{"id":13803,"date":"2013-04-23T18:56:40","date_gmt":"2013-04-23T17:56:40","guid":{"rendered":"http:\/\/www.raccontinellarete.it\/?p=13803"},"modified":"2013-04-23T18:56:40","modified_gmt":"2013-04-23T17:56:40","slug":"premio-racconti-nella-rete-2013-spezzati-sulla-riva-di-natale-vincenzo-maiorana","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/?p=13803","title":{"rendered":"Premio Racconti nella Rete 2013 &#8220;Spezzati sulla riva&#8221; di Natale Vincenzo Maiorana"},"content":{"rendered":"<p>Giro un\u2019altra pagina del manuale. Faccio scorrere la matita sul titolo del nuovo paragrafo e poi penso al perch\u00e9 debba sottolineare le quattro parole che intestano il nuovo argomento presentato nelle prossime due pagine. Non le ricorderei se non le sottolineo? Decido di cerchiarle.<\/p>\n<p>Sono seduto al tavolo della cucina, su uno sgabello con lo schienale che mi arriva fino ai reni, sono piegato in avanti poggiato sui gomiti per carpire i segreti della psicologia dello sviluppo. La sigaretta \u00e8 quasi a met\u00e0 nel posacenere, vorrei che fosse una di quelle volte in cui si consuma da sola a causa del mio impegno nello studio, ma \u00e8 una di quelle volte in cui non le do tregua e fra una boccata e l\u2019altra passano pochi attimi di tempo. Odio la psicologia dello sviluppo. Fuori \u00e8 Dicembre, orde di persone avvolte nei loro cappotti passeggiano fra palazzi illuminati con sorrisi ebeti dipinti sul volto. Il freddo non li scoraggia nei preparativi per le feste e per l\u2019ultimo dell\u2019anno, si festegger\u00e0 anche questa volta il nuovo che arriva e il vecchio che se ne va, in attesa di momenti migliori o di riconferme per la speranza che tutto continui come ora.<\/p>\n<p>In casa ci siamo solo io e mio figlio, un piccolo me di tre anni e mezzo. Gioca per terra con delle costruzioni colorate, sembra felice. Nel frattempo sono arrivato a met\u00e0 pagina, sbuffo, mi rendo conto di essere stanco, le mie palpebre sono ormai aperte solo a met\u00e0. Mi alzo dal tavolo della cucina, prendo un&#8217;altra sigaretta e la accendo, penso che non la voglio e la spengo dopo una boccata. Mi butto sul divano e mi copro gli occhi con il braccio destro sperando di prendere sonno. Nel buio della mia ricerca delle quiete entrano una serie di cose sconvenienti che nella mia vita di ventenne devo cacciare fuori.<\/p>\n<p>Vedo le gambe di una ragazza in una giornata estiva, i suoi tacchi alti e la sua gonna bianca. Siamo seduti in un bar. Parliamo e dopo qualche attimo inizio a toccarle un ginocchio, lei continua a parlare e non si interrompe, l\u2019unica sua reazione \u00e8 un sorriso fra una parola e l\u2019altra. Io continuo nella mia avventura, salgo sempre pi\u00f9 su con la mano fino a sentire le sue mutandine. Inizio ad avere un po\u2019 di paura, quella sensazione piacevole che si sente quando si osa. Lei continua a sorridere, io continuo a salire. Tocco i suoi slip, li scosto e sento i suoi peli pubici. A questo punto lei smette di guardarmi, io volto lo sguardo un attimo, penso che non mi devo imbarazzare, mi giro nuovamente verso di lei, mi guarda negli occhi, ci baciamo in un tripudio di passione. Quello \u00e8 il nostro primo bacio. Ci alziamo e ce ne andiamo. Mentre usciamo le chiedo \u2013che fai ora?- lei mi guarda e mi risponde \u2013non ho nulla da fare-, continuiamo a camminare fino ad arrivare alla mia macchina, la guado nuovamente negli occhi, le prendo la testa e la avvicino con forza alla mia, ci baciamo nuovamente. I nostri corpi sono premuti l\u2019uno contro l\u2019altro, lei sente la reazione del mio, io sento le sue forme sotto i suoi leggeri vestiti estivi. -andiamo da me?- lo dico fra un bacio e l\u2019altro prendendo fiato in pochi secondi, con la voce strozzata dal sentimento suscitato dal sesso che si fa la prima volta con una semisconosciuta.<\/p>\n<p>Mi levo la mano dagli occhi, mi sento molto pi\u00f9 sveglio di prima, sono teso. Alzatomi penso che non devo fantasticare su certe porcherie, ho una ragazza e un figlio ormai. Qualcuno una volta ha detto che conoscere la donna che si ama equivale a conoscere tutte le donne del mondo. Il mio uccello e il mio ego non la pensano cos\u00ec.<\/p>\n<p>Guardo il piccolo me che gioca con i suoi mattoncini per creare delle costruzioni coloratissime. Ritorno con la mente a molto tempo fa. Penso a sua madre che ora \u00e8 ad un corso di pilates, voglio bene a sua madre che praticamente ora \u00e8 mia moglie anche senza formalit\u00e0. Penso a quando ci siamo conosciuti, come mi piaceva quella donna un po\u2019 pi\u00f9 grande di me, quella donna che mi eccitava in ogni sua minima espressione. Penso a quell\u2019estate passata a sudare in un letto. Era il mese di luglio, poi ci sono stati agosto e settembre, dovevo iscrivermi al primo anno di universit\u00e0 e non avevo nulla da fare, solo soddisfare me stesso e quella stupenda creatura che avevo davanti e che mi si donava come io volevo. Arrivato ottobre mi disse che era incinta, ne rimasi sconcertato, avevo dimenticato come la biologia sia qualcosa da cui non si pu\u00f2 scappare. Mentre le foglie iniziavano a cadere dagli alberi e le bevute di luglio rimanevano un ricordo molto meno eccitante e vivido prendevo consapevolezza che sarei divenuto padre. La mia donna era ed \u00e8 tuttora molto ricca, ma mi sono trovato un lavoro, per cui devo studiare la sera.