{"id":14612,"date":"2013-05-14T17:51:25","date_gmt":"2013-05-14T16:51:25","guid":{"rendered":"http:\/\/www.raccontinellarete.it\/?p=14612"},"modified":"2013-05-14T17:51:25","modified_gmt":"2013-05-14T16:51:25","slug":"premio-racconti-nella-rete-2013-una-madre-per-lestate-di-elisabetta-felletti","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/?p=14612","title":{"rendered":"Premio Racconti nella Rete 2013 &#8220;Una madre per l&#8217;estate&#8221; di Elisabetta Felletti"},"content":{"rendered":"<p>L\u2019aereo era in ritardo. Milena da pi\u00f9 di due ore passeggiava nervosamente. Era in attesa di un dono dalla Russia: una bambina da accudire per due mesi.<\/p>\n<p>L&#8217;emozione era forte: passava dalla commozione che le inumidiva gli occhi, all&#8217;ansia per un&#8217;esperienza mai fatta. Aveva cercato di immaginare come sarebbe stata: nelle sue fantasie la vedeva bionda, con gli occhi chiari. Fu annunciato l&#8217;arrivo del volo, il cuore le batteva forte, tra poco l&#8217;avrebbe incontrata. I bambini scendevano a frotte dall\u2019aereo. Anja arriv\u00f2 con l\u2019accompagnatrice, da un ingresso laterale: sorridente, il cappellino calato sulla fronte, bruna, il nasino alla francese e gli occhi scuri molto vivi. Era sua, per tutto il soggiorno estivo.<\/p>\n<p>Milena odiava l\u2019estate, la considerava una stagione inutile, la citt\u00e0 si svuotava e lei si sentiva ancora pi\u00f9 sola. Alle soglie della cinquantina, dimostrava meno della sua et\u00e0: il corpo snello, frutto di anni di esercizi aerobici in palestra e di una rigorosa dieta vegetariana, capelli castani lunghi sulle spalle, naso affilato, occhi scuri penetranti, non aveva una ruga sul viso, sembrava ancora \u201cuna ragazza\u201d. Era un tipo solitario: pochi amici, tanto cinema, conduceva una vita ritirata. L\u2019orologio biologico della fecondit\u00e0, pochi mesi prima, si era fermato. Aveva creduto di essere preparata a questa trasformazione, invece la menopausa l\u2019aveva investita come un vento impetuoso, dandole una dolorosa certezza: non aveva pi\u00f9 tempo per esser madre, una possibilit\u00e0 ormai persa. Se l\u2019era giocata cos\u00ec, senza quasi accorgersene. Costretta a guardarsi dentro, stava nascendo in lei la consapevolezza di aver forse smarrito il senso della sua esistenza.<\/p>\n<p>Era un bilancio negativo, appesantito da sensi di colpa per non aver avuto il coraggio di essere moglie e madre, in nome di una libert\u00e0 che, ormai, aveva il sapore della solitudine. Un sogno ricorrente la svegliava di soprassalto: era incinta, ma non sapeva chi fosse il padre. Madida di sudore, con il cuore che le batteva all\u2019impazzata, restava a lungo sveglia. Viveva una crisi profonda e inaspettata.<\/p>\n<p>Per strada, osservava le donne in compagnia dei figli, invidiando la complicit\u00e0 e l\u2019intesa tra loro. Un pomeriggio, mentre con nostalgia guardava le foto dei suoi nipoti lontani, era esploso dentro di lei il desiderio di sentirsi mamma, anche solo per un po\u2019.<\/p>\n<p>Il rappresentante dell\u2019associazione cui si era rivolta, un omino magro con buffi occhiali rotondi un po\u2019 demod\u00e9, le spieg\u00f2 i termini di quell\u2019affido estivo: avrebbe ospitato una bimba di Cernobyl che aveva bisogno di sole e mare.<\/p>\n<p>Questi i suoi pensieri, mentre guidava verso casa. Si era imbarcata in un\u2019avventura che, al tempo stesso, la entusiasmava e la preoccupava.\u00a0 Non era mai stata responsabile per nessun altro, tranne che per il padre, quando si era ammalato.<\/p>\n<p>Con tenerezza guard\u00f2 la bambina, assopita sul sedile dell\u2019auto. In prossimit\u00e0 del mare si svegli\u00f2. Non lo aveva mai visto prima: gioiosa, cercava di sporgersi dal finestrino per guardare meglio, nonostante il buio.<\/p>\n<p>All\u2019inizio comunicavano\u00a0 a gesti. Milena si era attrezzata con un vocabolarietto di russo, che teneva sempre in borsa. \u00a0La piccola, dopo pochi giorni, cominci\u00f2 a esprimersi in italiano. La sera, seduta sul suo lettino, Milena aspettava che si addormentasse, poi crollava anche lei in un sonno profondo.