{"id":14203,"date":"2013-05-07T18:34:58","date_gmt":"2013-05-07T17:34:58","guid":{"rendered":"http:\/\/www.raccontinellarete.it\/?p=14203"},"modified":"2013-05-07T18:34:58","modified_gmt":"2013-05-07T17:34:58","slug":"premio-racconti-nella-rete-2013-il-volo-di-damiano-battistoni","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/?p=14203","title":{"rendered":"Premio Racconti nella Rete 2013 &#8220;Il volo&#8221; di Damiano Battistoni"},"content":{"rendered":"<p><i>Ma\u2026 cosa mi sta succedendo, dove sono?&#8230;<\/i><\/p>\n<p><i><\/i><\/p>\n<p><i>Ecco che mi si apre una finestra nel passato\u2026 mi vedo\u2026<\/i><\/p>\n<p><i>Mi vedo ragazzo. Mi vedo sdraiato su di un plaid con i miei genitori accanto a me. Siamo in primavera inoltrata. La campagna lussureggiante ci circonda. Mio padre come sempre mi narra fantastiche storie.<\/i><\/p>\n<p><i>Ha finito, e per un poco rimane in silenzio, in contemplazione dell\u2019azzurro infinito che ci sovrasta. Ora si mette seduto, io faccio altrettanto. Infine dice:<\/i><\/p>\n<p><i>\u201cGuarda, Osman, guarda che meraviglia\u2026\u201d<\/i><\/p>\n<p><i>E lo dice mentre con lo sguardo abbraccia tutto, tutto quanto i suoi occhi possono vedere, e aggiunge:<\/i><\/p>\n<p><i>\u201cEcco qua l\u2019erba, i fiori, gli alberi e gli uccelli, l\u2019aria stessa in cui liberi volteggiano, tutto questo i pi\u00f9 neanche riescono a vedere, percepire; magari qualche volta sembrano guardare, ma ormai non vedono pi\u00f9 niente\u2026<\/i><\/p>\n<p><i>\u201cNo, non sono pi\u00f9 capaci di osservare quanto vive intorno a loro, di entrarvi in contatto, eppure la vita \u00e8 uno spettacolo meraviglioso che di continuo si svolge davanti ai loro occhi. Occhi che vivono nella notte ormai\u2026<\/i><\/p>\n<p><i>\u201cL\u2019unicit\u00e0, per essi l\u2019unicit\u00e0 e la meraviglia e la bellezza delle cose non esistono pi\u00f9. Tutt\u2019intorno a loro \u00e8 Vita, ma la vita \u00e8 quella cosa che gli accade mentre loro sono impegnati a fare ben altro&#8230; che amarezza\u2026<\/i><\/p>\n<p><i>\u201cAccecati, sono, accecati da rigidi schemi in cui ormai tutto \u00e8 scontato, tutto \u00e8 scontato e omologato, tutto \u00e8 scontato e omologato e superfluo\u201d<\/i><\/p>\n<p><i>E di nuovo si sdraia, ed io con lui, appoggiato con la testa a un braccio di mia madre.<\/i><\/p>\n<p><i>\u201c\u00c8 giunta l\u2019ora del silenzio, l\u2019ora di udire col cuore, di udire il dolce rumore dell\u2019erba che cresce, dell\u2019erba che cresce intorno a noi\u201d, dice mio padre.<\/i><\/p>\n<p><i>Io mi metto, l\u00ec, buono buono, cerco di udirlo, quel dolce rumore\u2026<\/i><\/p>\n<p><i>Ma regolarmente mi assopisco, come mio padre prima di me\u2026<\/i><\/p>\n<p><i>\u00a0<\/i><\/p>\n<p align=\"center\">***<\/p>\n<p><i>\u00a0<\/i><\/p>\n<p><i>Ancora quel sogno, ancora quei ricordi, quando finir\u00e0, quando finir\u00e0 tutto questo mio Dio?&#8230; <\/i><\/p>\n<p><i>\u00a0<\/i><\/p>\n<p align=\"center\">***<\/p>\n<p><i>Il bambino soldato ha tre sguardi,<\/i><\/p>\n<p><i>uno sguardo triste<\/i><\/p>\n<p><i>uno sguardo cattivo<\/i><\/p>\n<p><i>uno sguardo felice.<\/i><\/p>\n<p><i>\u00a0<\/i><\/p>\n<p><i>Il bimbo soldato quando dorme \u00e8 come il coccodrillo:<\/i><\/p>\n<p><i>lui riposa, ma la sua anima no\u2026<\/i><\/p>\n<p><i>\u00a0<\/i><\/p>\n<p><i>No\u2026 No\u2026 Nooooo!