{"id":13528,"date":"2013-04-10T17:36:46","date_gmt":"2013-04-10T16:36:46","guid":{"rendered":"http:\/\/www.raccontinellarete.it\/?p=13528"},"modified":"2013-04-12T11:46:24","modified_gmt":"2013-04-12T10:46:24","slug":"premio-racconti-nella-rete-2013-storia-di-un-sacchetto-di-alessandro-vita","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/?p=13528","title":{"rendered":"Premio Racconti nella Rete 2013 &#8220;Storia di un Sacchetto&#8221; di Alessandro Vita"},"content":{"rendered":"<p>C\u2019era un bel cumulo di rifiuti, una montagnola ben scolpita di lattine accartocciate, sacchi di plastica gonfi da far schifo, di carte, cartoni, televisioni, sedie, frigoriferi; insomma, una sorta di \u201cbest of\u201d dello sperpero umano. Ai lati di quel sudiciume, lamiere di metallo contorte e cocci di vetro brillavano colpiti dalla luce giallognola del primo mattino.<\/p>\n<p>Sotto la collinetta, invece, inebriato dal fetore della discarica, si era assiepato un crocchio variegato di carabinieri, vigili del fuoco, curiosi e fancazzisti d\u2019ogni et\u00e0 e religione. Tra loro spiccava la sagoma della signora Filomena, una donna un po\u2019 pienotta, di mezz\u2019et\u00e0, il cui temperamento combattivo l\u2019aveva resa famosa tra i colleghi dell\u2019assistenza sociale con l\u2019appellativo di miss caldaia rovente.<\/p>\n<p>I presenti, comunque, erano tutti con il naso all\u2019ins\u00f9. Tutti tranne un vecchietto con la schiena ricurva, che data la gobba non riusciva a sollevare il collo di un millimetro.<\/p>\n<p>\u201cChe succede?\u201d squitt\u00ec il poveretto. Ma gli altri lo zittirono subito.<\/p>\n<p>In alto, dove tutti gli sguardi si condensavano, dove il mucchio di rifiuti si appianava, stava comodamente seduto un piccolo bambino cicciotto.<\/p>\n<p>La signora Filomena si riemp\u00ec gli enormi polmoni con una bella boccata d\u2019aria. Poi si fece avanti e con la sua voce squarci\u00f2 a met\u00e0 uno stormo di cornacchie.<\/p>\n<p>\u201cEhi, bambino, che cosa ci fai lass\u00f9! Non lo sai che \u00e8 pericoloso?\u201d<\/p>\n<p>Il bimbo non sembr\u00f2 preoccuparsene e continu\u00f2 ad armeggiare con le mani scavandosi un buco tra le gambette che teneva aperte a forma di v.<\/p>\n<p>\u201cDico a te, bambino,\u201d tuon\u00f2 Filomena, \u201ccome ti chiami?\u201d<\/p>\n<p>Il piccolo si volt\u00f2 verso la donna\u00a0e mostr\u00f2 un bel viso pieno e insudiciato a dovere. Era un bambino strano; indosso portava una maglia a righe orizzontali bianche e nere tutta ricoperta di croste di fango essiccato, pi\u00f9 sotto i salsicciotti che aveva al posto delle gambe erano rinchiusi in un paio di jeans legati stretti al panciotto con un po\u2019 di spago da imballaggio, e infine, in testa, spiccava un berretto di lana azzurro con un piccolo pompon arancione.<\/p>\n<p>\u201cAllora?\u201d fece spazientita Filomena. \u201cQual \u00e8 il tuo nome?\u201d<\/p>\n<p>\u201cSacchetto,\u201d disse il bambino.<\/p>\n<p>\u201cCosa?\u201d<\/p>\n<p>\u201cSacchetto,\u201d replic\u00f2 il bimbo, innervosito.<\/p>\n<p>Filomena titub\u00f2 un attimo, guard\u00f2 negli occhi uno degli ufficiali dei carabinieri. \u201cSenta,\u201d chiese all\u2019uomo, \u201cda quanto tempo \u00e8 lass\u00f9 il poveretto?\u201d<\/p>\n<p>\u201cNon lo sappiamo con certezza, ma almeno un paio d\u2019ore,\u201d fu la risposta.<\/p>\n<p>\u201cE si pu\u00f2 sapere perch\u00e9 non l\u2019avete ancora tirato gi\u00f9?