{"id":14376,"date":"2013-05-10T17:37:26","date_gmt":"2013-05-10T16:37:26","guid":{"rendered":"http:\/\/www.raccontinellarete.it\/?p=14376"},"modified":"2013-05-10T17:37:26","modified_gmt":"2013-05-10T16:37:26","slug":"premio-racconti-nella-rete-2013-agnese-di-lucia-focarelli","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/?p=14376","title":{"rendered":"Premio Racconti nella Rete 2013 &#8220;Agnese&#8221; di Lucia Focarelli"},"content":{"rendered":"<p><!--[if gte mso 9]&gt;-->Seduta davanti alla porta- finestra, verso il sole. Giornata di inizio primavera, tiepida. \u201cSto come una lucertola\u201d, pensa Agnese. Il sole le batte sulle ginocchia filtrando attraverso i rami dell\u2019acero del giardino. Il giardino dei vicini, di Roberto e Lisa. \u201cNoi non abbiamo alberi nel piccolo giardino proprio perch\u00e9 io non ho mai voluto che tenessero lontano il sole\u201d, ricorda, \u201cla primavera non ha bisogno di ombra e l\u2019 estate dura cos\u00ec poco. L\u2019inverno invece non finisce mai e il sole bisogna rubarlo tutto, quel poco che c\u2019\u00e8.\u201d<\/p>\n<p class=\"MsoNormal\">Ora \u00e8 quasi tempo d\u2019estate e il taglio di sole sulle ginocchia di Agnese, ha riflessi bianchi accecanti e ombre curiose. Le foglie. Le foglie dell\u2019acero disegnano arabeschi e figure. Agnese le accarezza con gli occhi. Si sente strana. Oggi \u00e8 il suo compleanno. Fra poco<span>\u00a0 <\/span>arriveranno amici e parenti. Sente il cuore stringersi. Un altro compleanno. La gola si chiude per un attimo, poi lo sguardo torna all\u2019acero, al sole, alla siepe che divide i giardini . Se la ricorda quando era stata piantata, piccola con le foglie tenere del lauro. Poi l\u2019aveva vista crescere nel tempo. Con la mente fa il giro del giardino, piccolo, una striscia intorno a tre lati della casa. Erba verdissima, la cura Giacomo, suo genero, e vasi di fiori lungo tutto il marciapiede e negli angoli. Ci sono primule, margherite e viole e <span>\u00a0<\/span>pi\u00f9 tardi, a maggio, fioriranno azalee e rose. E torner\u00e0 il miracolo delle peonie, i fiori preferiti di Agnese. E\u2019 un giardino molto curato, come un ricamo, ma proprio piccolo, piccolo che non ci vanno quasi mai se non per averne cura. D\u2019estate ci mettono un paio di ombrelloni e qualche sedia e stanno l\u00ec, loro tre, a far scorrere il tempo. Il tempo. Quanto tempo \u00e8 passato da quando nella casa erano in tanti. Agnese non sa fare i conti velocemente, pensa soltanto: \u201cTanti, tanti anni\u201d e questo le basta che gi\u00e0 il pensiero \u00e8 altrove.<\/p>\n<p class=\"MsoNormal\">Aveva cambiato solo due case nella sua vita. Quella dei suoi genitori e questa.<\/p>\n<p class=\"MsoNormal\">Ecco un altro pensiero legato al tempo, pens\u00f2. Il babbo e la mamma. E\u2019 come se fossero morti ieri. Anzi ecco l\u00ec. La mamma che lava i panni e il babbo che \u00e8 appena tornato dai campi e che la prende in braccio e poi la fa volare in alto. \u201cCome \u00e8 stata oggi la mia piccina?\u201d e Agnese vola e atterra fra<span>\u00a0 <\/span>braccia forti. <span>\u00a0<\/span>\u201cCome \u00e8 andata la scuola? Che voto hai preso?\u201d e poi la stringe forte per quel dieci che \u00e8 ormai un\u2019abitudine, ma che in quella casa di contadini nessuno ha mai preso prima. Agnese rivive la gioia profonda e sente l\u2019odore acuto del padre che sa di terra, di erba, di stalla.