{"id":14058,"date":"2013-05-05T21:19:22","date_gmt":"2013-05-05T20:19:22","guid":{"rendered":"http:\/\/www.raccontinellarete.it\/?p=14058"},"modified":"2013-05-05T21:19:22","modified_gmt":"2013-05-05T20:19:22","slug":"premio-racconti-nella-rete-2013-la-vita-e-fatta-di-tanti-ventinove-di-bettina-todisco","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/?p=14058","title":{"rendered":"Premio Racconti nella Rete 2013 &#8220;La vita \u00e8 fatta di tanti ventinove&#8221; di Bettina Todisco"},"content":{"rendered":"<p>29 luglio 2008<\/p>\n<p>La vita \u00e8 fatta di tanti ventinove. Giorni si intende. E oggi \u00e8 uno di quelli. Ma \u00e8 terribilmente triste per Bianca. Quello che si direbbe un giorno grigio, anche se \u00e8 luglio e il sole accecante spinge a inforcare gli occhiali da sole per smorzarne le lame di luce.<\/p>\n<p>Ventinove. Ventinove&#8230; continua a ripetere mentalmente Bianca. Le sono sempre piaciuti i numeri primi. E ventinove \u00e8 uno di quelli. Ma non le piace che indichi il giorno dell\u2019addio. Un addio lavorativo, e perch\u00e8 mai dovrebbe ferirla? Il suo capo se ne va. Se ne sta andando. Lascia l\u2019incarico per altri lidi, ai quali lei non avr\u00e0 accesso.<\/p>\n<p>Per non piangere pensa al numero primo ventinove. E\u2019 la somma di tre quadrati: due, tre e quattro. E poi, lei lo sa bene, \u00e8 la somma di due numeri primi. Ma nel frattempo una lacrima le riga la guancia sinistra. Abbronzata, vista la stagione. E lei indispettita la asciuga con il dorso della mano destra. Sa fin troppo bene che la sua emotivit\u00e0 non le permette di trattenere le lacrime.<\/p>\n<p>Meglio allora continuare a volgere il pensiero al ventinove. Lo ricorda come numero atomico del rame. Ma la chimica al liceo no, non le era mai piaciuta. Il prof. s\u00ec, un don abbondio di campagna, la apprezzava molto, non solo la chimica anche Bianca, e molto la elogiava come studente modello. E allora Bianca, lusingata, ricambiava quella stima.<\/p>\n<p>Lui era il suo prof. di scienze per tutti gli anni del liceo. E lo ricordava ancora, a distanza di trent\u2019anni, mentre dalla cattedra spiegava il corpo umano e poi le ossa del cranio umano. In tutto, ventinove.<\/p>\n<p>Un numero davvero speciale, il decimo numero primo, dopo il ventitr\u00e9 e prima del trentuno. Che nella Smorfia rappresenta il padre dei bambini, in altre parole il pene. Strana analogia, aveva pensato Bianca, un po\u2019 tutta napoletana. Almeno cos\u00ec le pareva. A Napoli c\u2019era andata un giorno solo e di passaggio e quello che sapeva dei napoletani era attraverso i racconti di Nicola, il bel Nicola dai nobili natali e dagli occhi guizzanti intelligenza con il quale amava discorrere di filosofia e matematica e vita. Un rapporto cerebrale il loro che non era stato capace di trasformarsi in altro, tanto appagante era l\u2019incontro di quei due intelletti che magicamente si compenetravano.<\/p>\n<p>Lo stesso incontro d\u2019intelletti che era avvenuto con quell\u2019uomo: l\u2019uomo dell\u2019addio. Il suo capo. Un top manager di grande stile manageriale e affabilit\u00e0. Profondamente arguto e dallo sguardo sornione. Avevano subito legato sin dal suo arrivo nell\u2019azienda partecipata dalla Regione, cui erano seguiti tre anni di collaborazione a fianco a fianco. Lui il direttore. Lei la sua assistente. Tre anni scivolati via. Intensi. Faticosi. A volte duri, duri davvero, quando lui arrabbiato, o peggio imbufalito, era capace di aggredirla, perch\u00e9 verso qualcuno doveva pur sfogare la sua ira, montata cos\u00ec in fretta da non crederci. Ma aveva imparato a conoscerlo. Ad anticiparlo. A prevederne le mosse. Conosceva il suo passo. I tic impercettibili, ma non ai suoi occhi.<\/p>\n<p>Quando dopo un\u2019intensa giornata di lavoro lui si allungava sulla poltrona di pelle nera alla sua scrivania e avvolgeva le braccia intorno alla testa, lei sapeva che quello era il momento di un breve relax nel quale avrebbero potuto scambiarsi opinioni di libri letti e film visti e perch\u00e8 no di viaggi da fare e di mondi da conoscere. Un gioco quel relax che era sempre lui, e solo lui, a condurre, decidendone i tempi di attacco e di sospensione e dettando le regole che avrebbero portato alla conclusione di quel fugace gioco chiamato relax.<\/p>\n<p>Ora l\u2019ufficio del direttore era vuoto. Di carte di piante e della sua presenza. Lui l\u2019aveva salutata invitandola a non essere triste, mentre le lacrime scivolavano numerose sul viso di Bianca. Le aveva offerto anche un fazzoletto di carta e a Bianca per un fugace istante la situazione era parsa davvero buffa. Ma commuoversi era pi\u00f9 forte di lei e andava aldil\u00e0 della pi\u00f9 remota possibilit\u00e0.<\/p>\n<p>Poi lui era uscito fiero, orgoglioso nonostante l\u2019apparente sconfitta e pronto ad altri incarichi di nomina politica.<\/p>\n<p>Si erano conosciuti tre anni prima, il 22 settembre di un anno non bisestile.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<div class=\"pvc_clear\"><\/div>\n<p id=\"pvc_stats_14058\" class=\"pvc_stats all  \" data-element-id=\"14058\" style=\"\"><i class=\"pvc-stats-icon medium\" aria-hidden=\"true\"><svg aria-hidden=\"true\" focusable=\"false\" data-prefix=\"far\" data-icon=\"chart-bar\" role=\"img\" xmlns=\"http:\/\/www.w3.org\/2000\/svg\" viewBox=\"0 0 512 512\" class=\"svg-inline--fa fa-chart-bar fa-w-16 fa-2x\"><path fill=\"currentColor\" d=\"M396.8 352h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V108.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v230.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zm-192 0h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V140.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v198.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zm96 0h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V204.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v134.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zM496 400H48V80c0-8.84-7.16-16-16-16H16C7.16 64 0 71.16 0 80v336c0 17.67 14.33 32 32 32h464c8.84 0 16-7.16 16-16v-16c0-8.84-7.16-16-16-16zm-387.2-48h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8v-70.4c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v70.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8z\" class=\"\"><\/path><\/svg><\/i> <img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"16\" height=\"16\" alt=\"Loading\" src=\"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/301\/wp-content\/plugins\/page-views-count\/ajax-loader-2x.gif\" border=0 \/><\/p>\n<div class=\"pvc_clear\"><\/div>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>29 luglio 2008 La vita \u00e8 fatta di tanti ventinove. 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