{"id":13419,"date":"2013-04-09T16:58:13","date_gmt":"2013-04-09T15:58:13","guid":{"rendered":"http:\/\/www.raccontinellarete.it\/?p=13419"},"modified":"2013-04-09T16:58:13","modified_gmt":"2013-04-09T15:58:13","slug":"premio-racconti-nella-rete-2013-hai-mai-visto-un-fiore-nero-di-laura-paggini","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/?p=13419","title":{"rendered":"Premio Racconti nella Rete 2013 &#8220;Hai mai visto un fiore nero?&#8221; di Laura Paggini"},"content":{"rendered":"<p>&#8211; Nonna!\u2026 &#8211;<\/p>\n<p>&#8211; Non \u00e8 niente. Passer\u00e0. &#8211;<\/p>\n<p>Sempre cos\u00ec, ogni giorno. Lo sguardo smarrito, perso in un mondo troppo grande, dove anche il vento \u00e8 nemico\u2026<\/p>\n<p>&#8211; Ah ah! Ha i capelli che non volano! Sembrano di stoppa! &#8211;<\/p>\n<p>Dove anche i fiori sono nemici\u2026<\/p>\n<p>&#8211; Hai mai visto un fiore nero? &#8211;<\/p>\n<p>Un mondo dove il freddo \u00e8 gelo e ogni cappotto \u00e8 fatto di velina.<\/p>\n<p>&#8211; Nonna!\u2026 &#8211;<\/p>\n<p>Le si gett\u00f2 addosso disperato, stringendosi forte al suo corpo spigoloso.<\/p>\n<p>I segni del tempo e delle tante frustate nel carcere di Kufra, scolpivano il viso scarno della donna di una ragnatela di strade a fondo chiuso e soffocavano il suo cuore. Come polvere in una casa abbandonata da secoli, pesante, oscena, le impedivano di guardarsi nello specchio.<\/p>\n<p>&#8211; Passer\u00e0. &#8211; ripet\u00e9 ancora. Perch\u00e9 tutto passa\u2026 e tutto continua.<\/p>\n<p>Era fuggita dal suo paese, la Somalia, dove aveva lasciato tutto, anche il corpo senza vita di sua figlia. Aveva attraversato il deserto e ad ogni passo lo aveva chiuso nell\u2019anima, sempre pi\u00f9, insieme all\u2019arsura che consumava le lacrime.<\/p>\n<p>Aveva vissuto la violenza della guerra e della miseria, l\u2019angoscia e l\u2019indifferenza riservate agli emigranti. E ogni volta si era detta \u201cpasser\u00e0\u201d, andando avanti per dare vita a suo nipote.<\/p>\n<p>Dopo tanto provare, si era fermata in quella citt\u00e0 dove il mare sapeva di festa, con il sole che giocava a dipingervi tante stelle. Si accendevano qua e l\u00e0, al ritmo del suo lieve ondeggiare, come le danze del suo paese.<\/p>\n<p>Faceva caldo e vedendo tante persone distese a cancellare sotto i suoi raggi, il pallore della loro pelle, pens\u00f2 che l\u00ec nessuno avrebbe dato loro la colpa per essere neri.<\/p>\n<p>Ma la sera, seduta su un marciapiede alla luce fioca di un lampione, da una finestra aperta la percosse la voce stridula di una mamma:<\/p>\n<p>&#8211; Smettila! O chiamo l\u2019uomo nero! &#8211; e la sua mano si incendi\u00f2 attorno a quella di Maamri addormentato.<\/p>\n<p>Con pazienza aveva trovato un piccolo lavoro, un piccolo letto e un grande sogno quando suo nipote aveva cominciato a frequentare la scuola.<\/p>\n<p>Ma ogni giorno, al ritorno, i suoi occhi neri come il mare di notte, piangevano un\u2019amarezza sempre pi\u00f9 disarmante.<\/p>\n<p>Aveva cercato di spiegargli ci\u00f2 che non ha spiegazioni. Per convincerlo che esisteva di peggio, gli aveva raccontato della guerra nel loro paese, mentre dentro di s\u00e9 i colori e gli odori della sua terra ancora struggevano il cuore, nonostante tutto.<\/p>\n<p>Passer\u00e0, perch\u00e9 tutto passa; anche il tempo, scandito da quei pianti sempre pi\u00f9 insistenti, si sarebbe presto consumato.<\/p>\n<p>&#8211; Leggi! \u2026 Studia! &#8211; Non riusciva a dire altro.<\/p>\n<p>Non sapeva pi\u00f9 cosa fosse la consolazione e stava perdendo anche il coraggio.<\/p>\n<p>Maamri perse la voglia di andare in strada, la speranza che gli venisse concesso di tirare un calcio al pallone.<\/p>\n<p>Rimaneva ore alla finestra, tra le persiane cadenti, ad aspettare che qualcuno lo chiamasse ma nessuno lo chiam\u00f2.<\/p>\n<p>Scendeva piano le scale nell\u2019ombra della sera, quando tutti i bambini erano rientrati per cena.<\/p>\n<p>Camminava dondolandosi un po\u2019 e la nonna lo scrutava dai vetri appannati dal suo respiro, gli occhi appannati da un dolore sommesso.<\/p>\n<p>Oggi i bambini erano stati pi\u00f9 chiassosi del solito. Erano corsi avanti e indietro da un vicolo vicino, ridendo e urlando.<\/p>\n<p>Maamri aspett\u00f2 che se ne fossero andati, poi, senza dire niente, usc\u00ec per scoprire cosa li avesse eccitati tanto.<\/p>\n<p>Appena voltato l\u2019angolo, procedette a tentoni. Era buio, solo le luci dalle case in lontananza gli dicevano \u201csei vivo\u201d, mentre gli sembrava di precipitare all\u2019inferno.