{"id":1408,"date":"2009-05-17T18:17:15","date_gmt":"2009-05-17T17:17:15","guid":{"rendered":"http:\/\/www.raccontinellarete.it\/?p=1408"},"modified":"2009-05-17T18:17:15","modified_gmt":"2009-05-17T17:17:15","slug":"la-spiga-gialla-o-della-sospensione-di-ogni-perche","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/?p=1408","title":{"rendered":"Racconti nella Rete 2009 &#8220;La spiga gialla o della sospensione di ogni perch\u00e9&#8221; di Marco Giampieri"},"content":{"rendered":"<p class=\"MsoNormal\" style=\"justify;\"><span style=\"Calibri;\">Ecco, dietro quella curva, tra il biancospino e i rovi di more, si vede l\u2019abside di mattoni della piccola chiesa. Il giallo delle stoppie \u00e8 accecante e tutta la valle \u00e8 punteggiata da stormi di rotoballe, che da lontano interrompono, con un accento pi\u00f9 scuro, un uniforme ed ispido tappeto dorato. <\/span><\/p>\n<p class=\"MsoNormal\" style=\"justify;\"><span style=\"Calibri;\">In nessun luogo come in cima a questa collina di creta io riesco a comprendere il senso dell\u2019abbandono e di tutte le sue magiche deviazioni, la bellezza innanzitutto, la nostalgia, la malinconia. <\/span><\/p>\n<p class=\"MsoNormal\" style=\"justify;\"><span style=\"Calibri;\">La prima volta sono arrivato qui in bicicletta, da solo, due anni fa. Stessa stagione, stessi colori di oggi. L\u2019odore forte di grano tagliato, il sole ancora alto, un mare di riflessi su tutte le sfumature del giallo. Abbandonata la statale, la strada segue l\u2019andamento dei campi e delle colline, spaccate, quasi ferite dal sole e dal vento, che con la complicit\u00e0 della composizione della terra e della poca acqua formano quelle strane eruzioni di argilla che macchiano qua e la tutta la valle. <\/span><\/p>\n<p class=\"MsoNormal\" style=\"justify;\"><span style=\"Calibri;\">Poi il silenzio e la luce. <\/span><\/p>\n<p class=\"MsoNormal\" style=\"justify;\"><span style=\"Calibri;\">Riesco a sentire esattamente la mia presenza, il rumore dei passi, il mio respiro, il frusciare dei vestiti, l\u2019intensit\u00e0 del vento, lo stupore delle lucertole, il grido secco e sgraziato delle ghiandaie, la fuga collettiva dei fagiani verso le macchie e il fremito maestoso del volo di un airone. <\/span><\/p>\n<p class=\"MsoNormal\" style=\"justify;\"><span style=\"Calibri;\">Natura. Senza felicit\u00e0 o dolore. <\/span><\/p>\n<p class=\"MsoNormal\" style=\"justify;\"><span style=\"Calibri;\">La luce di luglio nel pomeriggio inoltrato, il caldo come uno scialle di seta sul viso e su tutto il corpo, un sudore quasi sensuale. Lo sguardo copre distanze enormi, dal monte Amiata a Siena, di fronte la perfezione prospettica di Pienza, a destra la ruvida torre di Monticchiello, dietro tutta la val d\u2019Orcia fino alle Rocche ed alle gole della Ripa, a sinistra oltre la Francigena, l\u2019inespugnabile Montalcino. <\/span><\/p>\n<p class=\"MsoNormal\" style=\"justify;\"><span style=\"Calibri;\">Terra e sguardi di contrasti, di colore, di profumi e di sentimenti diversi, tutti stretti intorno ad un ricordo di vita dura ed arsa dal sole, con mani e braccia tramate dal pulsare delle vene, gli occhi e la voce fieri, anche nell\u2019abito della festa, anche nell\u2019accettazione del destino che da sempre accompagna il lavoro contadino. <\/span><\/p>\n<p class=\"MsoNormal\" style=\"justify;\"><span style=\"Calibri;\">La dolcezza \u00e8 