{"id":13416,"date":"2013-04-09T16:56:40","date_gmt":"2013-04-09T15:56:40","guid":{"rendered":"http:\/\/www.raccontinellarete.it\/?p=13416"},"modified":"2013-04-09T16:56:40","modified_gmt":"2013-04-09T15:56:40","slug":"premio-racconti-nella-rete-2013-in-volo-di-laura-paggini","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/?p=13416","title":{"rendered":"Premio Racconti nella Rete 2013 &#8220;In volo&#8221; di Laura Paggini"},"content":{"rendered":"<p>Era seduto in un campo di girasoli, nell\u2019aria frizzante di un mattino sereno di fine estate.<\/p>\n<p>Guardava il cielo e si chiedeva se fosse lontano o cominciasse dove finiva il suo corpo.<\/p>\n<p>Un colpo di fucile lo fece sobbalzare.<\/p>\n<p>Da un capanno vicino si sparava alle tortore che facevano ritorno alla loro terra, l\u2019Africa.<\/p>\n<p>Forse era un giovane figlio che era caduto\u2026 \u00a0lo graffiarono gli occhi imploranti, terrorizzati di suo fratello. Emigrante come gli uccelli, quel piccolo non ce l\u2019aveva fatta.<\/p>\n<p>Giorni e notti a galleggiare su un mare di colpo sconosciuto, infido, in un travaglio senza fine. L\u2019approdo come un parto, ma alcuni non seppero nascere.<\/p>\n<p>Per lui era stato diverso, anche se aveva perso per sempre il suo villaggio ed era divenuto un nomade dell\u2019accoglienza.<\/p>\n<p>Finch\u00e9 era arrivato dove era, un paesino dagli occhi bassi, con poche braccia esili cui aveva offerto subito le sue, giovani e vogliose.<\/p>\n<p>Il bisogno accumuna e nessuno si chiese chi lui fosse, aveva la forza e questo bastava.<\/p>\n<p>Lavor\u00f2 nei campi, separando la terra con solchi perfetti, profondi, sentendosi lui qua e loro l\u00e0, finch\u00e9 una pioggia torrenziale li inond\u00f2 e divennero marinai dello stesso fiume.<\/p>\n<p>Impar\u00f2 a usare cemento e mattoni e si costru\u00ec un riparo dagli occhi indiscreti, ma lasci\u00f2 aperta la porta perch\u00e9 non gli venisse meno l\u2019aria.<\/p>\n<p>E in un alito, una mattina d\u2019inverno, si affacci\u00f2 lei a chiedergli aiuto per il padre ammalato.<\/p>\n<p>Non cap\u00ec, ma fidandosi del suo sguardo smarrito, la segu\u00ec fino a una stanza cupa e afflitta.<\/p>\n<p>Dal letto la voce affannata di un uomo gli chiese di avvicinarsi. Era Umberto, condannato da un \u201cbrutto male\u201d; lo aveva sentito dire in paese.<\/p>\n<p>La figlia, da un angolo buio, lo raggiunse con le sue parole logorate dal dolore e dalla stanchezza.<\/p>\n<p>&#8211; Aiutalo tu. Con la medicina del tuo paese. &#8211;<\/p>\n<p>Yonis trasal\u00ec. Non era una ferita ci\u00f2 che aveva offeso quell\u2019uomo; dall\u2019alto qualcuno si stava divertendo a rubargli il respiro. Ma sent\u00ec che non poteva sottrarsi a quella richiesta accorata. Sapeva bene quanto fosse crudele la disperazione lasciata senza risposta.<\/p>\n<p>Una palla lanciata dall\u2019alto di un albero deve cadere a terra, far sentire la sua voce rimbalzando, perch\u00e9 tutti si voltino e qualcuno non possa fare a meno di tendere le mani e farla sua. Se rimane sospesa, \u00e8 vittima dell\u2019assenza e la gravit\u00e0 del suo dolore si perde nel vuoto.<\/p>\n<p>Yonis si sedette accanto a quell\u2019uomo e lo guard\u00f2 negli occhi, ricambiato.<\/p>\n<p>Ogni giorno, dopo il lavoro, il giovane and\u00f2 in quella casa fredda e spoglia. Sempre pi\u00f9 impar\u00f2 a donare le sue parole e il padre a riceverle, come fossero l\u2019aria che il suo corpo non riusciva pi\u00f9 a catturare.<\/p>\n<p>Ogni giorno si allungava il tempo che i due uomini vivevano insieme.<\/p>\n<p>All\u2019ora di cena Pina preparava anche per lui e, mentre mangiavano in silenzio, si sentiva sempre meno stanca.<\/p>\n<p>Trascorsero pochi mesi e il tepore della primavera si port\u00f2 via suo padre in un sorriso.<\/p>\n<p>In quei giorni, l\u2019uomo aveva conosciuto bene l\u2019animo di Yonis e tanto gli importava.