{"id":14266,"date":"2013-05-07T19:05:40","date_gmt":"2013-05-07T18:05:40","guid":{"rendered":"http:\/\/www.raccontinellarete.it\/?p=14266"},"modified":"2013-05-07T19:05:40","modified_gmt":"2013-05-07T18:05:40","slug":"premio-racconti-nella-rete-2013-la-figlia-grassa-di-katia-ceccarelli","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/?p=14266","title":{"rendered":"Premio Racconti nella Rete 2013 &#8220;La figlia grassa&#8221; di Katia Ceccarelli"},"content":{"rendered":"<p><span style=\"font-family: Verdana, sans-serif;\"><span style=\"font-size: small;\">Gisella Tonon era serenamente in sovrappeso, dopo una brillante giovinezza, la gravidanza l&#8217;aveva trasformata in una briosa cicciona. Neanche il divorzio era servito a farle perdere un solo etto. Con lei era rimasta la figlia, Daniela, venticinquenne tristemente grassa dalla nascita.<br \/>\nGisella aveva cominciato i magnifici anni &#8217;80 da magra, li aveva finiti da obesa e aveva accettato la sua condizione con ottimo spirito di adattamento. Erano stati gli anni pi\u00f9 belli della sua vita quelli col marito e la bimba. La gioia di vivere conquistata a quel tempo non l&#8217;aveva mai abbandonata cos\u00ec come il gusto nel vestire, nel truccarsi, nel proporsi. Era eccessiva, colorata, vaporosa.<br \/>\nGisella era tanto in tutto, in tutte le varianti di appetito, dalla gola al sesso. Inutile dire che nel periodo natalizio veniva animata da una golosit\u00e0 incontenibile se non fosse stato per i continui rimproveri della figlia attenta ai trigliceridi e ossessionata dal colesterolo e dalla paura del diabete.<br \/>\nDaniela, al contrario della madre, preferiva vestire con maglioni informi e scuri per nascondere le sue dimensioni, cosa che invece non preoccupava affatto Gisella la quale faceva del generoso decollete un punto di forza della sue arti seduttive. Se Daniela era ancora vergine e priva di speranze, Gisella non aveva mai deposto l&#8217;ascia di guerra nei confronti del sesso e non rimaneva mai senza una relazione per pi\u00f9 di quattro o cinque mesi.<br \/>\nLa sua ciccia piaceva, evocava allegria e abbondanza. La ciccia di Daniela era invece solo un&#8217;ingombrante involucro che la ragazza doveva portarsi addosso non sapendo, e nemmeno volendo, valorizzarlo.<br \/>\nAnch<\/span><\/span><span style=\"font-family: Verdana, sans-serif;\"><span style=\"font-size: small;\">e per le Tonon la preparazione al Natale cominciava a fine ottobre:<\/span><\/span><span style=\"font-family: Verdana, sans-serif;\"><span style=\"font-size: small;\"> compravano decorazioni nuove per l&#8217;albero, fiocchi, luminarie, candele profumate, fiori secchi e in pi\u00f9 non si facevano mancare una scappata ai mercatini in Trentino. A quelle gite Daniela si trascinava per niente entusiasta di caricarsi di pacchi e sacchetti di tela &#8211; per amore di ecologia &#8211; pieni di frutta secca e ricordini in legno profumato.<br \/>\nOgni anno Gisella riservava una sorpresa per amici e parenti, come quella volta che aveva organizzato una mostra dei lavoretti fatti a scuola dai suoi alunni. La figlia aspettava con curiosit\u00e0 ma anche con ansia la nuova proposta natalizia della madre.<br \/>\nAnche quell&#8217;anno non tard\u00f2 ad arrivare.<\/span><\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-family: Verdana, sans-serif;\"><span style=\"font-size: small;\">&#8211; Lo sai che facciamo questa volta per Natale? &#8211; Esord\u00ec Gisella mentre sistemava un centrotavola di pigne.<\/span><\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-family: Verdana, sans-serif;\"><span style=\"font-size: small;\">&#8211; Andiamo dalla nonna?<br \/>\nGisella con lo sguardo furbo sopra le guance rosa fece di no con la testa:<br \/>\n&#8211; Sorpresa! Facciamo un bel viaggio; una vacanza al mare. Ti va?<\/span><\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-family: Verdana, sans-serif;\"><span style=\"font-size: small;\">&#8211; No. &#8211; Daniela non amava viaggiare anche perch\u00e9 portare in giro il suo corpaccione non era impresa da poco.