{"id":13460,"date":"2013-04-08T17:40:27","date_gmt":"2013-04-08T16:40:27","guid":{"rendered":"http:\/\/www.raccontinellarete.it\/?p=13460"},"modified":"2013-04-08T17:40:27","modified_gmt":"2013-04-08T16:40:27","slug":"premio-racconti-nella-rete-2013-il-concerto-di-gianfranco-andorno","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/?p=13460","title":{"rendered":"Premio Racconti nella Rete 2013 &#8220;Il concerto&#8221; di Gianfranco Andorno"},"content":{"rendered":"<p style=\"text-align: left;\" align=\"center\">Tommaso prov\u00f2 a telefonare ma non ricevette alcun segnale. Muto e basta. Subito non si preoccup\u00f2 e si mise a perlustrare l\u2019appartamento. L\u2019accordo con Full, l\u2019impresario, era stato chiaro. \u201cHo combinato per due serate: sabato e domenica. A cachet fisso, indipendentemente dai paganti.\u201d Bene, pens\u00f2 Tommaso. Eh quante volte si finiva a suonare per i soli camerieri. \u201cGli altri sono del posto. Devi solo portare il tuo sax.\u201d<\/p>\n<p>Tommaso: \u201ce l\u2019albergo? L\u2019albergo chi lo paga?\u201d Un po\u2019 diffidente. \u201cTranquillo. C\u2019\u00e8 la casa vuota di uno,\u201d lo aveva rassicurato Full, cos\u00ec battezzato dalla confraternita dei jazzisti per il vizio del poker. Perch\u00e9 adesso non rispondeva?<\/p>\n<p>Sabato. Il colpo sordo del cannone al Gianicolo lo avvis\u00f2 del mezzogiorno e Tommaso decise di scendere. Si era ritrovato a girare tra i banchi di Campo de\u2019 Fiori in ebollizione\u00a0 per la gente che adocchiava, toccava.<\/p>\n<p>Tommaso si era soffermato da un fruttarolo, irretito da una ragazza che serviva. Gli rammentava un quadro moresco con una carovana di zingari. La pelle olivastra, gli orecchini a cerchio, vistosi. Ma soprattutto il profilo tagliente. E mai un sorriso, l\u2019espressione rancorosa. Il contenitore di una rabbia trattenuta a stento.<\/p>\n<p>L\u2019aveva spiata a lungo, mentre furtiva afferrava una fragola e la portava rapida alla bocca, come se la rubasse. Rapace. Ora un\u2019oliva. Gli sguardi si puntarono e continuare a fissarsi divent\u00f2 un gioco, una sfida a chi cedeva per primo.\u00a0 Lui rise, lei no. \u201cA che ora smetti?\u201d \u201cAlle due. Mi vieni a prendere?\u201d Tom aveva annuito, tanto preconizzava che, almeno in parte, il programma andava a farsi fottere. I concerti. Ma quali? Full\u2026 sempre latitante. Irreperibile. E la cosa si faceva seria. Non aveva indirizzi, solo quella casa dove rintanarsi. S\u00ec, meglio in due.<\/p>\n<p>E pi\u00f9 tardi, all\u2019ora fissata,\u00a0 lui alto davanti a indicare la strada, lei dietro e acciuga com\u2019era, sembrava un\u2019ombra tagliuzzata dalla figura di lui e sparsa intorno.<\/p>\n<p>Lei: \u201cbella la casa.\u201d \u201cNon \u00e8 mia,\u201d aveva messo subito avanti le mani.\u00a0 \u201cUn prestito\u201d, prima che si credesse chiss\u00e0 cosa. Non vorrei che la fanciulla si illudesse e mi chiedesse dei soldi, ipotizz\u00f2 Tommaso tra s\u00e9 e s\u00e9.<\/p>\n<p>\u201cLinda,\u201d si era presentata precedendolo. \u201cAh, balla Linda,\u201d fece lui giocoso, provocando una sua smorfia.\u201cIo Tommaso, Tom,\u201d l\u2019abbreviazione. E per continuare: \u201cTom, Tom,\u201d bussando sul tavolo.<\/p>\n<p>Linda aveva portato due sacchetti. In uno dei carciofi grassocci, quelli senza spine, e delle arance. Ancora: delle puntarelle di cicoria, aggrovigliate come le ciocche dei suoi capelli. Nell\u2019altro involto una maglietta, una gonna stropicciata, un paio di scarpe dal tacco un po\u2019 pi\u00f9 alto. Dove si cambiava? forse in un bar.