<\/i><\/p>\n<p><i>Eppure ero riuscito a dimenticare\u2026<\/i><\/p>\n<p><i>Credevo di aver dimenticato, tutto\u2026<\/i><\/p>\n<p><i>\u00a0<\/i><\/p>\n<p><i>Tutto\u2026<\/i><\/p>\n<p><i>Tutto quel rosso\u2026<\/i><\/p>\n<p><i>Tutto quel rosso\u2026<\/i><\/p>\n<p><i>Tutto quel rosso che stava ovunque\u2026,<\/i><\/p>\n<p><i>ovunque, stava, con quel suo odore denso dolciastro, stucchevole\u2026<\/i><\/p>\n<p><i>Mentre io bambino ancora troppo piccolo per impugnare un macete\u2026<\/i><\/p>\n<p><i>Mentre io che invece di finire il lavoro come ordinavano loro prendo a vomitare&#8230;<\/i><\/p>\n<p><i>Incredibile, \u00e8 stata la mia salvezza, perch\u00e9 schifati mi abbandonarono\u2026<\/i><\/p>\n<p><i>\u00a0<\/i><\/p>\n<p><i>Nel sangue, nel sangue pieno di merda e piscio e vomito, cos\u00ec mi trovarono quelli della Croce Rossa Internazionale\u2026<\/i><i><\/i><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p align=\"center\">***<\/p>\n<p><i>\u00a0<\/i><\/p>\n<p><i>Infine, ancora un giorno, mille giorni; infine il volo, una nuova casa, un nuovo Paese. Infine io che potevo affrontare la notte il buio ma solo dentro il lettone\u2026<\/i><\/p>\n<p><i>Poi la scuola, e quella maestra a cui proprio non piacevo. In continuazione mi diceva: \u201cPossibile che non capisci!, che non capisci mai niente\u201d\u2026 sostenendo che mi sarei dovuto rassegnare, che tanto non sarei mai riuscito a concludere nulla nella vita\u2026<\/i><\/p>\n<p><i>Non crederli, gli sussurro, io di oggi, trattenendo a stento l\u2019emozione; non credergli, sei bravo, sei bravissimo; vedrai che anche tu riuscirai, non subito come gli altri, ma anche tu imparerai, credimi!&#8230; Vedo che mi sento, che ricaccio via quella lacrima, che mi credo; che non credo a quella stronza!&#8230;<\/i><\/p>\n<p><i>Ed eccomi qua, cresciuto, <\/i>cara maestra<i>, in qualcosa anche io, riuscito\u2026<\/i><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p align=\"center\">***<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><i>Finalmente\u2026 Apro gli occhi\u2026 Luce!, dolore!, li richiudo, lentamente li riapro\u2026<\/i><\/p>\n<p><i>\u2026Ma, ma questa non \u00e8 la mia camera!, tutto questo bianco poi, non fa parte del mio arredamento: bianco il soffitto, bianco il comodino, bianche le lenzuola, bianche le pareti e bianchi anche gli avvolgibili di una finestra anch\u2019essa bianca\u2026<\/i><\/p>\n<p><i>Infine volto la testa, vedo il braccio con la flebo e tutto mi \u00e8 chiaro; richiudo gli occhi, e non solo ho capito, ma anche ricordo\u2026 Ricordo di aver sognato, di aver di nuovo ricordato. Ricordo pure l\u2019incidente, la perdita di controllo della mia Kawasaki 750, comprata da meno di un anno, io che vengo sbalzato via, infine la caduta, poi un lampo e una Luce e un gran suono, come un canto di Sirena, continuo, incessante, unito a un incredibile senso di beatitudine, di serenit\u00e0, di leggerezza\u2026 Ed io che penso che s\u00ec, \u00e8 assurdo, ma sto da Dio! Mentre intanto il suono quel suono, persiste\u2026 \u00e8 celestiale\u2026<\/i><\/p>\n<p><i>E in me i sensi si amplificano, si amplificano al punto che posso percepire ogni singola goccia di pioggia che scende dal cielo, che cade su di me, sulla terra, sull\u2019erba, e ovunque, e ovunque si espande mentre tutto pervade\u2026<\/i><\/p>\n<p><i>E finalmente lo sento, lo sento pap\u00e0!, lo sento, chiaro e nitido, <\/i>il dolce rumore dell\u2019erba che cresce&#8230;<\/p>\n<p><i>E Tutto \u00e8 in me, la terra e l\u2019erba e la pioggia, l\u2019azzurro dell\u2019acqua e del cielo, le nuvole e il vento e l\u2019aria, e tutto profuma di fresco e di muschio e di vita e di Luce, di Luce nella Luce\u2026<\/i><\/p>\n<p>\u201cOsman. Osman, sei sveglio?\u201d<\/p>\n<p><i>Apro gli occhi. Intravedo una figura che piano si avvicina. Non subito, ma alla fine come non riconoscerla?<\/i><\/p>\n<p>\u201cCiao pap\u00e0, come stai?\u201d<\/p>\n<p>\u201cCome sto io, come stai tu, figlio mio?!