{"id":14270,"date":"2013-05-08T21:34:13","date_gmt":"2013-05-08T20:34:13","guid":{"rendered":"http:\/\/www.raccontinellarete.it\/?p=14270"},"modified":"2013-05-08T21:34:13","modified_gmt":"2013-05-08T20:34:13","slug":"premio-racconti-nella-rete-2013-attimo-di-valentina-vertucci","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/?p=14270","title":{"rendered":"Premio Racconti nella Rete 2013 &#8220;Attimo&#8221; di Valentina Vertucci"},"content":{"rendered":"<p dir=\"ltr\" align=\"justify\">Quando ti dicono che stai per morire, tutto cambia. Non solo dentro di te, ma anche attorno. E&#8217; come rinascere, trasformato. In quel preciso momento, solo in quel momento, inizi davvero ad apprezzare la vita in pieno e a fondo. I giorni, le ore, i minuti, anche i secondi diventano importanti. Diventi attento a tutto ci\u00f2 che ti circonda. Inizi a notare le meravigliose sfumature che la luce del giorno crea nell&#8217;aria e che cambiano colore con il passare delle ore. Ti meravigli del bianco splendente con cui si sveglia la mattina. Ti sorprendi del giallo che l&#8217;ora di pranzo porta con s\u00e8. Osservi con attenzione lo stesso giallo che cambia intensit\u00e0 lungo il pomeriggio. Ti godi l&#8217;arancione con cui il tramonto saluta il sole che se ne va. E poi la notte. La scura e bellissima notte, con le sue stelle stupende e la luna a far da padrone al cielo. Chiss\u00e0 cosa nasconde lass\u00f9. Chiss\u00e0 se tra poco diventer\u00f2 parte di quelle stelle, per brillare sopra i sogni e le speranze delle persone che restano. E poi impari a sentire, sentire per davvero. Senti tutti i profumi che ti stanno intorno. Chi si era mai accorto prima che ogni cosa ha un suo preciso odore? E i colori poi. Quanti milioni di colori esistono dentro le cose? E i sapori. Come sono buoni i sapori? E infine le persone. Diventano fondamentali. I loro sguardi, le loro espressioni, le smorfie, i sorrisi, le lacrime, le linee del viso. Vedi tutto adesso. Con una precisione che ti fa capire quanto non vedevi prima.<\/p>\n<p dir=\"ltr\" align=\"justify\">Ero una ragazza come tante altre. Non bella ma carina, cosa che bastava per avere la mia piccola fila di pretendenti tra cui scegliere e di cui vantarmi. Niente di serio per\u00f2, l&#8217;amore lo riservavo per tempi futuri, quelli in cui mi sarei stufata di uscite e divertimenti da una sera o due e sarei stata pronta a impegnarmi in un modo diverso, maturo. Quell&#8217;impegno che sa di matrimonio e figli piccoli che corrono e urlano per la casa che sei riuscita a fatica a comprarti e di cui vai molto fiera, di conti a fine mese, di asilo e poi scuola, di vacanze al mare e natali in famiglia. No, non ero ancora pronta a tutto quello. Il mio tempo lo dedicavo agli amici. Quelli ne avevo un sacco. Tutti diversi, ma con quel qualcosa di simile che\u00a0 ci aveva permesso di incontrarci e unirci. E&#8217; bello quando gli amici ti assomigliano un po&#8217;. Non devi sforzarti di essere ci\u00f2 che non sei. Non devi riempire a fatica ogni silenzio che c&#8217;\u00e8. Non devi creare situazioni particolari o trovare posti pazzeschi per riuscire a divertirti. Basta un niente: un prato su cui buttare una coperta per riempire l&#8217;aria con le note di una chitarra, un tavolo con qualche bicchiere di vino, una cena preparata con gli avanzi del frigorifero, una passeggiata ovunque. Nulla di pi\u00f9. Perch\u00e8 il resto lo fanno la complicit\u00e0, le risate, l&#8217;armonia, lo star bene insieme. E&#8217; questo che riempie l&#8217;amicizia. Noi ce lo avevamo. Ed era bello.