{"id":14493,"date":"2013-05-14T17:10:42","date_gmt":"2013-05-14T16:10:42","guid":{"rendered":"http:\/\/www.raccontinellarete.it\/?p=14493"},"modified":"2013-05-14T17:10:42","modified_gmt":"2013-05-14T16:10:42","slug":"premio-racconti-nella-rete-2013-fame-di-davide-nardi","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/?p=14493","title":{"rendered":"Premio Racconti nella Rete 2013 &#8220;Fame&#8221; di Davide Nardi"},"content":{"rendered":"<p style=\"text-align: left;\">La sua era una fame atipica, involontaria. Mangiava non gi\u00e0 per appagare un bisogno fisiologico ma, si sarebbe detto, per inerzia, per noia. Mangiava con la medesima frequenza con cui respirava, e anche pi\u00f9. Non c\u2019era modo di tenerlo una volta che lo prendeva la fame, bisognava solo aspettare che finisse, che avesse la bocca vuota e la pancia piena. Allora era pi\u00f9 docile e si lasciava rivolgere la parola. Mangiava, mangiava, mangiava in ogni momento della giornata, ogni occasione era buona per mangiare. Mangiava, tutto qua: mangiare era divenuta la sua unica occupazione, il solo esercizio cui applicasse un impegno costante. Inutile farlo smettere, inutile indurlo alla ragione: il pi\u00f9 piccolo screzio era sufficiente a scaldargli il sangue e in un attimo diventava bizzoso, un vero mostro. Eppure, a vederlo, non era proprio grasso: era grosso, fuor di dubbio, un armadio, ma non era esageratamente grasso. O, almeno, non di una grassezza insana e anomala. Tutto quel cibo gli era necessario e trovava facile collocazione\u00a0nell&#8217;immensit\u00e0\u00a0del suo corpo, tutto quel cibo che sarebbe bastato a sfamare un reggimento al completo era la quantit\u00e0 giusta per lui, n\u00e9 pi\u00f9 n\u00e9 meno. Ma se eccedeva, anche solo di poco, la nausea gli serrava lo stomaco ed era quasi triste vederlo solitario, senza il suo solito masticare. Se invece gli capitava di mancare un pasto, evento piuttosto infrequente considerata la distanza brevissima, se non proprio nulla, tra l\u2019uno e l\u2019altro, entrava in astinenza e, a quel punto, avrebbe ingerito la prima cosa capitatagli a tiro. Incontrarlo in simili frangenti significava mettere a repentaglio la propria incolumit\u00e0, e questo ben lo sapeva il giovane magro che lo assisteva di frequente in quelle grandi abbuffate, guardandosi per\u00f2 dal prenderne parte. \u00a0Si concedeva, \u00e8 vero, di tanto in tanto, qualche rimasuglio; avanzi che l\u2019altro, con molta parsimonia, gli tirava dal tavolo. Allora si attaccava a quei resti masticaticci e, dopo averli esaminati con cura, ne spiccava i minuscoli frammenti residui. Mai che gli si offrisse una pietanza vera e propria: il grasso teneva, neanche a dirlo, per s\u00e9 i bocconi migliori. Il giovane magro, che tutto questo vedeva, non ne aveva\u00a0 a male poich\u00e9 quei pezzi d\u2019osso e le bucce di frutta e tutto il resto erano bastevoli alla sua povera dieta; non avrebbe chiesto di pi\u00f9 ed era ben felice di imboccare il grasso quando questi lo supplicava dolcemente di farlo. Ed ecco che subito gli avvolgeva una lunga tovaglia attorno al collo e con un grosso cucchiaio delle dimensioni di un mestolo, infornava il cibo selezionandolo accuratamente tra quello presente sul tavolo e alternandolo, qualora fosse necessario, con copiosi sorsi d\u2019acqua che travasava da un barile apposito. Capitava spesso che il grasso si assopisse dopo aver mangiato e rimanesse per ore immobile nella stessa posizione; fortuna che il giovane magro aveva il buonsenso e l\u2019accortezza di