{"id":14349,"date":"2013-05-10T17:28:36","date_gmt":"2013-05-10T16:28:36","guid":{"rendered":"http:\/\/www.raccontinellarete.it\/?p=14349"},"modified":"2013-05-10T17:28:36","modified_gmt":"2013-05-10T16:28:36","slug":"premio-racconti-nella-rete-2013-i-sandali-rossi-di-lucia-palatroni","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/?p=14349","title":{"rendered":"Premio Racconti nella Rete 2013 &#8220;I sandali rossi&#8221; di Lucia Palatroni"},"content":{"rendered":"<p lang=\"it-IT\"><span style=\"color: #000000;\"><span style=\"font-family: Arial,sans-serif;\"><span style=\"font-size: medium;\">C&#8217;ero andato per noia, a quella festa.<br \/>\nLa spiaggia si perdeva nel buio, oltre la luna. Il mare e la risacca erano un grosso gatto che faceva le fusa nel sonno. C&#8217;ero andato un po&#8217; per noia, un po&#8217; per lei.<br \/>\nNon avrei dovuto.<br \/>\nLei era cos\u00ec bionda, cos\u00ec sottile, cos\u00ec giovane. Mentre fingevo di parlare con gli altri la guardavo, con la coda dell&#8217;occhio. Indossava un abito lungo, leggero, e un paio di sandali rossi a listelli sottili con il tacco, allacciati attorno alle caviglie.<br \/>\nRideva con le amiche, e mi guardava, quando pensava che non la stessi osservando.<br \/>\nMe n&#8217;ero accorto da un po&#8217;, che mi guardava, delle occhiate brevi da sotto le ciglia, come dei lampi, e quando andavo a ficcare i miei occhi nei suoi era gi\u00e0 fuggita.<br \/>\nE poi quelle parole, quelle piccole frasi che sembravano lanciate nel vento, ma io lo sapevo, che erano per me. Quell&#8217;estate mi stava struggendo.<br \/>\nEra strano, era come se mi conoscesse da sempre. E ci conoscevamo da molto, ma non cos\u00ec bene. E lei era cos\u00ec giovane.<br \/>\nPresi una birra. La terrazza del bar era decorata da file e file di lucine e improbabili crostacei finti color pastello appesi alle pareti. La udii ridere forte. Ero sicuro che l&#8217;avesse fatto per me, per farsi notare. Presi un&#8217;altra birra e mi avvicinai.<br \/>\n&#8220;Hai sete, Claudia?&#8221;<br \/>\nLei mi guard\u00f2 con un sorriso gentile, l&#8217;occhiata giusta da riservare a un ammiratore attempato. Bisogna essere cortesi, con gli anziani. Mi sentii improvvisamente imbecille.<br \/>\n&#8220;Grazie&#8221;, disse, e nel prendere il bicchiere mi sfior\u00f2 la mano. Le amiche videro solo il sorriso e sorrisero, pietose, a loro volta.<br \/>\n&#8220;Ho voglia di scendere in spiaggia. Andiamo?&#8221;, disse Claudia. Le amiche declinarono, timorose di rovinarsi l&#8217;abito, il trucco o i capelli con qualche granello di sabbia. Rimasi solo io.<br \/>\n&#8220;Andiamo&#8221;, le dissi, offrendole il braccio. Lei rise ancora pi\u00f9 forte, si tolse i sandali rossi e spicc\u00f2 una corsa. Le andai dietro. Man mano che ci allontanavamo dal bar rallent\u00f2 il passo e la raggiunsi.<br \/>\n&#8220;Non proprio un abito da spiaggia, il tuo&#8221; dissi, indicando l&#8217;orlo che le si era riempito di sabbia.<br \/>\n&#8220;E parli, tu? ma ti sei guardato?&#8221;<br \/>\n&#8220;Perch\u00e9, cos&#8217;ha che non va, la mia giacca?&#8221;<br \/>\nClaudia scoppi\u00f2 a ridere di nuovo.<br \/>\n&#8220;E&#8217; una di quelle che usi al lavoro, la riconosco.&#8221;<br \/>\n&#8220;E allora?&#8221;<br \/>\n&#8220;Non si viene a una festa con la giacca del lavoro, non \u00e8 da festa&#8221;, sbuff\u00f2 divertita, mentre si sedeva sulla sabbia.<br \/>\nC&#8217;era una luna enorme, quella sera, che le faceva brillare la pelle e la faceva assomigliare a una piccola fata. Sospirai.<br \/>\n&#8220;Se avessi vent&#8217;anni di meno&#8230;&#8221;<br \/>\nClaudia gir\u00f2 la testa di scatto.<br \/>\n&#8220;Se avessi vent&#8217;anni di meno saresti un giovane idiota e non mi piaceresti affatto.&#8221;<br \/>\n&#8220;Ah, beh, scusami. Era solo per dire che&#8230; insomma&#8230;&#8221;<br \/>\n&#8220;Quante storie. Quanti anni hai? Trentacinque, trentasei?&#8221;<br \/>\n&#8220;Trentasette.