<\/p>\n<p class=\"MsoNormal\">\u201cLa mamma aveva un altro odore \u2013 pensa \u2013 odore di sapone di Marsiglia e della lavanda che metteva sempre nell\u2019armadio grande dove stava la biancheria. La mamma sapeva anche di sugo o di fritto ed era un odore buono come il mangiare che faceva. \u201cE quando era vendemmia tutto sapeva di uva, di mosto e il babbo e la mamma avevano lo stesso odore ed anche io e i miei fratelli\u201d pens\u00f2 e le venne da sorridere.<\/p>\n<p class=\"MsoNormal\">Sent\u00ec suonare le cinque, era quasi l\u2019ora della festa. Lo sguardo si abbass\u00f2 al tavolo d\u2019angolo. Aveva evitato di guardarlo finora. Ecco il cuore batteva pi\u00f9 forte o solo le sembrava. Ecco la foto. La pi\u00f9 bella fra tutte. L\u2019aveva fatta Gianni, un amico, proprio il giorno che<span>\u00a0 <\/span>lei e Andrea si erano conosciuti. Andrea le aveva messo un braccio sulle spalle, sotto i capelli, lei li aveva lunghissimi allora, cos\u00ec con indifferenza, tanto per la foto, ma a lei sembrava che il cuore le scoppiasse dentro e sentiva Andrea tremare, anzi non tremare, vibrare. Quella sensazione particolare che un corpo trasmette ad un altro corpo quando l\u2019emozione \u00e8 forte. A lei sembrava che la pelle le si staccasse da dosso. Sembrava restringersi e allargarsi. Chiuse gli occhi. Quel giorno erano andati a piedi alla collina. Era il luned\u00ec di Pasqua. La merendina. Avevano portato cesti e zaini con tanto mangiare, troppo. E c\u2019era Andrea. Lui non faceva che ridere, ma quando glielo avevano presentato, aveva smesso. Si era fatto serio. L\u2019aveva guardata negli occhi intensamente mentre le stringeva la mano. \u201cPiacere\u201d e lei era diventata rossa senza sapere che cosa rispondere. Che figura! Dopo ne avevano riso, ma nel momento sarebbe scappata per la vergogna. Poi Andrea si era allontanato e aveva ricominciato a ridere e tutto era finito l\u00ec.<span>\u00a0 <\/span><\/p>\n<p class=\"MsoNormal\">Le fece la corte tutto il giorno, ma solo con gli occhi. Si avvicin\u00f2 e la tocc\u00f2 sulle spalle solo per quella foto.<\/p>\n<p class=\"MsoNormal\">Poi nei giorni seguenti Andrea era venuto spesso a casa con Gianni, o anche da solo, a trovare suo fratello, Alberto, ma si cap\u00ec subito che era l\u00ec per lei, per Agnese. Dio mio. Il cuore le impazziva dentro quando lui entrava in casa e diceva soltanto \u201cCiao Agnese\u201d. Scopr\u00ec di avere un nome musicale, un suono grave, per\u00f2, di violoncello. La bella voce di Andrea. Pronunciava : \u201cAgnese\u201d come se dicesse altro e comunque come se quel nome che lei aveva da quando era nata fosse altro da quello stesso. Non l\u2019aveva mai sentito prima cosi, era nuovo e solo per lui, per Andrea.<\/p>\n<p class=\"MsoNormal\">Quando si erano sposati non avevano un soldo e poi non ne avevano mai fatti, ma ora lei era ricca, di ricordi, ecco, proprio ricchissima di ricordi. Molti e belli, ma anche terribili come quando avevano perso il primo figlio. Dopo altri tre erano nati e a lei faceva male al cuore solo a pensarci a quel primo bambino morto durante il parto, ma gli altri le avevano un po\u2019 fatto dimenticare quel dolore che per due anni le aveva fatto compagnia tutti i giorni. Prima era nato Michele, poi Sara e poi Giuseppe. Tre figli, una benedizione. Andrea se ne era andato