\u201d<\/p>\n<p>\u201cI vigili del fuoco ci hanno provato ma il bambino minaccia di lasciarsi rotolare gi\u00f9 dal cumulo se solo proviamo ad avvicinarci. Non possiamo rischiare, ha visto quanti pezzi di vetro ci sono l\u00ec intorno? E le lamiere? Se rotola gi\u00f9 \u00e8 finita.\u201d<\/p>\n<p>\u201cMa come ha fatto ad arrivare in cima?\u201d fece Filomena, dubbiosa.<\/p>\n<p>\u201cCrediamo si sia arrampicato,\u201d rispose pulito l\u2019ufficiale.<\/p>\n<p>\u201cE di grazia, sa dirmi il perch\u00e9 di questo gesto?\u201d<\/p>\n<p>\u201cNo.\u201d<\/p>\n<p>Filomena torn\u00f2 a fissare il bimbo.<\/p>\n<p>\u201cAllora ti chiami Sacchetto, giusto? \u00c8 un bel nome, sicuramente originale. Senti, Sacchetto, ti va di dirmi che cosa ci fai lass\u00f9?\u201d<\/p>\n<p>\u201cScavo.\u201d<\/p>\n<p>\u201cBravissimo, ma perch\u00e9?\u201d<\/p>\n<p>\u201cPerch\u00e9 cerco la mamma.\u201d<\/p>\n<p>Tra folla di curiosi strisci\u00f2 un mormorio invadente, fastidioso. L\u2019ufficiale fece segno di calmarsi.<\/p>\n<p>\u201cLa cerchi nei rifiuti, tesoro?\u201d fece Filomena, addolcendo il tono di voce.<\/p>\n<p>\u201cS\u00ec,\u201d rispose il piccolo, \u201c\u00e8 qui, perch\u00e9\u2026 perch\u00e9 lei si nasconde sotto il cartone quando fa freddo. Io anche, perch\u00e9 fa freddo, e allora oggi non l\u2019ho vista, per\u00f2 sapevo che stava qua perch\u00e9 cercava un regalo per il mio compleanno.\u201d<\/p>\n<p>\u201cIl tuo compleanno?\u201d<\/p>\n<p>\u201cS\u00ec. <em>Ho otto adesso.<\/em>\u201d<\/p>\n<p>\u201cOtto anni volevi dire?\u201d chiese Filomena.<\/p>\n<p>\u201cS\u00ec, cos\u00ec,\u201d disse il piccolo, che poi fece segno con le mani, ma invece di alzare otto dita ne alz\u00f2 solo sei.<\/p>\n<p>\u201cQuelle sono sei.\u201d<\/p>\n<p>\u201cNo, otto.\u201d<\/p>\n<p>\u201cVa bene, non importa,\u201d mormor\u00f2 Filomena, scuotendo la chioma bionda. \u201cCome si chiama la mamma?\u201d<\/p>\n<p>\u201cAgata.\u201d<\/p>\n<p>\u201cCognome?\u201d<\/p>\n<p>\u201cCos\u2019\u00e8 un cognome?\u201d<\/p>\n<p>\u201cEh, sai, c\u2019\u00e8 il nome e poi quello che viene dopo. Agata e poi\u2026\u201d<\/p>\n<p>\u201cAh, ho capito!\u201d esclam\u00f2 il bambino, \u201cAgata la stracciona, credo. S\u00ec s\u00ec, la chiamano cos\u00ec gli altri barboni.\u201d<\/p>\n<p>Filomena ebbe un sussulto: che Sacchetto fosse figlio di una senzatetto? ma com\u2019\u00e8 possibile?<\/p>\n<p>\u201cSe ti fai raggiungere ti aiutiamo noi a cercarla,\u201d soggiunse la donna.<\/p>\n<p>\u201cNo,\u201d fece perentorio il bimbo, \u201cperch\u00e9 la mamma ha paura di quelli che hanno la divisa e allora non viene fuori se vi vede.\u201d<\/p>\n<p>\u201cE se vengo su io? Non ho la divisa io. Posso anche\u2026\u201d<\/p>\n<p>\u201cFermi tutti!\u201d grid\u00f2 il bambino all\u2019improvviso. Poi tese di scatto un braccino verso la folla: il palmo della mano era aperto, cicciotto e immobile. Tutti erano in silenzio ora, attoniti. I carabinieri allungarono il collo per scrutare cosa stesse facendo il piccolo, un vigile del fuoco si lev\u00f2 il casco e si gratt\u00f2 la crapa pelata, il vecchietto che non poteva alzare la testa tir\u00f2 per la manica la signorina che aveva accanto e la implor\u00f2 di descrivergli la scena. Erano tutti soggiogati da un bambino di otto anni, forse sei. Tutti tranne Filomena che url\u00f2 preoccupata: \u201cQual \u00e8 il problema, Sacchetto?