{"id":14435,"date":"2013-05-14T16:58:53","date_gmt":"2013-05-14T15:58:53","guid":{"rendered":"http:\/\/www.raccontinellarete.it\/?p=14435"},"modified":"2013-05-14T16:58:53","modified_gmt":"2013-05-14T15:58:53","slug":"premio-racconti-nella-rete-2013-tanto-ce-tempo-di-daniela-trentin","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/?p=14435","title":{"rendered":"Premio Racconti nella Rete 2013 &#8220;Tanto c&#8217;\u00e8 tempo&#8221; di Daniela Trentin"},"content":{"rendered":"<p>La vedi dal vetro. Potresti ritagliare quel profilo, inserirlo in ogni contesto spazio-temporale della tua vita e sarebbe sempre cos\u00ec: occhi neri che guardano dritti davanti a s\u00e9, un\u2019espressione che cade dalle ciglia per finire nel vuoto, ma tu lo sai che nel vuoto lei non cade mai, del vuoto \u00e8 vigile. I denti le mordicchiano il labbro inferiore, le dita picchiettano nervosamente sulle gambe,\u00a0 si\u00a0 sfila gli anelli, per poi rimetterli.<\/p>\n<p>Ti sta aspettando. Di nuovo. Ti aspetta sempre, lei.<\/p>\n<p>Ti aspettava quella volta, in prima media, quando dovevi consegnare la tua parte del lavoro di scienze sull\u2019apparato epidermico, ma te ne sei dimenticato. Ti aspettava a 18 anni fuori dall\u2019autoscuola, dopo aver preso la patente, per festeggiare. Ma tu \u00a0avevi perso il senso del tempo festeggiando con i tuoi amici e l\u2019hai chiamata dopo. Ti aspettava all\u2019aeroporto quando sei tornato dall\u2019erasmus e ti sei scordato di telefonarle per dirle che ti fermavi una settimana in pi\u00f9, non \u00a0dovevi deludere la biondina del quarto piano.<\/p>\n<p>Ti aspettava anche per fare il test.<\/p>\n<p>Sei arrivato cinque minuti dopo, lei era \u00a0incinta e tu non hai saputo fare altro che domandarle di chi fosse il bambino.<\/p>\n<p>Perch\u00e9. Lei ti aspetta sempre. Ma tu. Tu non hai mai saputo arrivare.<\/p>\n<p>Per questo lei sta con Mariano. Tu stai con Elena.<\/p>\n<p>Ma tra l\u2019aspettare e l\u2019arrivare, siete sempre stati. Nel divano della casa dei suoi. Nel letto nella casa dei tuoi. Negli appartamenti universitari. Nelle stanze d\u2019albergo a Berlino, Parigi, Stoccolma, Londra. Nelle auto di notte. Nelle fermate in autogrill. Nelle lavanderie.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><i>\u201cMa perch\u00e9 dobbiamo sempre trovarci qui?\u201d<\/i><\/p>\n<p><i>\u201cChe ha questo posto, non ti piace?\u201d<\/i><\/p>\n<p><i>\u201cE&#8217; una lavanderia, Clara\u201d<\/i><\/p>\n<p><i>\u201cQuindi? Ti danno fastidio le cose pulite, Tommaso?\u201d<\/i><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Domani Clara si sposa. Domani Clara si sposa con Mariano.<\/p>\n<p>Non \u00e8 un matrimonio riparatore, \u00e8 solo un matrimonio anticipato.<\/p>\n<p>Mariano non sa che in questi cinque lunghi anni di fidanzamento tu hai sempre scopato con Clara.<\/p>\n<p>Anzi. Tu scopi con Clara da sempre.<\/p>\n<p>\u00c8 un processo automatico. Un meccanismo regolare. Tra l\u2019inspirazione e l\u2019espirazione ci sono le sue mani su di te, la tua lingua sulla sua pelle, le sue gambe che ti accolgono ogni volta che (non)arrivi.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><i>\u201cPulizia significa sposare una persona avendo nell\u2019utero il figlio di qualcun altro?\u201d<\/i><\/p>\n<p><i>\u201cMa vaffanculo, Tommaso.\u201d<\/i><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Sai di essere una merda. Sai di non averle detto nulla per farla desistere. Tanto meno per farla stare con te. o per tentarci veramente. Hai sperato da subito quello che \u00e8 stato: ti ha proposto di fare finta di nulla. Di lasciare a Mariano il compito di diventare padre e di essere ci\u00f2 che sei sempre stato: quello che non arriva mai.<\/p>\n<p>La sera in cui avete progettato il vostro piano per gli anni a venire, hai stappato una bottiglia di vino. Le hai fatto bere il suo ultimo bicchiere, fumare la sua ultima sigaretta, avete fatto l\u2019amore e l\u2019hai riaccompagnata a casa dicendole di evitarti l\u2019invito al matrimonio, ch\u00e9 tanto, saresti dovuto partire per le vacanze con Elena, in luglio.<\/p>\n<p>Non era un problema evitare il matrimonio. Elena odia Clara. Mariano odia te. In questo modo, il felice e contenti poteva essere garantito almeno per una giornata.<\/p>\n<p><i>\u201cMi sento come la tua tartaruga.\u201d<\/i><\/p>\n<p><i>\u201cLa mia tartaruga?\u201d<\/i><\/p>\n<p><i>\u201cS\u00ec, presente? Quell\u2019animale che tieni nell\u2019acquario in cucina, verde, con la corazza..\u201d<\/i><\/p>\n<p><i>\u201cPerch\u00e9?