{"id":13770,"date":"2013-04-22T11:22:11","date_gmt":"2013-04-22T10:22:11","guid":{"rendered":"http:\/\/www.raccontinellarete.it\/?p=13770"},"modified":"2013-04-22T11:22:11","modified_gmt":"2013-04-22T10:22:11","slug":"premio-racconti-nella-rete-2013-olimpia-sparta-di-marco-maffei","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/?p=13770","title":{"rendered":"Premio Racconti nella Rete 2013 &#8220;Olimpia &#8211; Sparta&#8221; di Marco Maffei"},"content":{"rendered":"<h1><\/h1>\n<p>Domenica prossima, 27 maggio 1984, allo stadio del Cascinone, Olimpia e Sparta si giocheranno lo spareggio-salvezza del campionato di prima categoria e ci sar\u00e0 tutta Sant\u2019Agabio, i vecchi saliranno sulla montagnola della Smea, l\u2019impresa di costruzioni che sta in fianco al campo e dall\u2019alto valuteranno e criticheranno, che l\u00ec \u00e8 meglio che stare in tribuna, se ci fosse, ma qui tribune non ce n\u2019\u00e8 e neanche spalti, qui si paga millecinquecento lire esclusi gli amici, i soldati, i pensionati, i ragazzi delle giovanili e le donne, insomma pagano solo i foresti, e si sta appiccicati alla rete, ai bambini delle volte gli resta perfino il segno dei rombi sulla faccia e si grida forza Olimpia anche se si perde, che poi \u00e8 la maggior parte dei casi, ma ci\u00f2 non toglie che la partita della domenica \u00e8 un punto fermo, cos\u00ec sentita che nel quartiere gli uomini di ogni et\u00e0, dai sei in su, vorrebbero essere tutti in campo e qualche volta, quando l\u2019arbitro \u00e8 proprio bastardo, il Colombo si dimentica di chiudere il cancelletto e allora vanno davvero tutti in campo, ma poi si fa un gran gridare e al massimo corrergli dietro, ma non gli si \u00e8 mai dato a nessuno, magari si sta un po\u2019 fuori dal suo spogliatoio a aspettarlo, finita la partita, pi\u00f9 per mettergli paura che altro e poi il Colombo quando il gruppo si sfoltisce e gli animi si quietano lo prende a braccetto e lo accompagna lui fino alla macchina e pi\u00f9 che \u00e8 stato disonesto pi\u00f9 che lo porta fuori presto, per farlo strizzare, stavolta speriamo che ne venga uno buono o magari anche la terna, che per\u00f2 ci mette un po\u2019 soggezione quando arriva,\u00a0 perch\u00e9 con la Sparta c\u2019\u00e8 troppa rivalit\u00e0, proprio, non ci possiamo vedere, perch\u00e9 loro sono i ricchi e noi i poveri della citt\u00e0, alla fine tutto si riassume in questa cosa qui, e loro a essere sinceri sono pi\u00f9 forti, pi\u00f9 tecnici, il loro campo \u00e8 un biliardo, noi invece per dire la nostra bisogna metterla sempre sulla lotta, infatti tante volte la domenica mattina presto, gi\u00e0 verso le sei, si attaccano le pompe e il Martino ci d\u00e0 dentro a bagnare fin quando il campo \u00e8 marcio, cos\u00ec il pomeriggio la palla non corre e noi che lo sappiamo portiamo le scarpe coi sei e gli altri invece arrivano solo coi tredici, vai te a immaginare dopo magari tre o quattro giorni di sole\u00a0 che servivano i sei\u00a0 e insomma la settimana che arriva, da qui a domenica, sar\u00e0 solo tempo in mezzo, il quartiere \u00e8 pieno di manifesti e non mancher\u00e0 nessuno, questo \u00e8 sicuro, un mese fa eravamo spacciati, a meno quattro dalla terz\u2019ultima e poterci giocare uno spareggio sembrava impossibile, per di pi\u00f9 in casa, che il sorteggio in federazione ci ha detto bene, cos\u00ec bisogner\u00e0 arrivare presto per trovare ognuno il suo posto, perch\u00e9 c\u2019\u00e8 a chi gli piace mettersi dietro al Trombin, il nostro portiere, che \u00e8 una sagoma e a chi dietro la porta degli altri e gi\u00f9 parole, ognuno ha le sue preferenze e c\u2019\u00e8 chi verr\u00e0 fin dalla mattina, coi panini e la frittata e le sedie da pic nic, che l\u00ec \u00e8 piena campagna e da tutto questo impasto di passioni io rimango ammirato, coi miei sedici anni compiuti due mesi fa, cio\u00e8 quindi vado per i diciassette, e certe cose mi sembrano ancora troppo grandi, delle volte mi metto tutto nudo in bagno davanti allo specchio e mi guardo, e guardo questa faccia pallida, questa frangetta dritta, che i capelli me li taglia mia mamma per risparmiare, per\u00f2 mai di luned\u00ec, se no si capisce e queste gambe secche e lunghe, che faccio uno e settanta