{"id":1449,"date":"2009-05-19T18:32:38","date_gmt":"2009-05-19T17:32:38","guid":{"rendered":"http:\/\/www.raccontinellarete.it\/?p=1449"},"modified":"2009-05-21T19:07:56","modified_gmt":"2009-05-21T18:07:56","slug":"non-le-nuvole-ne-gli-alberi","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/?p=1449","title":{"rendered":"Racconti nella Rete 2009 &#8220;Non le nuvole, n\u00e8 gli alberi&#8221; di Giovanni Cicero"},"content":{"rendered":"<p>Il fruscio delle foglie calpestate, nel vialetto del parco, era l\u2019unico rumore che si udisse in quel momento. Lo percorrevo a passi lenti, assaporando il tepore dell\u2019ultimo sole autunnale, immerso nella solitudine e nella volont\u00e0 che essa rimanesse tale per un tempo indefinito. Sotto il peso dei miei pensieri, mi chiedevo perch\u00e9 mai si \u00e8 costretti, in questa vita, a dar conto di tutto a tutti fin dal primo vagito e perch\u00e9, ad un certo punto, non si possa, invece, rinchiudersi nel proprio guscio, isolandosi dalla societ\u00e0 e dal mondo intero, senza dar fastidio a nessuno e badando soltanto a se stessi, aspettando la fine. Raggiunsi una panchina, per met\u00e0 illuminata dal sole e l\u00ec mi sedetti. Chiusi gli occhi e rimasi ad ascoltare il silenzio irreale di quel parco, dove solo qualche rara folata di brezza riusciva a smuovere le foglie che ancora resistevano attaccate ai rami degli alberi e quelle che gi\u00e0 erano cadute, vinte dalla secchezza. Mi assopii, e il tempo che trascorsi cos\u00ec, sospeso nei miei pensieri, trascorse senza che ne ebbi avuto coscienza. Talvolta, pur nella semi-incoscienza in cui mi trovavo, percepivo un\u2019ombra attraversarmi il volto, forse una nuvola, pensai, o l\u2019ombra dei rami degli alberi sotto i quali ero seduto, mossi dal vento. Ma non c\u2019era vento e l\u2019ombra, ora, persisteva. Aprii gli occhi, e sobbalzai.<\/p>\n<p class=\"MsoNormal\" style=\"35.4pt;\">\u201cMa chi \u00e8 lei?\u201d quasi gridai.<\/p>\n<p class=\"MsoNormal\" style=\"justify;\">Il signore seduto accanto a me mi guardava come stupito, col mento appoggiato al suo bastone, a due passi dal mio viso. Era lui, dunque, che m\u2019aveva fatto ombra, e non le nuvole, n\u00e9 gli alberi.<\/p>\n<p class=\"MsoNormal\" style=\"35.4pt;\">\u201cL\u2019ho spaventata?\u201d \u2013mi chiese, con una voce profonda.<\/p>\n<p class=\"MsoNormal\" style=\"justify;\">Era vestito di scuro, con un abito nero coperto da un impermeabile. Appariva di una magrezza sconcertante e le mani appoggiate al bastone sembravano rinsecchite da una qualche forma di artrosi. Ma non era vecchio, sebbene fosse difficile riuscire a dargli un\u2019et\u00e0.<\/p>\n<p class=\"MsoNormal\" style=\"35.4pt;\">\u201cS\u00ec, mi ha spaventato \u2013risposi- soprattutto perch\u00e9 non l\u2019ho sentito arrivare\u201d.<\/p>\n<p class=\"MsoNormal\" style=\"justify;\">Sorrise, mostrando una dentatura perfetta-<span> <\/span>\u201cOh, beh, succede spesso che la gente non senta arrivarmi, sebbene io faccia di tutto per non cogliere nessuno alla sprovvista. Ma il fatto, generalizzando un po\u2019 il discorso, \u00e8 che tutti, in questa vita, abbiamo la tendenza a sottovalutare certi segnali ed a non saper interpretare certi segni che potrebbero servire a farci aprire gli occhi ed a farci riconoscere meglio la realt\u00e0 nella quale siamo immersi. Non \u00e8 d\u2019accordo con me?<\/p>\n<p class=\"MsoNormal\" style=\"35.4pt;\">\u201cS\u00ec, potrebbe essere \u2013risposi- anche se non sono sicuro a cosa lei voglia riferirsi di preciso\u201d. Nello stesso tempo, mi chiesi perch\u00e9 stessi l\u00ec ad ascoltare quello sconosciuto, quando il mio desiderio, fino a poco prima, era stato quello di starmene da solo con me stesso ed i miei pensieri e le mie preoccupazioni.<\/p>\n<p class=\"MsoNormal\" style=\"justify;\">Parl\u00f2 di nuovo, come intromettendosi a commentare i miei pensieri: \u201cStare da soli non \u00e8 la soluzione dei problemi, mi creda. Isolarsi \u00e8 una forma di fuga e fuggire dai problemi non \u00e8 mai un buon metodo per risolverli. Ammesso, beninteso, che si possa risolverli\u201d.