allontanarlo dal tavolo, perch\u00e9 la testa non gli ricadesse in avanti imbrattandosi tutta quanta. A fatica trascinava indietro la sedia, un\u2019operazione immane per una personcina tanto gracile e minuta, e l\u2019altro neanche s\u2019avvedeva di quel lento, impercettibile, trascinamento; affondava la testa nel petto ampio e villoso, con ronfi sonori. Quindi, sbrigato l\u2019onere maggiore, passava ad ispezionare la tavola, riunendo gli avanzi in un largo piatto da portata che richiudeva con il suo coperchio, sia per proteggerli\u00a0dall&#8217;assalto\u00a0di mosche e tafani, abbondantissimi in quelle zone, sia perch\u00e9 sapeva che, una volta desto, il grasso ne avrebbe desiderato ancora. Mai lo sfior\u00f2 la tentazione di assaggiarne un poco, pur conscio che parti cos\u00ec prelibate e succose non gliene sarebbero toccate pi\u00f9. Non che non avesse fame, ne aveva moltissima in verit\u00e0, ma la nascondeva; il fatto \u00e8 che era tanto asservito al suo ruolo, e poi lo disgustava la semplice vista di tutto quel cibo trangugiato e rimestato e azzannato senza piet\u00e0. Il grasso, sospettoso di ci\u00f2, riponeva piena fiducia nel giovane magro e gli era fortemente grato di ritrovare sempre, ad ogni risveglio, il suo buon cibo intatto, proprio come lo aveva lasciato. Finora non si \u00e8 detto, ma il lettore accorto lo avr\u00e0 forse intuito, che a imbandire quei trionfi gastronomici degni di un Trimalchione, era sempre il giovane magro. Trafficava in cucina da mane a sera, provandosi di esaudire tutte le voglie culinarie del grasso, ed era al settimo cielo quando i suoi sforzi venivano ripagati, meno quando i suoi intingoli troppo sofisticati non incontravano il meritato consenso. Lo capiva subito da come il grasso masticava. Se masticava piano e rimaneva qualcosa nel piatto, fatto assai raro, di sicuro aveva avuto difficolt\u00e0 a mandarlo gi\u00f9. Se masticava meccanicamente fin quasi a ingozzarsi, allora era da credere che tutto fosse di suo gradimento e, nel migliore dei casi, il grasso lo avrebbe convocato al tavolo per inondarlo di ossequiose congratulazioni. Ci\u00f2 esortava il giovane magro a far sempre meglio. Va pur detto, a onor del vero, che il giovane magro era molto scrupoloso e autocritico, motivo per cui non faceva mai uscire dalla cucina un piatto senza averlo prima pensato a lungo. Qualche volta, azzardando, licenziava anche prodotti meno perfetti; poco dopo se li vedeva restituire accompagnati da dure rimostranze. Non era certo il tipo vanitoso da sentirsi leso\u00a0nell&#8217;orgoglio\u00a0 soltanto si mortificava di non essere sempre\u00a0all&#8217;altezza\u00a0del compito richiesto. Il grasso, persona oltremodo comprensiva, non gli faceva pesare troppo queste sue mancanze, offrendosi di buon grado da cavia, l\u2019accordo era\u00a0ch&#8217;egli\u00a0avesse sempre qualcosa da metter sotto i denti, buona o cattiva che fosse.<\/p>\n<p style=\"text-align: left;\">\u201cPerch\u00e9 non ti siedi al tavolo con me e mangi qualcosa?\u201d gli chiese un giorno, notandolo pericolosamente deperito e in pericolo per la sua salute.<\/p>\n<p style=\"text-align: left;\">\u201cNon posso\u201d rispose il giovane, tenendosi a distanza con un nuovo piatto fumante fra le mani.<\/p>\n<p style=\"text-align: left;\">\u201cPossibile che tu non abbia mai fame?\u201d<\/p>\n<p style=\"text-align: left;\">\u201cSono affamatissimo, signore, ma le ripeto che non posso\u201d. A quelle parole, il grasso fece scivolare a terra un barattolo colmo di olive dall\u2019aria veramente appetitosa che l\u2019altro neppure tocc\u00f2; non accettava pi\u00f9 cibo da parecchi giorni e tutti gli avanzi venivano buttati ai cani.