{"id":13696,"date":"2013-04-17T16:53:31","date_gmt":"2013-04-17T15:53:31","guid":{"rendered":"http:\/\/www.raccontinellarete.it\/?p=13696"},"modified":"2013-04-17T16:55:41","modified_gmt":"2013-04-17T15:55:41","slug":"premio-racconti-nella-rete-2013-come-una-gondola-di-bruno-confortini","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/?p=13696","title":{"rendered":"Premio Racconti nella Rete 2013 &#8220;Come una gondola&#8221; di Bruno Confortini"},"content":{"rendered":"<p>C\u2019era una casa. E c\u2019era Paolo dentro la casa, che si aggirava per le stanze come una tigre in gabbia. Dalla cucina al salotto, dal salotto alla camera. E poi di nuovo, e ancora. Non scaricava pi\u00f9 le casse di bibite dal camion rosso, gi\u00f9 al paese. E neanche Mario, il suo amico Mario. Li avevano licenziati. Lo capiva il perch\u00e9, certo. C\u2019era la crisi, lo sapevano tutti. E anche lui lo sapeva, non era cos\u00ec stupido da non saperlo.<\/p>\n<p>\u201cSenti Paolo- gli aveva detto \u00a0il padrone dell\u2019 ingrosso dove lavorava- le cose non vanno per niente bene,non c\u2019\u00e8 molto lavoro, lo vedi anche te,no? Non posso pi\u00f9 tenervi tutti. Per un po\u2019 dovrai rimanere a casa \u2026 poi quando le cose andranno meglio ti riprendo, te lo prometto. E riprendo anche Mario. Capisci quello che sto dicendo ragazzo?\u201d. Certo che capiva. Aveva capito. Non era mica stupido lui. Anche se i ragazzini a scuola glielo dicevano sempre che era stupido. Ma ora no, ora era cresciuto e capiva le cose. Non era pi\u00f9 stupido, ora.<\/p>\n<p>Il padrone aveva fatto il partigiano sui monti col suo babbo, e dopo che era morto l\u2019aveva preso a lavorare con se. E non se n\u2019era pentito davvero, perch\u00e9 lui era grande e grosso e si caricava anche tre casse di bibite sulle spalle,lui! Mica era come i vecchini del bar, il padrone, che stavano sempre a non far niente al circolo e sapevano solo sputare in terra e parlare male degli altri, il padrone era suo amico e se diceva che per un po\u2019 doveva starsene a casa, lui capiva e ci stava a casa. Certo,gli dispiaceva non andare pi\u00f9 a scaricare il camion, perch\u00e9 quel lavoro gli piaceva e con Mario si divertiva un sacco. Ma ci stava a casa, se glielo diceva il padrone. Era una brava persona, il padrone.<\/p>\n<p>In tutti quei giorni che non andava pi\u00f9 a lavorare, la televisione in cucina diceva sempre che la crisi ce l\u2019avevano tutti, anche quei paesi lontani che lui non conosceva; e andava a cercarli sul vecchio atlante di scuola, e a volte li trovava; e si domandava se la crisi li aveva cambiati quei paesi o se erano ancora cos\u00ec come erano disegnati sul suo atlante. Quella parola,crisi, e tutte le altre che dicevano alla televisione, sembravano parole strane, difficili, ma invece \u00a0erano facili da capire, e lui infatti le aveva capite, perch\u00e9 volevano dire che le persone ora compravano meno mangiare e meno legna per riscaldarsi l\u2019inverno. A lui non mancava il mangiare e nemmeno la legna per il camino e per la cucina economica. Per\u00f2 una sera alla televisione in cucina avevano detto che c\u2019erano delle persone che non avevano proprio nulla, nemmeno una casa e nemmeno da mangiare, nulla. Allora \u00a0aveva spento la televisione e aveva fatto subito i conti su un foglio, e aveva capito che lui non li avrebbe mai spesi tutti i soldi che aveva, neanche se fosse campato cent\u2019anni come aveva fatto nonno Giuseppe; e aveva deciso che quando la televisione diceva i nomi di quelle persone che non avevano nulla, lui sarebbe stato attento, li avrebbe scritti su un \u00a0foglio e poi gli avrebbe mandato un po\u2019 dei suoi soldi, cos\u00ec potevano comprarsi almeno il mangiare. Tanti dei soldi che aveva alla banca erano del babbo e della mamma, ma era sicuro che anche loro avrebbero fatto lo stesso se fossero stati ancora vivi.