\u201d<\/i><\/p>\n<p><i>\u201cNon \u00e8 importante il perch\u00e9. \u00c8 importante che mi senta cos\u00ec.\u201d<\/i><\/p>\n<p><i>\u201cFiguriamoci..\u201d<\/i><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Ti prende la mano. La tira a s\u00e9. Se la strofina sulla guancia. La bacia. Istintivamente il pollice le passa il contorno delle labbra.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><i>\u201cSei sicura, Clara?\u201d<\/i><\/p>\n<p><i>\u201cE tu, Tommaso?\u201d<\/i><\/p>\n<p><i>\u00a0<\/i><\/p>\n<p>Sei seduto sul divano. La tartaruga di fronte a te nuota. Nuota e sbatte contro il vetro dell\u2019acquario. Torna indietro. Nuota. Risbatte contro il vetro. La stai guardando da un\u2019ora. Hai salutato Clara dicendole che la chiamerai dopo le vacanze. Sai che non vorresti farlo, ma che lo farai.<\/p>\n<p>Sai che dovresti lasciarla vivere. Ma tu per vivere hai bisogno che lei non lo faccia.<\/p>\n<p>Il pensiero ti fa rabbrividire. \u00c8 davvero cos\u00ec? Sei davvero cos\u00ec?<\/p>\n<p>La birra che stai bevendo \u00e8 calda.<\/p>\n<p>Elena ti sta chiamando. Non le rispondi.<\/p>\n<p>Riguardi la tartaruga. Ti addormenti.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Le palpebre compiono uno sforzo spropositato per alzarsi. Rimani con gli occhi chiusi e pensi che i pesi nidificano tutti l\u00ec: sulle palpebre. Chiudono gli occhi e \u00a0la gente non riesce pi\u00f9 a vedere.<\/p>\n<p>Nel buio delle tue palpebre abbassate ritorni a quello che ti ha detto Clara sul suo sentirsi tartaruga. L\u2019immagine verde che sbatte contro il vetro. Il verde contro il vetro. La speranza contro di te.<\/p>\n<p>Immagini Clara, l\u2019abito bianco, il bouquet di margherite.<\/p>\n<p>Immagini Mariano vestito di grigio, raggiante, sicuro come tu non sai mai essere.<\/p>\n<p>Immagini le scale della chiesa. Lei che percorre la navata. Lui che la guarda. Il velo che si alza. Il bacio. Il riso. Le mani che applaudono. Una mano che non \u00e8 tua che le accarezza la pancia.<\/p>\n<p>La nausea ti sale dal naso, scende nella gola e vomiti.<\/p>\n<p>Il traffico \u00e8 un casino. Le auto sono una sfilata di valigie, di viaggi, di partenze.<\/p>\n<p>Tu avresti solo voglia di arrivare.<\/p>\n<p>Per una volta. Arrivare.<\/p>\n<p>Premi il piede sull\u2019acceleratore. Non sai bene cosa dirai, quello che conta \u00e8 esserci.<\/p>\n<p>Per una volta. Esserci.<\/p>\n<p>Lasci l\u2019auto in divieto di sosta. Alzi lo sguardo. Fuori dalla chiesa non c\u2019\u00e8 nessuno.<\/p>\n<p>Fuori dalla chiesa non c\u2019\u00e8 nessuno, tranne una persona. In abito bianco. Che ti sta guardando.<\/p>\n<p>Clara \u00e8 l\u00ec. Sulle scale. Non ci sono risi. Non ci sono sorrisi. Non ci sono applausi.<\/p>\n<p>Tu sei di fronte a lei. La guardi.<\/p>\n<p>Sorridi.<\/p>\n<p>Sorride.<\/p>\n<p>Non ti accorgi che quello che viene dopo \u00e8 solo il rumore dei freni che stridono sull\u2019asfalto.<\/p>\n<div class=\"pvc_clear\"><\/div>\n<p id=\"pvc_stats_14435\" class=\"pvc_stats all  \" data-element-id=\"14435\" style=\"\"><i class=\"pvc-stats-icon medium\" aria-hidden=\"true\"><svg aria-hidden=\"true\" focusable=\"false\" data-prefix=\"far\" data-icon=\"chart-bar\" role=\"img\" xmlns=\"http:\/\/www.w3.org\/2000\/svg\" viewBox=\"0 0 512 512\" class=\"svg-inline--fa fa-chart-bar fa-w-16 fa-2x\"><path fill=\"currentColor\" d=\"M396.8 352h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V108.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v230.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zm-192 0h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V140.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v198.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zm96 0h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V204.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v134.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zM496 400H48V80c0-8.84-7.16-16-16-16H16C7.16 64 0 71.16 0 80v336c0 17.67 14.33 32 32 32h464c8.84 0 16-7.16 16-16v-16c0-8.84-7.16-16-16-16zm-387.2-48h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8v-70.4c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v70.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8z\" class=\"\"><\/path><\/svg><\/i> <img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"16\" height=\"16\" alt=\"Loading\" src=\"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/301\/wp-content\/plugins\/page-views-count\/ajax-loader-2x.gif\" border=0 \/><\/p>\n<div class=\"pvc_clear\"><\/div>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>La vedi dal vetro. 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