quando Michele aveva ormai 20 anni e lei Agnese ne aveva 45. Troppo presto pens\u00f2, ch\u00e8 Andrea ne aveva solo 47. Maledetto male che se lo era portato via. E<span>\u00a0 <\/span>cos\u00ec anche lei aveva dovuto lavorare. Fuori casa. Quante fatiche. Si rivide andare a fare pulizie da quel signore e da quell\u2019altro. Ne aveva sempre provato un po\u2019 di vergogna e anche solo il ricordo la disturb\u00f2. Cambi\u00f2 subito pensiero. Sent\u00ec una carezza di Andrea. Se la lasci\u00f2 scivolare sulla guancia lentamente e le sembr\u00f2 che un brivido le corresse lungo la schiena. Lasci\u00f2 che la mano le restasse sul collo e vide Andrea sorridere. Sorrisero insieme e per un po\u2019 ad Agnese sembr\u00f2 di sentire la mano calda di Andrea poggiata sulla sua gamba. Quando riapr\u00ec gli occhi vide che era il sole che filtrava dall\u2019acero che le dava quella sensazione di caldo. \u201cNon andar via Andrea\u201d, pens\u00f2.<\/p>\n<p class=\"MsoNormal\">L\u2019acero fa passare troppo sole e Agnese se ne sta ad occhi chiusi. \u201cUn po\u2019 di malinconia\u201d, pens\u00f2. Ma oggi sarebbero venuti tutti, i suoi figli. Ci sarebbe stata confusione, grida, auguri, dolci, baci.<\/p>\n<p class=\"MsoNormal\">Agnese rivide come tanti flash:<span>\u00a0 <\/span>battesimi, comunioni, matrimoni.<\/p>\n<p class=\"MsoNormal\">E il limone. \u201cIl limone\u201d, pens\u00f2. Agnese non lo vedeva. Era dall\u2019altra parte del giardino. Il limone era il regalo pi\u00f9 bello che le aveva lasciato Andrea. Ormai era un limone enorme. Quanti anni aveva? <span>\u00a0<\/span>Agnese non riusc\u00ec a fare il conto. Glielo aveva regalato per un compleanno, ma quale? Agnese si sent\u00ec confusa e le dispiacque non ricordare. Ma ancora c\u2019era, ancora faceva limoni, tanti, d\u2019estate. Lei aveva sempre pensato che quei limoni erano come altri figli che Andrea le aveva lasciato. Gialli, sfacciati, belli, carnosi, succosi. Figli, anche quelli.<\/p>\n<p class=\"MsoNormal\">A un tratto le parve di sentire Andrea che rideva. Sent\u00ec un brivido lungo la schiena.<\/p>\n<p class=\"MsoNormal\">Andrea rideva e fischiettava sempre. La mattina quando usciva per andare al lavoro e la sera quando tornava. Prima si sentiva fischiettare e poi eccolo l\u00ec, sulla porta a dire \u201cSono tornato\u201d. E la casa cos\u00ec era piena, lei si sentiva completa e poteva dire, parlare, lamentarsi e ridere perch\u00e9 Andrea rideva, era sempre allegro.<\/p>\n<p class=\"MsoNormal\">Le prese un grande struggimento, si sent\u00ec inquieta. Voleva alzarsi da sedere, voleva andare a vedere, voleva andare di l\u00e0. Forse Andrea era tornato. Si dette di sciocca. Apr\u00ec gli occhi, o si aprirono da soli? Sull\u2019acero le foglie si muovevano lentamente e le ombre cambiavano forma velocemente sulle mani posate sul grembo.<\/p>\n<p class=\"MsoNormal\">\u201c Mamma\u2026\u2026. Mamma\u2026.. c\u2019\u00e8 il sindaco\u201d Sara le stava battendo su una spalla, poi le si fece davanti. La guard\u00f2. Era ingrassata negli ultimi anni, si muoveva lenta, accusava sempre tanti dolori, aveva i capelli bianchi e sul volto tante rughe. \u201cSara&#8230;Sara\u201d voleva urlare Agnese. Ma la voce non usc\u00ec.<\/p>\n<p class=\"MsoNormal\">\u201cEcco, Sindaco, questa \u00e8 mamma\u201d<\/p>\n<p class=\"MsoNormal\">Mentre parlava Sara le gir\u00f2 la sedia verso la parte interna della stanza. C\u2019era un uomo l\u00ec in piedi con un mazzo di fiori in mano. Sembrava emozionato.