{"id":14610,"date":"2013-05-14T17:47:32","date_gmt":"2013-05-14T16:47:32","guid":{"rendered":"http:\/\/www.raccontinellarete.it\/?p=14610"},"modified":"2013-05-14T19:06:32","modified_gmt":"2013-05-14T18:06:32","slug":"premio-racconti-nella-rete-2013-il-campanello-di-andrea-polini","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/?p=14610","title":{"rendered":"Premio Racconti nella Rete 2013 &#8220;Il campanello&#8221; di Andrea Polini"},"content":{"rendered":"<p style=\"text-align: left;\" align=\"center\">Erano quasi le tre di una notte di novembre. Una notte di pioggia, di attesa, di cattivi pensieri. In una vecchia palazzina ad un solo piano, Giovanni, seduto al tavolo di cucina, ogni tanto si affacciava alla finestra con la speranza, da un momento all\u2019altro, di veder arrivare la macchina sportiva di suo nipote Kevin. Una macchina giapponese di cui non riusciva a pronunciare bene il nome della marca. Era una brutta notte, per Giovanni. Aveva freddo \u2013 d\u2019altra parte, di notte teneva il riscaldamento spento per risparmiare sulla bolletta del gas -, ma pi\u00f9 del freddo era la preoccupazione per suo nipote a dargli una sensazione di gelo interiore che nessun riscaldamento avrebbe potuto alleviare. Kevin era una testa matta \u2013 assomigliava troppo a suo padre Alfredo -, si diceva Giovanni, tornando con la mente a una decina di anni prima, quando dovette andare all\u2019obitorio del cimitero comunale a riconoscere i corpi straziati di suo figlio e di sua nuora Jessica, dopo l\u2019incidente che Alfredo aveva procurato guidando ubriaco e imbottito di cocaina. Erano precipitati con l\u2019auto in un burrone, di ritorno da una notte trascorsa in un locale da ballo della Versilia. Ora Giovanni aveva sonno, aveva voglia di addormentarsi e spegnare i cattivi ricordi, ma si sarebbe sentito in colpa a non pregare per suo nipote finch\u00e9 non fosse rincasato sano e salvo. Per l\u2019ennesima volta si alz\u00f2 dal tavolo, dette un\u2019occhiata fuori dalla finestra, per vedere se arrivava \u2013 ancora inutilmente -, poi, sempre pi\u00f9 preoccupato, prepar\u00f2 la moka da una tazza e la mise a scaldare sul fornello elettrico. Nel frattempo, chiss\u00e0 per quale tortuoso percorso della memoria, gli venne in mente un\u2019antica usanza di Barga, il suo paese natale. Di notte, un ragazzo girava in strada con un campanello in mano, e davanti agli usci delle case invitava i fedeli a pregare per le Anime del Purgatorio. Si disse che, alla sua et\u00e0, erano tante le anime delle persone care defunte per cui pregare, ma soprattutto si sentiva in dovere di farlo per Alfredo e Jessica, morti troppo giovani e troppo lontani da Dio. Mentre il caff\u00e8 scaldava sul fuoco, si chiedeva con insistenza se fosse stato un buon padre per Alfredo, avuto in et\u00e0 non pi\u00f9 giovane, quando a prezzo di tanti sacrifici e tanto duro lavoro era arrivato a poter mantenere decorosamente una famiglia. A quei tempi pensava che voler bene ad Alfredo consistesse anche nel dargli le cose che lui non aveva avuto, convinzione che mantenne fin quando il ragazzo inizi\u00f2 a farsi sempre pi\u00f9 pretenzioso e a frequentare i falsi amici che lo avrebbero condotto sulla strada della tossicodipendenza. Con le lacrime agli occhi, ricord\u00f2 sua moglie Nina, di quindici anni pi\u00f9 giovane di lui, dicendosi che se non fosse morta prematuramente, forse anche il destino di Alfredo e Jessica sarebbe stato diverso. In fin dei conti, pensava, a suo figlio era stato capace di dare solo qualche bene materiale. Ci\u00f2 che riteneva pi\u00f9 importante al mondo \u2013 la fede -, Alfredo l\u2019aveva sempre ignorata, quando non disprezzata. Si vers\u00f2 il caff\u00e8 in una tazzina, e mentre che dai suoi occhi scendevano due lacrime di amarezza, concluse che nonostante le buone intenzioni era stato un cattivo padre. \u201cDi buone intenzioni sono lastricate le strade dell\u2019inferno,\u201d disse, biascicando le parole, poi prese da sopra un mobiletto il Rosario della Madonna di Montenero, e torn\u00f2 a sedersi al tavolo. Piano, sorseggiava il caff\u00e8, guardando la tenera immaginetta della Madonna con Bambino, e un po\u2019 di pace scese su di lui, rendendogli pi\u00f9 sopportabile l\u2019attesa. \u201cQuante grazie avrei da chiederti, Madonnina mia,\u201d disse, con lo sguardo fisso verso il vetro della finestra. \u201cMa pregher\u00f2 per le Anime del Purgatorio, come facevano i miei vecchi una volta, e per Kevin, perch\u00e9 quel ragazzaccio torni a casa sano e salvo.