per sessantacinque chili e parlo da solo, come adesso, i pensieri legati uno dietro l\u2019altro senza prendere fiato, finch\u00e8 riesco,\u00a0 e mi sembra impossibile, con tutti quelli che lo desiderano, che sar\u00f2 proprio io, domenica, a andare in campo, da titolare, ormai sono due mesi che sono titolare, il numero non lo so, perch\u00e9 il mister Ferrari mischia i numeri per confondere gli avversari, ma comunque sono centrocampista, te fai quello che vuoi, mi dice sempre il presidente, che con la palla nei piedi \u00e8 come vedere gli angeli, ma va\u2019 che c\u2019ha un sacco di difetti da togliersi, gli ribatte il Colombo per tirarmi gi\u00f9, perch\u00e8 \u00e8 quello che mi vuole pi\u00f9 bene e insomma io sar\u00f2 l\u00ec, dove tutti vorrebbero essere e questa settimana voglio gustarmela piano, come quando hai un cioccolatino solo e deve durarti per tutto il cinema, e prendermi le pacche d\u2019incoraggiamento sulle spalle e sentirmi addosso questa responsabilit\u00e0 grave e dolcissima e io lo so, lo so gi\u00e0 adesso e lo sapr\u00f2 per sempre, fin quando avr\u00f2 ottant\u2019anni, che questi giorni di attesa e poi la partita di domenica, tutto insieme, questa cosa qui \u00e8 una cosa che uno potrebbe anche non conoscerla mai nella vita e si chiama felicit\u00e0.<\/p>\n<p>La settimana \u00e8 interminabile. Il mister decide per tre allenamenti invece dei soliti due. A scuola faccio l\u2019ultimo compito dell\u2019anno di scienze e \u00e8 buono il pane se prendo sei. I giornali scrivono ancora del terremoto di qualche settimana fa in centro Italia e dell\u2019incontro tra Pertini e il Papa e del gol di Boniek in Coppa delle Coppe.<\/p>\n<p>Poi arriva domenica, finalmente. Vado a piedi al campo, che si trova qualche centinaio di metri oltre le ultime case della citt\u00e0. Da una finestra esce della musica, la canzone nuova di Fiordaliso, \u201cNon voglio mica la luna\u201d. Ma io invece s\u00ec. Ha appena finito di piovere. Intorno l\u2019erba \u00e8 alta e il verde scoppia nella pianura, come piselli crudi dentro un piatto.<\/p>\n<p>Nello spogliatoio neanche si pu\u00f2 entrare, per la calca di persone che sono venute a salutare e incitare e dire la loro. Ultimo \u00e8 stato il presidente. Fa un bel discorso, come un padre. E\u2019 un brav\u2019uomo. Qui siamo tutti volontari. Appassionati. Lui per\u00f2 c\u2019ha una piccola azienda e qualche possibilit\u00e0. Nessuno ha bisogno di soldi, oggi, per dare il massimo. Ma lui li mette lo stesso.\u00a0\u00a0 Centomila lire a testa di premio, se giocate col cuore. Cos\u00ec. Non se vincete. Se giocate col cuore. Usciamo in tuta, per il riscaldamento. Gli spogliatoi sono in un cortile. Per arrivare al campo c\u2019\u00e8 un corridoio fra due reti metalliche, una ventina di metri di lunghezza per tre di larghezza. Siamo accolti da un boato. I ragazzini sono i pi\u00f9 svelti di tutti e si accalcano contro la rete. Qualche mese fa ero uno di loro. Ovunque la gente urla, ansima, sventola le bandiere, suona le trombette. Noi siamo ancora tranquilli. Solito stretching, corsetta leggera, qualche scatto, un torello. Poi rientriamo. L\u2019ultima cosa che indossi \u00e8 la maglia. La gloriosa maglia verde, con lo stemma rotondo della rana. L\u2019arbitro fa l\u2019appello, saluta e se ne va. Adesso siamo solo noi. Non vola una mosca. Il mister ci guarda negli occhi, uno ad uno. Conto su di te. Tutti in piedi. Si esce. Arriviamo a centrocampo, salutiamo il pubblico e ci stringiamo la mano con gli avversari. Cenno di assenso ai portieri. Poi il fischio d\u2019inizio, che scivola nell\u2019aria come una sciabola sguainata. E non c\u2019\u00e8 pi\u00f9 niente. Rumore, tensione, vento, caldo, freddo. Niente. Solo la partita.