{"id":14574,"date":"2013-05-13T10:24:16","date_gmt":"2013-05-13T09:24:16","guid":{"rendered":"http:\/\/www.raccontinellarete.it\/?p=14574"},"modified":"2013-05-13T10:24:16","modified_gmt":"2013-05-13T09:24:16","slug":"premio-racconti-nella-rete-2013-balliamo-di-fulvio-pierantoni-2","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/?p=14574","title":{"rendered":"Premio Racconti nella Rete 2013 &#8220;Balliamo?&#8221; di Fulvio Pierantoni"},"content":{"rendered":"<p><em><\/em>La decisione era presa.<\/p>\n<p>Pawel sedeva sulla sua solita sedia, fissando la deserta route 66, quasi sperando che il suo sguardo avesse il potere di attirare al suo distributore le automobili che invece, impietose, si ostinavano a non passare di l\u00ec. Dietro l\u2019angolo le pompe di benzina, immobili, constatavano tristemente la propria inutilit\u00e0.\u00a0 Era un pomeriggio di inizio aprile del 1968. Nonostante la primavera fosse appena agli inizi, l\u2019aria era molto calda, non soffiava un filo di vento e Agneszka, dalla finestra, gli gridava qualcosa. \u201cChe avr\u00e0 da strillare tanto?\u201d, pens\u00f2. Ma lui non aveva nessuna voglia di ascoltare. Aveva deciso, e non sarebbe tornato indietro.<\/p>\n<p>Pawel e Agneszka erano fuggiti dalla Polonia nel 1939, evitando per un pelo i carri armati di Hitler. A quel tempo, lui era un medico di provincia alle prime armi, lei una ragazza di campagna, una paziente che si era innamorata del proprio dottore, e lo aveva sposato. L\u2019invasione nazista aveva interrotto bruscamente le loro vite e i loro sogni, costringendoli a un\u2019odissea che, attraverso la Russia, li aveva portati prima in Finlandia e poi in Svezia, dove erano rimasti per un po\u2019. Successivamente, come tanti altri, avevano inseguito il sogno americano, e si erano trasferiti. Lui aveva fatto fatica a ricominciare la sua professione, soprattutto a causa della poca conoscenza della lingua, che si era rivelata un problema insormontabile per poter esercitare come medico. Entrambi non erano riusciti ad accettare la vita delle citt\u00e0 americane. I figli non erano venuti. Cos\u00ec, a met\u00e0 degli anni \u201950 avevano rilevato un distributore di benzina nei pressi di un piccolo centro dell\u2019Illinois, scegliendo di vivere isolati. La route 66 era uno dei percorsi principali per gli spostamenti da est a ovest, e questo avrebbe garantito il buon esito dell\u2019iniziativa, o cos\u00ec avevano sperato. Ma nel 1956, con la decisione di Eisenhower di promuovere la costruzione di un sistema di autostrade, era iniziato il declino della storica \u201866\u2019.\u00a0 Il traffico inizi\u00f2 a ridursi, e con esso il loro entusiasmo e le loro speranze.<\/p>\n<p>Agneszka sembrava avere smesso di chiamarlo, forse rassegnata. Lui si avvi\u00f2 dentro casa dalla porta posteriore, e and\u00f2 dritto in camera da letto. Apr\u00ec un cassetto e ne estrasse una pistola, comprata per difendersi da possibili ladri in una zona cos\u00ec deserta, ma fortunatamente mai utilizzata. Negli ultimi anni, la depressione si era fatta strada dentro di lui, prima in modo strisciante, poi sempre pi\u00f9 devastante, fino a prosciugare la sua voglia di vivere. Il rimpianto per un\u2019esistenza che non era stata neanche vicina a quella che lui aveva sognato, lo aveva abbattuto moralmente e fisicamente, e aveva deciso di farla finita. Due colpi, prima uno per lei poi uno per se stesso. Del resto, cosa avrebbe potuto fare Agneszka da sola, laggi\u00f9? La piet\u00e0, pi\u00f9 ancora dell\u2019amore, gli facevano pensare che quella fosse la cosa pi\u00f9 giusta da fare.