<\/p>\n<p>I suoi schemi e ritmi di vita erano stati stravolti. Al mattino, Anja entrava nella sua stanza con irruenza e mille pressanti richieste. La viziava, sempre pronta a esaudire ogni suo desiderio. Le aveva comprato un costume bianco a fiori rossi, un copricostume abbinato e un cappello a falde larghe, con un grande fiocco.<\/p>\n<p>Anja amava il mare. Appena sveglia, non vedeva l\u2019ora di andare allo stabilimento balneare &#8220;Poseidon&#8221;. Ogni mattina, bagnini e famigliole aspettavano il loro arrivo.<\/p>\n<p>Milena era entrata, a pieno titolo, nel \u201cgiro delle mamme\u201d. Questa nuova identit\u00e0 le piaceva. Tante le domande sotto l\u2019ombrellone. Finalmente, aveva voce in capitolo: gli orari della nanna, le monellerie, i cibi preferiti dalla bambina. Si stava aprendo davanti a lei un mondo, che aveva un suo fascino, dal quale era sempre stata esclusa.<\/p>\n<p>Distesa pigramente sul lettino, controllava la bimba che giocava sulla riva. Non sapeva nuotare, le insegn\u00f2 a stare a galla. La teneva stretta tra le braccia facendole battere le gambe: erano momenti intensi. I giorni, scanditi da ritmi ormai consueti, passavano in armonia. Mancavano solo due settimane alla fine della vacanza.<\/p>\n<p>Un pomeriggio telefon\u00f2 l\u2019operatore dell\u2019associazione per chiederle di ospitare anche un bambino di sette anni. \u00a0Milena s\u2019inorgogl\u00ec, gongolando tra s\u00e9 e s\u00e9, interpretava la richiesta come un\u2019attestazione di merito.<\/p>\n<p>Yuri la conquist\u00f2 sin dalla prima sera. Erano rimasti svegli fino a notte fonda, intenti a guardare le foto che, come dal cappello del prestigiatore, il bambino aveva tirato fuori dal suo zainetto. Davanti agli occhi di Milena, come fotogrammi di un film, presero corpo desolati paesaggi campestri e immagini di uomini e donne sorridenti. Nella sua lingua indicava, di volta in volta, luoghi e nomi. Con orgoglio le aveva svelato il suo mondo. Si erano compresi senza bisogno di parole. Quella notte era nato un legame magico, fatto di sguardi empatici e abbracci.<\/p>\n<p>I bambini si erano subito trovati in sintonia. Al mattino presto, la cucina odorava di wurstel e patate fritte. Risuonavano le risate dei piccoli, seduti a far colazione. Quanto rumore nella sua casa, dopo anni di silenzio, interrotto unicamente dalle note di Mozart, unico rimedio per i momenti di noia!<\/p>\n<p>Era la quiete prima della tempesta: l\u2019arrivo di Yuri incrin\u00f2 l\u2019equilibrio di quel mondo ovattato.<\/p>\n<p>Milena si sent\u00ec esclusa dalla loro complicit\u00e0. I due bambini parlottavano fitto fitto nella loro lingua, poi ridevano, guardandola con aria ironica. Se chiedeva spiegazioni, non otteneva alcuna risposta.<\/p>\n<p>Yuri era bello: occhi azzurri di ghiaccio, capelli biondi, frangetta corta sulla fronte, un\u2019aria maliziosa lasciava intravedere il suo carattere. Non aveva nessuna consapevolezza della pericolosit\u00e0 dei suoi comportamenti. Saliva, veloce come uno scoiattolo, sulla scala poggiata a un angolo del balcone. Liberandosi con un brusco strattone dalla mano della donna, attraversava le strade incurante delle auto che sfrecciavano ad alta velocit\u00e0. S\u2019inerpicava su muretti altissimi, sfidandola con aria beffarda. Ostinatamente, non intendeva imparare neanche una parola d\u2019italiano. Comunicavano in inglese. Milena era stata costretta ad attingere a vecchie reminiscenze scolastiche. La prima volta in cui andarono alle giostre, Yuri si manifest\u00f2 in tutta la sua patologia. Salito su una macchinina rossa, al momento di scendere si rifiut\u00f2, urlando come un forsennato. Milena era sconvolta, quel bambino era ingestibile! Rientrati a casa, si calm\u00f2 solo quando la donna lo strinse tra le braccia. Sentiva il suo cuore battere forte. Accarezzando i suoi capelli dolcemente, gli sussurrava che era al sicuro. Chiss\u00e0 quali traversie aveva vissuto, si chiese, prima di arrivare all\u2019orfanotrofio che lo ospitava.<\/p>\n<p>Il giorno in cui Yuri si rivolse a Milena chiamandola \u201cmamma\u201d, la donna, per l\u2019emozione, vacill\u00f2. Si era affezionata a quel bimbo che era, al tempo stesso, fonte di gioia e di molteplici timori.