{"id":13955,"date":"2013-05-03T16:21:30","date_gmt":"2013-05-03T15:21:30","guid":{"rendered":"http:\/\/www.raccontinellarete.it\/?p=13955"},"modified":"2013-05-03T16:21:30","modified_gmt":"2013-05-03T15:21:30","slug":"premio-racconti-nella-rete-2013-vita-prepotente-vita-di-valeria-emmi","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/?p=13955","title":{"rendered":"Premio Racconti nella Rete 2013 &#8220;Vita, prepotente vita&#8221; di Valeria Emmi"},"content":{"rendered":"<p>Il giardino di arance si trovava sulla collina di fronte il paese.<\/p>\n<p>Amava quel luogo soprattutto nei chiari pomeriggi di maggio. L\u2019odore di zagara talmente denso che te lo portavi dentro per tutto il resto dell\u2019anno, il suono rarefatto delle campane della chiesa madre nel cuore antico del paese, il vulcano in lontananza che in cima difendeva ancora la neve invernale e, con indolenti sbuffi di fumo, altezzosa faceva mostra della sua possenza.\u00a0 Quando il cielo era terso, poi, si riusciva ad intravvedere anche il mare, il mare, come desiderava il mare.<\/p>\n<p>Lunghi capelli nero corvino e grandi e profondi occhi blu, guardava e continuava a perdersi\u00a0 in un mondo, mondo sognato da una ragazza in un tempo ormai lontano, troppo lontano. Com\u2019era semplice la vita allora, sognava e pensava che tutto sarebbe andato come avrebbe voluto, \u201cdiventerai pianista\u201d si diceva, \u201cgrande concertista famosa e stimata in tutto il mondo\u201d.\u00a0 E soprattutto nel mondo al di l\u00e0 di quel mare che lei soltanto intravvedeva, ma che allora pervadeva tutto il suo mondo di sogni da ragazza. Non era istruita, non sapeva cosa realmente ci fosse oltre quel mare e nemmeno quale fosse il nome di quel mare. Lei, semplice ragazza di paese, lo chiamava oceano e lo vedeva solcato dalle grandi navi che avevano portato i suoi genitori a fare fortuna. Lo vedeva solcato dalla nave che aveva riportato i suoi genitori nell\u2019isola dove erano nati ed aveva\u00a0 riportato anche lei, piccolo scricciolo allora. Lo vedeva solcato dalla nave sui cui presto sarebbe salita per tornare li dove lei era nata, in quel grande continente chiamato America, e li, si, sarebbe stata libera, libera di realizzare i suoi sogni, \u201csi presto partir\u00f2 e diventer\u00f2 la famosa e stimata concertista, la migliore pianista siciliana d\u2019america\u201d. Ma quel mare era li fermo e nessuna grande nave lo solcava e nessuna mano le veniva tesa.<\/p>\n<p>In quei lontani, sognanti pomeriggi di ragazza, teneva stretto a se il ricordo del suo pianista soldato. \u201cQuanto eri bello anima mia, con quella tua divisa e quella tua espressione scanzonata, non capivo bene cosa dicevi, ma la tua musica, quella si la capivo, la respiravo,\u00a0 la vivevo. Ricordo quando entrasti la prima volta nel salone di casa mia, \u201cplise?\u201d non si capiva cosa dicevi, ma lo stesso tutti capimmo che chiedevi di suonare il mio pianoforte.\u00a0 Avevi la divisa del vincitore nella Sicilia del\u00a0 1943 e quindi \u201csa \u2018bbinirica, s\u2019assittassi e sunassi chiddu ca voli\u201d disse mio padre. Non penso capisti, ma il gesto di mio padre fu eloquente e teatrale e quindi con sorriso di bimbo ti sedesti,\u00a0 quasi precipitasti, al pianoforte e noi li tutto ad aspettare. Mio pianista soldato, li hai resi vivi quei tasti d\u2019avorio, hai riacceso la vita in tutti noi, in quegli attimi tutto l\u2019orrore, le privazioni, gli scanti, sono volati via, magicamente non c\u2019era pi\u00f9 quell\u2019oscuro terrore, tutto era luce, tutto era lieve, tutto era vita e onda possente come quella che ti aveva portato sulla nostra isola. Ricordo che fuori, nella piazza del paese tutti si fermarono e respirando la vita si fecero\u00a0 trasportare ciascuno nel proprio mondo libero. Ricordo che piansi per lo sprazzo di vita che ci donasti, vita, prepotente vita, che ti urla di essere vissuta nonostante tutto.\u00a0 Ricordo che anche tu piangesti, non so perch\u00e9, forse perch\u00e9 anche tu volevi riappropriarti della vita, volevi in quei momenti offuscare un dolore, annebbiare un ricordo, non sono sicura, ma pensai quello. Quando finisti, \u201ctenchiu\u2026tenchiu\u201d, guardasti tutti e poi me, occhi ladri i tuoi, occhi da pirata, occhi che ti portano via per sempre in un mondo diverso e lontano dal tuo. Mio pianista soldato, tornasti molte altre volte e la voce si sparse nel paese \u201ccuttigghiaru\u201d e sempre pi\u00f9 paesani si accalcarono sotto il nostro balcone per riappropiarsi ciascuno di un pezzo della propria vita in quei pomeriggi del 1943.