<\/p>\n<p>Non ve la star\u00f2 a raccontare tutta, che ancora oggi potete venire a Sant\u2019Agabio e a chiunque abbia pi\u00f9 di quarant\u2019anni e sia del posto, potete chiederglielo, di quel giorno l\u00e0. E vi dir\u00e0 che se lo ricorda. E dov\u2019era. E con chi era. E cos\u2019ha fatto poi. Vi parler\u00f2 invece, questo s\u00ec, dell\u2019ottantaquattresimo minuto. Il trentanovesimo del secondo tempo.Che il prima e il dopo, l\u2019emozione e la fatica, spariscono, di fronte alla grazia. La partita \u00e8 dura, spigolosa. Ogni palla \u00e8 contesa, ogni entrata decisa. Sei minuti alla fine. Ancora zero a zero. La nostra ala sinistra riceve un passaggio alla trequarti, parte dritto e improvvisamente stringe al centro. Un dribbling, poi un secondo ed \u00e8 messa gi\u00f9. Punizione dal limite. Il difensore sa che ci sta tutta, ma fulmina l\u2019arbitro con lo sguardo. Fiato per reclamare non ce n\u2019\u00e8 quasi pi\u00f9. Palla da collocare appena fuori dell\u2019area, leggermente scentrata a destra. Io sono sulla linea di met\u00e0 campo. Ci sono altri due specialisti in squadra, pi\u00f9 anziani di me. Ma il mister urla il mio nome. Vado verso il pallone piano, a passi ampi e regolari, per riprendere fiato. E di lontano comincio a guardarlo. Perch\u00e9 tu lo devi prima accarezzare con gli occhi, quel triangolo inesistente, all\u2019incrocio dei pali. Lo devi desiderare. I preparativi intorno si svolgono come di consueto, con la barriera che avanza e arretra e avanza e l\u2019arbitro che raccomanda e minaccia e la palla sistemata con cura su una zolla di terra buona. Ma ogni cosa \u00e8 contorno e sparisce e tu devi concentrarti con gli occhi e le gambe solo verso quel punto. Perch\u00e9 quel tiro \u00e8 nella memoria degli occhi e delle gambe. Quel tiro \u00e8 diverso e uguale a mille e mille che conosci e che hai provato ai giardinetti, nel cortile di casa, nel campetto del quartiere. Quel tiro l\u2019hai gi\u00e0 fatto, appena pi\u00f9 in qua o pi\u00f9 in l\u00e0, qualche centimetro, tutto o niente. Adesso basta ripeterlo. Prendo la rincorsa, quella s\u00ec sempre uguale. Un saltello e tre passi. E colpisco col mezzo interno del piede, tagliando diagonalmente il pallone dal basso in alto per imprimere una rotazione antioraria, per disegnare una parabola perfetta. Anche il portiere, naturalmente, sa. Sa che di tutta la maledetta enorme area della porta, io mirer\u00f2 l\u00e0. Per questo ha disposto una barriera di cinque giocatori e i giocatori salteranno insieme al momento del calcio, un salto sufficiente ad intercettare qualunque tiro. Perci\u00f2 chi conosca i rudimenti della geometria vi dir\u00e0 che non c\u2019\u00e8 retta al mondo che possa partire dal punto in cui \u00e8 sistemata la palla, superare anche di un solo centimetro l\u2019altezza della barriera e finire sotto la traversa. Nossignori. Impossibile. Cos\u00ec il portiere, con tutto quello che sa, non coprir\u00e0 quell\u2019angolo in alto. Perch\u00e8 confida nella barriera e nella geometria. E perch\u00e9 lui ha in consegna una porta intera. E ovunque subisse gol gli si darebbe colpa, mentre se la palla finisce l\u00e0, b\u00e8, tutti s\u2019inchinano alla classe dell\u2019attaccante e alle divine traiettorie.<\/p>\n<p>Per me, so che sar\u00e0 gol l\u2019istante esatto in cui colpisco. Non un attimo dopo. E quel tempo brevissimo, quella frazione di secondo fra la certezza del gol e l\u2019ingresso della palla in rete, quel tempo brevissimo mi appartiene. E\u2019 il tempo della mia infanzia, \u00e8 la memoria dei piccoli trionfi e delle prime sconfitte, \u00e8 il profumo dell\u2019erba tagliata, a fine agosto, quando ricomincia la preparazione, \u00e8 il fango appiccicato alla maglia in certe domeniche d\u2019inverno, le gambe dure del luned\u00ec mattina. E, naturalmente, non vedo la palla finire in rete. Non riesco a guardarla quasi mai, fin dentro la rete. E tu se ci pensi ti dici che stupido, non l\u2019ho quasi neanche vista entrare, la prossima volta\u2026 E invece questa gioia \u00e8 acuta come il dolore, irresistibile, capisci che la palla andr\u00e0 dentro e qualcosa ti porta via, ti fa distogliere lo sguardo e correre, correre verso gli altri. Perch\u00e9 un gol \u00e8 troppo, per un uomo solo.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<div class=\"pvc_clear\"><\/div>\n<p id=\"pvc_stats_13770\" class=\"pvc_stats all  \" data-element-id=\"13770\" style=\"\"><i class=\"pvc-stats-icon medium\" aria-hidden=\"true\"><svg aria-hidden=\"true\" focusable=\"false\" data-prefix=\"far\" data-icon=\"chart-bar\" role=\"img\" xmlns=\"http:\/\/www.w3.org\/2000\/svg\" viewBox=\"0 0 512 512\" class=\"svg-inline--fa fa-chart-bar fa-w-16 fa-2x\"><path fill=\"currentColor\" d=\"M396.8 352h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V108.