&#8221;<br \/>\n&#8220;Ebbene.&#8221; Claudia fissava il mare nero come se cercasse qualcosa laggi\u00f9, lonano, tra le luci delle barche da pesca. &#8220;Tutta questa storia dell&#8217;et\u00e0, io non la capisco. Come Giulia, che si dispera perch\u00e9 il suo innamorato ha cinque anni meno di lei, o Carolina, che dice che si metter\u00e0 solo con chi le giurer\u00e0 di amarla per sempre. Ecco, per sempre \u00e8 un&#8217;altra cosa che non capisco.&#8221; Si gir\u00f2 di nuovo verso di me, per assicurarmi che la stessi a sentire.<br \/>\n&#8220;Per esempio, Giovanni, pensa al tempo&#8221;, mi disse.<br \/>\n&#8220;Pensalo come vuoi, pensalo come dimensione astratta, come concetto filosofico. E&#8217; talmente immenso, incommensurabile&#8230; cosa c&#8217;entra, cosa ha a che fare con noi? E poi, pensalo pure come uno scorrere di secondi, che diventano minuti, e poi ore, e giorni, e mesi, e anni, e secoli. E noi ci siamo in mezzo, a caso. Voglio dire, Giulia e il moroso avrebbero potuto non incontrarsi mai. Lui avrebbe potuto essere un faraone egizio e lei una damina del Settecento, e allora altro che cinque anni. Ma pensa che caso, incontrarsi proprio qui, e adesso, che fortuna sfacciata, no?&#8221;<br \/>\nAnnuii. Continuavo a guardare la luna che le brillava sulle dita, mentre le muoveva per dare forza ai concetti.<br \/>\n&#8220;E l&#8217;eternit\u00e0? L&#8217;eternit\u00e0, chi la conosce? Se mi va molto bene, io camper\u00f2 ottant&#8217;anni. L&#8217;eternit\u00e0 per me \u00e8 l&#8217;attimo, un attimo talmente bello da diventare assoluto, eterno.&#8221;<br \/>\nClaudia s&#8217;interruppe. Restammo in silenzio a guardare il buio.<br \/>\n&#8220;Potremmo anche morire domani&#8221;, dissi, per restare in tema.<br \/>\n&#8220;Giusto&#8221;, convenne lei.<br \/>\nL&#8217;umidit\u00e0 saliva dall&#8217;acqua in lente folate. Le misi la mia giacca da lavoro sulle spalle.<br \/>\n&#8220;Adesso, per\u00f2, dovresti proprio baciarmi&#8221;, disse.<\/span><\/span><\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-size: medium;\"><span style=\"font-family: Arial,sans-serif;\"><span style=\"font-size: medium;\">\u00a0<\/span><\/span><\/span><\/p>\n<div class=\"pvc_clear\"><\/div>\n<p id=\"pvc_stats_14349\" class=\"pvc_stats all  \" data-element-id=\"14349\" style=\"\"><i class=\"pvc-stats-icon medium\" aria-hidden=\"true\"><svg aria-hidden=\"true\" focusable=\"false\" data-prefix=\"far\" data-icon=\"chart-bar\" role=\"img\" xmlns=\"http:\/\/www.w3.org\/2000\/svg\" viewBox=\"0 0 512 512\" class=\"svg-inline--fa fa-chart-bar fa-w-16 fa-2x\"><path fill=\"currentColor\" d=\"M396.8 352h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V108.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v230.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zm-192 0h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V140.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v198.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zm96 0h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V204.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v134.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zM496 400H48V80c0-8.84-7.16-16-16-16H16C7.16 64 0 71.16 0 80v336c0 17.67 14.33 32 32 32h464c8.84 0 16-7.16 16-16v-16c0-8.84-7.16-16-16-16zm-387.2-48h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8v-70.4c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v70.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8z\" class=\"\"><\/path><\/svg><\/i> <img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"16\" height=\"16\" alt=\"Loading\" src=\"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/301\/wp-content\/plugins\/page-views-count\/ajax-loader-2x.gif\" border=0 \/><\/p>\n<div class=\"pvc_clear\"><\/div>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>C&#8217;ero andato per noia, a quella festa. 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