{"id":13413,"date":"2013-04-06T18:48:35","date_gmt":"2013-04-06T17:48:35","guid":{"rendered":"http:\/\/www.raccontinellarete.it\/?p=13413"},"modified":"2013-04-06T18:48:35","modified_gmt":"2013-04-06T17:48:35","slug":"premio-racconti-nella-rete-2013-asimmetrie-di-stefano-finzi-vita","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/?p=13413","title":{"rendered":"Premio Racconti nella Rete 2013 &#8220;Asimmetrie&#8221; di Stefano Finzi Vita"},"content":{"rendered":"<p>Fosca nutriva uno smisurato amore per il prossimo. Paolo nutriva uno smisurato amore per Fosca. Cos\u00ec entrambi non trovavano pace, anche perch\u00e9 per la pace occorre misura.<\/p>\n<p>Lei si avviava verso il traguardo dei venticinque anni senza aver mai avuto un fidanzato, e a chi glielo faceva notare rispondeva che non aveva tempo per cercare l\u2019amore per s\u00e9, quando c\u2019era cos\u00ec tanto amore da dare a chi ne aveva davvero bisogno. Arriver\u00e0 anche per me, diceva, quando il destino lo vorr\u00e0.<\/p>\n<p>In realt\u00e0 Fosca non si piaceva. Tanto per cominciare non le piaceva il suo nome, eredit\u00e0 della nonna materna che non aveva fatto in tempo a conoscere, ma il cui sguardo severo nell\u2019album di famiglia l\u2019aveva inquietata sin da piccola. Un nome che ispirava notturne visioni e pensieri tristi, mentre lei aveva un carattere solare fatto per trasmettere gioia. Poi non amava il suo viso, fornito di un naso importante, dono paterno stavolta, e di un buffo neo marrone proprio sotto l\u2019occhio destro. Per non parlare del suo corpo: la natura le aveva fornito un petto generoso, ma vistosamente asimmetrico. Mentre il seno sinistro si ergeva sodo e rotondo, il destro, di una taglia pi\u00f9 grande, subiva l\u2019affronto della forza di gravit\u00e0 pendendo alcuni centimetri pi\u00f9 in basso. Per colmo di sventura una accentuata scoliosi sofferta in giovent\u00f9 le aveva lasciato un fianco pi\u00f9 basso dell\u2019altro. Quando si guardava nuda nello specchio, le veniva da pensare che nessun uomo avrebbe potuto amare quel corpo che sembrava uscito dal disegno di un\u2019artista cubista, e per evitare sofferenze aveva trovato altri sbocchi ai suoi sentimenti.<\/p>\n<p>Che poi, al di l\u00e0 di questi ultimi difetti che del resto un buon reggiseno e una soletta nella scarpa riuscivano perfettamente a celare, Fosca era nell\u2019insieme una bella ragazza, lunghi capelli castani e sguardo intenso, una sensualit\u00e0 naturale e un\u2019allegria contagiosa. Tutte cose che facevano letteralmente impazzire d\u2019amore il povero Paolo. Loro due vivevano nello stesso condominio sin da bambini, e si pu\u00f2 dire che fossero cresciuti insieme. Lui era appena pi\u00f9 grande, ma per diverso tempo avevano fatto parte della stessa combriccola che condivideva i giochi nel cortile. Poi per alcuni anni si erano ignorati, ed era stato solo verso i diciassette che Paolo si era improvvisamente accorto da un giorno all\u2019altro dei rotondi mutamenti intervenuti nel fisico della vicina, cos\u00ec che il suo interesse per lei si era di colpo riacceso. Ma lei aveva ormai intrapreso la strada dell\u2019impegno, in parrocchia prima, nel sociale poi, e respingeva sempre i frequenti inviti che Paolo le faceva perch\u00e9 si unisse alla sua comitiva. Mai con l\u2019aria \u2018di chi pensa di averla solo lei\u2019, come invece insinuavano i suoi amici: ringraziava ogni volta, adducendo un motivo importante che le rendeva impossibile accettare, lasciando in Paolo l\u2019illusione che la volta successiva sarebbe potuta andare meglio. Poich\u00e9 per\u00f2 il momento giusto non arrivava mai, lui aveva finito per rivolgersi altrove per dare sfogo alla propria naturale carica ormonale. Ed essendo un bel ragazzo (il suo leggero strabismo di Venere ne aumentava semmai il fascino), non aveva mai avuto problemi. Solo che in fondo al cuore lui desiderava solo Fosca, e tutte le altre gli parevano scialbe e noiose. Cos\u00ec le sue storie non erano mai durate a lungo, e ogni volta che si ritrovava libero lui tornava alla carica, senza per\u00f2 ottenere pi\u00f9 di un sorriso o una chiacchierata cordiale quando si incontravano.