\u201d<\/p>\n<p>\u201cSilenzio, signora grassa, silenzio,\u201d impose il piccolo.<\/p>\n<p>Filomena riboll\u00ec di rabbia. Qualcuno alle sue spalle non riusc\u00ec a trattenere le risa.<\/p>\n<p>\u201cDevo allacciarmi la scarpa,\u201d spieg\u00f2 Sacchetto, \u201c\u00e8 slacciata. La mamma dice sempre che non va bene andare in giro con la scarpa slacciata, perch\u00e9 poi la perdo e allora il piedino prende freddo e mi ammalo, e non si trovano le scarpe della mia misura nella spazzatura, e allora devo allacciare, sempre allacciare le scarpe.\u201d<\/p>\n<p>Dopo un po\u2019 il bimbo disse: \u201cFatto.\u201d E ricominci\u00f2 a ravanare nell\u2019immondizia.<\/p>\n<p>Filomena in quel momento ce l\u2019aveva a morte con il piccolo Sacchetto: come s\u2019era permesso di chiamarla signora grassa? Quale ardire! A un certo punto sbuff\u00f2 e disse a uno degli ufficiali: \u201cTenetelo d\u2019occhio, e cercate di convincerlo a scendere. Io andr\u00f2 in giro a chiedere ai senzatetto della zona di sua madre; non si sa mai che la trovo e sistemiamo la faccenda.\u201d<\/p>\n<p>E cos\u00ec Filomena si fiond\u00f2 per le strade a interrogare ad uno ad uno i senzatetto che incrociava. Domandava di Agata, di Sacchetto, ma nessuno pareva saperne niente. Chiedi e richiedi, alla fine pesc\u00f2 qualcuno che riconobbe il nome di Sacchetto.<\/p>\n<p>\u201cTi posso aiutare,\u201d disse l\u2019uomo cencioso e accartocciato al ciglio della strada.<\/p>\n<p>\u201cDavvero? Sai dirmi dov\u2019\u00e8 la madre di Sacchetto?\u201d chiese Filomena, incredula.<\/p>\n<p>\u201cCome no, ti aiuter\u00f2. Basta che mi dai un po\u2019 di grana.\u201d<\/p>\n<p>\u201cTieni,\u201d disse Filomena, allungandogli cinque euro.<\/p>\n<p>L\u2019uomo la guard\u00f2 schifato e rugg\u00ec: \u201cDevi andare dal vecchio Gi\u00f2.\u201d<\/p>\n<p>\u201cCosa?\u201d<\/p>\n<p>\u201cVai dal vecchio Gi\u00f2, alla fine di \u2018sta strada, dopo la curva.\u201d<\/p>\n<p>\u201cTutto qui?\u201d<\/p>\n<p>\u201cMi hai dato cinque euro sono io quello che dovrebbe dire tutto qui! Fila!\u201d<\/p>\n<p>Filomena si strinse nelle spalle e sgattaiol\u00f2 via senza farselo ripetere due volte. Arrivata in fondo al viale gir\u00f2 l\u2019angolo e si trov\u00f2 faccia a faccia con un anziano senzatetto pelle e ossa. Aveva il viso che pareva schiacciato, come se fosse pi\u00f9 largo che alto; la mandibola era tutta ricoperta da una fitta barba grigia che si arrampicava fino a met\u00e0 guancia, dopodich\u00e9 la pelle era rossastra, quasi livida. Gli occhi erano piccoli e simpatici, ma di un bianco spento e lucido. L\u00ec vicino a lui si dipanava un odore terribile di urina e alcolici.<\/p>\n<p>\u201cIl vecchio Gi\u00f2?\u201d chiese timida Filomena.<\/p>\n<p>\u201cVecchio?\u201d sbott\u00f2 il <em>vecchio<\/em>.<\/p>\n<p>\u201cNo, aspetti, non volevo offenderla,\u201d si scus\u00f2 la donna, \u201cpensavo che vecchio fosse una specie di soprannome, una cosa cos\u00ec insomma.\u201d<\/p>\n<p>\u201cNessuna offesa bel bocconcino di manzo, \u00e8 solo che sono sordo come una campana; sa, forse non si vede, ma sono vecchio.\u201d<\/p>\n<p>\u201cBocconcino di cosa?\u201d balbett\u00f2 Filomena.<\/p>\n<p>\u201cEh?\u201d<\/p>\n<p>\u201cLei ha detto\u2026\u201d<\/p>\n<p>\u201cIo non ho detto un bel niente. Lei piuttosto, che vuole da me? Vuole sganciarmi qualche soldo per favore?