<\/p>\n<p>Si era infilata subito nel gabinetto e l\u2019aveva sentita armeggiare. \u201cL\u2019acqua \u00e8 chiusa. Dov\u2019\u00e8 il comando?\u201d \u201cLo cerco. Ecco, \u00e8 qui sul terrazzo. Attenta che lo apro.\u201d E gli giunse lo scroscio a conferma.<\/p>\n<p>Una casa sconosciuta per entrambi. E si erano trovati affaccendati a\u00a0 cercare i fiammiferi per il gas, il caff\u00e8, la carta igienica. Una specie di caccia al tesoro.<\/p>\n<p>Tommaso continuava a trafficare con il cellulare, senza risultato. Spazientito. E qualcosa doveva ben spiegare a quella. \u201cPorcaccia la Eva!\u201d esclam\u00f2. E raccont\u00f2 la situazione incresciosa nella quale Full lo aveva messo.<\/p>\n<p>\u201cNon ha parenti? Amici?\u201d gli aveva suggerito lei. \u201cGi\u00e0 fatto,\u201d le rispose a bocca stretta e gi\u00e0 pentito di averla coinvolta nel suo impiccio.<\/p>\n<p>Il tempo trascorreva e nessuna traccia di lui anche se Tom continuava a scusarlo. Sicuramente un imprevisto grave. E prima che Linda potesse insinuare qualcosa, lo aveva difeso. \u201cFull procura i concerti per passione, non ci specula. Sovente ci rimette di suo.\u201d<\/p>\n<p>\u201cSei un musicista,\u201d argu\u00ec lei. \u201cS\u00ec, facciamo del mainstream,\u201d temendo di non essere capito. Penser\u00e0 che \u00e8 il titolo di un motivo. \u201cFree\u2026 hard bop\u2026 addolcito dallo swing,\u201d aggiunse, inciampando nelle parole. Poi, condiscendente, aggiunse: \u201carrotondo con le lezioni. Me la cavo con la scuola, insegno musica.\u201d \u201cMi piace la musica,\u201d asser\u00ec Linda. Tommaso non os\u00f2 chiederle quale.<\/p>\n<p>Avevano persino trovato delle cotolette di soia, schifose ma salutari. Dopo il pranzo, Linda aveva rassettato la cucina. E decisa: \u201cio vado un poco a riposare. Tutti i maledetti giorni, salvo la domenica, mi alzo alle cinque per venire qui. Abito a casa del diavolo. Se vuoi, quando mi sveglio, ti chiamo e mi raggiungi.\u201d E senza attendere un suo commento, impoverendo cos\u00ec quel possibile incontro, sospeso, aveva scalato una ripida rampa di legno cigolante. \u201cI turisti ci fotografano come bestie allo zoo\u2026\u201d aveva sboccato lei, amara. \u201cPi\u00f9 che campo de\u2019 fiori campo dei broccoli,\u201d ora polemica. Questo lo strascico vocale\u00a0 alla sua scomparsa, nella camera da letto ricavata in un soppalco.<\/p>\n<p>Tommaso era rimasto l\u00ec basito. Non poteva uscire: se si fosse svegliata? E se fosse stata una ladra? La conosceva forse? La casa era piena di cose di pregio. E sarebbero risaliti a lui, con la sfiga che aveva. Riprese a torturare il cellulare: invano. Quanto dormir\u00e0 quella? Ma che m\u2019importa! Lo interessava? ma quanto? Boh! Poveretta per\u00f2, quella vitaccia. Sei felice? avrebbe voluto chiederle. Meno male che si era trattenuto.\u00a0 Chiss\u00e0 perch\u00e9 gli veniva di porre quelle domande stupide, a sproposito. Dalle risposte improbabili o false.<\/p>\n<p>A met\u00e0 pomeriggio come la sent\u00ec muovere si inerpic\u00f2 scrutando i mobili, l\u2019impianto stereo. La evitava per non rivelare la sua impazienza, la sua curiosit\u00e0. E fu Linda stessa a sbloccarlo stendendo le braccia.