<\/p>\n<p>Quando non ebbe pi\u00f9 bisogno di chiedersi che fine avrebbe fatto sua figlia, si lasci\u00f2 andare, vibrando nel cielo insieme alle tortore che stavano arrivando a partorire nuova vita.<\/p>\n<p>Yonis pianse per lui, che non era rabbrividito davanti al colore della sua pelle, nera quanto quella stanza; che non aveva fatto scempio dei suoi sogni; che si era stretto alla sua mano come una presa alla spina, accendendo finalmente una luce nell\u2019incurante indifferenza del mondo.<\/p>\n<p>In lui aveva riconosciuto un padre \u2026 in lui Umberto aveva abbracciato il figlio e perpetrato il proprio amore per la sua giovane donna.<\/p>\n<p>Pina torn\u00f2 dal piccolo cimitero, freddo anche d\u2019estate e trov\u00f2 ad accoglierla lo scialle largo e caldo delle braccia di Yonis.<\/p>\n<p>Vivevano insieme, nel sibilo delle chiacchiere altrui che faceva da sottofondo alle loro poche passeggiate nella piccola piazza.<\/p>\n<p>Entrarono in chiesa e la fiammella di una candela volteggi\u00f2, pennellando di luce bruna i vecchi mattoni intorno; poi si ricompose e discreta, li ascolt\u00f2 parlare con il parroco.<\/p>\n<p>Di l\u00ec a poco sarebbe nato il loro piccolo Al Fari e desideravano che una mano grande e forte lo potesse sorreggere per sempre, oltre le loro vite.<\/p>\n<p>\u2026 Yonis guardava il cielo, come faceva ogni domenica, prima che sua moglie e suo figlio si svegliassero.<\/p>\n<p>Seguiva le nubi che il vento avvicinava in un bacio al volto di suo fratello, addormentato tra le braccia di Umberto.<\/p>\n<p>Le sue mani incontravano la terra color latte che nutriva i girasoli. Era la pelle di suo figlio, che si era stemperata, che per Pina si era accesa dei suoni e delle danze di terre lontane.<\/p>\n<p>In alto volavano le tortore africane, con il coraggio di chi sa di essere nel giusto.<\/p>\n<p>Volavano nel cielo, sopra la mappa fisica del mondo, sopra l\u2019unica diversit\u00e0 che da lass\u00f9 abbia un senso, quella dei boschi, dei monti e dei mari.<\/p>\n<p>Un colpo di fucile si schiant\u00f2 per un attimo nell\u2019aria. Il cielo lo cancell\u00f2 in un piccolo sbuffo.<\/p>\n<p>Gli uccelli erano ancora in volo.<\/p>\n<div class=\"pvc_clear\"><\/div>\n<p id=\"pvc_stats_13416\" class=\"pvc_stats all  \" data-element-id=\"13416\" style=\"\"><i class=\"pvc-stats-icon medium\" aria-hidden=\"true\"><svg aria-hidden=\"true\" focusable=\"false\" data-prefix=\"far\" data-icon=\"chart-bar\" role=\"img\" xmlns=\"http:\/\/www.w3.org\/2000\/svg\" viewBox=\"0 0 512 512\" class=\"svg-inline--fa fa-chart-bar fa-w-16 fa-2x\"><path fill=\"currentColor\" d=\"M396.8 352h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V108.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v230.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zm-192 0h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V140.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v198.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zm96 0h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V204.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v134.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zM496 400H48V80c0-8.84-7.16-16-16-16H16C7.16 64 0 71.16 0 80v336c0 17.67 14.33 32 32 32h464c8.84 0 16-7.16 16-16v-16c0-8.84-7.16-16-16-16zm-387.2-48h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8v-70.4c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v70.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8z\" class=\"\"><\/path><\/svg><\/i> <img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"16\" height=\"16\" alt=\"Loading\" src=\"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/301\/wp-content\/plugins\/page-views-count\/ajax-loader-2x.gif\" border=0 \/><\/p>\n<div class=\"pvc_clear\"><\/div>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Era seduto in un campo di girasoli, nell\u2019aria frizzante di un mattino sereno di fine estate. 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