<\/span><\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-family: Verdana, sans-serif;\"><span style=\"font-size: small;\">&#8211; Hai presente quel mio amico di chat? Sta a Rimini e mi invita da mesi.<br \/>\n&#8211; Quello che si fa chiamare &#8220;topazio blu&#8221;?<br \/>\n&#8211; S\u00ec, il mio Richi, Riccardo \u00e8 il suo vero nome.<br \/>\n&#8211; Ma questo non c&#8217;\u00e8 l&#8217;ha una famiglia con cui passare il Natale?<br \/>\n&#8211; Non ti ricordi che te l&#8217;avevo detto che anche lui \u00e8 separato. \u00c9 tornato a stare con i suoi ma ha un attico tutto per s\u00e9.<br \/>\n&#8211; Ma gli hai detto quanti anni hai e che hai pure una figlia grande?<br \/>\n&#8211; Certo. Non siamo mica due ragazzini.<br \/>\nDaniela con filo di crudelt\u00e0 dopo una pausa torn\u00f2 alla carica col suo interrogatorio: &#8211; Ma lui ti ha vista?<br \/>\nGisella prevedendo il colpo basso: &#8211; S\u00ec \u2013 fiera della sua conquista &#8211; ci siamo scambiati le foto, io so come \u00e8 fatto lui e lui sa come sono fatta io.<br \/>\nDaniela si era rassegnata, battuta e sconfitta si affid\u00f2 all&#8217;ultimo moto di orgoglio: &#8211; Io non vengo. Resto qui e passo il Natale con la nonna, gli zii e i cugini. A Rimini ci vai da sola.<br \/>\nGisella non accus\u00f2 il colpo, fece piazza pulita del livore della figlia con un sorriso dolce e materno: &#8211; Ma cosa dici, &#8211; le prese le guance tra le mani &#8211; non lo lascio da solo il mio pulcino a Natale.<br \/>\nGisella aveva superato quell&#8217;et\u00e0 in cui poteva ancora far finta di essere una &#8220;quasi cinquantenne&#8221; per\u00f2 quel Natale aveva deciso di darsi un&#8217;altra possibilit\u00e0. Il mondo di internet e delle chat l&#8217;aveva fatta tornare a sperare anche se Daniela disapprovava, sapendo che la madre sarebbe andata incontro a delusioni e lacrime da adolescente che avrebbe versato sulle sue ampie spalle.<br \/>\nNonostante i suoi cento e passa chili, aveva trovato diversi uomini che apprezzavano il suo seno enorme e il suo entusiasmo contagioso. Tutto andava bene per i maschi finch\u00e9 si trattava di fare un&#8217;esperienza diversa, finch\u00e9 c&#8217;era da prendersi uno sfizio; il sogno per\u00f2 si riduceva a una notte sfrenata mentre Gisella cercava di nuovo l&#8217;amore.<br \/>\nDaniela era stanca di correre ai ripari e di fare da vergine consolatrice a quella madre ingorda e indisciplinata.<br \/>\nIl Natale incombeva e Gisella sperava fortemente che non nevicasse per non rovinarsi il viaggio verso l&#8217;amore. Daniela invece si augurava almeno un metro di neve cos\u00ec da non poter tirare fuori dal garage la station vagon, macchina capiente per due fisici importanti.<br \/>\nDi solito si cominciava a preparare dolci e leccornie da portare a casa della nonna almeno una settimana prima ma quella volta l&#8217;entusiasmo di Gisella Tonon venne dirottato verso altri pensieri: lingerie rossa e viola per presentarsi come si doveva.<br \/>\nDate le dimensioni, trovare dei completi belli e adatti alle misure dell&#8217;allegra matrona non era facile. L&#8217;unico negozio era quello della signora Italia, una vera bustaia che si faceva arrivare cose carine e oversize dall&#8217;America.<br \/>\nIl 22 dicembre Gisella fece scorta di completini per il suo \u201ctopazio blu\u201d; il 23 mattina si misero in viaggio.<br \/>\n&#8211; Da Bologna in poi guidi tu, cos\u00ec io faccio qualche foto. &#8211; Gisella era felice come una bambina.<\/span><\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-family: Verdana, sans-serif;\"><span style=\"font-size: small;\">&#8211; Non mi sembra che ci sia un granch\u00e9 da fotografare \u2013 Daniela era, come al solito, di pessimo umore.