<\/p>\n<p>Tommaso era impacciato: cosa doveva dirle? Fare un\u2019altra delle sue stupide domande? Inquisire sui rapporti avuti? Discutere di un loro futuro? E che avrebbero detto agli altri, ai prossimi? Che ci saranno, ne era sicuro. Saremo di altri, cosa diremo agli altri?<\/p>\n<p>Ma lei lo aveva tirato e si era avvinghiata, annullando quelle incertezze. Ed era giusto cos\u00ec. Uno scambio breve, una fermata insieme di metr\u00f2, di bus, e poi via ognuno per la sua strada. Senza farsi male: a letto e nel commiato. Un breve percorso insieme, usandosi. Grazie a te, grazie a me.<\/p>\n<p>La ragazza mora era scesa dal quadro, la poteva toccare. Il volto tuttora sfuggente ma il suo corpo in offerta.<\/p>\n<p>Linda pretendeva. Possedeva un suo fascino, un invito a corteggiarla,\u00a0 ma non palesava quell\u2019avidit\u00e0 cos\u00ec vasta, avvolgente. Ed era come se la conservasse in un armadio. Un abito da sfoggiare solo nella stagione giusta.<\/p>\n<p>Tommaso le aveva preso una mano e si era accorto che le dita erano biancastre, come se immerse nella scolorina. Come se il bruno, tinteggiato nel resto delle membra, l\u00ec non fosse arrivato. \u201cE\u2019 finita la nutella!\u201d mormor\u00f2, scioccamente, Tom.<\/p>\n<p>Erano usciti sul terrazzo. C\u2019erano i gabbiani reali, posati sui comignoli, che all\u2019improvviso si animavano. Rivendicavano il terrazzo con incursioni a volo radente. I becchi protesi. E, provetti frombolieri, cercavano di colpire con i loro escrementi imbrattando piastrelle e muri. Fagotti piumosi di una libert\u00e0 insolente recitata sguaiatamente su quel proscenio, su quella parata sanguigna di tegole.<\/p>\n<p>Petulanti, ora simulavano il miagolio del gatto, ora il pianto lagnoso di un bimbo. Quando starnazzavano e allungavano il collo, negli acuti, Tom si rivedeva attaccato al sax. E si trov\u00f2 a ridere rumorosamente.<\/p>\n<p>Tommaso le aveva indicato il telefono: \u201cdevi avvertire\u2026 qualcuno?\u201d Debolmente, non voleva intromettersi nelle sue cose. \u201cNo, no,\u201d convinta e facendo spallucce.<\/p>\n<p>C\u2019era stato anche un breve acquazzone. La pioggia ingialliva i muri, come se piovesse un miele biondo e nei punti pi\u00f9 luminosi persino oro zecchino. Un momento: un temporale svogliato. Subito l\u2019acqua si distraeva, si dimenticava di cadere, andava altrove. Un capriccio.<\/p>\n<p>All\u2019indomani Tommaso si era svegliato all\u2019alba. Che luce! Accidenti! Anche parte del tetto della camera era di vetro. Una fetta di cielo era tua: un planetario. E da l\u00ec cadeva altra luce! Il letto un tavolo operatorio illuminato da fari incandescenti. Inoltre, alle cinque e rotte i gabbiani si mettevano a far casino con i loro beceri versi.<\/p>\n<p>Che voglia di fumare\u2026\u00a0 ma: \u201cnon fumare!\u201d la scritta imperiosa sul frigo ed era sceso. Al bar un marocchino bollente, \u00a0due cornetti da portar su. Era rientrato convinto di imbucarsi nuovamente nel letto ma Linda lo aveva fermato. \u201cNo, usciamo,\u201d gli aveva intimato. Inflessibile.<\/p>\n<p>\u201cIn piazza Farnese, nei tempi antichi, facevano correre i tori.\u201d Linda, ansimando per il passo veloce. Tommaso, fanciullone: \u201ci tori adesso sono bistecche. Le metamorfosi imposte dal tempo,\u201d e rise. \u201cComunque, gravato come sei dai secoli \u00e8 difficile, in questa citt\u00e0, imporre il tuo vissuto nuovo,\u201d osserv\u00f2. \u201cTi imbatti in un mozzicone di colonna che sbuca dal cemento e sei kappa\u00f2.