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v230.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zm-192 0h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V140.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v198.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zm96 0h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V204.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v134.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zM496 400H48V80c0-8.84-7.16-16-16-16H16C7.16 64 0 71.16 0 80v336c0 17.67 14.33 32 32 32h464c8.84 0 16-7.16 16-16v-16c0-8.84-7.16-16-16-16zm-387.2-48h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8v-70.4c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v70.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8z\" class=\"\"><\/path><\/svg><\/i> <img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"16\" height=\"16\" alt=\"Loading\" src=\"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/301\/wp-content\/plugins\/page-views-count\/ajax-loader-2x.gif\" border=0 \/><\/p>\n<div class=\"pvc_clear\"><\/div>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Domenica prossima, 27 maggio 1984, allo stadio del Cascinone, Olimpia e Sparta si giocheranno lo spareggio-salvezza del campionato di prima categoria e ci sar\u00e0 tutta Sant\u2019Agabio, i vecchi saliranno sulla montagnola della Smea, l\u2019impresa di costruzioni che sta in fianco al campo e dall\u2019alto valuteranno e criticheranno, che l\u00ec \u00e8 meglio che stare in tribuna, [&hellip;]<\/p>\n<div class=\"pvc_clear\"><\/div>\n<p id=\"pvc_stats_13770\" class=\"pvc_stats all  \" data-element-id=\"13770\" style=\"\"><i class=\"pvc-stats-icon medium\" aria-hidden=\"true\"><svg aria-hidden=\"true\" focusable=\"false\" data-prefix=\"far\" data-icon=\"chart-bar\" role=\"img\" xmlns=\"http:\/\/www.w3.org\/2000\/svg\" viewBox=\"0 0 512 512\" class=\"svg-inline--fa fa-chart-bar fa-w-16 fa-2x\"><path fill=\"currentColor\" d=\"M396.8 352h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V108.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v230.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zm-192 0h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V140.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v198.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zm96 0h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V204.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v134.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zM496 400H48V80c0-8.84-7.16-16-16-16H16C7.16 64 0 71.16 0 80v336c0 17.67 14.33 32 32 32h464c8.84 0 16-7.16 16-16v-16c0-8.84-7.16-16-16-16zm-387.2-48h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8v-70.4c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v70.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8z\" class=\"\"><\/path><\/svg><\/i> <img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"16\" height=\"16\" alt=\"Loading\" src=\"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/301\/wp-content\/plugins\/page-views-count\/ajax-loader-2x.gif\" border=0 \/><\/p>\n<div class=\"pvc_clear\"><\/div>\n","protected":false},"author":3508,"featured_media":0,"comment_status":"open","ping_status":"closed","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[84],"tags":[],"class_list":["post-13770","post","type-post","status-publish","format-standard","hentry","category-premio-racconti-nella-rete-2013"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/13770"}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/users\/3508"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcomments&post=13770"}],"version-history":[{"count":3,"href":"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/13770\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":13772,"href":"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/13770\/revisions\/13772"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fmedia&parent=13770"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcategories&post=13770"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Ftags&post=13770"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}