{"id":13490,"date":"2013-04-09T17:17:46","date_gmt":"2013-04-09T16:17:46","guid":{"rendered":"http:\/\/www.raccontinellarete.it\/?p=13490"},"modified":"2013-04-09T17:17:46","modified_gmt":"2013-04-09T16:17:46","slug":"premio-racconti-per-bambini-2013-pallina-e-le-due-sorelle-sezione-racconti-per-bambini-di-bruna-baldini","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/?p=13490","title":{"rendered":"Premio Racconti per bambini 2013 &#8220;Pallina e le due sorelle&#8221; (sezione racconti per bambini) di Bruna Baldini"},"content":{"rendered":"<p>D\u2019inverno, nelle giornate fredde, nonna Rosina se ne stava nella sua grande cucina seduta sopra la panca di legno, vicino al fuoco. Io mi ci sedevo accanto e le chiedevo: \u201cRaccontami una favola, nonna\u201d. Ne sapeva cos\u00ec tante e le sapeva raccontare cos\u00ec bene che anche nonno Roberto, qualche volta, se ne stava l\u00ec in un angolo in silenzio ad ascoltare.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Quel giorno pioveva cos\u00ec forte che sembrava venisse la fine del mondo. I tuoni erano cos\u00ec fragorosi che facevano tremare i vetri della finestra. Il forte vento spezzava i rami degli alberi. Anche nonno se ne stava vicino al fuoco e disse a nonna: \u201cOh Rosina \u2026. perch\u00e8 non le racconti quella favola di Pallina e le due sorelle!\u201d. E nonna: \u201cAaah\u2026 me l\u2019ero quasi dimenticata! Oh bimba\u2026Oh Marietta! Pensare che a tua madre, quando era piccola, piaceva tanto. Ma\u2026\u2026speriamo che me la ricordi tutta!\u201d. E nonna Rosina inizi\u00f2 subito a raccontare\u2026<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>\u2026 C\u2019era una volta nella campagna lucchese, fuori porta Elisa a pochi chilometri dalle mura, una casa grande grande e bella. Aveva le pareti di pietra e i pavimenti con mosaici. L\u2019interno della soffitta era fatto di travi di legno incrociati. Il tetto era solido e confortevole. Davanti casa c\u2019era un grande giardino, pieno di fiori di ogni specie. Sul retro della casa c\u2019era un grande prato con tanti alberi da frutto, l\u2019orto e un bel pollaio. Non mancava proprio nulla.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>In quella casa ci abitavano due anziane sorelle che, per essere indipendenti, avevano diviso la casa e si erano fatte l\u2019entrata ognuna per conto suo. Dalla parte destra abitava Ada, la pi\u00f9 giovane delle due, se cos\u00ec si pu\u00f2 dire, con la figlia Fiorella. Ada era una persona semplice e di poche parole. Parlava solo quelle rare volte che si arrabbiava. Al mattino, quando si alzava, indossava la prima cosa che le capitava tra le mani. Le piaceva tenere i polli, fare l\u2019orto e passava tanto tempo nel prato dietro la casa. Dalla parte sinistra abitava Carlotta, la pi\u00f9 anziana. Era una vecchietta arzilla, curiosa e socievole. Non si era mai sposata e viveva sola. Le piaceva vestirsi elegante, andare a passeggio e prendersi cura dei fiori. Voleva bene alla sorella e adorava la nipote: erano le sue uniche parenti.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Quando Carlotta stava in giardino cantava vecchie canzoni che le ricordavano la sua giovent\u00f9. Fiorella, che aveva il carattere allegro della zia, si metteva a ballare. Ada guardava la scenetta e rideva: \u201cFiorella \u00e8 matta come te! Sembra pi\u00f9 figlia tua che mia!\u201d. Si volevano bene e andavano d\u2019amore e d\u2019accordo.