nei colori e nelle forme, ma sempre con quel sentimento asciutto ed essenziale proprio di una terra con pochi boschi e poca acqua, cos\u00ec poco incline al calore rassicurante della natura romantica, molto pi\u00f9 vicina invece alla santit\u00e0 ed alla sua mistica sofferenza. Per questo il suo oro \u00e8 quello che circonda i volti delle madonne di Lorenzetti<span style=\"yes;\">\u00a0 <\/span>e la sua pietra \u00e8 quella senza tentennamenti di Caterina da Siena. <\/span><\/p>\n<p class=\"MsoNormal\" style=\"justify;\"><span style=\"Calibri;\">Tutto qui \u00e8 stupore degli occhi, come questa piccola cappella solitaria in cima alla collina. A chi arriva dal sentiero, con i suoi mattoni rossi e la sua abside minuta, nasconde una facciata preziosa in marmo, che in primavera si staglia come un diamante sul riflesso verde dei campi che ondeggiano tutt\u2019intorno sferzati dallo zefiro dolcissimo. <\/span><\/p>\n<p class=\"MsoNormal\" style=\"justify;\"><span style=\"Calibri;\">Davanti un piccolo pozzo ed una casa colonica, in parte disabitata e poi un susseguirsi di campi, piccole macchie, querce secolari in mezzo alle stoppie, che con la loro ombra gigantesca sono l\u2019unico segno di clemenza in mezzo alla nudit\u00e0 delle radure, piccoli rivoli d\u2019acqua subito presi d\u2019assalto da una vegetazione spinosa ed inaccessibile, case e ruderi, e bianchi sentieri che disegnano con le loro curve geometrie l\u2019affanno del lavoro dell\u2019uomo.<\/span><\/p>\n<p class=\"MsoNormal\" style=\"justify;\"><span style=\"Calibri;\">Non sono venuto qui per decidere niente, e mi rendo conto benissimo della distanza inseparabile tra me ed il paesaggio. <\/span><\/p>\n<p class=\"MsoNormal\" style=\"justify;\"><span style=\"Calibri;\">Per\u00f2 qui \u00e8 pi\u00f9 facile osservare da lontano, guardare i legami, gli affetti, la nostra infinita capacit\u00e0 di immaginare e sognare, come una perdita costante, una polverosa illusione, un profumo malinconico di ginestra appassita.<\/span><\/p>\n<p class=\"MsoNormal\" style=\"justify;\"><span style=\"Calibri;\">Dalla finestra della colonica si affaccia una ragazza, i capelli sono bagnati, lunghi e neri, un asciugamano le cinge il corpo lasciando scoperte le spalle, ci guardiamo un attimo in silenzio, poi dico buonasera, lei risponde buonasera e rientra chiudendo la finestra. <\/span><\/p>\n<p class=\"MsoNormal\" style=\"justify;\"><span style=\"Calibri;\">Da lontano una mietitrebbia fa eco al rumore delle ruote della bicicletta sui sassi,<span style=\"yes;\">\u00a0 <\/span>bevo un po\u2019 d\u2019acqua ed un altro po\u2019 ne verso sul collo e sul viso, mi siedo di fronte alla cappella e aspetto il prossimo pensiero.<\/span><\/p>\n<p class=\"MsoNormal\" style=\"justify;\"><span style=\"Calibri;\">Io non sono abituato a pensare spesso al futuro, o forse preferisco non farlo. Credo sia l\u2019et\u00e0.