<\/p>\n<p>Milena era preoccupata, non tanto per se stessa, quanto per Anja; aveva timore che Yuri, in un momento di rabbia, avrebbe potuto farle del male. Non accadde. Non aggred\u00ec mai n\u00e9 lei, n\u00e9 la bambina; in compenso tutti quelli che rientravano nel suo raggio d\u2019azione, se tentavano di fargli cambiare idea, ricevevano calci e pugni.<\/p>\n<p>La situazione era divenuta insostenibile: il bambino andava guardato a vista.<\/p>\n<p>Milena evitava di uscire. Trascorrevano lunghi pomeriggi assolati chiusi in casa. La bambina, sulla scia del compagno ribelle, gelosa delle attenzioni rivolte al ragazzo, non la ascoltava pi\u00f9. Anja, con aria imbronciata, non trovava nulla da fare.<\/p>\n<p>La donna si sentiva in gabbia, isolata dal mondo, sequestrata da un bambino di sette anni.<\/p>\n<p>Yuri era malato. In lacrime, chiam\u00f2 il volontario.<\/p>\n<p>Il bimbo, non appena vide l\u2019omino dagli occhiali rotondi, in ginocchio si attacc\u00f2 alla gonna di Milena. Piangendo la implorava di non mandarlo via. Le sue lacrime la commossero.<\/p>\n<p>La tregua, com\u2019era prevedibile, dur\u00f2 poco.<\/p>\n<p>Aggressivo durante il giorno, la notte tornava un bimbo piccolo; si addormentava solo con la mano della donna ma, come Dott. Jekyll e mister Hyde, al mattino avrebbe ritrovato tutta la sua potenza.<\/p>\n<p>Milena, dopo giorni tormentati, prese l\u2019unica decisione possibile: doveva rinunciare a Yuri.<\/p>\n<p>Questa volta il bambino, che aveva compreso tutto, non oppose resistenza. In silenzio raccolse le sue cose e, con lo zaino in spalla, segu\u00ec l\u2019operatore.<\/p>\n<p>Di l\u00ec a poco, anche per Anja arriv\u00f2 il momento di andar via.<\/p>\n<p>Milena pianse per giorni. Si colpevolizzava per non esser stata capace di occuparsi del bambino. Forse le era mancata la pazienza o l\u2019autorevolezza necessaria. Aveva fallito. La sua inesperienza le era stata fatale.<\/p>\n<p>Ebbe notizie di Yuri: sarebbe ritornato in patria con il primo volo.<\/p>\n<p>Milena consegn\u00f2 alle accompagnatrici un regalo per lui: una macchinina telecomandata che il piccolo aveva ammirato in un negozio di giocattoli.<\/p>\n<p>All\u2019orario previsto per la partenza, dietro i vetri della sala d\u2019attesa dell\u2019aeroporto, guard\u00f2 l\u2019aereo che si allontanava.<\/p>\n<p>Qualcosa era cambiato in lei. I bambini avevano scalfito la sua corazza difensiva, era pi\u00f9 vulnerabile. Quella percezione di vuoto interiore che da sempre la accompagnava, aveva lasciato il posto a una sorta di pienezza. Tante emozioni si erano avvicendate in quei giorni: si sentiva viva.<\/p>\n<p>Nessun rimpianto. \u00a0Era stata un\u2019estate indimenticabile.<\/p>\n<div class=\"pvc_clear\"><\/div>\n<p id=\"pvc_stats_14612\" class=\"pvc_stats all  \" data-element-id=\"14612\" style=\"\"><i class=\"pvc-stats-icon medium\" aria-hidden=\"true\"><svg aria-hidden=\"true\" focusable=\"false\" data-prefix=\"far\" data-icon=\"chart-bar\" role=\"img\" xmlns=\"http:\/\/www.w3.org\/2000\/svg\" viewBox=\"0 0 512 512\" class=\"svg-inline--fa fa-chart-bar fa-w-16 fa-2x\"><path fill=\"currentColor\" d=\"M396.8 352h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V108.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v230.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zm-192 0h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V140.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v198.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zm96 0h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V204.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v134.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zM496 400H48V80c0-8.84-7.16-16-16-16H16C7.16 64 0 71.16 0 80v336c0 17.67 14.33 32 32 32h464c8.84 0 16-7.16 16-16v-16c0-8.84-7.16-16-16-16zm-387.2-48h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8v-70.4c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v70.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8z\" class=\"\"><\/path><\/svg><\/i> <img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"16\" height=\"16\" alt=\"Loading\" src=\"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/301\/wp-content\/plugins\/page-views-count\/ajax-loader-2x.gif\" border=0 \/><\/p>\n<div class=\"pvc_clear\"><\/div>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>L\u2019aereo era in ritardo. 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