\u201d Giovanni si sentiva gelare sempre pi\u00f9 pensando a quali pericoli fosse esposto Kevin, l\u00e0 fuori. La strada, il maltempo, le cattive compagnie, l\u2019alcool, la droga. E soprattutto se stesso, il suo pessimo carattere ereditato da un padre sconsiderato e, forse, anche da un nonno buono in modo un po\u2019 sbagliato. Fin\u00ec di bere il caff\u00e8, poi prese in mano la coroncina del Rosario e and\u00f2 alla pagina dei Misteri della Gloria. Inizi\u00f2 a recitare l\u2019Ave Maria sottovoce, con devozione, facendo scorrere lentamente, uno dopo l\u2019altro, tra le dita, i piccoli grani. Il dolce, lento pregare, il freddo, l\u2019et\u00e0 avanzata e l\u2019ora pi\u00f9 che tarda lo fecero cedere al sonno. D\u2019un tratto, si ridest\u00f2 di colpo. Gli sembrava di aver sentito suonare il campanello. Per un attimo ripens\u00f2 al campanello del ragazzo che la notte girava di uscio in uscio invitando i fedeli alla preghiera per le anime del Purgatorio, ma poi il pieno riaffiorare della coscienza lo fece approdare di nuovo alla nuda e cruda realt\u00e0, e il suo pensiero corse subito a Kevin. Gli sembrava di vedere, attraverso il vetro della finestra, un bagliore blu intermittente che poteva essere il lampeggiante delle ambulanze o delle auto della Polizia. Con la coroncina del Rosario ancora stretta tra le dita si alz\u00f2 dalla sedia, e traballando raggiunse la finestra. Parcheggiata vicino al cancello, vide una \u201cCinquecento\u201d di servizio dei Carabinieri, ma non riusc\u00ec a distinguere le figure dei militari che erano sul marciapiede. \u201cDio, perch\u00e9\u2026\u201d balbett\u00f2. Gli sembrava di rivivere l\u2019orrore della notte in cui morirono suo figlio e sua nuora. Se c\u2019erano i carabinieri alla porta \u2013 si diceva -, il motivo era grave. Tante volte aveva pregato il Signore di non fargli pi\u00f9 provare un simile dolore, forse il suo cuore e la sua mente non avrebbero sopportato un altro strazio, e sarebbe impazzito. Ma \u2013 si diceva ancora \u2013 i disegni di Dio sono imperscrutabili per gli uomini, e a volte bisogna rassegnarsi e sopportare quasi l\u2019insopportabile. Con passo malfermo usc\u00ec dalla cucina, ed entr\u00f2 nel piccolo ingresso per andare ad aprire la porta e il cancello ai carabinieri. Quando pass\u00f2 di fianco lo specchio che stava di fronte la porta del salotto, il campanello squill\u00f2 ancora, e a Giovanni parve un rumore invadente, impietoso. Si disse che, forse, non era vestito in modo adeguato per ricevere i carabinieri \u2013 aveva addosso un pesante pigiama di lana, e ancora stringeva tra le dita la coroncina del Rosario -, ma era certo che avrebbero compreso le sue preoccupazioni notturne per Kevin, in modo particolare se, come temeva, gli era davvero accaduto qualcosa di brutto. Apr\u00ec la porta d\u2019ingresso, e l\u2019aria fredda della notte lo fece rabbrividire. Guard\u00f2 a destra, verso il basso cancello che dava accesso al giardino. Tra due carabinieri \u2013 uno giovane e alto, l\u2019altro pi\u00f9 basso e anziano, con l\u2019aspetto del buon padre di famiglia \u2013 c\u2019era Kevin. Aveva sul viso un\u2019espressione triste e arrabbiata. \u201cVi apro subito,\u201d disse, poi pigi\u00f2 l\u2019interruttore per aprire il cancello. Ora sentiva il cuore sgravato da un peso. Sapeva che Kevin era quello che era, ma era vivo, e solo questo gli importava adesso. Mentre il ragazzo, accompagnato dai carabinieri, attraversava il giardino, Giovanni pens\u00f2 che il suono del campanello di casa, quella notte, era stato simile, almeno nello scopo, al suono del campanello per le vie di Barga tanti, tanti anni prima. Quella notte \u2013 sperava -, il campanello di casa che i carabinieri avevano suonato, poteva segnare l\u2019inizio della redenzione per il suo ragazzo. Una redenzione che \u2013 ringraziava Dio per questo \u2013 poteva avvenire ancora in questa vita.<\/p>\n<div class=\"pvc_clear\"><\/div>\n<p id=\"pvc_stats_14610\" class=\"pvc_stats all  \" data-element-id=\"14610\" style=\"\"><i class=\"pvc-stats-icon medium\" aria-hidden=\"true\"><svg aria-hidden=\"true\" focusable=\"false\" data-prefix=\"far\" data-icon=\"chart-bar\" role=\"img\" xmlns=\"http:\/\/www.w3.org\/2000\/svg\" viewBox=\"0 0 512 512\" class=\"svg-inline--fa fa-chart-bar fa-w-16 fa-2x\"><path fill=\"currentColor\" d=\"M396.8 352h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V108.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v230.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zm-192 0h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V140.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v198.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zm96 0h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V204.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v134.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zM496 400H48V80c0-8.84-7.16-16-16-16H16C7.16 64 0 71.16 0 80v336c0 17.67 14.33 32 32 32h464c8.84 0 16-7.16 16-16v-16c0-8.84-7.16-16-16-16zm-387.2-48h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8v-70.4c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v70.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8z\" class=\"\"><\/path><\/svg><\/i> <img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"16\" height=\"16\" alt=\"Loading\" src=\"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/301\/wp-content\/plugins\/page-views-count\/ajax-loader-2x.gif\" border=0 \/><\/p>\n<div class=\"pvc_clear\"><\/div>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Erano quasi le tre di una notte di novembre. 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