{"id":14595,"date":"2013-05-14T17:41:40","date_gmt":"2013-05-14T16:41:40","guid":{"rendered":"http:\/\/www.raccontinellarete.it\/?p=14595"},"modified":"2013-05-14T17:41:40","modified_gmt":"2013-05-14T16:41:40","slug":"premio-racconti-nella-rete-2013-la-dieta-di-barbara-miliacca","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/?p=14595","title":{"rendered":"Premio Racconti nella Rete 2013 &#8220;La dieta&#8221; di Barbara Miliacca"},"content":{"rendered":"<p><i>Venerd\u00ec<\/i> &#8211; Mi sembra quasi di poterlo addentare, quel suppl\u00ec dorato e gonfio di riso fumante. Sento i chicchi al dente sciogliersi e mescolarsi al sapore familiare del parmigiano, e il fumo caldo uscire voluttuoso dalle narici. Al centro, trionfa un capolavoro di rag\u00f9 rosso-arancio dal quale si intravede un pezzettino di sedano circondato da tre piselli verde mela.<\/p>\n<p>Ma NON posso: sono a dieta. Ho iniziato mercoled\u00ec, c\u00f2lta da un delirio di onnipotenza: tornare a indossare l\u2019abitino di prima della gravidanza. Precisamente la terza. \u00c8 tutta colpa di Mark: non avrebbe dovuto. Non avrebbe dovuto tirar fuori dall\u2019armadio quello stupendo pezzo di seta rubina ed esclamare \u201cCarino!\u201d. Ora ho raggiunto le 40 primavere e sento di dover (voler!) tentare. Ne vale la pena: potrei indossare di nuovo quell\u2019oggetto del desiderio, simbolo di una giovent\u00f9 lontana non in termini di anni\u2026 ma di adipe. Forse mi sentir\u00f2 di nuovo snella, scattante e bella.<\/p>\n<p>Francesca continua ad assaporare il suppl\u00ec grugnendo di piacere. <i>Il pi\u00f9 buono ch\u2019io abbia mai mangiato!<\/i> \u2014 miagola, socchiudendo gli occhi. Faccio l\u2019indifferente e conto le calorie che mi rimangono fino a ora di cena. Ancora cinquecento, poi andr\u00f2 finalmente a letto \u2013 Morfeo \u00e8 una liberazione per chi si priva di vivande appetitose fatte di sapori, odori e colori intensi.<\/p>\n<p>Continuiamo la nostra passeggiata attraverso i variopinti stand della Fiera del Gusto. Ecco lo stand del formaggio. Decido di rimanere a una distanza di sicurezza e togliermi gli occhiali, ma constato amareggiata che il senso pi\u00f9 sollecitato non sar\u00e0 la vista, bens\u00ec l\u2019olfatto: come impedire a quegli odori stuzzicanti di infilarsi nelle narici e raggiungere il cervello, tramutandosi in immediata frustrazione? Mi chiedo perch\u00e9 ho accettato di accompagnare Francesca a quest\u2019evento e infliggermi una tortura del genere.<\/p>\n<p>Intravedo una modella bionda che tiene in mano un vassoio con sei tipi di formaggio diversi. Sono certa che anche lei \u00e8 a dieta, e l\u2019idea che soffra mi conforta per una frazione di secondo \u2013 ma forse a lei non piace il formaggio, chiss\u00e0. Fotografo con attenzione le leccornie in bella mostra: una gruviera dai buchi irregolari, un riconoscibilissimo sbrinz, tre formaggi molli e umidi e, ciliegina sulla torta, uno spicchio di peccato giallo-arancio a pasta dura che mi ricorda un noto formaggio olandese. Il tutto incorniciato da una foglia di lattuga freschissima, croccante e \u2013 almeno lei \u2013 consentita dal mio regime dietetico-dittatoriale.<\/p>\n<p>Il sole tramonta e inizia a stendere un velo arancione sulle vivande mentre la gente, paga di sapori, odori e piaceri, si avvia verso l\u2019uscita. Sono soddisfatta: ho appagato l\u2019ego \u2013 che brava, ho resistito! \u2013 punendo il palato. La sera faccio fatica ad addormentarmi e mi rigiro nel letto un migliaio di volte: i miei pensieri sono abitati da piatti succulenti e scandalosamente proibiti. Mi rimangono ancora ben quattro settimane fino al sospirato traguardo: la taglia giusta, il fisico tanto agognato \u2013 forse una nuova vita\u2026<\/p>\n<p><i>Sabato<\/i> &#8211; mi siedo a tavola per fare colazione. Come sempre ho apparecchiato la sera precedente: tazze candide, tovagliette all\u2019americana, pane fragrante gi\u00e0 affettato e pronto ad accogliere generose cucchiaiate di burro e marmellata. Ma in mezzo al tavolo trionfa l\u2019oggetto assoluto del desiderio: un barattolo di soffice cioccolata, star incontrastata di colazioni e merende storiche. La tentazione