{"id":13627,"date":"2013-04-14T18:53:24","date_gmt":"2013-04-14T17:53:24","guid":{"rendered":"http:\/\/www.raccontinellarete.it\/?p=13627"},"modified":"2013-04-14T18:53:24","modified_gmt":"2013-04-14T17:53:24","slug":"premio-racconti-nella-rete-2013-il-bacio-di-paola-viteritti","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/?p=13627","title":{"rendered":"Premio Racconti nella Rete 2013 &#8220;Il bacio&#8221; di Paola Viteritti"},"content":{"rendered":"<p>Immobile, fissa, tesa: mi sento bloccata dentro di me. Non voglio liberare le mie emozioni: ho troppa paura di esserne travolta, di non riuscire a contenermi, di non poter fermare tutte le lacrime che vorrei piangere. Osservo i tuoi lineamenti dolci, i capelli castani che ricadono leggeri sul collo bianco, le labbra viola. Il vestito sobrio e liscio nasconde le tue forme, i fianchi morbidi e le gambe lunghe. Non posso distogliere lo sguardo da te e, nonostante tutto, mi sembri bellissima. Sento la gola stringersi a nodo, il mio respiro aumentare e diventare pi\u00f9 veloce. Gli occhi si riempiono di lacrime, ma ricaccio tutto indietro. Non voglio mostrare tutto questo, non davanti a cos\u00ec tante persone. La chiesa \u00e8 colma di gente. Alcuni singhiozzano, altri bisbigliano frasi di conforto. Se solo sapessero, forse non ti farebbero nemmeno il funerale. Provo a non pensare, a tenere la mente libera, guardando fisso nel vuoto; a malapena sento le parole del prete. Ho l\u2019impressione di vagare nel nulla, ma un attimo dopo sono travolta dai pensieri. Immagini compaiono di fronte a me, danzando come fiamme sotto un cielo d\u2019estate: tu che mi prendi per mano, che ti avvicini lentamente, che mi sorridi un attimo prima di baciarmi. Allungo la mano tremante, come a sfiorarti. Mi sembra cos\u00ec reale, ma tutto svanisce. Non riesco a respirare e le pareti intorno a me cominciano a ruotare vertiginosamente. Non ce la faccio pi\u00f9, non m\u2019importa di quello che potrebbero pensare. Mi volto e corro fuori; corro finch\u00e9 non riesco pi\u00f9 a reggermi in piedi, fino a crollare per terra, distesa.\u00a0 Sono nel parco, nel nostro parco. Mi metto seduta e con lo sguardo cerco l\u2019albero sotto il quale ci sedevamo spesso. Lo intravedo in lontananza, tra molti altri. A fatica mi rialzo e mi dirigo in quella direzione, poi mi siedo appoggiando la schiena alla corteccia ruvida. I ricordi iniziano a vorticare velocemente: penso che non riuscir\u00f2 a fermarli, che sar\u00f2 in loro bal\u00eca per chiss\u00e0 quanto tempo, ma non \u00e8 cos\u00ec. La mia mente rievoca quel pomeriggio soleggiato, il cielo azzurro striato di nuvole che s\u2019intravede appena sotto l\u2019enorme chioma dell\u2019albero.<br \/>\n&lt;&lt;Mi chiedo come tu faccia a leggere tanto&gt;&gt;. Sei distesa, le gambe leggermente piegate e la testa appoggiata sul mio ventre.<br \/>\n&lt;&lt;Scusa, vuoi che smetta?&gt;&gt; e dicendo questo abbasso il libro che ho in mano.<br \/>\n&lt;&lt;No, no! Solo non capisco come tu riesca a passare cos\u00ec tante ore di fila su un libro&gt;&gt; mi fissi con i tuoi profondi occhi verdi e sorridi.<br \/>\n&lt;&lt;Dipende. Ci sono libri che leggo poco alla volta, perch\u00e9 sono faticosi, anche se interessanti. Come quelli del lavoro. In altri potrei perdermi dei giorni, perch\u00e9 \u00e8 come entrare in un altro mondo e vivere avventure fantastiche ed \u00e8 intenso, emotivamente sconvolgente, irresistibile&gt;&gt;.