<\/span><\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-family: Verdana, sans-serif;\"><span style=\"font-size: small;\">Mentre lasciavano il nord, il cielo bianco e gonfio di neve si trasformava in grigio e poi livido, quello che in montagna era neve, al mare diventava pioggia.<br \/>\n&#8211; Farai la fine di quella volta, alla stazione di Siena, quello ci ha mollate l\u00ec come due derelitte. Io l&#8217;ho visto che si era nascosto dietro l&#8217;edicola. Quello ti ha mollata perch\u00e9 ti aveva vista, &#8211; la figlia spietata cercava di far cambiare idea a Gisella &#8211; siamo ancora in tempo, lascia perdere. Cerchiamo di non rovinarci anche il Natale. Ti ricordi di quell&#8217;altro, Luigi&#8230;<br \/>\n&#8211; Ah, beh! Quello \u00e8 morto.<br \/>\n&#8211; Appunto, hai pianto e digiunato per giorni e non sei scesa nemmeno di peso.<br \/>\nDaniela era sconfortata, guardava fuori e aveva anche rinunciato a trovare una scusa per finirla l\u00ec. Sarebbero andate incontro al destino. Quel destino che sua madre aveva sempre rincorso senza sentire ragioni. Lei non era capace di buttarsi, e come avrebbe potuto, persino l&#8217;idea metaforica del \u201cbuttarsi\u201d le sembrava impossibile col suo peso micidiale. Gisella era debordante e irriducibile forse perch\u00e9 sapeva cosa si sarebbe persa a rinunciare al sesso. <\/span><\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-family: Verdana, sans-serif;\"><span style=\"font-size: small;\">Da Mestre a Bologna c&#8217;era la pianura mossa da capannoni industriali e vecchi casolari. Orti coltivati con amore da vecchie braccia che curavano la memoria fragile della terra di contadini.<br \/>\nIl cielo era una lastra, pesante e stitica di pioggia che non ce la faceva a buttare fuori. Daniela guardava quel \u201cniente di natalizio\u201d l\u00ec intorno. Luminarie pacchiane dei centri commerciali e gli insopportabili pupazzi di Babbo Natale che scalavano palazzi, uffici, supermercati.<br \/>\nStelle piazzate in cima alle insegne dei fai-da-te, Natale e bulloni, i testimoni del tempo. Gisella si ferm\u00f2 a un autogrill, scesero per una pausa. A<\/span><\/span><span style=\"font-family: Verdana, sans-serif;\"><span style=\"font-size: small;\">pprofittando del fatto che Daniela cercava di farsi strada al banco del bar, si mise a mandare sms pieni di passione a<\/span><\/span><span style=\"font-family: Verdana, sans-serif;\"><span style=\"font-size: small;\"> &#8220;topazio blu&#8221;.<br \/>\n&#8211; Adesso tocca a te tesoro, l&#8217;ultimo tratto di strada lo fai tu. Cos\u00ec io mi faccio dare indicazioni via sms.<br \/>\nDaniela zitta si mise faticosamente alla guida, spost\u00f2 il sedile pi\u00f9 indietro perch\u00e9 la sua pancia era pi\u00f9 sporgente di quella della madre ma le gambe erano pi\u00f9 corte, per lei guidare era una prova di agilit\u00e0.<br \/>\nGisella si era comprata un berretto rosso con le lucine che vendevano all&#8217;autogrill.<br \/>\n&#8211; Vuoi presentarti come pacco regalo o come Babbo Natale? In effetti la stazza c&#8217;\u00e8. &#8211; Daniela parlava e sbuffava dalla fatica.<br \/>\n&#8211; Non fare la sciocchina, piuttosto dove hai messo la confezione di grappe da collezione?<br \/>\nSi cominciava a sentire aria di mare quando i messaggi di risposta a Gisella smisero di arrivare. La donna era preoccupata: &#8211; Gli sar\u00e0 successo qualcosa?<br \/>\n&#8211; Ti ha detto la via?<br \/>\n&#8211; S\u00ec, certo. Forse gli si \u00e8 scaricato il cellulare o forse \u00e8 andato in un posto dove non prende.<br \/>\nLa station vagon s&#8217;infil\u00f2 in citt\u00e0, sbagli\u00f2 strada e pass\u00f2 per il centro storico, bianco di pietre antiche.<br \/>\n&#8211; Dove giro adesso? &#8211; Anche Daniela si sentiva smarrita.<br \/>\n&#8211; Di l\u00e0, di l\u00e0, verso il lungomare.<br \/>\n&#8211; Ma quale? A quale altezza? Qui ci fanno la multa.<br \/>\nDaniela era sudata, Gisella aveva paura.