<\/p>\n<p dir=\"ltr\" align=\"justify\">Avevo anche un lavoro, che odiavo. Uno di quei lavori statici, sempre uguali giorno dopo giorno, noiosi fino allo sfinimento. Me ne lamentavo sempre. Sbuffavo. Mi stressavo. Alzarmi la mattina era un&#8217;agonia al pensiero di passare 10 ore dentro quel piccolo ufficio a fare le stesse identiche cose. Davo il tormento a tutti parlando di ogni aspetto negativo della mia giornata lavorativa. Dei miei colleghi grigi e tristi. Dei miei clienti scassa cazzo oltre l&#8217;immaginabile. Spesso mi perdevo interi weekend chiudendomi dentro lo stress e la stanchezza che mi toglievano la voglia di mettere piede fuori casa.<\/p>\n<p dir=\"ltr\" align=\"justify\">Mi lamentavo anche del mio fisico, mai simile alle aspettative che avevo. E mi buttato dentro a diete che non rispettavo mai fino in fondo, per riuscire a togliere quella maledetta pancetta e quella ciccia che aveva deciso di fare il nido sui miei fianchi. Quante cene saltate con il pensiero di fare qualcosa di giusto per me stessa. Quante insalate mal digerite, mentre guardavo le amiche abbuffarsi di pizza e kebab. Io per\u00f2 ero fissata. Voleva essere magra. Perch\u00e8, per me, quella era la vera bellezza.<\/p>\n<p dir=\"ltr\" align=\"justify\">E poi ero permalosa. Mamma mia quanto ero permalosa. Bastava una battuta di troppo, una frase che superasse i limiti da me stabiliti o uno scherzo che non mi piaceva, e gi\u00f9 musi lunghi. A volte anche per giorni. Perch\u00e8 poi, quando lo scazzo era superato, subentrava l&#8217;orgoglio che non mi permetteva di alzare bandiera bianca e magari fare qualche passo indietro e scusarmi per quel brutto carattere che madre natura aveva deciso di donarmi, senza per\u00f2 darmi le istruzioni per aggiustarlo.<\/p>\n<p dir=\"ltr\" align=\"justify\">Il resto era normalit\u00e0: sport nel tempo libero, shopping quando lo stipendio bastava, viaggetti qua e l\u00e0, vacanze, concerti, aperitivi, cene fuori,&#8230; E due grandi passioni: Vasco e il Napoli. La mia squadra del cuore. L&#8217;unica a sapermi incendiare di rabbia e accendermi di felicit\u00e0. L&#8217;unica a farmi battere il cuore pure da lontano. Almeno fino a quando nella mia vita non \u00e8 arrivato Eugenio, che ha scombinato tutti i miei piani e stravolto il mio mondo. Era un pomeriggio come tanti altri: alle 17 in punto avevo lasciato l&#8217;ufficio di corsa, mi ero lanciata dentro la mia 500 nuova di zecca, avevo attraversato la citt\u00e0 rimanendo ferma 10 minuti al solito passaggio a livello che mai beccavo aperto, ed ero arrivata nel mio piccolo appartamento. Cambio rapido, t-shirt e pantaloncini e via per la mia corsetta quotidiana alla pista ciclabile. Solita storia. Non quel giorno per\u00f2: a met\u00e0 tragitto un cane di dimensioni quasi umane mi era piombato addosso, facendomi urlare di paura. Non mi ero accorta che voleva solo giocare. Ed \u00e8 l\u00ec che l&#8217;ho visto per la prima volta. E&#8217; arrivato di corsa a fermare il suo cane troppo espansivo. Un angelo biondo dagli occhi azzurro mare. La freccia mi aveva colpita in pieno petto. Cupido aveva fatto centro. E pensare che i biondi non mi erano mai piaciuti. Non me lo ero fatta scappare: con la scusa della caviglia dolorante mi sono fatta accompagnare a casa. E lui si era dimostrato il classico ragazzo di una volta, dolce e gentile, sensibile e serio, premuroso e simpatico. E, per una volta, Cupido aveva fatto il bis, colpendo anche lui e non lasciandomi sola a disperarmi per una cotta non corrisposta. Ci siamo innamorati subito. Ed \u00e8 stato amore folle. In nemmeno un mese vivevamo gi\u00e0 insieme e ci conoscevamo come se non fossero mai esistiti giorni in cui non eravamo insieme. Non avevo niente di ci\u00f2 che desideravo nella mia vita, ma avevo tutto solo avendo lui. Tre anni fa. L&#8217;anno pi\u00f9 bello della mia vita. L&#8217;anno perfetto, di quelli da incorniciare e mettere tra i ricordi a cui aggrapparsi quando le cose vanno male.