{"id":14090,"date":"2013-05-05T22:33:21","date_gmt":"2013-05-05T21:33:21","guid":{"rendered":"http:\/\/www.raccontinellarete.it\/?p=14090"},"modified":"2013-05-05T22:33:21","modified_gmt":"2013-05-05T21:33:21","slug":"premio-racconti-nella-rete-2013-il-sig-bianchi-di-rossella-staine","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/?p=14090","title":{"rendered":"Premio Racconti nella Rete 2013 &#8220;Il Sig. Bianchi&#8221; di Rossella Staine"},"content":{"rendered":"<p>\u00a0Il sig. Bianchi era un uomo alquanto bizzarro.\u00a0 Dico \u201calquanto\u201d e non \u201ctotalmente\u201d bizzarro perch\u00e9 aveva quei modi di fare composti e ordinati da gentleman inglese che, di primo acchito, facevano di lui una persona del tutto ordinaria.<\/p>\n<p>Quando incontrava i vicini per le scale, in quella piccola palazzina azzurra che abitava da oramai 20 anni, soleva togliersi il cappello e fare un lieve inchino muovendo il capo, e gli piaceva intrattenersi a discorrere del pi\u00f9 e del meno con chiunque gli capitasse a tiro.<\/p>\n<p>A seconda dell\u2019interlocutore, il sig. Bianchi diventava esperto delle pi\u00f9 svariate discipline. Se incontrava il sig. Rossi, simpatico violoncellista del quarto piano, il sig. Bianchi era in grado di intrattenersi mezz\u2019ora parlando di accordi e dell\u2019acero dei Balcani che Stradivari usava per costruire i suoi strumenti.<\/p>\n<p>Se incontrava il sig. Verdi, vecchio e burbero professore di matematica del terzo piano, passavano ore discorrendo della quadratura del cerchio.<\/p>\n<p>Se incontrava la sig. Rosa, minuta ed annoiata casalinga del secondo piano, riusciva a tenere vivo il discorso deliziando la sua ascoltatrice sulle differenze tra le begonie e le peonie.<\/p>\n<p>La sig.a Rosa era particolarmente contenta di quel rituale saluto, e non perdeva occasione per rinfacciarlo al suo mite ed introverso marito che oramai, qualunque cosa osasse affermare, si sentiva ripetere \u201ccosa vuoi capirne tu, che non sai distinguere un tulipano da una margherita!\u201d.<\/p>\n<p>A ben vedere per\u00f2, non appena lo si conoscesse meglio, il sig. Bianchi si dimostrava per quello che era in realt\u00e0: una persona alquanto bizzarra. Nonostante i vicini lo invitassero spesso a cena con la speranza di approfondire i discorsi lasciati a met\u00e0 ogni giorno tra il quarto ed il quinto gradino del primo piano, dove abitava, declinava sempre con gran educazione ogni invito, poich\u00e9 la sera, a suo dire, aveva parecchie cose da fare.<\/p>\n<p>Difatti, terminato con solerzia il suo frugale pasto serale, sparecchiava di fretta \u00a0e, altrettanto freneticamente, cominciava a lavare i piatti.<\/p>\n<p>Controllava sempre l\u2019orologio, con una singolare smania, tanto che se qualcuno avesse potuto osservarlo dal di fuori avrebbe pensato che aspettasse qualcuno o che avesse un appuntamento.<\/p>\n<p>Finito di riordinare, si accomodava sulla sua ormai vecchia poltrona rivestita di pelle arancione e vi rimaneva per tutto il resto della notte. La maggior parte delle volte leggeva, anche due-tre libri per volta. Altre volte rimaneva l\u00ec fermo a riflettere, con lo sguardo fisso davanti a s\u00e9, senza muoversi, immobile, fino a che il sonno non avesse la meglio sui suoi pensieri.