<\/p>\n<p>Prese dal cassetto la scatola con i proiettili, e lentamente caric\u00f2 la Colt Single Action Army, inserendo nel tamburo tutti e sei i colpi, anche se ne sarebbero bastati di meno. Infil\u00f2 il revolver in tasca, e si avvi\u00f2 verso la cucina. La vista di sua moglie alle prese con le pentole, che preparava la tavola per la cena ormai quasi pronta (\u201c<i>ecco cosa gridava\u2026<\/i>\u201d gli pass\u00f2 per la mente), gli fece un\u2019enorme tenerezza. Dopo tanti anni l\u2019amava ancora moltissimo, e per questo l\u2019avrebbe portata con s\u00e9.<\/p>\n<p>Lei gli dava le spalle, era il momento giusto. Inizi\u00f2 silenziosamente ad estrarre la pistola. Improvvisamente un rumore lo ferm\u00f2, facendolo sussultare: era il suono di un clacson. \u201c<i>Clienti, proprio ora?<\/i>\u201d, pens\u00f2. Apr\u00ec la mano, e la tir\u00f2 fuori dalla tasca, vuota.<\/p>\n<p>\u201cPawel, clienti, vai!\u201d<\/p>\n<p>\u201cS\u00ec cara, vado, vado\u2026\u201d<\/p>\n<p>Usc\u00ec fuori e lentamente cammin\u00f2 verso la pompa. Si muoveva a scatti, sembrava reduce da una trance ipnotica dalla quale quel suono l\u2019aveva risvegliato, come lo schiocco delle dita di un illusionista. Nella macchina c\u2019era una coppia giovane, di colore. Chiesero il pieno, e mentre il serbatoio si riempiva il ragazzo alla guida chiese se nella zona si poteva mangiare qualcosa.<\/p>\n<p>\u201cDa queste parti non c\u2019\u00e8 niente, dovete andare ancora avanti per almeno quaranta\/cinquanta miglia.\u201d<\/p>\n<p>\u201cDio, cinquanta miglia\u2026 noi stiamo morendo di fame! Sa, mia moglie \u00e8 anche incinta. Ma questo profumo da dove viene?\u201d<\/p>\n<p>\u201cProfumo? Oh, questo \u00e8 il <i>bigos<a title=\"\" href=\"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/301\/wp-admin\/post-new.php#_ftn1\"><b>[1]<\/b><\/a><\/i> preparato da mia moglie.\u201d<\/p>\n<p>\u201cSenta, forse la proposta \u00e8 un po\u2019 pazza, ma non ce ne venderebbe un po\u2019? Diana ha davvero bisogno di mettere qualcosa nello stomaco.\u201d<\/p>\n<p>In quel momento usc\u00ec Agneszka. Forse intenerita dalla vista della donna in stato interessante, che nel frattempo era uscita dall\u2019auto per prendere un po\u2018 d\u2019aria e sgranchirsi le gambe, intervenne a troncare la discussione:<\/p>\n<p>\u201cMa che vendere? Ce n\u2019\u00e8 in abbondanza. Se non vi formalizzate, entrate e cenate con noi.\u201d<\/p>\n<p>Schiudendo la bocca in due sorrisi che lasciarono intravedere denti bianchissimi e un\u2019ingenuit\u00e0 di stampo antico, Miles \u2013 questo era il nome di lui &#8211; e Diana accettarono con entusiasmo. Entrarono nella piccola sala da pranzo, e si accomodarono secondo le indicazioni della padrona di casa. Pawel era furioso, ma si sforz\u00f2 di non darlo a vedere: tutto era solo rinviato di un paio d\u2019ore.<\/p>\n<p>Il pranzo era ottimo, e le due coppie presero velocemente confidenza. Pawel raccont\u00f2 la loro storia, tenendo fuori per quanto possibile l\u2019amarezza. Non c\u2019era ragione di condividere i propri fallimenti con degli estranei. Dalle espressioni meravigliate e sinceramente interessate degli interlocutori si rese conto che, sfrondata del pessimismo estremo con cui lui non poteva fare a meno di vederla, la loro vita aveva agli occhi altrui un che di interessante, quasi di avventuroso.<\/p>\n<p>\u201cQuindi non eserciti pi\u00f9 come medico?\u201d chiese Diana<\/p>\n<p>\u201cNo, da anni ormai. Non ricordo pi\u00f9 nemmeno i fondamentali. Ma raccontateci di voi: cosa fate da queste parti, dove siete diretti?\u201d<\/p>\n<p>\u201cVeniamo da Chicago, e andiamo a Memphis. Almeno per un tratto, abbiamo voluto fare la vecchia strada, ne abbiamo tanto sentito parlare.