<\/p>\n<p dir=\"ltr\" align=\"justify\">Una ragazza come tante della sua et\u00e0 insomma. Questo ero. Ci\u00f2 che mi ha reso speciale e diversa da tutte le altre, si chiama tumore. Me lo hanno diagnosticato pochi mesi fa. Non so spiegare quello che ho provato quando ho avuto la sentenza. E&#8217; un malessere violento e velenoso, tragico e terribile, duro e penetrante. Ti si infila nella testa e scende rapido per tutto il corpo, togliendoti tutte le forze. Prima arriva il dolore e lo sconforto, che ti strappano la mente in tanti piccoli pezzettini. Tutto diventa buio. Vedi i tanti anni che ancora avevi davanti cadere uno dopo l&#8217;altro senza possibilit\u00e0 di salvarli. Vedi i tuoi sogni crollare a peso morto sul cemento. Vedi i progetti spegnersi come candele su cui soffia un vento troppo potente. Vedi la vita che immaginavi e attendevi,\u00a0 sparire nel nulla. E ti butti gi\u00f9, \u00e8 inevitabile. Lasci che la depressione e il male ti avvolgano nella loro bolla nera. Poi arriva la rabbia. Una rabbia folle, cieca, distruttiva. Ti rende cattiva, stronza, violenta. Ferisci te stessa per ferire quel male che ti porti dentro e ferisci gli atri perch\u00e8 non sai in che altro modo sfogarti. In realt\u00e0 tutto questo nasconde solo l&#8217;amarezza e il disorientamento che ti porti addosso e che vorresti buttare fuori in ogni modo. Infine, arriva la resa. Disperata, spenta, stanca. Lasci che le ultime forze ti abbandonino. Lasci che gli altri se ne vadano. Lasci che la fine ti prenda. E&#8217; in quell&#8217;istante che esce fuori ci\u00f2 che sei davvero. Perch\u00e8 la fase della resa pu\u00f2 durare fino alla fine dei tuoi giorni, o pu\u00f2 lasciare il posto alla forza che porti dentro. Se ti aggrappi a questa, vivere l&#8217;ultimo periodo che ti \u00e8 stato concesso diventa un regalo enorme. Rinasci per morire diversa, migliore.<\/p>\n<p dir=\"ltr\" align=\"justify\">Ho saputo di essere malata un pomeriggio di giugno. L&#8217;estate stava pian piano facendo il suo ingresso dopo una primavera di freddo e di pioggia. Ero felice in quel periodo. Io ed Eugenio festeggiavamo i nostri primi tre anni insieme e stavamo iniziando a pensare di diventare una famiglia vera e propria, con tanto di abito bianco, cerimonia in grande stile, casa tutta nostra e, in seguito, un piccolo bimbo che prendesse un po&#8217; da me e un po&#8217; da lui. Lo so, avevo sempre rifiutato quell&#8217;idea e l&#8217;avevo rimandata a quando sarei stata pi\u00f9 grande, ma quando l&#8217;amore arriva non c&#8217;\u00e8 niente da fare, i piani e i desideri cambiano. Cos\u00ec era stato anche per me. Aveva tirato fuori la donna che c&#8217;era in me, in tutte le sue tante sfacettature e voglie.<\/p>\n<p dir=\"ltr\" align=\"justify\">Ero con lui quando mi diedero la notizia. Ricordo che ci\u00f2 che mi fer\u00ec di pi\u00f9 f\u00f9 vedere il dolore e la disperazione dentro i suoi occhi. L&#8217;avevo ferito ed era l&#8217;unica cosa che non avrei mai voluto fare nella mia vita. Passamo ore a piangere e stringerci. Sapevamo che quel tempo indefinito che pensavamo di avere davanti, adesso aveva una data di scandeza. Sapevamo che il nostro grande amore non ci avrebbe visti insieme da anziani, come avevamo sempre immaginto. Sapevamo che tutti i sogni e i progetti con cui avevamo dipinto il nostro futuro, famiglia e figli compresi, non ci sarebbero mai stati. Era un tormento che ci bruciava la carne.