<\/p>\n<p>Che cosa pensasse e che cosa fosse solito leggere non era dato saperlo. Si vocifera per\u00f2 che una mattina, dopo essersi recato dal pescivendolo in fondo alla strada per comprare le triglie che a lui piacevano tanto, (specie se al cartoccio, molto pi\u00f9 saporite), alla domanda di questi su cosa avesse fatto la sera prima, viste le profonde occhiaie che solcavano il suo gi\u00e0 stanco viso, rispose che aveva avuto una notte particolarmente intensa. Raccont\u00f2 di essere stato dapprima con Ulisse nella caverna di Polifemo, dopodich\u00e9, dopo un lungo e tortuoso viaggio per mare, era approdato a Macondo. \u00a0Li, insieme ai Buend\u00eca, attravers\u00f2 a piedi un lungo e soleggiato bosco: erano arrivati gli zingari, portando con s\u00e9 il ghiaccio, che nessuno, in quel pittoresco e lontano paese, aveva ancora mai visto. Dopo aver elencato ai Buendia tutto ci\u00f2 che avrebbero potuto fare con quei curiosi cubetti fatti di acqua, giacch\u00e9 si trovava da quelle parti, and\u00f2 a trovare Esteban Trueba, suo vecchio amico. \u201c<i>Ma non abbiamo parlato di politica<\/i>!\u201d disse il sig. Bianchi all\u2019incredulo pescivendolo che ascoltava il racconto strabuzzando gli occhi \u201c<i>guai a discorrerne con lui! Ha idee troppo all\u2019antica<\/i>!\u201d.<\/p>\n<p>Il sig. Bianchi era un uomo estremamente elegante. Si recava ogni venerd\u00ec dal suo sarto di fiducia, commissionandogli vestiti da fare rigorosamente con stoffe pregiate, che faceva venire apposta dall\u2019Inghilterra o dal Galles.<\/p>\n<p>\u201c<i>Dove andr\u00e0 mai con quei vestiti<\/i>!\u201d si chiedeva tutto il vicinato quando lo vedeva rientrare a casa con l\u2019ennesimo paletot sottobraccio.<\/p>\n<p>Il sig. Rossi, da fine violoncellista, raccontava di sentire spesso echeggiare dalla casa del sig. Bianchi della musica classica e che una volta, rientrato a notte fonda dopo un concerto, gli parve di scorgere dalla finestra del primo piano l\u2019ombra del sig. Bianchi che fluttuava a tempo di musica con addosso un lungo frac.<\/p>\n<p>Quando il sig. Bianchi scomparve, era un giorno di pioggia. Nel quartiere si respirava una strana aria, triste e rarefatta. Da quel giorno pi\u00f9 nessuno si mise a parlare tra il quarto ed il quinto gradino del primo piano, e pi\u00f9 nessuno parl\u00f2 al sig. Verdi della quadratura di un cerchio.<\/p>\n<p>La sig.a Rosa, addolorata come se a morire fosse stato un suo caro, prov\u00f2 un ulteriore tuffo al cuore quando scopr\u00ec che il sig. Bianchi era totalmente solo. N\u00e9 figli, n\u00e9 parenti, nessuno che potesse occuparsi del suo funerale, solo un lontano cugino americano che si premur\u00f2 di contattare. \u201c Me ne occuper\u00f2 io!\u201d disse quella sera al marito, che trasal\u00ec lasciando cadere il giornale di giardinaggio che nascondeva sotto il Corriere.<\/p>\n<p>Il giorno dei funerali partecip\u00f2 tutto il quartiere. Il sig. Rossi per l\u2019occasione volle dargli l\u2019ultimo saluto suonando il suo violoncello, mentre la sig. Rosa fece addobbare la chiesa di peonie. Il pescivendolo, in suo onore, cucin\u00f2 le triglie al cartoccio e le diede da mangiare a tutto il vicinato.<\/p>\n<p>Alla fine della funzione, prima di salutare per l\u2019ultima volta quel buffo ed eclettico vecchietto, il lontano cugino venuto apposta dall\u2019America, prima di prendere nuovamente l\u2019aereo, si intrattenne a parlare con quella colorata schiera di vicini di casa, desiderosi di conoscere qualcosa del passato del proprio amico. \u201c<i>Non lo sapete<\/i>?\u201d disse ai suoi ascoltatori increduli \u201c<i>il sig. Bianchi, da giovane, era un esploratore! E che esploratore! Giunse sino alle Cascate Vittoria per poi passare alle savane dello Zambia! Ed ebbe molte, molte avventure!