<\/p>\n<p>C\u2019era un bel sole fuori, quella mattina. Lui pensava a Mario. Aveva tanta voglia di parlarci col suo amico. Poteva prendere la bicicletta e andare in paese e trovarlo, ma non lo fece. La vecchia Legnano\u00a0 anche quel giorno rimase dentro il ripostiglio, insieme agli arnesi arrugginiti. Forse quella sera Mario sarebbe passato a trovarlo e avrebbero bevuto insieme un bicchiere del suo vino rosso e si sarebbero fatti delle gran risate. Lui l\u2019aspettava sempre. Forse quella sera sarebbe venuto. Da quando non lavorava pi\u00f9 il camion delle bibite, Paolo andava ogni pomeriggio al fiume, a pescare con la canna di bamb\u00f9 che il babbo gli aveva tagliato nel campo quando era ancora un bambino. Il babbo gli aveva insegnato a pescare: gli aveva insegnato a mettere i piombini, l\u2019amo e il sugherino; gli aveva insegnato a cercare i lombrichi sotto terra e i bachi muratori sotto i sassi dei torrenti. E gli aveva insegnato il segreto pi\u00f9 segreto di tutti per prendere i pesci:\u201d Devi stare fermo come un albero e in silenzio- gli aveva detto un giorno- neanche \u00a0il tuo respiro si deve sentire se vuoi prendere i pesci, perch\u00e9 i pesci sono furbi, molto furbi, e scappano se ti vedono o ti sentono\u201d. Paolo aveva imparato bene la lezione del babbo,pi\u00f9 di quelle del maestro a scuola, e aveva sempre pescato un sacco di pesci. Quando l\u2019amico del babbo l\u2019aveva preso con se a lavorare, aveva smesso di andare al fiume. Ma ora che non \u00a0scaricava pi\u00f9 il camion, c\u2019era tornato. Anche quel pomeriggio ci and\u00f2, e fu allora che gli successe una cosa buffa,una cosa che non gli era mai successa prima. Pesc\u00f2 una scarpa. Una grossa scarpa nera, consumata. Pensava fosse un pesce, e bello grosso anche, da quanto pesava. Ma quando la tir\u00f2 fuori dall\u2019acqua si accorse cos\u2019era davvero, e si mise a ridere che non la smetteva pi\u00f9. Quel pomeriggio la sua pesca fin\u00ec l\u00ec. Mise la scarpa dentro il sacchetto di plastica, insieme ai tre pesciolini che aveva pescato, e corse a casa. Non vedeva l\u2019ora di pulirla quella scarpa. Che buffo, pens\u00f2 guardandola quando l\u2019ebbe pulita un po\u2019, era uguale a quelle che portava Mario al lavoro. Anche quel pensiero lo fece ridere.<\/p>\n<p>La mattina dopo, a mezzogiorno,a casa di Paolo arriv\u00f2 Nevio, il postino. Aveva una busta per lui.<\/p>\n<p>\u201cEhi Paolo\u201d url\u00f2 dal cancello \u201d vieni qui che hai la bolletta della luce da prendere. Dai, veloce, che ho fretta!\u201d.<\/p>\n<p>Il ragazzo lo sent\u00ec e corse fino a lui.<\/p>\n<p>\u201d Ciao Nevio\u201d lo salut\u00f2.<\/p>\n<p>\u201cCiao Paolo, ecco la bolletta. E ricordati di pagarla stavolta, se no ti staccano ancora la luce e poi ci vogliono un sacco di soldi per rimetterla a posto. Hai capit\u00f2 bene?\u201d.<\/p>\n<p>Il ragazzo fece si con la testa, rigirandosi in mano la busta.<\/p>\n<p>\u201cUn\u2019altra cosa, prima di andare via. Lo sai che Mario \u00e8 sparito?\u201d.<\/p>\n<p>\u201dSparito? Che vuol dire sparito?\u201d<\/p>\n<p>\u201cVuol dire che non si sa dove sia , ecco cosa vuol dire. Gli occhi azzurri di Paolo guardavano Nevio, ma sembravano essersi persi.<\/p>\n<p>\u201cB\u00e9 \u2026 ciao, ora devo proprio andare\u201d, disse il postino e spar\u00ec dietro la curva sullo scooter giallo.<\/p>\n<p>Il ragazzo torn\u00f2 in cucina, pos\u00f2 la busta sul tavolo e si sedette. Ripensava alle parole di Nevio. C\u2019era la crisi, certo, lo sapeva, la televisione lo ripeteva ogni giorno e lo capiva che quel brav\u2019uomo del padrone aveva dovuto licenziarli lui e Mario. Il suo amico ora avrebbe dovuto per un po\u2019 stare a casa con sua moglie e i suoi due bambini. Quello che non capiva bene era quella parola, \u201csparito\u201d. Pens\u00f2 che Mario forse era stanco ed era andato un po\u2019 in vacanza, oppure anche lui era andato a pescare da qualche parte senza dirlo a nessuno. Si, doveva essere cos\u00ec. Concluse i suoi pensieri e si alz\u00f2. And\u00f2 nello stanzino, prese la scarpa e si rimise seduto. Inizi\u00f2 a lucidarla con un panno sporco di cera nera. Lucidava quella scarpa in silenzio. Uno di quei giorni Nevio pass\u00f2 da Paolo per consegnarli una lettera del Comune, e lui lo invit\u00f2 ad entrare in casa:<\/p>\n<p>\u201c Dai, vieni un minuto, Nevio,un minuto solo, che ti faccio vedere una cosa buffa!