\u201d<\/p>\n<p>\u201cCosa andate a fare a Memphis?\u201d<\/p>\n<p>Qui prese la parola Miles, con il tipico atteggiamento di chi \u00e8 talmente entusiasta di quello che sta facendo, da non cercare altro che l\u2019occasione di raccontarlo a qualcuno, rinnovando cos\u00ec la propria sensazione di autocompiacimento. I due stavano recandosi nel Tennessee per incontrare Martin Luther King, e cercare di unirsi al suo seguito per le prossime \u2018marce\u2019 che erano in programma. Tutta la comunit\u00e0 nera americana era in fermento, si percepiva nell\u2019aria il vento del cambiamento, e loro \u2013 soprattutto lui, era chiaro &#8211; volevano essere parte di questa fase storica, volevano avere un ruolo, per quanto piccolo. La decisione non era stata facile, specie per via della gravidanza di lei: ma era solo ai primi mesi, e che diamine, ci saranno pure dottori nel Tennessee! Cos\u00ec, Miles avrebbe abbracciato la causa dell\u2019integrazione, mentre Diana sarebbe stata ospitata da parenti, in attesa di una sistemazione stabile per la coppia.<\/p>\n<p>Osservare quei due, la loro fiducia illimitata nelle loro scelte, era commovente. Pawel non era mai stato razzista, anzi non era mai riuscito nemmeno a concepire l\u2019esistenza del problema. Come avrebbe dovuto succedere \u2013 almeno cos\u00ec pensava lui \u2013 a chiunque fosse stato anche solo sfiorato dagli orrori del nazifascismo, non riusciva a capire come un aspetto legato alla pigmentazione cutanea potesse avere una qualsiasi influenza sull\u2019atteggiamento nei confronti delle persone. Sembrava \u2013 era \u2013 una cosa pazzesca, incomprensibile. Di conseguenza, simpatizzava parecchio con le battaglie pacifiche portate avanti dal King, ed era rimasto commosso leggendo il testo del discorso di Washington, \u201c<i>I have a dream\u2026<\/i>\u201d. Cos\u00ec, gli inaspettati visitatori riscuotevano tutta la sua solidariet\u00e0, contagiandolo con la loro euforia. Incredibilmente, in quel momento non ricordava quasi pi\u00f9 lo sconforto di poco prima, e il terribile gesto che stava per compiere.<\/p>\n<p>\u201cVi va un po\u2019 di dolce? Mia moglie ha fatto i <i>pierniki<\/i>: sono come delle paste al miele, buonissimi e leggeri.\u201d<\/p>\n<p>Gli ospiti non tentarono nemmeno di resistere: se il dolce era buono come lo stufato, quel pasto improvvisato prometteva di diventare indimenticabile. Accettarono volentieri, e Agneszka port\u00f2 in tavola un vassoio colmo di dolcetti di forme varie, ma tutti dall\u2019aspetto molto invitante. Timorosa per la linea, Diana ne mangi\u00f2 solo uno, mentre dopo pochi minuti Miles, che masticava pochissimo e quindi mangiava a velocit\u00e0 supersonica, ne aveva gi\u00e0 trangugiati tre. Mentre era alle prese con il quarto, Agneszka accese la radio: avevano il televisore, ma in quel momento lei desiderava qualcosa che facesse da sottofondo, discreto e non invasivo. Un ritmo molto vivace si diffuse per la stanza, e per qualche minuto sembr\u00f2 ipnotizzare il gruppo. Divertito, Miles si alz\u00f2 e invit\u00f2 la moglie a ballare. Molto esitante, lei accett\u00f2, e per qualche minuto i due danzarono avvinghiati, nonostante la musica proveniente dalla radio non fosse la pi\u00f9 adatta per un \u201clento\u201d. L\u2019amore tra i due era palpabile, e Pawel pens\u00f2 con nostalgia ai tempi passati.<\/p>\n<p>La coincidenza temporale fu incredibile. Mentre i due ballavano, Miles allung\u00f2 la mano e prese il quinto <i>pierniki<\/i>. Diede un primo morso, e in quel momento la musica si ferm\u00f2. Dalla radio venne una voce professionalmente agitata, che annunci\u00f2 l\u2019interruzione delle trasmissioni per trasmettere una notizia straordinaria.