{"id":13424,"date":"2013-04-09T17:00:44","date_gmt":"2013-04-09T16:00:44","guid":{"rendered":"http:\/\/www.raccontinellarete.it\/?p=13424"},"modified":"2013-04-09T17:00:44","modified_gmt":"2013-04-09T16:00:44","slug":"premio-racconti-nella-rete-2013-bastia-di-claudia-fenili-e-graziano-magrini","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/?p=13424","title":{"rendered":"Premio Racconti nella Rete 2013 &#8220;Bastia&#8221; di Claudia Fenili e Graziano Magrini"},"content":{"rendered":"<p align=\"JUSTIFY\">Sabato 17 maggio 2060<\/p>\n<p align=\"JUSTIFY\">La grande vela dorata scomparve, come dissolta nella bruma leggera del mattino. La chiglia inizi\u00f2 a scendere, lentamente, sino a toccare il pelo dell\u2019acqua: la <i>WindShip<\/i> era puntuale ed io ero arrivato a Bastia, dopo 40 anni.<\/p>\n<p align=\"JUSTIFY\">@pad9 comparve improvvisamente e con il suo fare arrogante da essere olografico mi url\u00f2: \u2018sbrigatiiiii! Siamo arrivatiiii!!\u2019. Sobbalzai, mi ripromisi come sempre di riprogrammarlo e mi avviai verso l\u2019uscita.<\/p>\n<p align=\"JUSTIFY\">La porta pressurizzata si apr\u00ec e lasci\u00f2 finalmente entrare l&#8217;aria vera, calda e ricca di salmastro di Bastia ed io la respirai a pieni polmoni, tentando di espellere dal mio corpo tutto l&#8217;ossigeno arricchito inalato durante il viaggio.<\/p>\n<p align=\"JUSTIFY\">Mi accorsi di provare una strana nostalgia. Stavo diventando tale e quale a mio padre, non solo fisicamente, ma anche nei pensieri. Come lui si perdeva nel suo mondo di ricordi perfetti, adesso anch&#8217;io ripensavo alle spiagge, agli ombrelloni e alle ragazze delle estati della mia giovent\u00f9. Certo, era stato il potere evocativo del salmastro a provocarmi la momentanea deriva e la modernit\u00e0 non significava per forza rinunciare alle proprie emozioni, ma dovevo stare pi\u00f9 attento.<\/p>\n<p align=\"JUSTIFY\">Smisi di pensare.<\/p>\n<p align=\"JUSTIFY\">Bastia era l\u00e0 fuori e mi aspettava. Di lei ricordavo i muri neri e i palazzi decadenti, l&#8217;aria insalubre, il traffico, la sporcizia, ma adesso mi sarebbe apparsa davanti una Citt\u00e0 Rinata, una delle 7 esistenti fuori dalla Zona Controllata ed io non ne avevo ancora visitata nessuna.<\/p>\n<p align=\"JUSTIFY\">Uscii all\u2019aperto e attraversai la passerella telescopica che mi divideva dalla banchina, immergendomi nella luce del mattino. Davanti a me si ergevano magnifiche le torri d\u2019ingresso di Bastia, in faccia al porto e al mare. Il sole splendeva portentoso attraverso lo Scudo nuovo della citt\u00e0 ed ogni cristallo delle torri vibrava nel vento emanando bagliori e tintinnii di campanella.<\/p>\n<p align=\"JUSTIFY\">Mi si apr\u00ec il cuore come solo la bellezza riusciva a fare. Dimenticai il motivo del mio viaggio e mi sentii leggero e perfino felice.<\/p>\n<p align=\"JUSTIFY\">Ritirai il bagaglio e presi un Cart che mi condusse verso il punto di smistamento visitatori, di fianco alla \u201cBabel Tower\u201d, la torre di destra. @pad9 consegn\u00f2 il mio Pass bisbigliando qualche cosa al Guardiano e poi svan\u00ec nell\u2019aria.<\/p>\n<p align=\"JUSTIFY\">I visitatori che avevano consegnato il Pass formavano gi\u00e0 una fila ordinata di Cart che si snodava fin dentro la citt\u00e0 passando sotto il grande arco trasparente sospeso tra le torri. Anch&#8217;io mi preparai ad alimentare quella fila.<\/p>\n<p align=\"JUSTIFY\">Ero eccitato e con gli occhi spalancati guardavo in su, mentre il mio Cart mi conduceva, come gli altri, oltre le torri e l&#8217;arco sospeso. Al di l\u00e0 dell&#8217;arco mi apparvero i grandi grattacieli arcuati di Bastia, di acciaio e cristalli azzurri, che prendevano forma direttamente dal mare, come onde giganti.<\/p>\n<p align=\"JUSTIFY\">La lunga fila dei visitatori proseguiva sopra il mare, come appoggiata su un piano invisibile, e si insinuava tra gli edifici. Passai sotto la volta delle grandi onde azzurre dei grattacieli, soggiogato da tanta imponenza e bellezza, mentre sotto di me un&#8217;infinit\u00e0 di capidogli, delfini e piccoli pesci nuotava a differenti profondit\u00e0, incrociando le proprie traiettorie.<\/p>\n<p align=\"JUSTIFY\">Ero talmente rapito dall&#8217;incredibile scenario in cui mi trovavo, che non mi accorsi di essere giunto nel cuore della citt\u00e0 finch\u00e9 lo spazio non si apr\u00ec e apparve davanti a me il Grande Palazzo Veliero, simbolo di Bastia.<\/p>\n<p align=\"JUSTIFY\">Lo avevo gi\u00e0 visto in ologramma molte volte ma non era la stessa cosa.<\/p>\n<p align=\"JUSTIFY\">Ci\u00f2 che mi colp\u00ec di pi\u00f9, non fu la vastit\u00e0 dell&#8217;edificio, ma la perfezione del movimento che lo animava. Le sue vele blu cobalto salivano, si tendevano, scendevano, perdevano forma e si gonfiavano nuovamente. Non era certo il vento a farle muovere. Sembravano piuttosto seguire regole rigorose che, per quanto tentassi, non riuscivo a decifrare.