<br \/>\n&lt;&lt;\u00c8 che a me, invece, piace di pi\u00f9 viverle veramente le cose. Non fraintendermi, non che tu poi non le viva, ma a volte\u2026 non so, sembri distante&gt;&gt;.<br \/>\nIo ti osservo mentre le tue dita nervose giocano con i fili d\u2019erba.<br \/>\n&lt;&lt;Stiamo parlando in generale o c\u2019\u00e8 qualcosa a cui ti riferisci?&gt;&gt;.<br \/>\nTi metti a sedere e ti giri verso di me.<br \/>\n&lt;&lt;\u00c8 un po\u2019 che ci penso, ma non sapevo come iniziare il discorso. Non vorrei che capissi male. Solo, mi sembra che tu non riesca ad esprimerti molto. Non ti ho mai sentita parlare della tua prima ragazza. Non che tu debba farlo per forza, ma ho come l\u2019impressione che a volte tu sia con lei: hai lo sguardo lontano, sorridi fra te e te, eviti accuratamente l\u2019argomento\u2026&gt;&gt;.<br \/>\nA queste parole cade un lungo silenzio. Io appoggio il libro sull\u2019erba, chiudo gli occhi e tiro un profondo respiro. Ricaccio indietro le lacrime e quando riapro le palpebre, sei accanto a me: con mano leggera mi accarezzi la schiena.<br \/>\n&lt;&lt;Scusami, non pensavo che toccare questo argomento ti avrebbe sconvolta cos\u00ec tanto. Davvero, perdonami&gt;&gt;.<br \/>\nVorrei scaricare contro di te tutta la rabbia, la frustrazione, il dolore che le tue parole hanno risvegliato, solo per sfogarmi. Invece, parlo con un filo di voce.<br \/>\n&lt;&lt;Non \u00e8 colpa tua. Sono io. Io che faccio di tutto per nascondermi, per controllare le emozioni che provo. Pensavo che sarei riuscita a farcela e sarei stata meglio, che dovevo fare da sola, che non potevo confidarmi con nessuno, soprattutto con te. Non volevo che ne rimanessi ferita&gt;&gt;.<br \/>\nMi faccio coraggio e ti guardo negli occhi e quello che vedo \u00e8 solo un\u2019infinita dolcezza.<br \/>\n&lt;&lt;Lascia che sia io a decidere. Vorrei sentire la tua storia, se te la senti di raccontarla&gt;&gt;.<br \/>\nIo emetto lentamente un respiro e comincio con voce tremante a parlare.<br \/>\n&lt;&lt;Lei non \u00e8 stata proprio la mia prima ragazza: era un\u2019amica, la mia guida, il mio punto di riferimento, la persona con la quale abbia legato di pi\u00f9 in tutta la mia vita. Ci siamo conosciute a scuola, tra i banchi del liceo e poco per volta abbiamo creato una relazione molto forte. Mi sembrava di vivere una di quelle amicizie che trovi raccontate solo nei libri. Parlavamo davvero di tutto e, ancora di pi\u00f9, di noi stesse, dei dubbi, dei problemi. Io non ne ero molto capace. \u00c8 stata lei a insegnarmi a scendere nelle profondit\u00e0 dei miei pensieri, analizzarli, capirli e accettarli.<br \/>\nPoi, a distanza di anni, ho cominciato a sognarla e desiderarla. Non capivo cosa mi stesse accadendo, ma \u00e8 cos\u00ec che ho scoperto un\u2019altra parte di me.<br \/>\nNon sapevo cosa fare. A quell\u2019epoca lei aveva un ragazzo, io, invece, ero sola. Ho pensato che parlarne con lei, sentirmi dire di no, mi avrebbe aiutata a superare questa cosa, ma ero spaventata, terrorizzata dall\u2019idea che questo mio sentimento potesse distruggere la nostra amicizia.