\u201d <\/i><\/p>\n<p>Era difficile immaginare quel bianco e curvo signore in giro per la savana o a spasso nel deserto.<\/p>\n<p>Si spos\u00f2 molto giovane, ma la vita fu ingiusta con lui. La sua adorata moglie, a seguito di una brutta malattia, perse completamente l\u2019uso della vista. Non avrebbe mai pi\u00f9 potuto vedere il mondo e il sig. Bianchi, che il mondo tanto adorava, decise di privarsene a sua volta. Non viaggi\u00f2 mai pi\u00f9 ed i primi tempi furono molto duri. Ma la curiosit\u00e0 del sig. Bianchi era pi\u00f9 forte di qualunque avversit\u00e0. Fu allora che scopr\u00ec la lettura. Inizi\u00f2 a comprare spasmodicamente libri, su libri, su libri, di qualunque genere, di qualunque autore. Tutte le sere, puntuale come un orologio svizzero, intorno alle otto e mezza, il sig. Bianchi si metteva di fianco il letto di\u00a0 sua moglie e cominciava a leggerle le storie pi\u00f9 svariate. \u201c<i>Dove mi porti stasera<\/i>?\u201d chiedeva lei. \u201c<i>Dovunque tu voglia!<\/i>\u201d rispondeva lui.<\/p>\n<p>Quando la moglie del sig. Bianchi mor\u00ec, egli era ormai troppo vecchio e stanco per ritornare a viaggiare. \u201c<i>Quando gli chiesi se avesse mai avuto qualche rimorso<\/i>\u201d concluse il cugino americano \u201c<i>mi rispose<\/i>: &#8211; <i>sono pi\u00f9 ricco adesso che in passato! Non avrei mai conosciuto Camelot, non mi sarei mai addormentato con i racconti di Sharazad, non avrei mai corso per le praterie con Hithcliff e non avrei mai discusso di filosofia con i Karamazov. Sai, vecchio mio, ora si che posso definirmi un viaggiatore<\/i>!\u201d.<\/p>\n<p>Il sig. Bianchi era un tipo alquanto bizzarro, e ancora oggi che non abita pi\u00f9 li, qualcuno \u00e8 sicuro di vedere, nelle sere d\u2019estate, un&#8217;ombra fluttuare a ritmo di musica con addosso un lungo frac.<\/p>\n<div class=\"pvc_clear\"><\/div>\n<p id=\"pvc_stats_14090\" class=\"pvc_stats all  \" data-element-id=\"14090\" style=\"\"><i class=\"pvc-stats-icon medium\" aria-hidden=\"true\"><svg aria-hidden=\"true\" focusable=\"false\" data-prefix=\"far\" data-icon=\"chart-bar\" role=\"img\" xmlns=\"http:\/\/www.w3.org\/2000\/svg\" viewBox=\"0 0 512 512\" class=\"svg-inline--fa fa-chart-bar fa-w-16 fa-2x\"><path fill=\"currentColor\" d=\"M396.8 352h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V108.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v230.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zm-192 0h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V140.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v198.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zm96 0h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V204.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v134.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zM496 400H48V80c0-8.84-7.16-16-16-16H16C7.16 64 0 71.16 0 80v336c0 17.67 14.33 32 32 32h464c8.84 0 16-7.16 16-16v-16c0-8.84-7.16-16-16-16zm-387.2-48h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8v-70.4c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v70.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8z\" class=\"\"><\/path><\/svg><\/i> <img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"16\" height=\"16\" alt=\"Loading\" src=\"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/301\/wp-content\/plugins\/page-views-count\/ajax-loader-2x.gif\" border=0 \/><\/p>\n<div class=\"pvc_clear\"><\/div>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>\u00a0Il sig. 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