-hidden=\"true\" focusable=\"false\" data-prefix=\"far\" data-icon=\"chart-bar\" role=\"img\" xmlns=\"http:\/\/www.w3.org\/2000\/svg\" viewBox=\"0 0 512 512\" class=\"svg-inline--fa fa-chart-bar fa-w-16 fa-2x\"><path fill=\"currentColor\" d=\"M396.8 352h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V108.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v230.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zm-192 0h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V140.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v198.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zm96 0h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V204.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v134.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zM496 400H48V80c0-8.84-7.16-16-16-16H16C7.16 64 0 71.16 0 80v336c0 17.67 14.33 32 32 32h464c8.84 0 16-7.16 16-16v-16c0-8.84-7.16-16-16-16zm-387.2-48h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8v-70.4c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v70.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8z\" class=\"\"><\/path><\/svg><\/i> <img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"16\" height=\"16\" alt=\"Loading\" src=\"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/301\/wp-content\/plugins\/page-views-count\/ajax-loader-2x.gif\" border=0 \/><\/p>\n<div class=\"pvc_clear\"><\/div>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Completamente stravolto, barcollando si accasci\u00f2 su una sedia del mio studio. 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