<\/p>\n<p>Come un uomo di mezza et\u00e0 stancamente trascino la mia persona, uno di questi giorni comprer\u00f2 una nintendo wii e la collegher\u00f2 ad un televisore ultra piatto di dimensioni esorbitanti per poi collegare il tutto in un sistema audio spropositato. Guarder\u00f2 il calcio in televisione la domenica pomeriggio e inizier\u00f2 a fantasticare sulle belle vallette che invadono la nostra vita fatta di programmazione pubblicitaria che si regge sulle erezioni represse del popolo maschile.<\/p>\n<p>Quando abbiamo smesso di cavalcare l\u2019onda e ci siamo trasformati da surfisti in tavole da surf spezzate che dalla spiaggia guardano le onde infrangersi su delle modelle in riva al mare?<\/p>\n<p>Sono una persona orrenda. Guardo mio figlio e ripenso a quelli che in questo dicembre vanno in giro per negozi. Vedo un sacco di persone in corso buenos aires, in piazza duomo e sui navigli. Penso a me che esco di casa, ogni giorno un giorno nuovo, occhi dolci alle bariste, brevi e fuggevoli contatti per altrettanto brevi sogni d\u2019amore.<\/p>\n<p>Faccio tre passi che mi distanziano dal piccolo me, non sono tre passi normali, ma una piccola rincorsa. Prima di arrivare vicino a lui mi rendo conto di quello che sto per fare, non mi fermo, non ci riesco. Un urlo di terrore mi esce dalla gola, straziante e fortissimo. Carico la gamba destra e gli tiro un calcio, lo scaravento distante da me.<\/p>\n<p>Mi sveglio sudato nel letto. Di scatto mi alzo a sedere, pensavo succedesse solo nei film, invece \u00e8 capitato anche a me in questo momento. Lei non si \u00e8 svegliata fortunatamente, la guardo sdraiata al mio fianco, \u00e8 molto bella e mi vuole bene, mi ama credo. I suoi seni torniti si notano anche sotto il lenzuolo. Scendo dal letto e me ne vado in balcone per fumare. Sono in mutande al sole, ho ancora vent\u2019anni e penso a cosa ha appena prodotto la mia mente. Io in questa casa in uno stato di apatia che tiro un calcio a mio figlio di tre anni e mezzo d\u2019et\u00e0.<\/p>\n<p>Sono una persona orribile.<\/p>\n<p>Fuori \u00e8 luglio, gli ultimi ritardatari cercano di accaparrarsi viaggi a prezzi stracciati per agosto, nuove spiagge e nuovi amori. Per un attimo sento una strana brezza di libert\u00e0 e decido repentinamente il mio futuro. Entro in casa e mi infilo scarpe e jeans, cerco la maglietta dove l\u2019ho buttata ieri sera e me la metto.<\/p>\n<p>Vado in cucina, prendo carta e penna, scrivo addio su un foglio.<\/p>\n<p>Lei forse mi ama, io credo di volerle molto bene. Per ora abbiamo solo un gatto.<\/p>\n<p>Ho paura.<\/p>\n<p>Apro la porta e scappo.<\/p>\n<div class=\"pvc_clear\"><\/div>\n<p id=\"pvc_stats_13803\" class=\"pvc_stats all  \" data-element-id=\"13803\" style=\"\"><i class=\"pvc-stats-icon medium\" aria-hidden=\"true\"><svg aria-hidden=\"true\" focusable=\"false\" data-prefix=\"far\" data-icon=\"chart-bar\" role=\"img\" xmlns=\"http:\/\/www.w3.org\/2000\/svg\" viewBox=\"0 0 512 512\" class=\"svg-inline--fa fa-chart-bar fa-w-16 fa-2x\"><path fill=\"currentColor\" d=\"M396.8 352h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V108.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v230.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zm-192 0h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V140.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v198.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zm96 0h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V204.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v134.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zM496 400H48V80c0-8.84-7.16-16-16-16H16C7.16 64 0 71.16 0 80v336c0 17.67 14.33 32 32 32h464c8.84 0 16-7.16 16-16v-16c0-8.84-7.16-16-16-16zm-387.2-48h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8v-70.4c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v70.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8z\" class=\"\"><\/path><\/svg><\/i> <img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"16\" height=\"16\" alt=\"Loading\" src=\"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/301\/wp-content\/plugins\/page-views-count\/ajax-loader-2x.gif\" border=0 \/><\/p>\n<div class=\"pvc_clear\"><\/div>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Giro un\u2019altra pagina del manuale. 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