\u201d<\/p>\n<p>\u201cNo, senta, volevo sapere: lei conosce Sacchetto?\u201d<\/p>\n<p>\u201cCerto! E che diamine. Chi non conosce sacchetto,\u201d disse il vecchio Gi\u00f2, voltandosi e indicando dietro di s\u00e9. \u201cAllora in magazzino abbiamo: sacchetto di plastica, cartone, carta leggera, carta riciclata, tela, stoffa; sacchetti pieni di piscio, sacchetti pieni di\u2026\u201d<\/p>\n<p>\u201cNo un momento, io mi riferisco a un bambino che si chiama Sacchetto!\u201d<\/p>\n<p>\u201cUn bambino che si chiama Sacchetto? Ma \u00e8 da folli! Solo quella beota di Agata potrebbe chiamare un bambino in quel modo!\u201d<\/p>\n<p>\u201cAllora lo conosce!\u201d<\/p>\n<p>\u201cCerto! E che diamine. Chi non conosce Sacchetto.\u201d<\/p>\n<p>\u201cMi prende in giro?\u201d<\/p>\n<p>\u201cAffatto,\u201d fece il vecchio Gi\u00f2, ruminando come una capra.<\/p>\n<p>\u201cSenta, ho bisogno di trovare sua madre, \u00e8 urgente,\u201d spieg\u00f2 Filomena.<\/p>\n<p>\u201cAgata non c\u2019\u00e8. Se le deve dei soldi pu\u00f2 darli a me; far\u00f2 in modo che li riceva.\u201d<\/p>\n<p>\u201cNon si tratta di soldi.\u201d<\/p>\n<p>\u201cAllora mi ascolti bene signora delle linee avvenenti, io sto lavorando, se lei mi sta davanti e mi blocca la visuale la gente non vede quanto stia male e cos\u00ec non molla i quattrini. Ora, le soluzioni sono due, o se ne va, oppure mi paga l\u2019intera giornata lavorativa.\u201d<\/p>\n<p>\u201cAl diavolo, quanto vuoi?\u201d<\/p>\n<p>\u201cCinquanta euro.\u201d<\/p>\n<p>\u201cQuanto?\u201d strill\u00f2 Filomena, con voce acutissima.<\/p>\n<p>\u201c\u00c8 la tariffa standard,\u201d spieg\u00f2 sereno il vecchio.<\/p>\n<p>\u201cE va bene, tenga,\u201d disse la donna, posandogli la banconota in mano. \u201cAdesso mi dica dov\u2019\u00e8 Agata per\u00f2.\u201d<\/p>\n<p>\u201cChi?\u201d<\/p>\n<p>\u201cAgata, la madre di Sacchetto!\u201d<\/p>\n<p>\u201cAh, s\u00ec s\u00ec, giusto,\u201d fece il vecchio, \u201cAgata \u00e8 stata arrestata.\u201d<\/p>\n<p>\u201cArrestata?\u201d<\/p>\n<p>L\u2019uomo sospir\u00f2, e di colpo si fece serio. Mastic\u00f2 qualcosa in bocca, e poi abbass\u00f2 lo sguardo.<\/p>\n<p>\u201c\u00c8 una storia triste,\u201d disse, sorseggiando un liquido vermiglio da una bottiglia.<\/p>\n<p>\u201cUna storia davvero triste,\u201d ripet\u00e9. \u201cDeve sapere, signora, che ogni tanto Agata portava Sacchetto al parco; in uno di quei giorni il bambino aveva visto un ragazzino andare in bicicletta, cos\u00ec s\u2019era messo in testa di volerne una anche lui. Il compleanno di Sacchetto si avvicinava, e Agata and\u00f2 alla ricerca di una bici da regalargli. Aveva girato tutte le discariche della citt\u00e0, pi\u00f9 volte, ma al moccioso non port\u00f2 che un paio di rotelle di diversa grandezza e un campanello ammaccato. Qualche giorno fa camminavo qua dietro, vicino alla discarica, e per caso vidi una bicicletta delle dimensioni giuste per Sacchetto; era un po\u2019 arrugginita, aveva il manubrio storto, le ruote a terra, ma tutto sommato non si poteva trovare di meglio, cos\u00ec corsi da Agata e l\u2019avvisai. Lei si precipit\u00f2 in discarica e prese la bici, ma non torn\u00f2 pi\u00f9 indietro. Uno degli addetti alla discarica la becc\u00f2 e chiam\u00f2 la polizia che la port\u00f2 via per furto. Era gi\u00e0 stata pizzicata altre volte ma bene o male l\u2019aveva sempre scampata; quel giorno, per\u00f2, non la perdonarono.