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Sarebbe continuato ad andare tutto bene se Fiorella non avesse avuto la passione per i cani. Faceva l\u2019impiegata e, per uscire dal letargo di tutta la settimana, i giorni di festa si alzava al mattino presto e faceva una lunga corsa in bicicletta sulle mura. Faceva un paio di giri, guardava un po\u2019 qua e un po\u2019 l\u00e0. Era sempre tutto cos\u00ec uguale: un vecchio seduto sopra una panchina che leggeva il giornale, i bimbi che giocavano e tanta gente che correva. Non cambiava mai niente!<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Quella mattina, qualcosa la distolse dai suoi pensieri. Sent\u00ec dei piccoli lamenti. Si ferm\u00f2 e si guard\u00f2 intorno. Ai piedi di un grosso platano, vide una scatola di cartone. I lamenti provenivano proprio di l\u00e0. Si avvicin\u00f2 e vide due cuccioli di cane: erano due volpini. Sembravano due batuffoli di cotone. Stavano raggomitolati in un angolo, tenevano le orecchie abbassate e tremavano. Erano impauriti. Tanto erano belli e buffi che sembravano due giocattoli. Si chin\u00f2 e accarezz\u00f2 il loro pelo bianco come il latte. I cuccioli la guardarono con occhietti teneri e tristi, poi li chiusero: erano stanchi. Quei musetti dolci avevano due nasini cos\u00ec neri e lucidi che sembravano due bottoncini di velluto.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Con che coraggio avevano potuto abbandonare due cuccioli cos\u00ec! Le fecero tenerezza e le sembr\u00f2 crudele lasciarli l\u00ec. Quindi, li sollev\u00f2 dallo scatolone e li mise nel cestino della bicicletta. Si adagiarono subito. Fiorella li copr\u00ec con la sua sciarpa e si avvi\u00f2 verso casa. Mentre si avvicinava, pens\u00f2: \u201cMia mamma non li far\u00e0 entrare neanche in casa\u201d. Era tanto tempo che desiderava un cagnolino ma tutte le volte che ne parlava con sua mamma, lei si metteva a brontolare: \u201cGli animali sporcano la casa, portano le malattie e poi io non sopporto il pelo!\u201d. Ma Fiorella pensava: \u201cMia zia mi aiuter\u00e0 a trovargli una sistemazione\u201d.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Appena arrivata a casa, stacc\u00f2 subito il cestino dalla bicicletta. La sua mamma era alla finestra e, appena vide i cuccioli, fece una faccia che non prometteva niente di buono. Fiorella si diresse in fretta a casa della zia. Appena entrata, con un po\u2019 d\u2019ansia e tutto di un fiato, disse: \u201cZia Carlotta, ho bisogno di un favore. Potresti per oggi tenere in casa questi cuccioli? Sono stati abbandonati. Li ho trovati sulle mura. A casa mia non li posso portare, sai com\u2019\u00e8 mamma\u2026\u2026 Tiene i polli perch\u00e9 le piace farli arrosto. Tiene le galline perch\u00e9 fanno le uova e le piacciono le frittate. Ma i cani non li pu\u00f2 soffrire! Se per oggi non li tieni tu, dovr\u00f2 metterli in garage. Sono impauriti, hanno freddo e fame. Domani, prima di andare al lavoro, li porter\u00f2 al canile. E la zia: \u201cFiorellina mia, non ti preoccupare. Li tengo io\u201d. Prese una ciottola e la riemp\u00ec di latte. In un attimo i cuccioli lo bevvero tutto: avevano proprio fame! La zia prese una cesta, ci mise dentro una vecchia maglia di lana e improvvis\u00f2 una cuccia. Poi, li guard\u00f2 dormire con dolcezza e sorrise commossa.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Fiorella ne approfitt\u00f2 subito per mettergliene uno in braccio: \u201cSenti come \u00e8 tenera e che pancina\u00a0 rotondetta! E\u2019 grassina, vero? E\u2019 una cagnetta. Le ho messo nome Pallina. Lui, invece, \u00e8 un maschietto. Dorme sempre. Gli ho messo nome Poldino. Per oggi ti faranno tanta compagnia\u201d.