<\/p>\n<p>Nel silenzio pesante che lo intimoriva, sul punto di tornare indietro, lo sorprese un sottile miagolio.<\/p>\n<p>I fari di un\u2019auto, dalla strada vicina, illuminarono per un attimo la sagoma di un gattino rannicchiato in un angolo del marciapiedi.<\/p>\n<p>Gli si avvicin\u00f2 piano, per vederlo meglio. Il gatto non si mosse, ma il terrore che lo faceva tremare paralizz\u00f2 le gambe lunghe e magre del bambino.<\/p>\n<p>Maamri si guard\u00f2 intorno, come a chiedere \u201cPosso?\u201d, agli occhi severi da cui si sentiva continuamente osservato e giudicato.<\/p>\n<p>Il micino miagolando gli dette coraggio e lui lo carezz\u00f2 con le dita leggere come petali.<\/p>\n<p>Se lo prese in braccio e lo port\u00f2 con s\u00e9, di corsa, per la paura che qualcuno glielo potesse togliere.<\/p>\n<p>&#8211; Nonna! Un gattino! &#8211; esclam\u00f2 esultante, &#8211; E\u2019 mio! &#8211;<\/p>\n<p>&#8211; \u2026 E\u2019 cieco. &#8211; sussurr\u00f2 la nonna, voltandosi appena.<\/p>\n<p>Maamri lo scost\u00f2 un attimo per guardarlo meglio.<\/p>\n<p>Aveva gli occhi coperti di cera; gli sembrarono del colore del cielo la mattina d\u2019estate, quando \u00e8 tenero e spumoso come il latte. E una pacata dolcezza gli si infil\u00f2 nel cuore.<\/p>\n<p>Sent\u00ec il vento leggero giocare fra i suoi capelli ricciuti e la brezza abbracciarli come fossero fili d\u2019erba.<\/p>\n<p>&#8211; Fa freddo stasera &#8211; fece la nonna tra s\u00e9, mentre chiudeva la finestra.<\/p>\n<p>&#8211; Lo posso portare a letto con me? \u2026 Lo chiamer\u00f2 Cielo! &#8211;<\/p>\n<p>La mancata risposta fu per lui pi\u00f9 esauriente di un sonoro s\u00ec.<\/p>\n<p>La donna faceva poco uso di parole; nella sua vita non si era mai potuta permettere il futile. Uno sguardo \u00e8 quanto basta per chi sa parlarsi con l\u2019anima.<\/p>\n<p>Cielo e Maamri dormirono insieme, abbracciati, scambiandosi il battito dei loro piccoli cuori rinnegati.<\/p>\n<p>Dal giorno dopo, il bimbo rientr\u00f2 a casa sempre pi\u00f9 felice. Giocava con Cielo, rideva con Cielo e la nonna ringrazi\u00f2 il suo buon Dio, per l\u2019amore che era entrato nella loro vita.<\/p>\n<p>Le risa del nipote fermarono i bimbi per strada, che guardarono quella finestra aperta perplessi, incuriositi.<\/p>\n<p>La noia dei soliti calci al pallone si fece sempre pi\u00f9 insopportabile di fronte a tanta gioia e la curiosit\u00e0 divent\u00f2 presto smarrimento, rimpianto \u2026 rimorso.<\/p>\n<p>Mentre il micino si crogiolava al tocco lieve dei petali del suo fiore nero, qualcuno dalla strada arross\u00ec.<\/p>\n<p>&#8211; Lass\u00f9\u2026 c\u2019\u00e8 il cielo! &#8211;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<div class=\"pvc_clear\"><\/div>\n<p id=\"pvc_stats_13419\" class=\"pvc_stats all  \" data-element-id=\"13419\" style=\"\"><i class=\"pvc-stats-icon medium\" aria-hidden=\"true\"><svg aria-hidden=\"true\" focusable=\"false\" data-prefix=\"far\" data-icon=\"chart-bar\" role=\"img\" xmlns=\"http:\/\/www.w3.org\/2000\/svg\" viewBox=\"0 0 512 512\" class=\"svg-inline--fa fa-chart-bar fa-w-16 fa-2x\"><path fill=\"currentColor\" d=\"M396.8 352h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V108.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v230.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zm-192 0h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V140.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v198.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zm96 0h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V204.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v134.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zM496 400H48V80c0-8.84-7.16-16-16-16H16C7.16 64 0 71.16 0 80v336c0 17.67 14.33 32 32 32h464c8.84 0 16-7.16 16-16v-16c0-8.84-7.16-16-16-16zm-387.2-48h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8v-70.4c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v70.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8z\" class=\"\"><\/path><\/svg><\/i> <img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"16\" height=\"16\" alt=\"Loading\" src=\"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/301\/wp-content\/plugins\/page-views-count\/ajax-loader-2x.gif\" border=0 \/><\/p>\n<div class=\"pvc_clear\"><\/div>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>&#8211; Nonna!\u2026 &#8211; &#8211; Non \u00e8 niente. 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