<\/p>\n<p>\u201cOggi alle 18:00, al Lorraine Motel di Memhis, Martin Luther King \u00e8 stato assassinato. Il noto attivista dei diritti civili dei neri \u00e8 stato colpito da un colpo di fucile, mentre si trovava affacciato al balcone della sua stanza\u2026\u201d<\/p>\n<p>Non riuscirono a sentire il seguito della notizia. Miles impallid\u00ec, lasci\u00f2 la moglie e guard\u00f2 la radio, incredulo. Subito dopo emise degli stentati colpi di tosse: evidentemente un pezzo troppo grosso di dolce gli era andato di traverso.<\/p>\n<p>\u201cAspetta, ti porto un po\u2019 d\u2019acqua\u201d fece Agneszka, ma non serv\u00ec. La tosse non cessava, Miles non riusciva a parlare, port\u00f2 le mani alla gola mentre il suo viso assumeva un colorito spaventosamente bluastro.<\/p>\n<p>Pawel ebbe un sussulto, qualcosa ritorn\u00f2 alla sua memoria. Da tempo non ricordava di essere stato un medico, ma davanti a quella scena qualcosa di non pi\u00f9 praticato da anni, anzi da decenni, tanto da aver quasi perso la consapevolezza di averlo mai imparato, gli rivenne in mente.<\/p>\n<p>\u201cOstruzione delle vie respiratorie\u2026 qualcosa bloccato nella trachea\u2026 la manovra di Heimlich!<a title=\"\" href=\"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/301\/wp-admin\/post-new.php#_ftn2\">[2]<\/a>\u201d<\/p>\n<p>Mentre Agneszka gridava \u201cPawel!\u201d, lui balz\u00f2 dalla sedia. Non era sicuro di sapere quello che faceva, ma non ebbe il tempo di pensarci. Guidato in parti uguali dall\u2019istinto e dall\u2019incoscienza, si port\u00f2 dietro all\u2019amico sofferente e gli cinse l\u2019addome con entrambe le mani. Chiuse il pugno sinistro, e con il destro lo afferr\u00f2 e inizi\u00f2 a dare una serie di spinte verso l\u2019alto. Una volta, due volte, tre, non succedeva niente. Alla quarta spinta, una pallottola nerastra venne espulsa violentemente dalla bocca di Miles, che sempre tossendo inizi\u00f2 a respirare e a riprendere, lentamente, il colorito naturale. Le voci si accavallavano:<\/p>\n<p>\u201cAmore, stai bene?\u201d<\/p>\n<p>\u201cDio, non riuscivo a respirare. Grazie, credo che tu mi abbia salvato la vita!\u201d<\/p>\n<p>\u201cPawel\u2026 bravo! Ce l\u2019hai fatta!\u201d<\/p>\n<p>Lui era incredulo, quasi stordito. Sent\u00ec in bocca un sapore che aveva dimenticato, anche se negli anni felici della vita in Polonia gli era stato familiare: quello di essere stato utile, anzi di pi\u00f9, di avere evitato la morte di un proprio simile. Barcollando, sfugg\u00ec ai tentativi di abbraccio del suo involontario paziente, e di sua moglie, e torn\u00f2 a sedersi. Si prese la faccia tra le mani per qualche secondo, e quando le apr\u00ec, si accorse che stava piangendo.<\/p>\n<p>Era passata una decina di minuti, e l\u2019atmosfera si era fatta surreale. I due viaggiatori si guardavano muti, scioccati non si sa se pi\u00f9 dal pericolo corso, o dalla terribile notizia che lo aveva provocato. Silenziosamente si chiedevano l\u2019un l\u2019altro se il loro viaggio, a questo punto, avesse ancora senso. Anche i padroni di casa erano taciturni. A sbloccare la situazione fu Miles, che si alz\u00f2, e con un filo di voce si rivolse alla compagna:<\/p>\n<p>\u201c\u00c8 meglio che andiamo, cara.\u201d<\/p>\n<p>\u201cVa bene, ma\u2026 andare dove?\u201d<\/p>\n<p>\u201cIo\u2026 non lo so. Ma intanto togliamo il disturbo.