\u201d<\/p>\n<p>\u201cBene. Mai stato meglio in vita mia. Mai scritto tanto in vita mia\u201d<\/p>\n<p>\u201cCosa dici? No, che non stai bene. Vado a chiamare l\u2019infermiera\u2026\u201d<\/p>\n<p>\u201cPap\u00e0, aspetta\u201d<\/p>\n<p>\u201cMa andranno pure avvisati i medici che ti sei svegliato\u2026\u201d<\/p>\n<p>\u201cTi dico che sto bene, pap\u00e0. A parte sentirmi come se avessi sceso le scale come una palla, per il resto non c\u2019\u00e8 motivo di allertare nessuno, credimi. Piuttosto ascoltami\u201d<\/p>\n<p>\u201cDopo mi dici. Ora non ti affaticare. Hai bisogno di riposare. E non muovere il braccio cos\u00ec, finisce che ti fai male con l\u2019ago della flebo\u201d<\/p>\n<p>\u201cTanto anche se mi viene un livido, sul nero della mia pelle quando si vede. Insomma, pap\u00e0: mi vuoi ascoltare?!\u201d<\/p>\n<p>\u201cVa bene, ti ascolto. Per\u00f2 stai calmo\u201d<\/p>\n<p>\u201cFinalmente! \u2026? stato fantastico sai? A proposito, da quanto tempo sono in questo stato?\u201d<\/p>\n<p>\u201cTutta la notte. Ti hanno sedato per farti riposare. Non hai fatto altro che agitarti\u2026\u201d<\/p>\n<p>\u201cPap\u00e0, ho trovato lo spunto per un nuovo libro, sai? L\u2019ho tutto ben scritto qui, nella mia testa. Non vedo l\u2019ora di ritornare a lavorare; a quanto pare ci voleva proprio un bell\u2019incidente per sbloccarmi\u2026\u201d<\/p>\n<p>\u201cAlla faccia del <i>bell\u2019incidente<\/i>! Ma lo sai che ci hai fatto prendere un <i>bello spavento<\/i>! A proposito, fammi avvisare\u2026\u201d<\/p>\n<p>\u201cE mamma?\u201d<\/p>\n<p>\u201cAppunto, tua madre \u00e8 scesa al bar per un caff\u00e8 (sai che non le piace quello delle macchinette), avvisiamo almeno lei\u2026\u201d<\/p>\n<p>\u201cLasciamole bere il caff\u00e8 in santa pace, dai pap\u00e0\u201d<\/p>\n<p>\u201cAccidenti, non \u00e8 raggiungibile. Possibile che questi aggeggi di cellulari, quando dovrebbero servire non funzionano mai?!\u201d<\/p>\n<p>\u201cTanto tra poco arriva\u201d<\/p>\n<p>\u201cPossiamo ringraziare un medico, era in giro per una visita, e al momento dell\u2019incidente era proprio dietro di te. Subito ha chiamato l\u2019ambulanza, e ti ha prestato i primi soccorsi. Avevi perso i sensi. Eri finito in un campo pieno di arbusti e sterpaglie. Ma sono state proprio quest\u2019ultime a salvarti da danni peggiori, attutendo la caduta. La tuta e il casco hanno fatto il resto. Comunque che spavento, che spavento ci hai fatto prendere, figlio mio\u201d<\/p>\n<p>\u201cE dai pap\u00e0, non fare quella faccia. Fossi vostro figlio per davvero!\u201d<\/p>\n<p>\u201cScherza, scherza. Ma l\u2019hai capito che \u00e8 un miracolo se sei ancora tutto intero? Maledette le due ruote. Perch\u00e9 poi sei uscito con la moto, me lo dici?!\u201d<\/p>\n<p>\u201cGi\u00e0\u2026 La moto?\u201d<\/p>\n<p>\u201c\u00c8 sempre sul luogo dell\u2019incidente. Ho gi\u00e0 contattato per farla rimuovere. A quanto pare \u00e8 messa piuttosto male. Fossi in te\u2026\u201d<\/p>\n<p>\u201cVedremo, vedremo. Comunque sono uscito con la moto perch\u00e9 l\u2019auto l\u2019ho trovata con una gomma a terra, e a dirla tutta l\u00ec per l\u00ec non ho avuto voglia di cambiarla. Piuttosto dimmi: quel dottore che mi ha soccorso, l\u2019avete conosciuto?\u201d<\/p>\n<p>\u201cCerto, e lo abbiamo ringraziato non so dirti quante volte. Dopo aver finito con la visita, \u00e8 stato qui per vedere come stavi. Davvero una persona in gamba. Avrai modo di conoscerlo, non preoccuparti: saputo chi eri, si \u00e8 subito dichiarato un tuo ammiratore. Ha letto tutti i tuoi libri, e ha aggiunto che la prossima volta li porter\u00e0 con s\u00e9, e, siccome si \u00e8 detto sicuro che starai meglio, ti chieder\u00e0 di autografarglieli\u201d<\/p>\n<p>\u201cCon immenso piacere. Ammesso che dopo l\u2019incidente mi riesca ancora di