\u201d<\/p>\n<p>\u201cE dove hanno portato Agata?\u201d chiese Filomena. \u201cSuo figlio\u2026\u201d<\/p>\n<p>\u201cNon \u00e8 suo figlio,\u201d fece il vecchio.<\/p>\n<p>\u201cCome sarebbe?\u201d<\/p>\n<p>\u201cSa, signora, noi barboni si vive un po\u2019 alla come viene. Ci\u00f2 che per la gente \u00e8 inutile, sgradito, superfluo, per noi pu\u00f2 diventare oro, alle volte anche molto di pi\u00f9. Un giorno frughi nel cestino e ci trovi dentro un mezzo panino al prosciutto, e un giorno apri un cassone dell\u2019immondizia e ci trovi dentro un neonato piagnucoloso avvolto in un sacchetto di plastica. Ad Agata successe proprio questo. Mendicava in un vicolo quando fu attirata da versi simili a miagolii, and\u00f2 a vedere, e trov\u00f2 il bimbo. Quella sera io e altri barboni la vedemmo tornare in lacrime che biascicava versi senza senso perch\u00e9 spaventata delle condizioni del piccolo. Cercammo di calmarla e di convincerla a portare il neonato in ospedale, ma lei voleva tenerlo per s\u00e9. Le facemmo notare che a malapena riusciva a sfamare se stessa, figuriamoci un bambino. Lei per\u00f2 non voleva sentire ragioni. Era disperata per il piccino e voleva aiutarlo. Da allora lo accud\u00ec come un figlio. Una brava donna Agata, una brava mamma, non come la mia. Pensi che a volte quando non trovava abbastanza cibo per entrambi lei digiunava per dare al marmocchio quel poco che aveva racimolato. Io le dicevo che era pazza, che con tutto quello che dava al bambino ci si poteva mangiare in tre di noi, ma Agata rispondeva che doveva crescere sano e forte e che tutto quel ben di Dio era necessario. Come ho detto, una brava donna Agata, una brava mamma.\u201d<\/p>\n<p>\u201cQuindi la storia del compleanno\u2026\u201d<\/p>\n<p>\u201cIl compleanno \u00e8 l\u2019anniversario del giorno in cui Agata trov\u00f2 Sacchetto nel sacchetto,\u201d spieg\u00f2 il vecchio Gi\u00f2.<\/p>\n<p>\u201cDio mio,\u201d fece Filomena. \u201cE ora che si fa?\u201d<\/p>\n<p>\u201cNon so lei ma io vado al bar a farmi cambiare il bigliettone da cinquanta in bottiglie di vino.\u201d<\/p>\n<p>\u201cCome faccio a trovare Agata adesso?\u201d<\/p>\n<p>\u201cChieda alla polizia, io non posso pi\u00f9 aiutarla.\u201d<\/p>\n<p>E cos\u00ec fece. Filomena and\u00f2 alla polizia. L\u00ec scopr\u00ec che Agata era stata mandata in una casa di cura in un paese a cento chilometri di distanza. Filomena pens\u00f2 alla burocrazia, a come avrebbe fatto a riportare un figlio che non era figlio alla madre che non era madre. A una madre che per giunta era una senzatetto e che non avrebbe in alcun modo potuto badare al piccolo. A un tratto maledisse tutto questo. Le vennero in mente le voci dei colleghi di lavoro che la canzonavano, che la tacciavano di essere inflessibile, rispettosa delle regole. Era sempre stata cos\u00ec, amante dell\u2019ordine, devota al bene, al giusto. Ma qui era diverso. Cos\u2019era giusto? Era giusto che un bambino, abbandonato una volta, dovesse essere abbandonato di nuovo? No, non ci vedeva giustizia in questo. Cos\u00ec decise di travalicare la burocrazia, mandare al diavolo la rigidit\u00e0 delle regole.<\/p>\n<p>Impettita, prese l\u2019auto e torn\u00f2 in discarica. Scese dalla macchina e avanz\u00f2 dritta come un treno fendendo l\u2019amalgama di persone che la dividevano dal cumulo di rifiuti. Sacchetto era ancora l\u00ec, in cima, intento a scavare.