\u201d<\/p>\n<p>N\u00e9 Pawel n\u00e9 la moglie ebbero il coraggio di protestare o pronunciare frasi di circostanza. Ci furono abbracci e strette di mano, le parole non potevano descrivere quello che ciascuno provava, per cui tutti si affidarono al pi\u00f9 espressivo silenzio. Guardarono la macchina che si allontanava, chiedendosi cosa ne sarebbe stato di quei due. Poi tornarono in casa. Si era fatto tardi.<\/p>\n<p>\u201cSono stanco, vado ad appoggiarmi sul letto.\u201d<\/p>\n<p>\u201cVai caro, io sistemo la cucina e arrivo.\u201d<\/p>\n<p>In camera, lui apr\u00ec un cassetto alla ricerca di un pigiama. Sent\u00ec qualcosa di metallico sotto le mani, e ricord\u00f2 di avere nascosto la pistola, in fretta e furia, all\u2019arrivo dei due ospiti. Che strano, da quel momento sembravano passati dei secoli: di quella decisione meditata ancora e ancora, e delle motivazioni che l\u2019avevano provocata, non c\u2019era pi\u00f9 traccia. Sembrava fosse successo a un altro, come l\u2019avesse visto in un telefilm. Si sentiva di nuovo utile, sereno. Vivo. Richiuse il cassetto e si diresse verso la cucina. Passando per il salone, lo sguardo gli cadde su un vecchio giradischi, con ammucchiati accanto dei 45 giri. Ne prese uno, lesse l\u2019etichetta: \u2018Moonlight serenade\u2019, di Glenn Miller. L\u2019ondata dei ricordi lo travolse: era stata la \u201cloro\u201d canzone, subito prima di scappare dalla terra dov\u2019erano nati. Gli ricordava nello stesso momento i tempi sereni e la loro fine, l\u2019amore e la fuga. Estrasse il disco dalla copertina e lo mise sul piatto. L\u2019impatto con la puntina provoc\u00f2 inizialmente un fruscio, e subito dopo dolcissime note si diffusero per la casa.<\/p>\n<p>Stupita, Agneszka si affacci\u00f2 nella stanza, ancora con il grembiule allacciato addosso. Erano mesi, anni forse, che quel giradischi non veniva messo in funzione. A quell\u2019ora poi! Fece appena in tempo a iniziare a parlare:<\/p>\n<p>\u201cPawel\u2026\u201d<\/p>\n<p>Ma lui la zitt\u00ec gentilmente, portandosi un dito alla bocca. Poi le porse la mano, e con un gesto che era stato tipico della loro giovent\u00f9 le disse:<\/p>\n<p><em>\u201cBalliamo?\u201d<\/em><\/p>\n<hr align=\"left\" size=\"1\" width=\"33%\" \/>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<div>\n<div>\n<p><a title=\"\" href=\"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/301\/wp-admin\/post-new.php#_ftnref1\">[1]<\/a> Bigos: piatto tipico della cucina polacca, consistente in uno stufato di carne, cavoli e crauti, arricchito con spezie varie.<\/p>\n<\/div>\n<div>\n<p><a title=\"\" href=\"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/301\/wp-admin\/post-new.php#_ftnref2\">[2]<\/a> La\u00a0manovra di Heimlich\u00a0\u00e8 una tecnica di primo soccorso per rimuovere un&#8217;ostruzione delle vie respiratorie.<\/p>\n<\/div>\n<\/div>\n<div class=\"pvc_clear\"><\/div>\n<p id=\"pvc_stats_14574\" class=\"pvc_stats all  \" data-element-id=\"14574\" style=\"\"><i class=\"pvc-stats-icon medium\" aria-hidden=\"true\"><svg aria-hidden=\"true\" focusable=\"false\" data-prefix=\"far\" data-icon=\"chart-bar\" role=\"img\" xmlns=\"http:\/\/www.w3.org\/2000\/svg\" viewBox=\"0 0 512 512\" class=\"svg-inline--fa fa-chart-bar fa-w-16 fa-2x\"><path fill=\"currentColor\" d=\"M396.8 352h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V108.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v230.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zm-192 0h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V140.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v198.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zm96 0h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V204.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v134.