<br \/>\nAlla fine ho deciso di dichiararmi. Ricordo che era una sera, dopo essere uscite da un locale. Camminavamo per raggiungere il parcheggio. Quando le ho detto cosa provavo, lei ha fatto quel sorriso imbarazzato che le ho visto pochissime volte. Poi abbiamo parlato a lungo. Mi ha detto che lei non provava gli stessi sentimenti, che non si sentiva attratta dalle donne. Ha detto anche di non preoccuparmi, che non sarebbe cambiato niente. Dopo quella sera non ci siamo sentite per un po\u2019 perch\u00e9 il giorno dopo lei \u00e8 partita per le vacanze.<br \/>\nA distanza di un mese, effettivamente, le cose sembravano tornate alla normalit\u00e0. Solo qualche momento di imbarazzo tra noi, ma nessun altro problema. Parlavamo come una volta e io pensavo a quanto lei fosse eccezionale. Intanto speravo che le mie emozioni verso di lei si calmassero, ma non \u00e8 stato cos\u00ec. Questo sentimento, questo desiderio, ancora oggi irrompe in me, ogni tanto e io non riesco a gestirlo, a scacciarlo, a sopprimerlo&gt;&gt;.<br \/>\nLa mia voce si spezza. Mi fermo e aspetto di calmarmi. Quando riprendo a parlare sono avvolta da un abbraccio caldo e rassicurante.<br \/>\n&lt;&lt;Una sera, io e alcune amiche ci siamo trovate a casa sua. Era in programma una notte di chiacchiere. Per diversi motivi, per\u00f2, le altre non potevano fermarsi. Quando anche l\u2019ultima ragazza \u00e8 uscita dall\u2019appartamento, salutandoci, ho preso le mie cose e ho fatto per andarmene anch\u2019io. Lei mi ha chiesto, credo pi\u00f9 per formalit\u00e0, se volessi restare. A quel punto non so cosa mi sia successo: sar\u00e0 che quella sera non riuscivo a toglierle gli occhi di dosso, sar\u00e0 stato il suo profumo o la sensualit\u00e0 dei suoi movimenti, ma ho smesso di pensare a tutte le conseguenze e mi sono semplicemente lasciata andare. Mi sono avvicinata e guardandola le ho confessato che avrei voluto restare, che allontanarmi da lei era doloroso, che desideravo poterla sfiorare, baciare, accarezzare. Poi le ho girato la schiena e l\u2019ho salutata. Pensavo che sarebbe rimasta l\u00ec senza dir niente, aspettando che uscissi da casa. Invece, mi ha afferrato la mano e mi ha fatta voltare. Poi mi ha baciata con un\u2019intensit\u00e0 tale da lasciarmi senza fiato. Non ho resistito. Ho ricambiato il bacio e ho cominciato a spogliarla. Il resto puoi immaginarlo.\u00a0 Siamo andate avanti tutta la notte, finch\u00e9 sfinite ci siamo addormentate. Quando mi sono svegliata, lei era in doccia. Ho aspettato che uscisse e abbiamo fatto colazione. Era tutto cos\u00ec surreale che non riuscivo a capacitarmi di quanto fosse successo. Non abbiamo parlato molto durante la mattina: lei fuggiva il mio sguardo e lasciava cadere i discorsi. Ad un certo punto ha annunciato: &lt;&lt;Non l\u2019ho ancora detto a nessuno, ma io e Max ci sposiamo&gt;&gt;. Il tono era tranquillo e sicuro, il viso sereno. In quel momento tutto \u00e8 collassato. Credo di aver biascicato qualche augurio e poi di averla salutata.<br \/>\nNon abbiamo mai parlato di quello che \u00e8 successo e da quel giorno il nostro rapporto si \u00e8 raffreddato: non ci sentiamo pi\u00f9 cos\u00ec tanto e non chiacchieriamo come una volta. Io non so cosa pensare. Perch\u00e9 l\u2019ha fatto? Era un modo per capire se volesse veramente sposarsi? Mi ha usata? L\u2019ha fatto per me? Voleva capire qualcosa di se stessa? Ho fatto mille congetture, ma non ho risposte certe. Lei ora \u00e8 sposata e ha una bambina bellissima che ha i suoi stessi occhi neri.\u00a0E io, io non riesco a scrollarmi di dosso tutto questo&gt;&gt;.