scrivere\u201d<\/p>\n<p>\u201cSono contento che dici cos\u00ec, che fai il tuo solito spirito, vuol dire che stai bene davvero\u201d<\/p>\n<p>\u201cE soprattutto, finalmente ho avuto un\u2019idea, un\u2019idea per un nuovo libro; e tutto questo \u00e8 avvenuto proprio qui, mentre, a quanto pare, stavo beatamente dormendo\u201d<\/p>\n<p><i>Per il finale del libro non ho ancora le idee chiare\u2026<\/i><\/p>\n<p><i>Sfido, mi sono svegliato troppo presto\u2026<\/i><\/p>\n<p><i>Ma di certo sapr\u00f2 inventarmi qualcosa, oramai il ghiaccio si \u00e8 rotto\u2026 Per il titolo, un\u2019idea credo di averla: \u201cIl dolce rumore dell\u2019erba che cresce\u201d, s\u00ec, trovo sia il titolo adatto; almeno credo&#8230;<\/i><\/p>\n<p>\u201cFammi capire: avresti sognato tutto questo stanotte?\u201d<\/p>\n<p>\u201cProprio cos\u00ec. Come diceva Andr\u00e9 Breton, pap\u00e0?, \u00ab<i>l\u2019artista deve attingere dall\u2019onirico, dal suo io pi\u00f9 profondo<\/i>\u00bb. Dunque, meglio di cos\u00ec\u201d<\/p>\n<p>\u201cBravo Osman. Erano almeno tre anni che non riuscivi pi\u00f9 a lavorare; il tuo editore sar\u00e0 contento. Credevo che alla fine saresti rimasto senza pi\u00f9 il becco di un quattrino. Mi ero detto: vuoi vedere che presto ritorna a stare da noi\u201d<\/p>\n<p>\u201cBravo pap\u00e0. Vedo che ora sei tu in vena di battute. Quindi lo spavento ti \u00e8 passato\u201d<\/p>\n<p>\u201cAnche se, lo sai, la tua camera non c\u2019\u00e8 pi\u00f9, l\u2019ho trasformata <i>nella mia<\/i> stanza di lettura, e che tra scaffali e libri c\u2019\u00e8 rimasto giusto il posto per la poltrona, ma non sarebbe questo il problema. Solo a questo punto vorrei sapere una cosa: ma tua madre quanto ci mette per bere un caff\u00e8? Ora provo a richiamarla. Ah eccola che arriva\u201d<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p align=\"center\">***<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>\u201cEcco il caff\u00e8, Osman. Piuttosto, come ti \u00e8 venuta l\u2019idea del tuo nuovo libro? A parte il fatto che l\u2019hai ideato durante la degenza in ospedale, non ci hai detto altro\u201d<\/p>\n<p>\u201cTutto merito di quel film che mi avevi consigliato. L\u2019ho visto proprio il giorno in cui poi ho avuto l\u2019incidente. Dopo, non ho fatto che pensarci e ripensarci, tanto mi era piaciuto; al punto che nonostante il tempo minacciasse pioggia, e l\u2019auto era con una gomma a terra, ho deciso di venirvi a trovare lo stesso con la moto. Sentivo che finalmente si stava smuovendo qualcosa, che dovevo assolutamente parlarne, discutere, condividere con voi, come del resto faccio tutte le volte che ho un\u2019idea. Poi come sai, per strada, ha iniziato a piovere, a diluviare addirittura. Sono finito all\u2019ospedale, dove invece \u00e8 stato l\u00ec, che durante la notte, sempre sulla scia emotiva del film, s\u2019\u00e8 realizzata la genesi, la sublimazione creativa\u201d<\/p>\n<p><i>Nel libro, a cui ho appena iniziato a lavorare,<\/i><i> dovr\u00f2 riuscire a sviluppare una trama capace di avvincere il lettore, e tenerlo in sospeso fino all\u2019ultimo capitolo, dove,<\/i><i> una figura femminile fino allora nelle apparenti vesti di un personaggio di secondo piano risulter\u00e0 predominante, predominante e risolutiva in quanto donna e in quanto emblema dell\u2019Intuito, quell\u2019Intuito capace di portarci l\u00e0 dove altrimenti la ragione terrena non potrebbe avere accesso\u2026 Ecco, ecco quanto in sintesi da sempre ho cercato, sognato, di poter un giorno scrivere: un tributo alla Donna, alla sua sensibilit\u00e0, alla sua Intelligenza; effettiva Arianna di noi poveri Tesei\u2026 Solo che fino ad oggi mi era sempre mancata l\u2019ispirazione, la