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Il giorno dopo, Fiorella si present\u00f2 a casa della zia molto presto. Prima di andare al lavoro, doveva portare i cuccioli al canile. Dormivano beati dentro alla cesta. Li accarezz\u00f2. Pallina e Poldino si svegliarono e la guardarono con certi occhietti che sembrava che le dicessero: \u201cVogliamo rimanere qui! Non ci portare via!\u201d. Piena di ansia e con lo sguardo preoccupato, si mise a fargli le coccole. Zia Carlotta la stava guardando: \u201cVedo che li vuoi tenere. Lasciali qui. Sar\u00e0 bello prendersi cura di questi cuccioli!! Il problema pi\u00f9 grande sar\u00e0 convincere tua madre! Chiss\u00e0 quanto ci sar\u00e0 da brontolare quando capir\u00e0 le nostre intenzioni. Per il momento sono piccoli e li terr\u00f2 in casa. Col tempo si vedr\u00e0 quello che si potr\u00e0 fare\u201d.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Il tempo, si sa, passa in fretta e i cuccioli crescevano a vista d\u2019occhio e diventavano sempre pi\u00f9 belli. A Carlotta riempivano la vita. E ada diventava sempre pi\u00f9 nervosa. Arriv\u00f2 l\u2019estate e con l\u2019estate, il caldo. Un giorno, Carlotta e Fiorella portarono i volpini in giardino per farli giocare. Poldino e Pallina facevano a gara a fare le capriole e si nascondevano tra i cespugli di fiori.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Carlotta sapeva che erano golosi e, per farli uscire, si metteva una mano in tasca, poi l\u2019alzava in alto e teneva tra le dita due biscotti. Loro cominciavano a saltare per prenderli. Se non ci riuscivano, perch\u00e9 la mano era troppo in alto, cominciavano a lamentarsi cos\u00ec tanto che sembrava che li stesse torturando. Ada usc\u00ec di casa brontolando: \u201cOh Carlotta, cos\u2019\u00e8 tutto questo chiasso? Falli stare zitti e portali in casa!\u201d. E Carlotta, con tutta la tranquillit\u00e0 di questo mondo: \u201cIl gallo del tuo pollaio tutte le mattine canta all\u2019alba. Io quando lo sento mi alzo dal letto e mi metto a cantare anch\u2019io, felice perch\u00e9 mi d\u00e0 la sveglia. A dormire tanto s\u2019invecchia e io mi voglio mantenere giovane!\u201d. E Ada: \u201cNon farmi ridere! Giovane \u2026. \u00e8 un bel po\u2019 che siamo vecchie!\u201d.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Quando Fiorella and\u00f2 in ferie, mandava i cani in giardino tutti i giorni. Al mattino stavano al fresco davanti alla porta di Carlotta. Il pomeriggio, quando girava il sole, andavano dalla parte di Ada. Il pomeriggio Ada andava a riposare ma un giorno si alz\u00f2 prima del solito e, quando si accorse dei cani, li mand\u00f2 via in malo modo: \u201cAndate via bestiacce! Se lasciassi la porta aperta entrereste anche in casa!\u201d. Poldino, che era calmo, permaloso e pigro, se ne and\u00f2 mogio mogio. Pallina non si mosse. Per farle capire che voleva respirare solo un po\u2019 d\u2019aria fresca e farsi una dormita, chiuse gli occhi e si mise a russare pensando: \u201cNon ti ho fatto nulla. Perch\u00e9 ti sono cos\u00ec antipatica? Lasciami in pace!\u201d. Ada prese un secchio di acqua e gliela tir\u00f2 addosso con rabbia: \u201cTi faccio vedere io chi comanda qui!\u201d. Pallina cocciuta rimase l\u00ec. Sembrava volesse sfidarla. La guardava in modo strano e pensava: \u201cChe rabbia che mi fai. Se potessi parlare te ne direi quattro anzi dieci! Parola di volpina! Domani, quando vai a letto, ti rosicchio tutti i gambi delle seggiole! E, secondo cosa mi gira, anche quelli del tavolo!\u201d.