<br \/>\nSi fermarono in un bar e chiesero informazioni. Le indicazioni furono precise ma la faccia perplessa della barista insospett\u00ec Daniela: &#8211; C&#8217;\u00e8 qualcosa che non va?<br \/>\n&#8211; No, no, per carit\u00e0 &#8211; rispose la barista bionda e stagionata come una reliquia di un film di Fellini, &#8211; solo che l\u00ec \u00e8 una zona di palazzine delle vacanze, d&#8217;inverno non ci viene quasi mai nessuno.<br \/>\n&#8211; Meglio! &#8211; disse Gisella recuperando il buonumore &#8211; staremo pi\u00f9 tranquilli.<\/span><\/span><\/p>\n<p>Parcheggiarono di fronte a un palazzo rosa e sbiadito dalla salsedine con tutti i balconi in direzione mare. Le finestre erano chiuse, in nessuno degli appartamenti si poteva percepire forma di vita. Gisella scese ma prima si tolse il berretto natalizio. Lesse tutti i campanelli, cerc\u00f2 il cognome di Richi che le era noto solo da poche ore e suon\u00f2.<br \/>\nDaniela era uscita anche lei dall&#8217;auto e si teneva distanza. Da qualche parte un ragazzino abbozzava \u201cTu scendi dalle stelle\u201d col flauto. Aveva sempre odiato le lezioni di musica col flauto. Nonostante la situazione le venne quasi da ridere, magari a forza di suonare quella canzone, qualcuno sarebbe sceso davvero, non fosse altro per tappare la bocca al musicista senza talento. Gisella scampanellava sempre pi\u00f9 disperata. Dopo un quarto d&#8217;ora si accasci\u00f2 su una fioriera di cemento. Le lacrime le facevano colare il rimmel, Daniela stavolta rise, rise di sua madre che sembrava un panda gigante, l&#8217;ultimo panda sulla terra. Prese il cappellino con le luci, lo indoss\u00f2 e con calma si diresse verso quella massa di carne scossa dai singhiozzi:<br \/>\n&#8211; Dai, alzati. Cerchiamo una stanza da qualche parte. Sperando che ci sia un albergo aperto al mare, il 23 di dicembre.<br \/>\nGisella si soffi\u00f2 il naso, da panda era passata ad elefante: &#8211; Come fai a essere cos\u00ec calma? Hai capito cosa \u00e8 successo?<br \/>\n&#8211; S\u00ec, mamma.<br \/>\n&#8211; Cosa faremo qui a Natale?<br \/>\n&#8211; Una passeggiata sul lungomare, cos\u00ec ci teniamo in forma.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<div class=\"pvc_clear\"><\/div>\n<p id=\"pvc_stats_14266\" class=\"pvc_stats all  \" data-element-id=\"14266\" style=\"\"><i class=\"pvc-stats-icon medium\" aria-hidden=\"true\"><svg aria-hidden=\"true\" focusable=\"false\" data-prefix=\"far\" data-icon=\"chart-bar\" role=\"img\" xmlns=\"http:\/\/www.w3.org\/2000\/svg\" viewBox=\"0 0 512 512\" class=\"svg-inline--fa fa-chart-bar fa-w-16 fa-2x\"><path fill=\"currentColor\" d=\"M396.8 352h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V108.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v230.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zm-192 0h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V140.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v198.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zm96 0h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V204.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v134.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zM496 400H48V80c0-8.84-7.16-16-16-16H16C7.16 64 0 71.16 0 80v336c0 17.67 14.33 32 32 32h464c8.84 0 16-7.16 16-16v-16c0-8.84-7.16-16-16-16zm-387.2-48h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8v-70.4c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v70.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8z\" class=\"\"><\/path><\/svg><\/i> <img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"16\" height=\"16\" alt=\"Loading\" src=\"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/301\/wp-content\/plugins\/page-views-count\/ajax-loader-2x.gif\" border=0 \/><\/p>\n<div class=\"pvc_clear\"><\/div>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Gisella Tonon era serenamente in sovrappeso, dopo una brillante giovinezza, la gravidanza l&#8217;aveva trasformata in una briosa cicciona. 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