<\/p>\n<p>\u201cEhi!\u201d url\u00f2 Filomena al piccolo, \u201cho trovato la tua mamma. Ho parlato con il vecchio Gi\u00f2 e mi ha detto dove sta.\u201d<\/p>\n<p>\u201cLo zio Gi\u00f2?\u201d fece il bimbo, alzando la testa.<\/p>\n<p>\u201cS\u00ec, proprio lui, mi ha detto che non \u00e8 l\u00ec la tua mamma, \u00e8 andata da un\u2019altra parte perch\u00e9 ha trovato una bicicletta bellissima da darti.\u201d<\/p>\n<p>\u201cDavvero? E dov\u2019\u00e8?\u201d<\/p>\n<p>\u201cSe scendi ti accompagno da lei. Dobbiamo andare in macchina per\u00f2; sei mai salito su una macchina?\u201d<\/p>\n<p>\u201cSu una brum-brum?\u201d<\/p>\n<p>\u201cS\u00ec. \u00c8 divertente sai?\u201d<\/p>\n<p>Il bimbo ci pens\u00f2 un attimo, gingill\u00f2 con un pezzo di plastica e poi chiese preoccupato: \u201cZio Gi\u00f2 viene?\u201d<\/p>\n<p>\u201cSe vuoi s\u00ec,\u201d rispose Filomena.<\/p>\n<p>\u201cNo, meglio di no, ha un odore strano zio Gi\u00f2.\u201d<\/p>\n<p>\u201cS\u00ec hai ragione. Ti mando su dei signori simpatici che ti aiuteranno a scendere da l\u00ec, va bene? Cos\u00ec poi andiamo dalla tua mamma.\u201d<\/p>\n<p>\u201cVa bene,\u201d fece il piccolo, alzandosi, e pulendosi le mani sui jeans.<\/p>\n<p>I vigili del fuoco salirono sulla scala e lo tirarono gi\u00f9 dal cumulo di rifiuti; un applauso scrosciante scoppi\u00f2 dal gruppo di curiosi e il vecchietto con la gobba esult\u00f2 perch\u00e9 finalmente era riuscito a vedere il bambino.<\/p>\n<p>Sacchetto sal\u00ec in auto e Filomena mise in moto partendo in direzione dell\u2019autostrada. Il bambino imbratt\u00f2 i sedili e sporc\u00f2 il finestrino perch\u00e9 ci continuava ad appiccicare la faccia contro; guardava a bocca aperta la vastit\u00e0 del mondo, il verde della campagna scivolargli attorno: non aveva mai visto cos\u00ec tanto verde, nemmeno al parco.<\/p>\n<p>\u201cLa mamma \u00e8 andata tanto lontano per la mia bici,\u201d not\u00f2 il piccolo, a un tratto.<\/p>\n<p>\u201cGi\u00e0,\u201d disse Filomena, con uno strano sorriso sulle labbra, \u201c\u00e8 perch\u00e9 ti vuole tanto bene, tesoro, davvero tanto bene.\u201d<\/p>\n<div class=\"pvc_clear\"><\/div>\n<p id=\"pvc_stats_13528\" class=\"pvc_stats all  \" data-element-id=\"13528\" style=\"\"><i class=\"pvc-stats-icon medium\" aria-hidden=\"true\"><svg aria-hidden=\"true\" focusable=\"false\" data-prefix=\"far\" data-icon=\"chart-bar\" role=\"img\" xmlns=\"http:\/\/www.w3.org\/2000\/svg\" viewBox=\"0 0 512 512\" class=\"svg-inline--fa fa-chart-bar fa-w-16 fa-2x\"><path fill=\"currentColor\" d=\"M396.8 352h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V108.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v230.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zm-192 0h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V140.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v198.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zm96 0h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V204.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v134.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zM496 400H48V80c0-8.84-7.16-16-16-16H16C7.16 64 0 71.16 0 80v336c0 17.67 14.33 32 32 32h464c8.84 0 16-7.16 16-16v-16c0-8.84-7.16-16-16-16zm-387.2-48h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8v-70.4c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v70.