<\/p>\n<p style=\"text-align: left;\">\u201cDavvero non capisco perch\u00e9 tu non debba mangiare, se hai fame\u201d disse il grasso, senza interrompere la masticazione e ingegnandosi allo stesso tempo affinch\u00e9 il cibo non trasbordasse dalle sue fauci; poi, con un calcio, gli avvicin\u00f2 una sedia:<\/p>\n<p style=\"text-align: left;\">\u201cAccomodati, oggi sei mio ospite\u201d<\/p>\n<p style=\"text-align: left;\">Il giovane, imperterrito, rest\u00f2 fermo sulle sue posizioni, facendo mostra di dissentire, quindi, con compunzione:<\/p>\n<p style=\"text-align: left;\">\u201cQualcuno dovr\u00e0 pur cucinare- disse- C\u2019\u00e8 bisogno di qualcuno che cucini e di qualcuno che mangi, Continuiamo pertanto a fare ci\u00f2 che ci riesce meglio\u201d<\/p>\n<p style=\"text-align: left;\">\u201cMa questo non ti obbliga a non mangiare\u201d, insist\u00e9 il grasso.<\/p>\n<p style=\"text-align: left;\">\u201cIo mangio, mi creda, ma la mia \u00e8 una fame diversa. Questo cibo \u00e8 per lei, a me non piace pi\u00f9\u201d e, cos\u00ec dicendo, depose il piatto sulla tavola ingombra e, come ne sfil\u00f2 il coperchio, ne sort\u00ec un profumo gradevolissimo da metter voglia. Di certo era il pi\u00f9 bel piatto e il pi\u00f9 buono che il giovane magro avesse mai preparato, il grasso lo sbaf\u00f2 senza riguardo e ne chiese ancora. Il giovane, compiaciuto, corse in cucina a prepararne dell\u2019altro: era un piatto rischioso, elaborato, in cui aveva mischiato un po\u2019 di tutto e gi\u00e0 presagiva, in cuor suo, che non sarebbe stato facile replicarlo alla lettera. Ma pi\u00f9 di ogni altra cosa gli premeva di accontentare il grasso.<\/p>\n<div class=\"pvc_clear\"><\/div>\n<p id=\"pvc_stats_14493\" class=\"pvc_stats all  \" data-element-id=\"14493\" style=\"\"><i class=\"pvc-stats-icon medium\" aria-hidden=\"true\"><svg aria-hidden=\"true\" focusable=\"false\" data-prefix=\"far\" data-icon=\"chart-bar\" role=\"img\" xmlns=\"http:\/\/www.w3.org\/2000\/svg\" viewBox=\"0 0 512 512\" class=\"svg-inline--fa fa-chart-bar fa-w-16 fa-2x\"><path fill=\"currentColor\" d=\"M396.8 352h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V108.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v230.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zm-192 0h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V140.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v198.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zm96 0h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V204.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v134.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zM496 400H48V80c0-8.84-7.16-16-16-16H16C7.16 64 0 71.16 0 80v336c0 17.67 14.33 32 32 32h464c8.84 0 16-7.16 16-16v-16c0-8.84-7.16-16-16-16zm-387.2-48h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8v-70.4c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v70.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8z\" class=\"\"><\/path><\/svg><\/i> <img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"16\" height=\"16\" alt=\"Loading\" src=\"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/301\/wp-content\/plugins\/page-views-count\/ajax-loader-2x.gif\" border=0 \/><\/p>\n<div class=\"pvc_clear\"><\/div>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>La sua era una fame atipica, involontaria. 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