<\/p>\n<p dir=\"ltr\" align=\"justify\">Passai le varie fasi del dolore, fino a scoprirmi forte come non pensavo di poter essere. E lui lo f\u00f9 insieme a me. Mi sono innamorata di lui una seconda volta.<\/p>\n<p dir=\"ltr\" align=\"justify\">\u00abVoglio che compili una lista dei desideri &#8211; mi disse\u00a0 &#8211; Scrivi tutto quello che hai sempre voluto e che non hai mai potuto fare. Scrivi i tuoi sogni. Scrivi ci\u00f2 che ti viene in mente, perch\u00e8 ti prometto che faremo ogni cosa che la tua testolina matta riesce a immaginare e sognare!\u00bb<\/p>\n<p dir=\"ltr\" align=\"justify\">Voleva che quegli ultimi mesi che mi restavano, fossero magici. Ed \u00e8 stato davvero cos\u00ec. Abbiamo girato l&#8217;Europa in camper, cancellado dalla lista i primi otto punti: vedere Parigi, salire sulla Sagrada Familia, fumare una canna in un coffe shop di Amsterdam, cantare a squarciagola e ballare tra le vie di Berna, salire sulla ruota panoramica di Londra, godermi il famoso \u00abmercoled\u00ec da leoni\u00bb sulle spiagge del Portogallo insieme ai surfisti, prendere un mattone del muro di Berlino e raggiungere la Grecia in traghetto.<\/p>\n<p dir=\"ltr\" align=\"justify\">Siamo poi passati ai punti successivi, nel nostro bel paese: siamo stati al San Paolo per vedere finalmente dal vivo una partita del Napoli, abbiamo pranzato in barca a Capri, siamo scesi tra la folla al concerto di Vasco, abbiamo imparato i balli tradizionali del Salento, abbiamo visto il Colosseo, la Torre di Pisa, le due torri di Bologna, il balcone di Romeo e Giulietta e l&#8217;Arena a Verona, il Duomo di Milano, la Torino sotterranea e le vallate innevate della Valle d&#8217;Aosta. Abbiamo riso, pianto, ballato, cantato, corso, camminato. Ci siamo tenuti per mano. Ci siamo baciati e abbracciati. Ci siamo presi in giro. Ci siamo divertiti. Ci siamo conosciuto fino al punto pi\u00f9 intimo, superando tutti i confini che due persone diverse hanno. E abbiamo fatto l&#8217;amore, sempre e dovunque.<\/p>\n<p dir=\"ltr\" align=\"justify\">Siamo tornati a casa solo quando la lista era vuota.<\/p>\n<p dir=\"ltr\" align=\"justify\">Abbiamo cenato con tutti gli amici. Ero finalmente pronta a dare la tragica notizia anche a loro. Avevo trovato la forza per farlo, per far diventare realt\u00e0 quell&#8217;incubo.<\/p>\n<p dir=\"ltr\" align=\"justify\">Ora sono qui. Alla fine. Ho combattutto con tutta me stessa contro questo nemico invisibile ma presente. Ho combattuto fino a quando ho potuto farlo. Ho combattuto per prendermi tutti i giorni in pi\u00f9 che sono riuscita a prendermi.<\/p>\n<p dir=\"ltr\" align=\"justify\">Si pu\u00f2 essere pronti a morire? No, non si pu\u00f2. Anche se lo sai, anche se ne hai la certezza, anche se ti sei ormai rassegnata a quel finale. Non si \u00e8 mai pronti a morire. Restano sempre mille cose che ancora si vogliono fare. Restano sempre mille sogni da voler realizzare. Restano sempre mille emozioni da voler ancora vivere. E ora mi pento dei minuti persi per la strada. Delle paure da cui mi sono lasciata frenare, dei sogni che ho visto troppo grandi, delle possibilit\u00e0 che non ho colto. Mi pento di quel lavoro di cui mi sono sempre, troppo lamentata e che ora vorrei poter fare per altri cento anni. Mi pento di quella magra bellezza che ho sempre ricercato, perdendomi i piaceri della vita. Mi pento di aver perso tempo a tenere il muso, perdendomi sorrisi e risate che non bastano mai. E mi pento di aver pensato di avere ancora tutto il tempo del mondo davanti a me e aver cos\u00ec rimandato molte cose al domani.