\u201d gli disse tutto eccitato.<\/p>\n<p>\u201dVa bene- rispose il postino scendendo dallo scooter &#8211; per\u00f2 sbrigati che devo finire il giro della posta\u201d.<\/p>\n<p>Quando furono in cucina, Paolo gli indic\u00f2 qualcosa:<\/p>\n<p>\u201d Guarda l\u00e0 Nevio, su quel mobile \u2026 la vedi la scarpa? L\u2019ho pescata al fiume. Non \u00e8 uguale uguale a quelle che Mario porta al lavoro? Quando viene a trovarmi gliela faccio vedere. Vedrai che sorpresa che gli faccio!\u201d.<\/p>\n<p>Gli occhi del ragazzo erano allegri come un luna park.<\/p>\n<p>\u201cAvvicinati Nevio, dai, vieni \u2026 vieni a vederla da vicino!\u201d insisteva.<\/p>\n<p>Nevio non si avvicin\u00f2, rimase immobile sulla soglia della porta della cucina. Guardava quella scarpa: era incredibilmente luminosa. Appoggiata al centro esatto di un mobile in formica verde,sembrava una gondola che stesse per salpare, come quelle che per pochi soldi si comprano a Venezia, per portarsi a casa un ricordo. Non disse una parola e dopo poco se ne and\u00f2.<\/p>\n<p>Il corpo di Mario Bertocci fu ritrovato nel fiume, un paio di chilometri a valle del paese. Ai suoi piedi mancava una scarpa. La moglie aveva detto ai carabinieri che dopo il licenziamento suo marito non era pi\u00f9 lui, \u201cnon se l\u2019aspettava\u201d disse al maresciallo.<\/p>\n<p>Nevio continu\u00f2 a portare a Paolo bollette e lettere del Comune con lo scooter giallo. Ogni tanto il ragazzo lo invitava in cucina a guardare la scarpa,incredibilmente splendente sul piano di formica verde.<\/p>\n<p>\u201cQuando Mario verr\u00e0 a trovarmi gli far\u00f2 una bella sorpresa!\u201d ripeteva sempre \u00a0Paolo, come un disco rotto. Nevio invece non sapeva mai cosa dirgli. Qualche volta gli sorrideva, ed era tutto. Poi and\u00f2 in pensione e non lo rivide pi\u00f9.<\/p>\n<p>Nessuno disse a Paolo della morte di Mario, n\u00e9 Paolo chiese mai niente. Come se avesse cancellato per sempre dalla sua testa quella parola, \u201csparito\u201d, che non capiva bene e non gli piaceva.<\/p>\n<p>Per\u00f2 continu\u00f2 a lucidare ogni sera quella scarpa. E ad aspettare Mario.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<div class=\"pvc_clear\"><\/div>\n<p id=\"pvc_stats_13696\" class=\"pvc_stats all  \" data-element-id=\"13696\" style=\"\"><i class=\"pvc-stats-icon medium\" aria-hidden=\"true\"><svg aria-hidden=\"true\" focusable=\"false\" data-prefix=\"far\" data-icon=\"chart-bar\" role=\"img\" xmlns=\"http:\/\/www.w3.org\/2000\/svg\" viewBox=\"0 0 512 512\" class=\"svg-inline--fa fa-chart-bar fa-w-16 fa-2x\"><path fill=\"currentColor\" d=\"M396.8 352h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V108.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v230.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zm-192 0h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V140.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v198.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zm96 0h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V204.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v134.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zM496 400H48V80c0-8.84-7.16-16-16-16H16C7.16 64 0 71.16 0 80v336c0 17.67 14.33 32 32 32h464c8.84 0 16-7.16 16-16v-16c0-8.84-7.16-16-16-16zm-387.2-48h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8v-70.4c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v70.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8z\" class=\"\"><\/path><\/svg><\/i> <img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"16\" height=\"16\" alt=\"Loading\" src=\"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/301\/wp-content\/plugins\/page-views-count\/ajax-loader-2x.gif\" border=0 \/><\/p>\n<div class=\"pvc_clear\"><\/div>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>C\u2019era una casa. 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