\u201d<\/p>\n<p>Ma il soldato era giovane e bello, con occhi da bimbo sognante e ricci scuri da pirata, e quando suonava, matri quannu sonava, era energia primordiale che ti entrava dentro e non potevi far altro che lasciarti trasportare in un altro mondo, in un altro tempo. Ma il soldato era giovane e bello, ma la figlia era giovane e bella ed in et\u00e0 da marito, ma il padre era siciliano d\u2019onore e cos\u00ec un pomeriggio nessuno rispose al bussare del pianista soldato e nemmeno il pomeriggio successivo e l\u2019altro ancora. Nessuno rispose ed il paese torn\u00f2 a vivere la sua vita oppressa dallo scanto del 1943. Poi nessuno buss\u00f2 pi\u00f9 alla porta e la guerra fin\u00ec e lei, giovane ragazza che sognava l\u2019america ed il suo pianista soldato ed il suo futuro da concertista famosa e stimata, fu sposata con un giovane giornalista, ottimo partito e \u201c\u2019bbona robba in doti, macari u diploma avi\u2026\u201d.<\/p>\n<p>Gli anni passarono e lei cominci\u00f2 a non sognare pi\u00f9, \u201cchi sensu c\u2019avi?\u00a0 Tuttu finiu, i sogni sunu camurrie, fissarie, \u2018chi ni vali? Nenti\u201d.<\/p>\n<p>Ma in quei pomeriggi di Maggio, quando con la cinquecento da poco comprata, andavano su quella collina, e lei vedeva, intravvedeva o anche solo percepiva il mare, la vita tornava a pulsare, prepotente vita, e tutto si trasformava in musica, nella musica del suo pianista soldato e lei tornava a perdersi in quei sogni lontani di ragazza inconsapevole.<\/p>\n<p>Ora in quel letto di ospedale, in quella citt\u00e0 estranea, dopo tutti quegli anni e i capelli ormai corti e bianchi e gli occhi ormai piccoli, occhi non pi\u00f9 blu, occhi spenti , come spento era ormai il desiderio di quella nave, ora in quel letto di ospedale quando sent\u00ec che anche la vita si stava spegnendo, ricord\u00f2 quei pomeriggi di Maggio, ricord\u00f2 il suo pianista soldato , ricord\u00f2 la scheggia di vita vera e profonda che aveva vissuto con quelle note. Ricord\u00f2 quegli occhi e la felicit\u00e0 di quei brevi momenti, e nonostante tutte le amarezze, tutti i sogni infranti, tutte le architetture inutili che aveva dovuto costruirsi intorno,\u00a0 cominci\u00f2 a piangere.\u00a0 Ma non era un pianto di rabbia, non era un pianto pieno di amarezza per ci\u00f2 che aveva sognato e mai avuto, era un pianto antico lo stesso pianto di quel pomeriggio del 1943, pianto per la vita, prepotente vita, che ti urla di essere vissuta nonostante tutto e a cui lei anche se per brevi momenti aveva partecipato.<\/p>\n<p>&#8212;&#8211;<\/p>\n<p>Alla mia nonnina e a tutti coloro che non sognano pi\u00f9 o non hanno mai sognato.<\/p>\n<div class=\"pvc_clear\"><\/div>\n<p id=\"pvc_stats_13955\" class=\"pvc_stats all  \" data-element-id=\"13955\" style=\"\"><i class=\"pvc-stats-icon medium\" aria-hidden=\"true\"><svg aria-hidden=\"true\" focusable=\"false\" data-prefix=\"far\" data-icon=\"chart-bar\" role=\"img\" xmlns=\"http:\/\/www.w3.org\/2000\/svg\" viewBox=\"0 0 512 512\" class=\"svg-inline--fa fa-chart-bar fa-w-16 fa-2x\"><path fill=\"currentColor\" d=\"M396.8 352h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V108.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v230.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zm-192 0h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V140.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v198.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zm96 0h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V204.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v134.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zM496 400H48V80c0-8.84-7.16-16-16-16H16C7.16 64 0 71.16 0 80v336c0 17.67 14.33 32 32 32h464c8.84 0 16-7.16 16-16v-16c0-8.84-7.16-16-16-16zm-387.2-48h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8v-70.4c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v70.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8z\" class=\"\"><\/path><\/svg><\/i> <img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"16\" height=\"16\" alt=\"Loading\" src=\"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/301\/wp-content\/plugins\/page-views-count\/ajax-loader-2x.gif\" border=0 \/><\/p>\n<div class=\"pvc_clear\"><\/div>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Il giardino di arance si trovava sulla collina di fronte il paese. 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