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Ada, quindi, chiam\u00f2 a gran voce la sorella. Si accorse, infatti, che aveva scostato la tenda della finestra e si era goduta la scenetta e rideva. Ada si innervos\u00ec ancora di pi\u00f9: \u201cVieni a prendere questa diavolaccia altrimenti la prendo a bastonate!\u201d. E Pallina: \u201cDiavolaccia? A me che sono cos\u00ec bella!\u201d. Allora Pallina approfitt\u00f2 di un momento di distrazione di Ada e veloce e birichina si alz\u00f2 e, gocciolando acqua come un tetto, and\u00f2 a scuotersi vicino ad Ada e la bagn\u00f2 dalla testa ai piedi. Mentre Ada si asciugava e brontolava con la figlia e la sorella, Pallina salt\u00f2 in casa di Ada dalla finestra. Si accorse che aveva la merenda sul tavolo. Mise il muso dentro al piatto, gliela rub\u00f2 e scapp\u00f2 via per mangiarsela in santa pace: \u201cUna diavolaccia si deve comportare cos\u00ec! Questo nome me lo voglio meritare!\u201d.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Da quel giorno Ada, tutte le volte che la vedeva in giardino, le andava incontro con un bastone per picchiarla. Pallina, per paura di buscarle, stava sopra il davanzale della finestra di Carlotta per\u00f2 teneva d\u2019occhio Ada e, quando poteva, gliene combinava di tutti i colori. Un giorno and\u00f2 nell\u2019orto dietro casa e, da tanto che lo rasp\u00f2, le sradic\u00f2 quasi tutta la verdura. Poi and\u00f2 a scuotersi davanti alla sua porta e le riemp\u00ec il tappeto di terra e peli. Prima di rientrare in casa di Carlotta, dalla paura di sporcarle il pavimento, si strusci\u00f2 le zampette al tappeto come una brava bambina: \u201cLei mi vuole bene. Io l\u2019adoro e la rispetto!\u201d.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Tra Pallina e Ada fu guerra tutta l\u2019estate. Pallina ogni tanto le buscava da Ada ma non smetteva di fare dispetti. Carlotta sopportava in silenzio i rimproveri della sorella e i dispetti che Pallina faceva ad Ada. Fiorella, per\u00f2, cap\u00ec che la zia soffriva per la situazione che si era venuta a creare e, a malincuore, alla fine di settembre decise di portare Pallina al canile. Avrebbero tenuto solo Poldino. Lui era cos\u00ec pigro e dormiglione che non dava noia a nessuno!<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Quella sera Fiorella non aveva sonno. And\u00f2 a casa della zia per stare per l\u2019ultima volta con Pallina che, con lei e con la zia, era docile e carezzevole e le si era tanto affezionata. Verso mezzanotte, apr\u00ec la porta per tornare a casa sua. Vide un tipo che stava rubando le galline: le stava mettendo dentro un sacco di iuta. Fiorella grid\u00f2 aiuto. Pallina veloce gli si butt\u00f2 addosso e ringhiando come una tigre lo morse pi\u00f9 che pot\u00e8. Il ladro, dal dolore che sent\u00ec, lasci\u00f2 andare il sacco e, per togliersela di dosso, la chiapp\u00f2 con rabbia e la tir\u00f2 dentro un cespuglio di rose e, poi, se la dette a gambe scomparendo subito. Poldino si limit\u00f2 solo ad abbaiare. Che pigrone!<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Tutto quel rumore svegli\u00f2 le due sorelle che dalle loro finestre videro tutta la scena. Scesero per aiutare Pallina a uscire dal cespuglio. Aveva una zampetta rotta ed era piena di spine. Ada fu piena di rimorso perch\u00e9 l\u2019aveva picchiata tante volte e adesso, grazie a lei, le sue galline erano salve. La prese in braccio e con amore disse a Carlotta che voleva curarla lei. E cos\u00ec, Pallina e Ada fecero pace.