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8z\" class=\"\"><\/path><\/svg><\/i> <img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"16\" height=\"16\" alt=\"Loading\" src=\"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/301\/wp-content\/plugins\/page-views-count\/ajax-loader-2x.gif\" border=0 \/><\/p>\n<div class=\"pvc_clear\"><\/div>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>C\u2019era un bel cumulo di rifiuti, una montagnola ben scolpita di lattine accartocciate, sacchi di plastica gonfi da far schifo, di carte, cartoni, televisioni, sedie, frigoriferi; insomma, una sorta di \u201cbest of\u201d dello sperpero umano. Ai lati di quel sudiciume, lamiere di metallo contorte e cocci di vetro brillavano colpiti dalla luce giallognola del primo [&hellip;]<\/p>\n<div class=\"pvc_clear\"><\/div>\n<p id=\"pvc_stats_13528\" class=\"pvc_stats all  \" data-element-id=\"13528\" style=\"\"><i class=\"pvc-stats-icon medium\" aria-hidden=\"true\"><svg aria-hidden=\"true\" focusable=\"false\" data-prefix=\"far\" data-icon=\"chart-bar\" role=\"img\" xmlns=\"http:\/\/www.w3.org\/2000\/svg\" viewBox=\"0 0 512 512\" class=\"svg-inline--fa fa-chart-bar fa-w-16 fa-2x\"><path fill=\"currentColor\" d=\"M396.8 352h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V108.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v230.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zm-192 0h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V140.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v198.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zm96 0h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V204.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v134.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zM496 400H48V80c0-8.84-7.16-16-16-16H16C7.16 64 0 71.16 0 80v336c0 17.67 14.33 32 32 32h464c8.84 0 16-7.16 16-16v-16c0-8.84-7.16-16-16-16zm-387.2-48h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8v-70.4c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v70.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8z\" class=\"\"><\/path><\/svg><\/i> <img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"16\" height=\"16\" alt=\"Loading\" src=\"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/301\/wp-content\/plugins\/page-views-count\/ajax-loader-2x.gif\" border=0 \/><\/p>\n<div class=\"pvc_clear\"><\/div>\n","protected":false},"author":3456,"featured_media":0,"comment_status":"open","ping_status":"closed","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[84],"tags":[],"class_list":["post-13528","post","type-post","status-publish","format-standard","hentry","category-premio-racconti-nella-rete-2013"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/13528"}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/users\/3456"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcomments&post=13528"}],"version-history":[{"count":27,"href":"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/13528\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":13621,"href":"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/13528\/revisions\/13621"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fmedia&parent=13528"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcategories&post=13528"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Ftags&post=13528"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}