<\/p>\n<p class=\"MsoNormal\" style=\"justify;\">Sorrisi amaramente: \u201cInfatti. E questo purtroppo \u00e8 il mio caso\u201d.<\/p>\n<p class=\"MsoNormal\" style=\"justify;\">Poi mi chiesi chi fosse e come aveva fatto ad indovinare quello che stavo pensando.<\/p>\n<p class=\"MsoNormal\" style=\"justify;\">Mi prevenne. \u201cOh, ma io non mi sono ancora presentato! Mi perdoni. Il mio nome \u00e8 \u2026 Faustus. Dottor Faustus. Piacere di aver fatto la sua conoscenza diretta, signor Offa\u201d.<\/p>\n<p class=\"MsoNormal\" style=\"justify;\">\u201cLei \u2026 mi conosce?\u201d -chiesi, allungandogli meccanicamente la mano in risposta al suo saluto.<\/p>\n<p class=\"MsoNormal\" style=\"justify;\">Mi fiss\u00f2 con uno sguardo penetrante che sembrava provenire da lontano. \u201cIo conosco tutti- disse- o, almeno, ho imparato, durante il mio lungo peregrinare per il mondo, a conoscere bene ogni tipo di persona, e come essa \u00e8 \u2026 Lei, per esempio, in questo momento \u00e8 molto preoccupato, se non sconfortato, sebbene \u2026\u201d.<\/p>\n<p class=\"MsoNormal\" style=\"justify;\">\u201cSebbene?\u201d- chiesi, incuriosito.<\/p>\n<p class=\"MsoNormal\" style=\"justify;\">\u201cSebbene, lei stesso, col carattere che si ritrova, o col carattere che lei credeva di avere prima di oggi, si stupisca di sentirsi assai meno scoraggiato e sconfitto di quanto avesse mai supposto, pur ritrovandosi all\u2019improvviso nella situazione nella quale ha appena scoperto di essere\u201d.<\/p>\n<p class=\"MsoNormal\" style=\"justify;\">\u201cE\u2019 vero- ammisi- ma lei come fa a sapere queste cose?\u201d<\/p>\n<p class=\"MsoNormal\" style=\"justify;\">\u201cGliel\u2019ho detto. Ho imparato a conoscere le persone\u201d.<\/p>\n<p class=\"MsoNormal\" style=\"justify;\">Tacqui, non sapendo cosa aggiungere. D\u2019improvviso, mi sentii anche molto stanco e svuotato, e mi sentii combattuto fra due opposti sentimenti: da un lato, ero incuriosito da quel personaggio un po\u2019 originale che mi era parato innanzi proprio in quel momento, ma, dall\u2019altro lato, mi sentivo contemporaneamente anche infastidito dalla sua presenza, che mi distoglieva dalle preoccupazioni che occupavano i miei pensieri da quella mattina, quando mi era stata comunicata la notizia che avevo un male incurabile. \u201cEcco cos\u2019era questa tosse insistente- avevo pensato subito- altro che bronchite mal curata\u201d. E la cosa che mi aveva fatto pi\u00f9 male era stato l\u2019aver scoperto che tutti sapevano questa cosa da tempo e nessuno aveva voluto dirmi niente. Mi ero quasi arrabbiato pi\u00f9 per questo fatto, che per l\u2019aver scoperto di essere ammalato. E cos\u00ec me ne ero voluto uscire da solo, quel pomeriggio, per rimanere con me stesso e con i miei pensieri e mi ero ritrovato, cos\u00ec, in quel parco. E poi avevo incontrato questo tizio stravagante che sembrava conoscermi e che aveva indovinato che in me c\u2019era qualcosa che non andava.<\/p>\n<p class=\"MsoNormal\" style=\"justify;\">Mi guardai attorno e mi accorsi che la sera stava gi\u00e0 calando. Tutto era stranamente deserto e, facendo bene mente locale, mi accorsi che non s\u2019udiva neanche alcun rumore. Alzai meccanicamente lo sguardo e vidi che i rami e le foglie dell\u2019albero sotto il quale ero seduto si muovevano, smosse dal vento, ma non udivo niente. Anzi, notai, non sentivo neanche l\u2019alito del vento posarsi su di me. Mi voltai di scatto.