<\/p>\n<p dir=\"ltr\" align=\"justify\">Ora sono qui. Ferma nel mio letto. L&#8217;orologio che scandisce i minuti che mi separano da quel sipario scuro che si poser\u00e0 sulla mia storia. Il ticchettio del monitor che mostra la mia vita che rallenta sempre di pi\u00f9. La finestra aperta che manda i rumori del mondo fuori che va avanti. E lui accanto a me. La sua mano nella mia. I suoi occhi dentro i miei. I nostri cuori mai cos\u00ec vicini. Cosa si pu\u00f2 dire prima di morire? Quale frase pu\u00f2 essere cos\u00ec importante da essere scelta come ultima? Che parole possono salutare questo amore cos\u00ec grande? Nessuna. Ci siamo promessi di non dirci nulla. Ci siamo detti tutto nei mesi passati.<\/p>\n<p dir=\"ltr\" align=\"justify\">Sento il respiro che diminuisce. Ci siamo. Cerco di non piangere. Non voglio che l&#8217;ultimo mio soffio di vita arrivi a lui in forma di lacrime. Lo guardo ancora una volta, l&#8217;ultima. E&#8217; bellissimo, come il primo giorno che l&#8217;ho visto. Mi sorride piano e il mio cuore, nonostante si stia per spegnere per sempre, riesce ad accelerare un&#8217;ultima volta. Lo amo pi\u00f9 di qualsiasi cosa abbia mai amato. Gli sorrido anche io e so che \u00e8 l&#8217;ultimo sorriso che potr\u00f2 regalargli. Chiudo gli occhi. Sento la sua mano che stringe pi\u00f9 forte la mia. Respiro forte per sentire ancora il suo profumo. Mi godo questi ultimi istanti di lui. Immagino i suoi occhi azzurri e il suo sorriso meraviglioso. E riesco a sorridere dinuovo. Poi, mentre la vita sta lasciando leggera il mio corpo, riesco a sentire da lontano la sua voce.<\/p>\n<p dir=\"ltr\" align=\"justify\">\u00abTi amo\u00bb<\/p>\n<p dir=\"ltr\" align=\"justify\">Ed era l&#8217;unico saluto che volevo.<\/p>\n<p dir=\"ltr\" align=\"justify\">\u00abTi amo&#8230;\u00bb<\/p>\n<p dir=\"ltr\" align=\"justify\">Riesco a soffiare fuori, prima di andarmene.<\/p>\n<div class=\"pvc_clear\"><\/div>\n<p id=\"pvc_stats_14270\" class=\"pvc_stats all  \" data-element-id=\"14270\" style=\"\"><i class=\"pvc-stats-icon medium\" aria-hidden=\"true\"><svg aria-hidden=\"true\" focusable=\"false\" data-prefix=\"far\" data-icon=\"chart-bar\" role=\"img\" xmlns=\"http:\/\/www.w3.org\/2000\/svg\" viewBox=\"0 0 512 512\" class=\"svg-inline--fa fa-chart-bar fa-w-16 fa-2x\"><path fill=\"currentColor\" d=\"M396.8 352h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V108.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v230.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zm-192 0h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V140.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v198.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zm96 0h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V204.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v134.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zM496 400H48V80c0-8.84-7.16-16-16-16H16C7.16 64 0 71.16 0 80v336c0 17.67 14.33 32 32 32h464c8.84 0 16-7.16 16-16v-16c0-8.84-7.16-16-16-16zm-387.2-48h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8v-70.4c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v70.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8z\" class=\"\"><\/path><\/svg><\/i> <img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"16\" height=\"16\" alt=\"Loading\" src=\"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/301\/wp-content\/plugins\/page-views-count\/ajax-loader-2x.gif\" border=0 \/><\/p>\n<div class=\"pvc_clear\"><\/div>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Quando ti dicono che stai per morire, tutto cambia. 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