spinta, l\u2019input\u2026<\/i><i><\/i><\/p>\n<p>\u201cTi confesso, Osman, che non ricordo di quale film stai parlando\u201d<\/p>\n<p>\u201cMa come, mamma: <i>Harry a pezzi<\/i>, del regista e attore Woody Hallen\u201d<\/p>\n<p>\u201cMa certo, ora ricordo. Si tratta di quella pellicola dove non capisci niente, fino a quando non arrivi quasi alla fine\u201d<\/p>\n<p>\u201cEsatto, mamma. Punto in cui, a Harry (quest\u2019ultimo tra l\u2019altro, nel film, come me, fino a poco prima uno scrittore col blocco della scrittura, con in pi\u00f9 qualche altro intimo problemino esistenziale, tipico dei personaggi alla Woody Hallen) gli <i>appaiono<\/i>, in carne e ossa, tutte le creature del suo ultimo lavoro, e gli parlano, costringendolo, per la prima volta in vita sua, a guardarsi dentro, a confrontarsi, attraverso i vari <i>pezzi<\/i> del suo Io e il mondo che lo circonda, e finalmente riesce a giungere a una risoluzione dentro di s\u00e9\u201d<\/p>\n<p>\u201cProprio cos\u00ec, Osman. Ed \u00e8 allora, solo allora, che scopri che pi\u00f9 che esser giunto alla fine, altro non sei che all\u2019inizio della storia, e finalmente il film ti si <i>apre<\/i> nella mente, chiaro, lineare, <i>geniale<\/i>\u201d<\/p>\n<p>\u201cS\u00ec, mamma, hai detto bene: <i>geniale<\/i>\u201d<\/p>\n<p>\u201cVedi Osman, ho ragione a dire quanto sia importante leggere, leggere e leggere; quant\u2019\u00e8 vero che da cosa nasce cosa\u201d<\/p>\n<p>\u201cQuindi, potremmo azzardare l\u2019ipotesi che lo stesso Woody Hallen, possa essere stato a sua volta ispirato da un\u2019opera di un altro autore?\u201d<\/p>\n<p>\u201cCio\u00e8?\u201d<\/p>\n<p>\u201cPer esempio, dal romanzo de <i>Il lupo della steppa<\/i>, di <i>Hermann Hesse<\/i>\u201d<\/p>\n<p>\u201cOsman. \u2026Perch\u00e9 no? Come ho fatto a non pensarci anch\u2019io? Tra l\u2019altro Hesse \u00e8 uno dei miei autori preferiti. E il personaggio principale del romanzo, il <i>Lupo<\/i> in questione, addirittura ha lo stesso nome del personaggio che Woody Hallen rappresenta nel suo film: Harry, appunto; e guarda un po\u2019: anche lui scrive! E anche lui, come si vedr\u00e0 nel Teatrino, anche qui sul finire della storia, solo dopo aver <i>sezionato<\/i>, <i>ri-visitato<\/i>, i vari <i>pezzi<\/i> di s\u00e9, della sua vita, arriver\u00e0 alla risoluzione dei suoi problemi, alla pienezza del suo Io\u201d<\/p>\n<p>\u201cNon \u00e8 fantastico quando da un\u2019idea nasce un\u2019idea e in seguito un\u2019altra idea? Quindi si pu\u00f2 dire che \u00e8 giusto quel detto: <i>non si pu\u00f2 diventare un ottimo scrittore se prima non si \u00e8 un ottimo lettore<\/i>. A proposito di<i> ottimi lettori<\/i>, mamma, ma pap\u00e0 quando arriva?\u201d<\/p>\n<p>\u201cGiusto, a quest\u2019ora doveva essere gi\u00e0 qui. Ora lo richiamo. Ah eccolo che arriva\u201d<\/p>\n<div class=\"pvc_clear\"><\/div>\n<p id=\"pvc_stats_14203\" class=\"pvc_stats all  \" data-element-id=\"14203\" style=\"\"><i class=\"pvc-stats-icon medium\" aria-hidden=\"true\"><svg aria-hidden=\"true\" focusable=\"false\" data-prefix=\"far\" data-icon=\"chart-bar\" role=\"img\" xmlns=\"http:\/\/www.w3.org\/2000\/svg\" viewBox=\"0 0 512 512\" class=\"svg-inline--fa fa-chart-bar fa-w-16 fa-2x\"><path fill=\"currentColor\" d=\"M396.8 352h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V108.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v230.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zm-192 0h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V140.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v198.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zm96 0h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V204.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v134.