suprema, un concentrato di calorie bandito dai 35 in su \u2013 ergo: dal secondo pargolo in poi. Mille merende si riaffacciano alla mente \u2013 erano tempi, non ancora sospetti, di metabolismo efficiente e solerte. E adesso che cosa mi succede? Quei settemila grammi accumulati durante la gravidanza del mio ultimo gioiello non se ne vogliono pi\u00f9 andare. Sono l\u00ec \u2013 anzi qui! &#8211; uniformemente distribuiti come un air-bag futurista che mi avvolge completamente le membra: zero spigoli, zero attrito. I comodi cuscinetti mi fanno sentire a-gravitazionale e, a dire il vero, mi ci sono quasi affezionata. Mio marito se ne<i> <\/i>infischia, per cui \u00e8 inutile arrovellarsi su quella maldestra esclamazione: a lui non importa un fico secco se l\u2019abitino color rubino \u00e8 due taglie al di sotto della mia. Per\u00f2, e questo particolare \u00e8 stato decisivo, le sue parole erano state condite da uno sguardo vagamente libidinoso \u2013 s\u00ec, avevo visto un fulgore nuovo nei suoi occhi, di solito bovini e inespressivi&#8230;<\/p>\n<p>Passo met\u00e0 mattinata e buona parte del pomeriggio a lavorare, sempre pensando alle pause-cibo consentite: lo spuntino delle quattro e la cena delle otto. Alle due in punto guardo l\u2019orologio, fantasticando che la lancetta pi\u00f9 corta si trovi gi\u00e0 sul fatidico \u201cquattro\u201d. Poi mi autoconvinco che, in fin dei conti, fare merenda un\u2019ora prima va bene lo stesso, quindi rimetto la sveglia, che alle tre in punto trilla imperiosa. Al suono di quell\u2019oggetto panciuto e metallico sento l\u2019acquolina inondarmi l\u2019intera cavit\u00e0 orale. <i>Oddio, non sar\u00f2 mica malata! <\/i>No, sono solo a dieta.<\/p>\n<p>I bambini fanno svogliatamente i compiti, poi cercano di estorcermi il permesso di giocare a: videogiochi, computer, guardie e ladri, mosca cieca. Il tutto, ovviamente, in sala &#8211; fuori piove a catinelle! Dopo un quarto d\u2019ora di negoziato decidiamo di fare una partita a rubamazzo, giusto per far partecipare anche la sorellina che ha gi\u00e0 deciso per tutti sbattendo il mazzo di carte sul tavolo. Mentre giochiamo, i bimbi mangiano tre caramelle, due cioccolatini ripieni e una manciata delle mie mentine preferite.<\/p>\n<p><i>Domenica<\/i> \u2013 andiamo a trovare gli zii di campagna. Zio Valentino \u00e8 abbronzato, ammiccante e scherzoso. Zia Adalgisa, affaccendata in mille attivit\u00e0, svolazza giuliva intorno agli ospiti. Anche lei, come mia madre, non ha problemi di linea. La silhouette prepubere e \u201czero curve\u201d \u00e8 stata per loro una tortura fino agli anta, dopodich\u00e9 \u2013 complice l\u2019et\u00e0 e le mode \u2013 le scaltre sorelle hanno sapientemente rigirato la frittata vantando la loro appartenenza alla categoria delle magro-piatte. Certo, preferisco essere tondo-formosa invece che magro-piatta. Per\u00f2, diciamo che l\u2019ideale sarebbe essere giusto-snella (come lo 0,97% delle quarantenni con tre gravidanze alle spalle).<\/p>\n<p>Tra una portata e l\u2019altra, anche il supplizio del pranzo giunge al termine. Ho mangiato: 15 g di lasagne integrali scondite, 30 g di vitello pseudo-rosolato, 2 scodelle di insalata. Prendo addirittura il caff\u00e8 \u2013 rigorosamente amaro. Durante il pranzo evito di guardare i piatti dei miei spensierati commensali; tuttavia uno schizzo di pomodoro sulla camicia rosa \u00a0dello zio attira la mia attenzione. Dal colore si evincono gli ingredienti del soffritto: sedano, cipolla e carote novelle &#8211; tutti ben intrisi di sublime olio di oliva. Il mio sguardo si sofferma su quello schizzo come se fosse un capolavoro del Caravaggio.<\/p>\n<p>Per autocensurarmi cerco di visualizzare la dieta come se fosse un\u2019immagine mistica: una stanza vuota dove non esistono sapori n\u00e9 odori, con al centro una Vergine diafana, illuminata da una luce fredda e irreale. Oppure una montagna altissima, purissima, durissima: io sono a met\u00e0 della salita, la vetta \u00e8 ancora lontana e le tentazioni diabolicamente vicine e insidiose.