<span style=\"yes;\">\u00a0 <\/span><\/span><\/p>\n<p class=\"MsoNormal\" style=\"justify;\"><span style=\"Calibri;\">Ora per esempio, vedendo quella ragazza ho immaginato di bussare e chiederle dell\u2019acqua. O chiederle di lavarmi, nella sua casa. Ma l\u2019idea pi\u00f9 forte \u00e8 quella di baciarla e toglierle l\u2019asciugamano e baciarla ancora, dappertutto. Ma questo pensiero \u00e8 legittimo o no? O meglio, \u00e8 un desiderio o un istinto? E cosa mi trattiene, la certezza di un rifiuto, il senso di colpa o una generica morale comune? <\/span><\/p>\n<p class=\"MsoNormal\" style=\"justify;\"><span style=\"Calibri;\">C\u2019\u00e8 un cipresso, da solo, sulla sommit\u00e0 di una collina, un po\u2019 pi\u00f9 avanti, sulla sinistra. <\/span><\/p>\n<p class=\"MsoNormal\" style=\"justify;\"><span style=\"Calibri;\">Mio padre \u00e8 morto, da solo, forse \u00e8 morto soffocato dal catarro che la tracheotomia non era riuscita comunque a dissipare. Da solo. Senza che ci fossi io a vegliare su di lui, ho preferito tornare a casa, era solo una notte, in fondo, che cosa mi sarebbe costato rimanere in ospedale per quella notte, una vita intera in cambio di una sera uguale a tutte le altre, cena, televisione ed un bacio prima di dormire. <\/span><\/p>\n<p class=\"MsoNormal\" style=\"justify;\"><span style=\"Calibri;\">Dormire mentre un padre muore. <\/span><\/p>\n<p class=\"MsoNormal\" style=\"justify;\"><span style=\"Calibri;\">Non \u00e8 uno scambio dignitoso ed io sono un padre. E\u2019 quello che ogni padre deve aspettarsi? Quale ala rapace solca in certi istanti il nostro piccolo cielo? Cos\u2019\u00e8 che ci assolve e non ci fa cadere definitivamente sotto una coltre di nuvole incerte? <\/span><\/p>\n<p class=\"MsoNormal\" style=\"justify;\"><span style=\"Calibri;\">Forse l\u2019amore per la vita, per un luogo come questo, o per un solo giorno d\u2019estate disteso tra l\u2019oro delle messi mature e la limpidezza di ogni singolo pensiero. Certo che la sproporzione \u00e8 evidente, ma qui anche la nostalgia splende come un metallo al sole, qui la malinconia \u00e8 tutta per non aver colto l\u2019istante esatto in cui una piccola volpe ha attraversato la radura prima di rientrare nella macchia. <\/span><\/p>\n<p class=\"MsoNormal\" style=\"justify;\"><span style=\"Calibri;\">Una piccola goccia di sudore cade su un filo d\u2019erba lavando via la polvere gialla accumulata da settimane di siccit\u00e0. <\/span><\/p>\n<p class=\"MsoNormal\" style=\"justify;\"><span style=\"Calibri;\">Sembra una lacrima, forse la mia, o forse \u00e8 acqua scivolata dai capelli bagnati della ragazza di prima, che magari ha pensato quello che pensavo io, e non c\u2019\u00e8 bisogno di bussare alla sua porta, era lei che mi aspettava, \u00e8 lei che benedice una giornata diversa e senza parole, mentre si toglie l\u2019asciugamano, stringe il mio viso tra i suoi seni, ed io sento la sua pelle fresca che m\u2019invita a bere fin dentro il suo sorriso.<\/span><\/p>\n<p class=\"MsoNormal\" style=\"justify;\"><em><span style=\"Calibri;\">\u00a0<\/span><\/em><\/p>\n<p class=\"MsoNormal\" style=\"justify;\"><em><span style=\"Calibri;\">\u201cSolo il cardo \u00e8 in fiore:<\/span><\/em><\/p>\n<p class=\"MsoNormal\" style=\"justify;\"><em><span style=\"Calibri;\">le femmine hanno avido il sesso,<\/span><\/em><\/p>\n<p class=\"MsoNormal\" style=\"justify;\"><em><span style=\"Calibri;\">i maschi poco vigore, ora che Sirio <\/span><\/em><\/p>\n<p class=\"MsoNormal\" style=\"justify;\"><em><span style=\"Calibri;\">il capo dissecca e le ginocchia\u201d<\/span><\/em><\/p>\n<p class=\"MsoNormal\" style=\"justify;\"><em><span style=\"Calibri;\">\u00a0<\/span><\/em><\/p>\n<p class=\"MsoNormal\" style=\"justify;\"><span style=\"Calibri;\">La goccia si \u00e8 appena asciugata e subito ne cade un\u2019altra, ma il filo d\u2019erba \u00e8 gi\u00e0 pulito e l\u2019effetto \u00e8 