\u201d \u201cS\u00ec,\u201d conferm\u00f2 Linda. \u201cE\u2019 come se in ogni momento finissi in\u00a0 quel film\u2026 Come si chiama? Viaggio nel tempo?\u201d Per la prima volta discorsiva. \u201cPressappoco,\u201d per incoraggiarla.<\/p>\n<p>Attraverso il corso di\u2026 corsa: qui il rosso non \u00e8 rosso. Non \u00e8 coercitivo. Adesso era lei a far strada e si voltava, ogni tanto, ad assicurarsi che lui la seguisse.<\/p>\n<p>Piazza Navona tagliata di sbieco scansando la cupola del Borromini\u00a0 tremolante in una pozzanghera. Qualche mimo paralizzato e un saltimbanco che godeva di una folla e successo superiori alla sua bravura. Infine, ecco la chiesetta recintata da inferriate ovali.<\/p>\n<p>Il custode stava rampognando, in malo modo, un gruppo: \u201cno foto!\u201d Arcigno, pi\u00f9 posteggiatore che religioso, incurante di infrangere la sacralit\u00e0 immota del posto.<\/p>\n<p>Le sibille.\u00a0 \u201cSono di Raff\u2026\u201d incominci\u00f2 a sillabare lei.\u00a0 \u201cS\u00ec, di Raffa,\u201d conferm\u00f2 lui, senza completare. Sibille prosperose. Sibille messe a governare il destino degli uomini? Non sono mai uscite da qui che ne sanno delle nostre angosce? Qui dentro all\u2019ingrasso&#8230; I visi paffuti ma delicati mentre le braccia grosse, da popolane, per una prospettiva esagerata.<\/p>\n<p>Cos\u00ec le irrideva Tommaso. Senza accorgersene aveva alzato la voce e il guardiano si era voltato. Linda gli aveva fatto le boccacce ed erano scappati evitando i suoi rimbrotti.<\/p>\n<p>Al ritorno: \u201cLinda, devo comprare un magnete con il Colosseo. Da portare a scuola.\u201d E poi, aveva dovuto insistere per trascinarla in una trattoria. Alle pareti\u00a0 i ritratti di artisti romani: Fabrizi, Sordi, la Magnani\u2026 Cacio e pepe, un abbacchio un po\u2019 secco per la verit\u00e0. \u201cUmmmh, paleocristiano,\u201d aveva bofonchiato Tom.<\/p>\n<p>Linda sembrava vergognosa e come il cameriere le parlava arrossiva. Lei cos\u00ec altera, fiera, a farsi servire s\u2019imbarazzava. Aveva spiluccato, uno spreco. E poi si erano precipitati in casa. Correndo, e scagliando i vestiti a terra. Come in gara con la voglia,<\/p>\n<p>con la fretta di prendersi.<\/p>\n<p>Full era scomparso, anche nei loro discorsi. Tommaso lo avrebbe cercato al suo rientro. Forse un incidente d\u2019auto, guidava da cane\u2026 Invece, prolisso, si era lamentato con Linda di quella luce accecante.<\/p>\n<p>Le persiane erano bloccate e Tommaso non aveva osato chiuderle. Cos\u00ec al primo sfavillio dell\u2019alba quando il fondo, oltre la sfilata diseguale dei tetti, si incendiava, la luce si riversava nelle stanze, annegando le cose che si sformavano, smarrivano i contorni. A difendersi, Tommaso, aveva improvvisato un paravento con una scala aperta e un lenzuolo sbandierato.<\/p>\n<p>\u201cDove abito il giorno \u00e8 un\u2019altra notte,\u201d aveva spiegato. \u201cQui la luce ti gonfia gli occhi. Ci affoghi, nella luce.\u201d<\/p>\n<p>Verso sera Linda, districandosi dai suoi abbracci: \u201cdevi vedere come cambia il Campo.\u201d E lo avevano raggiunto.<\/p>\n<p>I banchi erano scomparsi e, ai lati,\u00a0 tanti bar. I tavolini, protesi a mordere il passo, affollati. I bers\u00f2 avevano ancora le fiamme intubate nel vetro a riscaldare: il Giordano Bruno statuato le scrutava preoccupato.