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Alcuni giorni dopo Ada port\u00f2 Pallina a casa sua e, sapendo quanto fosse golosa, le fece un dolce. Quando lo mise in forno, Pallina lo guardava attraverso il vetro divertita e, quando lo vedeva lievitare, tanto era contenta che batteva la zampetta sul pavimento e mugulava per far capire ad Ada che era pronto. Pallina, birbante e furba, guardava Ada con un solo occhio e pensava: \u201cCe l\u2019ho fatta a farmi volere bene!\u201d. E dondolava la testa in segno di vittoria.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Tutte le domeniche Ada e Carlotta andavano a messa. Pallina, che ormai era diventata la cocchina di tutti, si preparava davanti alla porta tutta impettita, con la testa dritta pronta per partire. Ada, che ormai gliele dava tutte vinte, la portava via.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Quando le due sorelle entravano in chiesa, Pallina stava sul piazzale e, per farsi notare, camminava su due zampe e cercava di giocare a palla con i bambini. Loro le volevano un gran bene. Se vedeva qualcuno mangiare un gelato, smetteva di giocare, gli si accucciava davanti e lo guardava con occhi speranzosi e supplichevoli, sembrava che dicessero: \u201cLasciamene un pochino\u201d.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>La gente la guardava e rideva: \u201cMa dove l\u2019avete trovata una volpina cos\u00ec?\u201d. Carlotta e Ada orgogliose, rispondevano in coro: \u201cE\u2019 un segreto. Non si pu\u00f2 dire\u201d. E d\u2019amore e d\u2019accordo la riportavano a casa.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Nonna Rosina smise di raccontare. E Marietta: \u201cNonna\u2026. continua!\u201d.<\/p>\n<p>E nonna Rosina: \u201cEh no, Marietta. La favola finisce qui. Domani te ne racconter\u00f2 un\u2019altra\u201d.<\/p>\n<div class=\"pvc_clear\"><\/div>\n<p id=\"pvc_stats_13490\" class=\"pvc_stats all  \" data-element-id=\"13490\" style=\"\"><i class=\"pvc-stats-icon medium\" aria-hidden=\"true\"><svg aria-hidden=\"true\" focusable=\"false\" data-prefix=\"far\" data-icon=\"chart-bar\" role=\"img\" xmlns=\"http:\/\/www.w3.org\/2000\/svg\" viewBox=\"0 0 512 512\" class=\"svg-inline--fa fa-chart-bar fa-w-16 fa-2x\"><path fill=\"currentColor\" d=\"M396.8 352h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V108.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v230.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zm-192 0h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V140.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v198.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zm96 0h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V204.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v134.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zM496 400H48V80c0-8.84-7.16-16-16-16H16C7.16 64 0 71.16 0 80v336c0 17.67 14.33 32 32 32h464c8.84 0 16-7.16 16-16v-16c0-8.84-7.16-16-16-16zm-387.2-48h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8v-70.4c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v70.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8z\" class=\"\"><\/path><\/svg><\/i> <img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"16\" height=\"16\" alt=\"Loading\" src=\"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/301\/wp-content\/plugins\/page-views-count\/ajax-loader-2x.gif\" border=0 \/><\/p>\n<div class=\"pvc_clear\"><\/div>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>D\u2019inverno, nelle giornate fredde, nonna Rosina se ne stava nella sua grande cucina seduta sopra la panca di legno, vicino al fuoco. 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