<\/p>\n<p align=\"JUSTIFY\">Improvvisamente la vela pi\u00f9 grande sembr\u00f2 vibrare, rallent\u00f2, poi si ferm\u00f2 del tutto. Cos\u00ec fece una seconda, e una terza vela, finch\u00e9 tutte, inesorabilmente, si arrestarono.<\/p>\n<p align=\"JUSTIFY\">La fascinazione si interruppe. Provai un misto di sorpresa e delusione e dovetti tornare alla realt\u00e0. Mi accorsi allora che il mio Cart aveva abbandonato la fila dei visitatori, si era sollevato dal piano invisibile e stava salendo parallelamente all&#8217;Albero Maestro. Un pensiero torn\u00f2 chiaro nella mia mente: io non ero un semplice turista.<\/p>\n<p align=\"JUSTIFY\">Intanto stavo salendo sempre pi\u00f9 velocemente mentre il buon umore cominciava ad abbandonarmi. Ero ormai molto in alto, ben pi\u00f9 in alto del Palazzo Veliero e di tutti i grattacieli di Bastia e ancora continuavo a salire. La citt\u00e0 sotto di me iniziava a scomparire, mimetizzata. Sembrava adesso una semplice increspatura del mare.<\/p>\n<p align=\"JUSTIFY\">Ma dove ero diretto? L&#8217;attesa cominciava a pesarmi.<\/p>\n<p align=\"JUSTIFY\">La tensione si trasform\u00f2 in presentimento che, ad un tratto, divent\u00f2 nitida certezza di pericolo: lass\u00f9 c&#8217;era lo Scudo, da qualche parte, e presto mi sarei infranto contro di lui e non potevo in alcun modo impedirlo.<\/p>\n<p align=\"JUSTIFY\">Mi assal\u00ec il panico: non potevo morire cos\u00ec! Guardavo il cielo sopraffatto dal terrore mentre tentavo inutilmente di deviare la rotta del Cart. Sentivo l&#8217;aria intorno a me schioccare per l&#8217;elettricit\u00e0 e lo spazio riempirsi di un sibilo sempre pi\u00f9 acuto. Una morsa mi attanagliava i polmoni e non riuscivo quasi a respirare mentre ormai attendevo l&#8217;inevitabile impatto.<\/p>\n<p align=\"JUSTIFY\">Poi, improvvisamente &#8230; il silenzio. I miei polmoni tornarono liberi.<\/p>\n<p align=\"JUSTIFY\">Mi trovai immerso in una nebbia bianca, fluttuante ed iridescente.<\/p>\n<p align=\"JUSTIFY\">Forse fu una reazione nervosa: smisi di provare paura, anzi, cominciai a sentirmi euforico e insensatamente onnipotente. Avevo raggiunto lo Scudo e lo Scudo mi stava lasciando passare. Tra poco sarei approdato al di l\u00e0. Mi ripetevo: \u201dAncora pochi attimi e vedr\u00f2 la verit\u00e0! E finalmente potr\u00f2 capire il senso di tutto questo!\u201d<\/p>\n<p align=\"JUSTIFY\">Nella nebbia mi parve di distinguere un grande albero, sotto il quale, 40 anni prima, avevo nascosto qualche cosa. Ma cosa? Non riuscivo a ricordare. Vidi me, quando ero ancora completamente umano, prima della lunga operazione per gli innesti biotech. Vidi un volto di donna, poi un bambino. Vidi una luce, una grande luce abbagliante e sentii per la prima volta in vita mia di essere profondamente libero.<\/p>\n<p align=\"JUSTIFY\">Poi tutto si dissolse, insieme alla nebbia iridescente.<\/p>\n<p align=\"JUSTIFY\">Il chirurgo si ferm\u00f2: \u201cnon c&#8217;\u00e8 pi\u00f9 niente da fare\u201d &#8211; disse.<\/p>\n<div class=\"pvc_clear\"><\/div>\n<p id=\"pvc_stats_13424\" class=\"pvc_stats all  \" data-element-id=\"13424\" style=\"\"><i class=\"pvc-stats-icon medium\" aria-hidden=\"true\"><svg aria-hidden=\"true\" focusable=\"false\" data-prefix=\"far\" data-icon=\"chart-bar\" role=\"img\" xmlns=\"http:\/\/www.w3.org\/2000\/svg\" viewBox=\"0 0 512 512\" class=\"svg-inline--fa fa-chart-bar fa-w-16 fa-2x\"><path fill=\"currentColor\" d=\"M396.8 352h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V108.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v230.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zm-192 0h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V140.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v198.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zm96 0h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V204.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v134.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zM496 400H48V80c0-8.84-7.16-16-16-16H16C7.16 64 0 71.16 0 80v336c0 17.67 14.33 32 32 32h464c8.84 0 16-7.16 16-16v-16c0-8.84-7.16-16-16-16zm-387.2-48h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8v-70.4c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v70.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8z\" class=\"\"><\/path><\/svg><\/i> <img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"16\" height=\"16\" alt=\"Loading\" src=\"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/301\/wp-content\/plugins\/page-views-count\/ajax-loader-2x.gif\" border=0 \/><\/p>\n<div class=\"pvc_clear\"><\/div>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Sabato 17 maggio 2060 La grande vela dorata scomparve, come dissolta nella bruma leggera del mattino. 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