<br \/>\nFinito di parlare, mi accorgo di avere le guance rigate da lacrime. Tu non dici nulla; ti metti a cavalcioni sopra di me, continuando a guardarmi con i tuoi occhi gentili. Poi mi baci a lungo, con dolcezza. \u00c8 il bacio pi\u00f9 bello che ricordi. E mentre mi baci, tutto diventa evanescente, sempre pi\u00f9 impalpabile e l\u2019unica cosa che ha importanza \u00e8 il caldo tocco delle tue labbra sulle mie.<br \/>\nLentamente ritorno alla realt\u00e0. La testa \u00e8 meno pesante e sento che le gambe potrebbero reggermi. Mi alzo, raccolgo alcuni fiori e mi dirigo verso il cimitero. Deve essere trascorsa almeno un\u2019ora: ormai la bara \u00e8 stata interrata e non c\u2019\u00e8 quasi pi\u00f9 nessuno. Aspetto che anche le ultime persone si allontanino, poi mi avvicino alla lapide. Il ricordo del parco fa nuovamente capolino in me. Per un attimo penso che rievocare l\u2019esperienza con un&#8217;altra donna il giorno del tuo funerale \u00a0mi renda una persona orribile. Poi capisco: raccontare a te quella storia \u00e8 stato il nostro inizio, \u00e8 stato con quel bacio che \u00e8 cominciato tutto.<br \/>\nNon c\u2019\u00e8 pi\u00f9 bisogno di trattenere le lacrime. Mentre le immagini, le voci, le parole di tutto quello che \u00e8 stato tra noi prendono forma, le emozioni irrompono violente in me. Le lascio scorrere per cos\u00ec tanto tempo che non so pi\u00f9 dire che ore siano.<br \/>\nQuando tutto termina, mi sento svuotata, vorrei solo dormire. Lancio i fiori raccolti nel parco sulla terra smossa, mi giro e torno a casa: nella mia mente, il ricordo di quel dolcissimo bacio.<\/p>\n<div class=\"pvc_clear\"><\/div>\n<p id=\"pvc_stats_13627\" class=\"pvc_stats all  \" data-element-id=\"13627\" style=\"\"><i class=\"pvc-stats-icon medium\" aria-hidden=\"true\"><svg aria-hidden=\"true\" focusable=\"false\" data-prefix=\"far\" data-icon=\"chart-bar\" role=\"img\" xmlns=\"http:\/\/www.w3.org\/2000\/svg\" viewBox=\"0 0 512 512\" class=\"svg-inline--fa fa-chart-bar fa-w-16 fa-2x\"><path fill=\"currentColor\" d=\"M396.8 352h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V108.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v230.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zm-192 0h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V140.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v198.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zm96 0h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V204.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v134.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zM496 400H48V80c0-8.84-7.16-16-16-16H16C7.16 64 0 71.16 0 80v336c0 17.67 14.33 32 32 32h464c8.84 0 16-7.16 16-16v-16c0-8.84-7.16-16-16-16zm-387.2-48h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8v-70.4c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v70.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8z\" class=\"\"><\/path><\/svg><\/i> <img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"16\" height=\"16\" alt=\"Loading\" src=\"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/301\/wp-content\/plugins\/page-views-count\/ajax-loader-2x.gif\" border=0 \/><\/p>\n<div class=\"pvc_clear\"><\/div>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Immobile, fissa, tesa: mi sento bloccata dentro di me. 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