<\/p>\n<p>E a met\u00e0 piazza, i musici! Uno, due, tre\u2026 quattro. L\u2019unico seduto il fisarmonicista, quello del contrabbasso tiene la testa china e pare un appendiabiti. Poi il chitarrista; quello del sax \u00e8 a capo scoperto. Brazil, un Brazil sontuoso. E Tommaso, che gli ha preso? Una smania. Corre su a prendere il suo sax. Mentre ritorna \u00e8 assalito dal dubbio, e gli viene di nasconderlo. Ma \u00e8 solo un attimo.<\/p>\n<p>Si congiunge a loro che stanno marciando in allegria con i \u201csaints\u201d. Dapprima lo hanno squadrato: un concorrente? Poi, rassegnati, un abbozzo di assenso.<\/p>\n<p>E Tommaso aveva attaccato: all the things you are. Ecco, parte con i suoi ghirigori. Litiga con l\u2019armonia, la rovescia, la dissacra. Goffo, si piega quasi in riverenza. Un gesticolio da clown.<\/p>\n<p>Il fraseggio \u00e8 fluido ma le note dure, piccoli barriti. Picconate che scavano e cosa troveranno? La monnezza, gli avanzi dei banchi o che so, un\u2019anfora\u2026<\/p>\n<p>Ma poi il motivo riemerge con gli avventori compiaciuti di riconoscere il motivo: il refrain ruffiano. Tommaso lo riguadagnava, lo trovava come per caso, il riff. E riprendeva terra e fiato. Il brusio, il vociare adesso li risentiva. Gli applausi\u2026<\/p>\n<p>Ah! Ah! i compagni di ventura insistono per dividere le monete, e lui deve ritrarsi senza offenderli. Senza boria. Finisce con l\u2019accettare il cappello di paglia, da campesino, del bassista.<\/p>\n<p>A Linda: \u201cquando suoniamo\u2026 i nostri suoni diventano noises off,\u201d per farla\u00a0 compartecipe. \u201cRumori fuori scena\u2026\u201d Senza convinzione: per presunzione?<\/p>\n<p>Sabato, domenica. Luned\u00ec mattina la partenza. \u201cLinda?\u201d Linda non c\u2019\u00e8, \u00e8 gi\u00e0 sgusciata via. Una falena evanescente. Tommaso fa su le sue cose. Lo zaino, abbranca il fardello con il sax, chiude la porta. Cazzo le chiavi! Sono rimaste dentro. Le dovevo consegnare sotto, al ristorante. Pazienza, chi se ne frega. E tir\u00f2 via girando verso il Tevere, rinunciando cos\u00ec a salutare la ragazza. Tanto, quando fosse ritornato l\u2019avrebbe trovata sempre l\u00e0 al banco, o nel quadro. Forse.<\/p>\n<p>E a scuola che dire del concerto? Che aveva suonato con dei musici da strada? dei guitti\u2026 Sai come avrebbero riso. Beh, mi inventer\u00f2 qualcosa pens\u00f2, mentre alzava il sax a fermare un tass\u00ec.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<div class=\"pvc_clear\"><\/div>\n<p id=\"pvc_stats_13460\" class=\"pvc_stats all  \" data-element-id=\"13460\" style=\"\"><i class=\"pvc-stats-icon medium\" aria-hidden=\"true\"><svg aria-hidden=\"true\" focusable=\"false\" data-prefix=\"far\" data-icon=\"chart-bar\" role=\"img\" xmlns=\"http:\/\/www.w3.org\/2000\/svg\" viewBox=\"0 0 512 512\" class=\"svg-inline--fa fa-chart-bar fa-w-16 fa-2x\"><path fill=\"currentColor\" d=\"M396.8 352h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V108.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v230.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zm-192 0h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V140.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v198.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zm96 0h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V204.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v134.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zM496 400H48V80c0-8.84-7.16-16-16-16H16C7.16 64 0 71.16 0 80v336c0 17.67 14.33 32 32 32h464c8.84 0 16-7.16 16-16v-16c0-8.84-7.16-16-16-16zm-387.2-48h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8v-70.4c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v70.