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zM496 400H48V80c0-8.84-7.16-16-16-16H16C7.16 64 0 71.16 0 80v336c0 17.67 14.33 32 32 32h464c8.84 0 16-7.16 16-16v-16c0-8.84-7.16-16-16-16zm-387.2-48h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8v-70.4c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v70.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8z\" class=\"\"><\/path><\/svg><\/i> <img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"16\" height=\"16\" alt=\"Loading\" src=\"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/301\/wp-content\/plugins\/page-views-count\/ajax-loader-2x.gif\" border=0 \/><\/p>\n<div class=\"pvc_clear\"><\/div>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>La decisione era presa. Pawel sedeva sulla sua solita sedia, fissando la deserta route 66, quasi sperando che il suo sguardo avesse il potere di attirare al suo distributore le automobili che invece, impietose, si ostinavano a non passare di l\u00ec. Dietro l\u2019angolo le pompe di benzina, immobili, constatavano tristemente la propria inutilit\u00e0.\u00a0 Era un [&hellip;]<\/p>\n<div class=\"pvc_clear\"><\/div>\n<p id=\"pvc_stats_14574\" class=\"pvc_stats all  \" data-element-id=\"14574\" style=\"\"><i class=\"pvc-stats-icon medium\" aria-hidden=\"true\"><svg aria-hidden=\"true\" focusable=\"false\" data-prefix=\"far\" data-icon=\"chart-bar\" role=\"img\" xmlns=\"http:\/\/www.w3.org\/2000\/svg\" viewBox=\"0 0 512 512\" class=\"svg-inline--fa fa-chart-bar fa-w-16 fa-2x\"><path fill=\"currentColor\" d=\"M396.8 352h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V108.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v230.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zm-192 0h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V140.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v198.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zm96 0h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V204.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v134.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zM496 400H48V80c0-8.84-7.16-16-16-16H16C7.16 64 0 71.16 0 80v336c0 17.67 14.33 32 32 32h464c8.84 0 16-7.16 16-16v-16c0-8.84-7.16-16-16-16zm-387.2-48h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8v-70.4c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v70.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8z\" class=\"\"><\/path><\/svg><\/i> <img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"16\" height=\"16\" alt=\"Loading\" src=\"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/301\/wp-content\/plugins\/page-views-count\/ajax-loader-2x.gif\" border=0 \/><\/p>\n<div class=\"pvc_clear\"><\/div>\n","protected":false},"author":3587,"featured_media":0,"comment_status":"open","ping_status":"closed","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[84],"tags":[],"class_list":["post-14574","post","type-post","status-publish","format-standard","hentry","category-premio-racconti-nella-rete-2013"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/14574"}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/users\/3587"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcomments&post=14574"}],"version-history":[{"count":2,"href":"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/14574\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":14576,"href":"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/14574\/revisions\/14576"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fmedia&parent=14574"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcategories&post=14574"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Ftags&post=14574"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}