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zM496 400H48V80c0-8.84-7.16-16-16-16H16C7.16 64 0 71.16 0 80v336c0 17.67 14.33 32 32 32h464c8.84 0 16-7.16 16-16v-16c0-8.84-7.16-16-16-16zm-387.2-48h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8v-70.4c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v70.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8z\" class=\"\"><\/path><\/svg><\/i> <img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"16\" height=\"16\" alt=\"Loading\" src=\"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/301\/wp-content\/plugins\/page-views-count\/ajax-loader-2x.gif\" border=0 \/><\/p>\n<div class=\"pvc_clear\"><\/div>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Ma\u2026 cosa mi sta succedendo, dove sono?&#8230; Ecco che mi si apre una finestra nel passato\u2026 mi vedo\u2026 Mi vedo ragazzo. Mi vedo sdraiato su di un plaid con i miei genitori accanto a me. Siamo in primavera inoltrata. La campagna lussureggiante ci circonda. Mio padre come sempre mi narra fantastiche storie. Ha finito, e [&hellip;]<\/p>\n<div class=\"pvc_clear\"><\/div>\n<p id=\"pvc_stats_14203\" class=\"pvc_stats all  \" data-element-id=\"14203\" style=\"\"><i class=\"pvc-stats-icon medium\" aria-hidden=\"true\"><svg aria-hidden=\"true\" focusable=\"false\" data-prefix=\"far\" data-icon=\"chart-bar\" role=\"img\" xmlns=\"http:\/\/www.w3.org\/2000\/svg\" viewBox=\"0 0 512 512\" class=\"svg-inline--fa fa-chart-bar fa-w-16 fa-2x\"><path fill=\"currentColor\" d=\"M396.8 352h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V108.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v230.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zm-192 0h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V140.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v198.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zm96 0h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V204.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v134.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zM496 400H48V80c0-8.84-7.16-16-16-16H16C7.16 64 0 71.16 0 80v336c0 17.67 14.33 32 32 32h464c8.84 0 16-7.16 16-16v-16c0-8.84-7.16-16-16-16zm-387.2-48h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8v-70.4c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v70.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8z\" class=\"\"><\/path><\/svg><\/i> <img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"16\" height=\"16\" alt=\"Loading\" src=\"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/301\/wp-content\/plugins\/page-views-count\/ajax-loader-2x.gif\" border=0 \/><\/p>\n<div class=\"pvc_clear\"><\/div>\n","protected":false},"author":1951,"featured_media":0,"comment_status":"open","ping_status":"closed","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[84],"tags":[],"class_list":["post-14203","post","type-post","status-publish","format-standard","hentry","category-premio-racconti-nella-rete-2013"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/14203"}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/users\/1951"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcomments&post=14203"}],"version-history":[{"count":7,"href":"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/14203\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":14209,"href":"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/14203\/revisions\/14209"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fmedia&parent=14203"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcategories&post=14203"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Ftags&post=14203"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}