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8z\" class=\"\"><\/path><\/svg><\/i> <img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"16\" height=\"16\" alt=\"Loading\" src=\"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/301\/wp-content\/plugins\/page-views-count\/ajax-loader-2x.gif\" border=0 \/><\/p>\n<div class=\"pvc_clear\"><\/div>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Tommaso prov\u00f2 a telefonare ma non ricevette alcun segnale. Muto e basta. Subito non si preoccup\u00f2 e si mise a perlustrare l\u2019appartamento. L\u2019accordo con Full, l\u2019impresario, era stato chiaro. \u201cHo combinato per due serate: sabato e domenica. A cachet fisso, indipendentemente dai paganti.\u201d Bene, pens\u00f2 Tommaso. Eh quante volte si finiva a suonare per i [&hellip;]<\/p>\n<div class=\"pvc_clear\"><\/div>\n<p id=\"pvc_stats_13460\" class=\"pvc_stats all  \" data-element-id=\"13460\" style=\"\"><i class=\"pvc-stats-icon medium\" aria-hidden=\"true\"><svg aria-hidden=\"true\" focusable=\"false\" data-prefix=\"far\" data-icon=\"chart-bar\" role=\"img\" xmlns=\"http:\/\/www.w3.org\/2000\/svg\" viewBox=\"0 0 512 512\" class=\"svg-inline--fa fa-chart-bar fa-w-16 fa-2x\"><path fill=\"currentColor\" d=\"M396.8 352h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V108.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v230.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zm-192 0h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V140.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v198.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zm96 0h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V204.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v134.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zM496 400H48V80c0-8.84-7.16-16-16-16H16C7.16 64 0 71.16 0 80v336c0 17.67 14.33 32 32 32h464c8.84 0 16-7.16 16-16v-16c0-8.84-7.16-16-16-16zm-387.2-48h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8v-70.4c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v70.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8z\" class=\"\"><\/path><\/svg><\/i> <img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"16\" height=\"16\" alt=\"Loading\" src=\"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/301\/wp-content\/plugins\/page-views-count\/ajax-loader-2x.gif\" border=0 \/><\/p>\n<div class=\"pvc_clear\"><\/div>\n","protected":false},"author":3449,"featured_media":0,"comment_status":"open","ping_status":"closed","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[84],"tags":[],"class_list":["post-13460","post","type-post","status-publish","format-standard","hentry","category-premio-racconti-nella-rete-2013"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/13460"}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/users\/3449"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcomments&post=13460"}],"version-history":[{"count":5,"href":"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/13460\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":13470,"href":"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/13460\/revisions\/13470"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fmedia&parent=13460"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcategories&post=13460"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Ftags&post=13460"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}