{"id":13493,"date":"2013-04-09T17:26:11","date_gmt":"2013-04-09T16:26:11","guid":{"rendered":"http:\/\/www.raccontinellarete.it\/?p=13493"},"modified":"2013-04-09T17:26:11","modified_gmt":"2013-04-09T16:26:11","slug":"premio-racconti-nella-rete-2013-mi-suoni-qualcosa-di-massimiliano-todeschi","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/?p=13493","title":{"rendered":"Premio Racconti nella Rete 2013 &#8220;Mi suoni qualcosa?&#8221; di Massimiliano Todeschi"},"content":{"rendered":"<p>\u201cUn mese? Intendi un mese intero?\u201d. Aria liquida e senza vento, foglie faticosamente attaccate ai rami e un tardo pomeriggio d\u2019estate come mille altri. Holly fissava apparentemente incredula l\u2019orizzonte punteggiato dalle colline appoggiate su quella linea inesistente ma insistente. I suoi occhi, liquidi anch\u2019essi, non puntavano l\u2019interlocutore, n\u00e9 pretendevano di trasmettere partecipazione. O forse non volevano mostrarsi troppo impressionati. \u201cUn mese, un mese\u201d ripet\u00e9 Alex, viso appuntito inanellato dalla barba incolta. \u201cTi pare cos\u00ec strano dedicare del tempo libero alla cura di se stessi?\u201d. La sua voce era increspata da lievi incertezze. \u201cCura di se stessi?\u201d gli fece eco Holly, come se sentisse quelle parole per la prima volta. \u201cDormire quando si ha sonno e mangiare quando si ha fame \u00e8 la pi\u00f9 elementare cura di s\u00e9. E tu questo non lo fai!\u201d.<\/p>\n<p>Alex gi\u00e0 guardava altrove. Eccola, la reprimenda, nemmeno troppo celata. Se l\u2019aspettava, in qualche modo. Le ferie d\u2019agosto, abitudine consolidata per milioni di persone, per lui erano una jattura, un precipizio di cui intravedi il fondo che stai pian piano raggiungendo. I sospiri di sollievo degli \u201caltri\u201d gli portavano una sensazione indefinita e indefinibile, fitta ma inconsistente, fatta di mancanza di impegni e di stimoli, di tempo che sembra non passare mai e di tensioni in apparenza sopite sul punto di esplodere. Il magazzino di ricambi auto per cui lavorava aveva subito i duri colpi di quella che tutti chiamavano \u201cla crisi\u201d. E i suoi capi avevano invitato lui e i suoi colleghi a smaltire quanti pi\u00f9 giorni possibili durante un mese di penuria degli ordini gi\u00e0 in condizioni normali. Alex aveva incassato il colpo, quasi senza reagire. Non aveva mai cercato seriamente un lavoro pi\u00f9 in linea con quello che gli interessava. Ovvero, suonare la chitarra, la stessa che anche oggi portava con s\u00e9. Ogni anno proclamava \u201ccon i soldi messi da parte questo mese si avvicina l\u2019acquisto della mia Fender Stratocaster made in Usa\u201d, salvo poi dilapidare le sue sostanze in fiumi di birra o ore di sala prove. O consumando fiumi di birra in sala prove, spesso in compagnia di figuri ancor meno presentabili o affidabili di lui. E senza Holly. Solo con lei poteva trovare una sua dimensione. O almeno, avvicinarsi all\u2019equilibrio. La pazienza e dolcezza che le appartenevano si abbinavano ad un piglio poco femminile e quasi militaresco, ma del quale Alex non riusciva a fare a meno da pi\u00f9 di tre anni. Un\u2019alchimia di gesti, sguardi accigliati e attenzioni leggere, soffici ma indispensabili.<\/p>\n<p>\u201cSto solo cercando di staccare, e questo \u00e8 un modo per farlo\u201d riprese Alex lentamente, dopo aver finito di fingere di fissare l\u2019erba. \u201cCi stiamo completamente infatuando di qualcosa che non esiste. Ormai in nessun discorso della durata di pi\u00f9 di tre minuti si pu\u00f2 fare a meno di nominare Facebook\u201d. La parola magica. \u201cE pensi di risolvere il problema staccando i tuoi contatti con il mondo per trenta giorni?\u201d lo rimbecc\u00f2 lei, che sentiva l\u2019interesse per la conversazione scemare e la sua mano pasticciare nervosamente tra i capelli. \u201cNo, non lo penso! Ma vedi che anche tu sei entrata nel circolo vizioso? \u00c8 incredibile\u201d il respiro di Alex si andava affannando, forse pi\u00f9 per teatralit\u00e0 che per reale adesione a ci\u00f2 che stava sostenendo. \u201cPensavo fossi diversa\u201d. \u201cMa diversa da chi? E da cosa?