diverso. <\/span><\/p>\n<p class=\"MsoNormal\" style=\"justify;\"><span style=\"Calibri;\">C\u2019\u00e8 qualcosa di sublime nella velocit\u00e0 della nostra mente. Ma il cuore non riesce a stargli dietro, col suo ritmo regolare, con la sua incessante e ripetitiva rincorsa, \u00e8 un passo dietro l\u2019ombra dei pensieri, piange e soffre per qualcosa che \u00e8 gi\u00e0 passato o mai successo, anche se il suo respiro \u00e8 come una falce sul grano, ci conduce alla messe dei sentimenti e ci lascia spesso solo il ricordo del loro colore.<\/span><\/p>\n<p class=\"MsoNormal\" style=\"justify;\"><span style=\"Calibri;\">\u00a0<\/span><\/p>\n<p class=\"MsoNormal\" style=\"justify;\"><span style=\"Calibri;\">Forse quello che mi rende felice in questo luogo \u00e8 che riesco a vedere le cose senza precipitare immediatamente nel vortice dei perch\u00e9, forse il giallo di questo grano mi assolve dalla necessit\u00e0 dell\u2019appartenenza.<\/span><\/p>\n<p class=\"MsoNormal\" style=\"justify;\"><span style=\"Calibri;\">Ecco cosa intendo per abbandono: il punto di vista di chi esce dal fumo della stanza e guarda la stessa scena pensando ad un infinito di altrove, di chi ripete la stessa identica vita pensandola eternamente confusa e sovrapposta ad altri giorni, altre persone, altri se stesso. <\/span><\/p>\n<p class=\"MsoNormal\" style=\"justify;\"><span style=\"Calibri;\">Non \u00e8 un esercizio filosofico, \u00e8 una strana e, per certi versi, crudele attitudine a frequentare i propri pensieri senza giudicarli.<\/span><\/p>\n<p class=\"MsoNormal\" style=\"justify;\"><span style=\"Calibri;\">Il madreperla di una nuvola si ferma per qualche minuto a contrastare il giallo sempre pi\u00f9 invecchiato del sole, togliendo spessore e dimensione alle cose, restituendo agli occhi un paesaggio meno contrastato. Il mio respiro \u00e8 calmo e mi conforta essere accerchiato dalle stoppie. <\/span><\/p>\n<p class=\"MsoNormal\" style=\"justify;\"><span style=\"Calibri;\">Il destino, la tenacia e la durezza del lavoro contadino sono in fondo simili alla disciplina dell\u2019amore, ogni<span style=\"yes;\">\u00a0 <\/span>giorno, ogni ora di lenta costruzione, \u00e8 una devozione verso la tenerezza delle stagioni, che sanno dare frutti, che sanno dove abita la commozione. Tutto \u00e8 nello sguardo, lanciato a scrutare la perfezione di un confine o i primi germogli su un ramo, tutto \u00e8 nelle mani che devono amare e chiudere i pugni.<\/span><\/p>\n<p class=\"MsoNormal\" style=\"justify;\"><span style=\"Calibri;\">C\u2019\u00e8 qualcosa in me che, in luoghi e momenti come questo, \u00e8 una distanza infinita dalla smania e dal freddo sudore dei giorni, qualcosa che non so dire ma che amo pi\u00f9 di ogni altra cosa, dei figli, dei genitori, di una donna o di tutte le donne, del denaro, del lavoro, dell\u2019amore stesso, qualcosa che non \u00e8 n\u00e9 rassicurante n\u00e9 decente: una sorta di momentanea sospensione, di sottrazione di tempo e di senso, qualcosa che non contrasta i desideri, ma li dipinge su una tela in modo che io possa guardarli, con tutta la nostalgia o l\u2019entusiasmo possibili, senza che questo mi costringa ad un\u2019azione, ad un gesto, a nessuna decisione.