{"id":14316,"date":"2013-05-09T18:27:18","date_gmt":"2013-05-09T17:27:18","guid":{"rendered":"http:\/\/www.raccontinellarete.it\/?p=14316"},"modified":"2013-05-09T18:27:18","modified_gmt":"2013-05-09T17:27:18","slug":"premio-racconti-nella-rete-2013-vodka-di-federica-politi","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/?p=14316","title":{"rendered":"Premio Racconti nella Rete 2013 &#8220;Vodka&#8221; di Federica Politi"},"content":{"rendered":"<p>Una sigaretta dietro l\u2019altra. Minuto dopo minuto. Lo sguardo fisso. Le gambe penzoloni nel vuoto. Immobile. Aspira. Il fumo scende denso in gola. Aspira. Il fumo sale scuro nei polmoni. Smette di fumare solo per bere. Una lattina stretta tra le dita. Una birra da quattro soldi. Amara. Un sorso dopo l\u2019altro. Senza assaporarla. Tira vento. Un vento gelido. Le nuvole sono basse. Grigie. E\u2019 freddo. Il tempo ha perso consistenza: si assomiglia in ogni momento della giornata. E della notte.<\/p>\n<p>Abbassa lo sguardo. Il fiume scorre sotto di lei. Lento. Marrone. Fangoso. Trasporta legni spezzati. Plastica colorata. Bottiglie di vetro. L\u2019argine \u00e8 liscio. L\u2019acqua scorre senza impedimenti. C\u2019\u00e8 una quieta rassegnazione nel lasciarsi trasportare. Infondo, sa di desiderarlo. Infondo, \u00e8 quel salto, l\u2019unico passo che vorrebbe fare. Ha provato ad immaginare la sua morte. Si \u00e8 domandata come sarebbe sentire i polmoni scoppiare per la mancanza d\u2019ossigeno. Come sarebbe sentire l\u2019acqua entrare dal naso, dalla bocca. Come sarebbe sentire la vita scivolare fuori dal proprio corpo. Infondo, \u00e8 la morte che desidera.<\/p>\n<p>E\u2019 il coraggio che le manca. Sua madre aveva ragione quando le urlava contro che era una perdente, che non aveva le palle. Quando le gridava, paonazza in viso, che non era capace di prendere una decisione e affrontare le conseguenze che ne derivano. Tutto questo \u00e8 cos\u00ec lontano ora. Ora che guarda in basso e vede solo un fiume che scorre. Lento. Come i suoi pensieri.<\/p>\n<p>Accende un\u2019altra sigaretta. Lascia cadere la lattina in terra. Comincia a camminare. Le strade sono deserte. Le gira la testa. Barcolla. Le poche persone che incontra la fissano con sdegno, cercano di scansarla. Non ha fame. Non ha mai fame. Ha solo sete. Una sete che non si placa. Lascia sprofondare una mano nella tasca della giacca. Trova qualche spicciolo. Gli ultimi. Li estrae. Li stringe nel palmo della mano. Ha bisogno di qualcosa di forte.<\/p>\n<p>Entra nel primo bar che trova. E\u2019 piccolo. Stretto e lungo. Il bancone occupa tutta la parete di destra. Non ci sono tavoli. Non ci sono sedie . Solo un paio di vecchi sgabelli appoggiati ad un alto tavolo di legno consumato e scheggiato. Il pavimento \u00e8 sporco. La luce \u00e8 bianca. Fredda. La televisione trasmette musica ininterrottamente.<\/p>\n<p>Il barista la fissa. \u00c8 un uomo. Un vecchio. \u00c8 pelato. La faccia tonda. La barba da fare. La camicia si chiude a malapena sulla pancia. Ha perso un bottone. Ha delle mani grassocce. Pelose.<\/p>\n<p>\u201cUna vodka\u201d, la voce le esce bassa, piatta, senza incrinature, \u201cLiscia senza ghiaccio\u201d.<\/p>\n<p>Il barista continua a fissarla. Vede i suoi capelli sporchi. Vede le sue occhiaie. Vede le sue guance incavate. Vede le ossa spuntare dalla camicia aperta. Vede i suoi vestiti consumati.<\/p>\n<p>\u201cCe li hai i soldi?\u201d. Ha una voce grossa. Un tono autoritario.<\/p>\n<p>Lascia scivolare gli spiccioli che stringeva in mano sul bancone appiccicoso. Lui sposta per un attimo lo sguardo dai suoi occhi ai soldi e poi torna a fissarla.<\/p>\n<p>\u201cNon bastano!\u201d. Ha un tono che non ammette repliche.<\/p>\n<p>Allunga la mano per riprendersi i soldi quando un braccio spunta da dietro la sua spalla destra e lascia cadere altri spiccioli.<\/p>\n<p>\u201cOra bastano.\u201d<\/p>\n<p>Si volta e vede un uomo. Non lo conosce. E\u2019 un uomo maturo. Ha i capelli corti. Brizzolati. Ha la pelle scura. Gli occhi azzurri. Qualche ruga intorno alle labbra sottili. Un tatuaggio spunta dal colletto del maglione. \u00a0E\u2019 poco pi\u00f9 alto di lei. Ha la sua stessa magrezza. Ride. Gli mancano alcuni denti. Altri sono rotti.