\u201d ribatt\u00e9 Holly scostandosi un ciuffo ribelle, d\u2019improvviso distolta dal censimento delle doppie punte. \u201cDa quello che fanno tutti, ecco da cosa! Ti rendi conto? Non riusciamo pi\u00f9 a vivere senza essere connessi. Ci sentiamo isolati. E prima? Sai che quando siamo nati Internet neppure si sapeva cosa fosse\u2026e ora eccoci qui, schiavi di uno schermo e di una tastiera. Questo mio sciopero \u00e8 solo un modo per ribellarmi al sistema\u201d. \u201cAncora\u2026che palle\u2026\u201d disse lei, o forse lo pens\u00f2 ad alta voce. Alex riprese. \u201cSo di usare spesso la parola sistema. Sono fatto cos\u00ec, mi pare di essere schiavo di un padrone che neppure conosco. Non per nulla ho parlato anche di sciopero\u201d. Non per nulla. Alex aveva ribaltato l\u2019insegnamento giornalistico dello \u201cscrivete come parlate\u201d. Tendeva a parlare come si scrive. Da Holly, solo silenzio. Una finta quiete, densa come l\u2019acqua di uno stagno senza ninfee. \u201cDicevo, non si pu\u00f2 pensare che la vita sia diventata un social network. Che tirare un po\u2019 il fiato per conto proprio voglia davvero dire isolarsi. Il mondo \u00e8 fuori\u201d sillab\u00f2 \u201cfuori da quell\u2019insieme di false amicizie\u201d. O almeno superficiali, avrebbe aggiunto, ma si trattenne. Holly risparmi\u00f2 il sarcasmo e tacque. Non contava pi\u00f9 le volte in cui aveva accolto, con finta sorpresa, l\u2019intuizione speculativa di Alex sul concetto di amicizia in Facebook. Le sembrava ogni volta di risentire la predica di una sua vecchia e inacidita professoressa di lettere. Una predica in pi\u00f9 non avrebbe fatto differenza. Ma ora no. Non ora.<\/p>\n<p>\u201cVoglio essere io a decidere quando finire la partita e se ricominciare a giocare. Lo capisci, questo?\u201d continu\u00f2 lui. \u201cCapisco che avresti bisogno di una vacanza\u201d ribatt\u00e9 lei, piatta e vaga, senza aggiungere quel \u201cportami con te\u201d che si serrava spesso tra le labbra. Ma Alex vagava nei suoi pensieri, ammaliato dal silenzio, questa volta solido, in cui Holly lo stava imprigionando, e che aveva prevalso. Finire la partita. E non perch\u00e9 hai perso, ma perch\u00e9 tu lo vuoi. Un game over volontario. Senza vittoria n\u00e9 sconfitta. Perch\u00e9 non \u00e8 un gioco vero, con inizio e fine. Non si gioca, ma si partecipa, o ci si illude di farlo. Dalla logica del \u201ccos\u00ec fan tutti\u201d, da quella voleva fuggire. Ma non mettendo in pausa. Voleva uscire per poi rientrare, se e quando l\u2019avrebbe voluto. Un po\u2019 di vento, lieve. Iniziarono a camminare per quel sentiero improvvisato tra due salici, con apparente decisione. Le loro mani non si sfioravano, ma stringevano risentimenti e promesse e fissazioni e sorrisi e reciproche sopportazioni, tutto in nome di qualcosa di pi\u00f9 grande delle loro met\u00e0. Era come se fossero uniti. Holly gli chiese se potevano parlare d\u2019altro. Era questo il suo game over. Lui rispose che non vedeva l\u2019ora di poterlo fare. Finalmente. \u201cAnzi. Mi suoni qualcosa?\u201d. Alex sorrise.<\/p>\n<div class=\"pvc_clear\"><\/div>\n<p id=\"pvc_stats_13493\" class=\"pvc_stats all  \" data-element-id=\"13493\" style=\"\"><i class=\"pvc-stats-icon medium\" aria-hidden=\"true\"><svg aria-hidden=\"true\" focusable=\"false\" data-prefix=\"far\" data-icon=\"chart-bar\" role=\"img\" xmlns=\"http:\/\/www.w3.org\/2000\/svg\" viewBox=\"0 0 512 512\" class=\"svg-inline--fa fa-chart-bar fa-w-16 fa-2x\"><path fill=\"currentColor\" d=\"M396.8 352h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V108.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v230.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zm-192 0h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V140.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v198.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zm96 0h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V204.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v134.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zM496 400H48V80c0-8.84-7.16-16-16-16H16C7.16 64 0 71.16 0 80v336c0 17.67 14.33 32 32 32h464c8.84 0 16-7.16 16-16v-16c0-8.84-7.16-16-16-16zm-387.2-48h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8v-70.4c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v70.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8z\" class=\"\"><\/path><\/svg><\/i> <img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"16\" height=\"16\" alt=\"Loading\" src=\"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/301\/wp-content\/plugins\/page-views-count\/ajax-loader-2x.gif\" border=0 \/><\/p>\n<div class=\"pvc_clear\"><\/div>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>\u201cUn mese? 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