<\/p>\n<p class=\"MsoNormal\" style=\"justify;\">Il signore di poco prima non c\u2019era pi\u00f9! Dov\u2019era andato a finire? Mi alzai dalla panchina e lo vidi in fondo al vialetto camminare lentamente, dirigendosi verso l\u2019interno del parco. Lo chiamai, istintivamente, e quello si ferm\u00f2, e si volse a guardarmi. Improvvisamente mi sentii incerto sul da farsi. Ero a met\u00e0 circa del vialetto: alla mia destra vi era l\u2019uscita, in fondo, mentre dall\u2019altra parte, alla mia sinistra, dov\u2019era quel tizio, il vialetto s\u2019addentrava nel parco alberato. Mi mossi istintivamente verso l\u2019uscita e in quel momento mi accorsi che un gruppetto di persone stava entrando nel parco. Parvero fermarsi per qualche istante, poi uno di loro indic\u00f2 con un dito verso di me e cominciarono a correre. Mi spaventai e mi feci da parte mentre mi raggiungevano e mi oltrepassavano, quasi, sembrava, senza vedermi. Mi volsi e vidi che si dirigevano verso la panchina dov\u2019ero stato seduto fino a pochi attimi prima. Facevano capannello, ma riuscii a scorgere il corpo riverso d\u2019un uomo, accasciato su di essa. Guardai oltre, e il signore di poco prima era ancora l\u00e0 in fondo al vialetto, immobile. Mi avvicinai alla panchina, mentre sopraggiungevano altre persone, una delle quali, con una valigetta in mano, si fece largo e si affaccendava intorno all\u2019uomo riverso. Mi venne un improvviso tremore e mi sentii addosso una sensazione di gelido.<\/p>\n<p class=\"MsoNormal\" style=\"justify;\">Il corpo riverso sulla panchina era il mio. Ero io l\u2019uomo attorno al quale quelle persone si accalcavano e sul quale, adesso, una di loro aveva posto un fazzoletto bianco sul volto.<\/p>\n<p class=\"MsoNormal\" style=\"justify;\">D\u2019improvviso, capii.<\/p>\n<p class=\"MsoNormal\" style=\"justify;\">E capii anche che sarebbe stato inutile cercare di farmi vedere da quelle persone che, adesso, si erano aperte a ventaglio attorno al corpo senza vita che avevano davanti.<\/p>\n<p class=\"MsoNormal\" style=\"justify;\">Ecco chi era, dunque, quell\u2019uomo che mi si era presentato poco prima. Ecco di cosa parlava quando diceva che la vita ci mette davanti dei segnali di fronte ai quali, quasi sempre, non riusciamo ad interpretare il significato. Ecco cos\u2019era accaduto quando mi ero seduto sulla panchina e, assopendomi, avevo percepito un\u2019ombra attraversarmi il volto e l\u2019avevo attribuita alle nuvole o agli alberi. Non di nuvole si trattava, n\u00e9 di alberi.<\/p>\n<p class=\"MsoNormal\" style=\"justify;\">Mi avvidi che il signore in nero era ancora l\u00e0 ad attendermi e, lentamente, mi avviai verso di lui.<\/p>\n<p class=\"MsoNormal\" style=\"justify;\">\n<p class=\"MsoNormal\" style=\"center;\" align=\"center\">\u00a0<\/p>\n<div class=\"pvc_clear\"><\/div>\n<p id=\"pvc_stats_1449\" class=\"pvc_stats all  \" data-element-id=\"1449\" style=\"\"><i class=\"pvc-stats-icon medium\" aria-hidden=\"true\"><svg aria-hidden=\"true\" focusable=\"false\" data-prefix=\"far\" data-icon=\"chart-bar\" role=\"img\" xmlns=\"http:\/\/www.w3.org\/2000\/svg\" viewBox=\"0 0 512 512\" class=\"svg-inline--fa fa-chart-bar fa-w-16 fa-2x\"><path fill=\"currentColor\" d=\"M396.8 352h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V108.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v230.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zm-192 0h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V140.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v198.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zm96 0h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V204.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v134.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zM496 400H48V80c0-8.84-7.16-16-16-16H16C7.16 64 0 71.16 0 80v336c0 17.67 14.33 32 32 32h464c8.84 0 16-7.16 16-16v-16c0-8.84-7.16-16-16-16zm-387.2-48h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8v-70.4c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v70.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8z\" class=\"\"><\/path><\/svg><\/i> <img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"16\" height=\"16\" alt=\"Loading\" src=\"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/301\/wp-content\/plugins\/page-views-count\/ajax-loader-2x.gif\" border=0 \/><\/p>\n<div class=\"pvc_clear\"><\/div>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Il fruscio delle foglie calpestate, nel vialetto del parco, era l\u2019unico rumore che si udisse in quel momento. 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