<\/p>\n<p>L\u2019espressione sul volto di lei non cambia. Torna a guardare il barista che intanto ha appoggiato la vodka sul bancone e ha fatto scivolare gli spiccioli nel cassetto della cassa.<\/p>\n<p>Stringe il bicchiere tra le dita. Lo porta alla bocca. Beve. Sorso dopo sorso. Senza indugi. Il tipo continua a fissarla. Sente il suo sguardo pesarle sulla schiena. Non importa. Beve. Fino all\u2019ultimo goccio. Appoggia di nuovo il bicchiere sul bancone.\u00a0 Si volta. Ed esce. Non saluta. Non ringrazia. Esce e basta. Sa che questo non pu\u00f2 bastare.<\/p>\n<p>Fuori \u00e8 notte. S\u2019infila in una strada. Una debole luce esce dalle finestre dei primi piani. Sente dei passi dietro di s\u00e8. Passi decisi. Veloci. \u00a0Non si volta. Continua a camminare. La vodka comincia a far effetto. Le brucia nello stomaco. Le infiamma il cervello. Le scende lungo le gambe. Rallenta il passo. Inciampa. Si appoggia al muro. \u00c8 bagnato. Umido.<\/p>\n<p>Riprende a camminare. I passi sono ancora dietro di lei. Pi\u00f9 vicini. Le gira la testa. Lo sguardo si annebbia. Si ferma di nuovo. Cade in ginocchio.<\/p>\n<p>Qualcuno la solleva da terra. Due mani la stringono per le braccia. La spingono. Trascina i piedi. Sente un forte odore d\u2019alcool. Non il suo. Sente odore d\u2019aglio. Sente odore di stantio. Le viene da vomitare. Ma continua a camminare.<\/p>\n<p>Qualcuno la spinge in un portone aperto. Non oppone resistenza. Ha perso ogni forza. Galleggia in una nebbia fitta senza volont\u00e0. E\u2019 buio. Non vede nulla. Sente un \u00a0respiro caldo sul viso.<\/p>\n<p>Qualcuno la spinge a terra. Batte la testa. Il pavimento \u00e8 freddo. Perde i sensi.<\/p>\n<p>Quando si sveglia delle mani frugano ogni parte del suo corpo. La paura le stringe lo stomaco in una morsa. Un\u2019ombra s\u2019avvicina. Sente un corpo estraneo farsi strada dentro di lei. Con forza. Con violenza. Il peso la schiaccia a terra. Il dolore scende nel basso ventre. Chiude gli occhi. Trattiene il respiro. Cerca di sottrarsi. Cerca di chiudere le gambe.<\/p>\n<p>Le arriva un pugno in viso. Un dolore lancinante. Quelle grosse mani, ormai conosciute, le prendono la testa ai lati e la sbattono con forza a terra. Una volta. Due volte. Il dolore diventa insopportabile. Tutto si fa scuro.<\/p>\n<p>Sapeva che un \u201cgrazie\u201d non sarebbe bastato. Poi. Non esiste pi\u00f9 nulla.<\/p>\n<div class=\"pvc_clear\"><\/div>\n<p id=\"pvc_stats_14316\" class=\"pvc_stats all  \" data-element-id=\"14316\" style=\"\"><i class=\"pvc-stats-icon medium\" aria-hidden=\"true\"><svg aria-hidden=\"true\" focusable=\"false\" data-prefix=\"far\" data-icon=\"chart-bar\" role=\"img\" xmlns=\"http:\/\/www.w3.org\/2000\/svg\" viewBox=\"0 0 512 512\" class=\"svg-inline--fa fa-chart-bar fa-w-16 fa-2x\"><path fill=\"currentColor\" d=\"M396.8 352h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V108.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v230.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zm-192 0h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V140.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v198.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zm96 0h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V204.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v134.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zM496 400H48V80c0-8.84-7.16-16-16-16H16C7.16 64 0 71.16 0 80v336c0 17.67 14.33 32 32 32h464c8.84 0 16-7.16 16-16v-16c0-8.84-7.16-16-16-16zm-387.2-48h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8v-70.4c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v70.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8z\" class=\"\"><\/path><\/svg><\/i> <img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"16\" height=\"16\" alt=\"Loading\" src=\"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/301\/wp-content\/plugins\/page-views-count\/ajax-loader-2x.gif\" border=0 \/><\/p>\n<div class=\"pvc_clear\"><\/div>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Una sigaretta dietro l\u2019altra. 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