<\/p>\n<p class=\"MsoNormal\">\u201cSignora Agnese, sono qui a rappresentare il Consiglio Comunale e tutta la cittadinanza per farle gli auguri per il compimento del suo centesimo anno di et\u00e0\u201d<\/p>\n<p class=\"MsoNormal\">L\u2019uomo aveva una fascia tricolore che gli attraversava la giacca. \u201cIl Sindaco per i miei 100 anni\u201d pens\u00f2 Agnese \u201cMa quanti sono 100 anni?\u201d Di nuovo, quando si trattava di numeri non riusciva a fare conti. Voleva comunque dire grazie, ma il grazie non usc\u00ec.<\/p>\n<p class=\"MsoNormal\">\u201cSindaco\u201d stava dicendo Sara \u201cavr\u00e0 pazienza, mia madre non sente e forse vede soltanto un po\u2019. Da molto tempo non d\u00e0 segni di comprendere quello che le diciamo. Non parla. E\u2019 come un vegetale. E\u2019 tutta paralizzata. Pensi che non muove neanche la testa da sola. La dobbiamo accudire in tutto e per tutto. Se ne sta tutto il giorno in carrozzina. La spostiamo noi da una stanza all\u2019altra. Poveretta ormai praticamente non \u00e8 pi\u00f9 con noi\u201d<\/p>\n<p class=\"MsoNormal\">\u201cNo, Sara &#8211; grid\u00f2 Agnese &#8211; <span>\u00a0<\/span>non \u00e8 cos\u00ec\u201d. Ma la voce non usc\u00ec.<\/p>\n<p class=\"MsoNormal\">\u201cEcco vede Sindaco \u2013 continu\u00f2 Sara \u2013 solo a volte le scende qualche lacrima. Ecco guardi, anche adesso, sembra che pianga, invece \u00e8 soltanto il fatto che non ha pi\u00f9 controllo e quindi le lacrime escono da sole, cos\u00ec ogni tanto.\u201d<\/p>\n<div class=\"pvc_clear\"><\/div>\n<p id=\"pvc_stats_14376\" class=\"pvc_stats all  \" data-element-id=\"14376\" style=\"\"><i class=\"pvc-stats-icon medium\" aria-hidden=\"true\"><svg aria-hidden=\"true\" focusable=\"false\" data-prefix=\"far\" data-icon=\"chart-bar\" role=\"img\" xmlns=\"http:\/\/www.w3.org\/2000\/svg\" viewBox=\"0 0 512 512\" class=\"svg-inline--fa fa-chart-bar fa-w-16 fa-2x\"><path fill=\"currentColor\" d=\"M396.8 352h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V108.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v230.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zm-192 0h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V140.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v198.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zm96 0h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V204.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v134.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zM496 400H48V80c0-8.84-7.16-16-16-16H16C7.16 64 0 71.16 0 80v336c0 17.67 14.33 32 32 32h464c8.84 0 16-7.16 16-16v-16c0-8.84-7.16-16-16-16zm-387.2-48h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8v-70.4c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v70.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8z\" class=\"\"><\/path><\/svg><\/i> <img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"16\" height=\"16\" alt=\"Loading\" src=\"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/301\/wp-content\/plugins\/page-views-count\/ajax-loader-2x.gif\" border=0 \/><\/p>\n<div class=\"pvc_clear\"><\/div>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Seduta davanti alla porta- finestra, verso il sole. 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