<\/span><\/p>\n<p class=\"MsoNormal\" style=\"justify;\"><span style=\"Calibri;\">La malinconia di chi sa che quel mare di pensieri non potr\u00e0 cambiare la tua vita, ma che, nonostante ci\u00f2, ti fa sembrare tutto diverso, tutto reale anche se impossibile. <\/span><\/p>\n<p class=\"MsoNormal\" style=\"justify;\"><span style=\"Calibri;\">E\u2019 la pace dei sentimenti arresi, dei sogni sognati e cos\u00ec tanto amati, quando anche il dolore \u00e8 solo una macchia leggermente pi\u00f9 scura nel cielo della stanza, un solco scavato dal vento che scompiglia l\u2019ordinata distesa del grano, un soffice peso tutto sommato sopportabile.<\/span><\/p>\n<p class=\"MsoNormal\" style=\"justify;\"><span style=\"Calibri;\">Cos\u00ec mio padre forse sarebbe morto in ogni caso, nessuna ragazza che per caso si affaccia da una finestra fa cadere ai suoi piedi l\u2019asciugamano ed io rimango l\u2019uomo che sono, fermo sulla soglia di decine e decine di pensieri che l\u2019anima fa fatica a contenere. Lo dico e lo penso senza amarezza, ma con il rimpianto che tutti ci accomuna, quello di dover scegliere, sempre, tra dire e non dire, tra poesia e vita, tra amare e crescere, tra la passione ed il tempo.<\/span><\/p>\n<p class=\"MsoNormal\" style=\"justify;\"><span style=\"Calibri;\">Raccolgo una spiga sopravvissuta al taglio aritmetico della mietitrebbia. Il suo giallo, ormai carico di sole e di vento, sar\u00e0 il colore del ricordo per la prossima volta che verr\u00f2, magari quando la brina e la nebbia adornano il grigio riposo di questi campi. <\/span><\/p>\n<p class=\"MsoNormal\" style=\"justify;\"><span style=\"Calibri;\">E mentre lascio andare la bicicletta sulle curve di ghiaia, capisco meglio il significato di ogni lontananza. <\/span><\/p>\n<div class=\"pvc_clear\"><\/div>\n<p id=\"pvc_stats_1408\" class=\"pvc_stats all  \" data-element-id=\"1408\" style=\"\"><i class=\"pvc-stats-icon medium\" aria-hidden=\"true\"><svg aria-hidden=\"true\" focusable=\"false\" data-prefix=\"far\" data-icon=\"chart-bar\" role=\"img\" xmlns=\"http:\/\/www.w3.org\/2000\/svg\" viewBox=\"0 0 512 512\" class=\"svg-inline--fa fa-chart-bar fa-w-16 fa-2x\"><path fill=\"currentColor\" d=\"M396.8 352h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V108.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v230.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zm-192 0h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V140.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v198.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zm96 0h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V204.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v134.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zM496 400H48V80c0-8.84-7.16-16-16-16H16C7.16 64 0 71.16 0 80v336c0 17.67 14.33 32 32 32h464c8.84 0 16-7.16 16-16v-16c0-8.84-7.16-16-16-16zm-387.2-48h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8v-70.4c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v70.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8z\" class=\"\"><\/path><\/svg><\/i> <img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"16\" height=\"16\" alt=\"Loading\" src=\"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/301\/wp-content\/plugins\/page-views-count\/ajax-loader-2x.gif\" border=0 \/><\/p>\n<div class=\"pvc_clear\"><\/div>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Ecco, dietro quella curva, tra il biancospino e i rovi di more, si vede l\u2019abside di mattoni della piccola chiesa. 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