<\/p>\n<p>Tornata a casa, per distrarmi accendo la TV: c\u2019\u00e8 la pubblicit\u00e0 di un formaggio cremoso che da bambina spalmavo copiosamente sul pane tostato. Le mie papille, al culmine della malinconia, si nutrono di ricordi. Poi succede l\u2019imprevedibile. Decido di lasciar perdere tutto. S\u00ec: e se lasciassi perdere tutto, se mandassi al diavolo la dieta e dessi l\u2019intero guardaroba in beneficienza, facendo felici chiss\u00e0 quante persone? Potrei trasformare lo slancio ascetico che mi spinge a rinunciare al cibo in un atto di filantropismo\u2026 L\u2019idea mi entusiasma, per\u00f2 \u2013 per\u00f2: che diranno mio marito, le mie amiche, i familiari, i vicini e tutti coloro cui ho incautamente comunicato che sono a dieta \u2013 e i quali, oltretutto, mi incoraggiano a continuare?<\/p>\n<p>Come sempre, nei momenti di smarrimento sfoglio il mio personalissimo oracolo: il dizionario. Libert\u00e0: <i>situazione<\/i><i> che comporta assenza di costrizioni o limitazioni. <\/i>Mi piace, mi calza a pennello. Devo liberarmi dalle catene e i suoi numerosi anelli: la donna-oggetto, la donna perfetta, la moda, la societ\u00e0\u2026 Come un automa mi dirigo verso la cucina invasa da foglie di lattuga, prendo un grande sacco antracite, di quelli da cinquanta litri che utilizzo normalmente per la spazzatura, apro l\u2019armadio che sa di lavanda e inizio a infilare gli indumenti nel bustone informe. Mi dico che potrei giocare a lotto il 35 (l\u2019et\u00e0 in cui ho acquistato l\u2019abitino), il 3 (il numero della gravidanza incriminata), il 4 (l\u2019et\u00e0 di mia figlia, principale responsabile della mia attuale pinguedine). Mentre svolgo questa attivit\u00e0 catartica mi sento leggera, lieve, vaporosa. Incredibile: non sento pi\u00f9 la fame, non ho pi\u00f9 fame! Il mio corpo si \u00e8 affrancato dalla schiavit\u00f9 dell\u2019appetito? Non lo so e non mi interessa. Decido di essere me stessa: rotonda, paffuta, anzi: sfacciatamente grassa. Ho appena buttato via quella che ero prima per diventare quella che sono ora. La catena si sta spezzando!<\/p>\n<p>Improvvisamente, la sveglia si mette a squillare \u2013 ansiogena e allarmante come una sirena spiegata. Sono le quattro: \u00e8 l\u2019ora della merenda. Apro faticosamente gli occhi: la televisione \u00e8 ancora accesa e stanno trasmettendo un programma di cucina. Un grosso sacco dell\u2019immondizia \u00e8 poggiato sul pavimento, e dal nodo della busta si intravede un lembo di seta rubina.<\/p>\n<div class=\"pvc_clear\"><\/div>\n<p id=\"pvc_stats_14595\" class=\"pvc_stats all  \" data-element-id=\"14595\" style=\"\"><i class=\"pvc-stats-icon medium\" aria-hidden=\"true\"><svg aria-hidden=\"true\" focusable=\"false\" data-prefix=\"far\" data-icon=\"chart-bar\" role=\"img\" xmlns=\"http:\/\/www.w3.org\/2000\/svg\" viewBox=\"0 0 512 512\" class=\"svg-inline--fa fa-chart-bar fa-w-16 fa-2x\"><path fill=\"currentColor\" d=\"M396.8 352h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V108.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v230.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zm-192 0h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V140.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v198.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zm96 0h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V204.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v134.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zM496 400H48V80c0-8.84-7.16-16-16-16H16C7.16 64 0 71.16 0 80v336c0 17.67 14.33 32 32 32h464c8.84 0 16-7.16 16-16v-16c0-8.84-7.16-16-16-16zm-387.2-48h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8v-70.4c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v70.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8z\" class=\"\"><\/path><\/svg><\/i> <img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"16\" height=\"16\" alt=\"Loading\" src=\"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/301\/wp-content\/plugins\/page-views-count\/ajax-loader-2x.gif\" border=0 \/><\/p>\n<div class=\"pvc_clear\"><\/div>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Venerd\u00ec &#8211; Mi sembra quasi di poterlo addentare, quel suppl\u00ec dorato e gonfio di riso fumante. 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