<\/p>\n<p>Intanto era stato assunto alle Poste. Fosca invece, rimasta sola in casa dopo che la madre era tornata al paese, continuava con successo i suoi studi, dedicando tutto il tempo libero a decine di iniziative umanitarie.<\/p>\n<p>Fu per questo che a un certo punto lui si convinse che solo aderendo a quelle iniziative avrebbe guadagnato punti nel suo cuore. Si presentava ogni volta nelle piazze in cui Fosca stazionava dietro ai banchetti, pronto a sottoscrivere petizioni o ad acquistare prodotti di beneficenza. Lei certamente apprezzava, e ricambiava con larghi sorrisi di riconoscenza che a lui scioglievano il cuore. Ma ottenere l\u2019adesione di un amico era una ben piccola vittoria, qualcosa di scontato, e lei sembrava molto pi\u00f9 felice quando riusciva a convincere una qualunque casalinga di passaggio. Nella dispensa di Paolo fecero la comparsa le arance della salute, poi le mele del Trentino e l\u2019uovo di Pasqua della ricerca. Nel frattempo il suo davanzale and\u00f2 coprendosi di azalee, gardenie e bonsai, mentre la sua casa si riempiva di inutili coccetti e soprammobili, tutte cose acquistate da Fosca in cambio di un semplice sorriso, senza che il loro rapporto facesse alcun passo avanti. Mangiate le arance e le mele, e poi l\u2019uovo di Pasqua (la cui sorpresa, ironia della sorte, si rivel\u00f2 un cuoricino d\u2019argento), morte le azalee e le gardenie per la sua negazione nel giardinaggio, alla fine di quel periodo gli rest\u00f2 solo il bonsai. Quella piantina gli sembr\u00f2 emblematica della sua condizione, come lui destinata a vivere al di sotto delle sue potenzialit\u00e0 di sviluppo e di amore, col cuore costretto dentro un\u2019elica di fil di ferro, cos\u00ec immutabile nel tempo da sembrare finta. Fissando quel bonsai cap\u00ec il suo grande errore: aderendo alle sue campagne compiaceva Fosca, ma non appariva ai suoi occhi migliore di chiunque altro facesse lo stesso. Doveva piuttosto offrirsi di condividere le sue iniziative, partecipando in pieno alla loro organizzazione e riuscita. Sarebbero stati insieme per molto pi\u00f9 tempo, e prima o poi lei si sarebbe dovuta arrendere al suo amore.<\/p>\n<p>La cerc\u00f2 e le disse di aver capito quanto la propria vita fosse priva di senso. Sapendo in quante iniziative lei fosse coinvolta la preg\u00f2 di aiutarlo a impegnarsi in qualche buon progetto. Lei parve contenta (\u2018c\u2019\u00e8 sempre bisogno di chi d\u00e0 una mano\u2019), e gli propose di farsi trovare davanti al portone quel sabato alle 7.30: l\u2019avrebbe portato con s\u00e9 a tutti gli appuntamenti che aveva nella giornata, in modo che lui potesse farsi un\u2019idea.<\/p>\n<p>Paolo si prese un giorno di ferie e arriv\u00f2 puntuale, carico a mille. Lo faceva sentire bene anche sapere che con lei avrebbe agito da uomo migliore. Fosca lo salut\u00f2 con un bacio sulla guancia che a lui fece piegare le ginocchia, e partirono insieme per le grandi imprese che li attendevano.<\/p>\n<p>Alle otto in punto erano davanti alla scuola elementare del quartiere, armati di pettorina e paletta, a fermare il traffico per far attraversare i bambini che arrivavano alla spicciolata. Una moto rischi\u00f2 di investirlo, ma non se la cav\u00f2 male. Alle nove erano gi\u00e0 dietro a un banchetto sotto i portici per far firmare la petizione per la chiusura della discarica che stava avvelenando la falda acquifera. Ogni tanto qualcuno lo mandava a quel paese, ma dopo un po\u2019 non ci fece pi\u00f9 caso. Alle 11.30 corsero a prendere la metro, diretti alla mensa della Caritas. L\u00ec Paolo dette il meglio di s\u00e9 sbucciando patate. Quando per\u00f2 si trov\u00f2 davanti la lunga fila di poveri diavoli in attesa del pasto quotidiano fu preso da una sincera stretta allo stomaco. Non aveva mai pensato a quanta gente avesse ancora il cibo come problema quotidiano. E non erano solo barboni o immigrati, ma intere famiglie con bambini, uomini pieni di dignit\u00e0 che probabilmente un lavoro ancora ce l\u2019avevano, o l\u2019avevano appena perso. E il sorriso di gratitudine che riceveva in cambio di ogni piatto gli sembr\u00f2 un prezzo pi\u00f9 che equo per il proprio impegno. Lo aiutava avere Fosca al suo fianco, con la sua straripante umanit\u00e0 e allegria, osservarne i piccoli gesti, come quando si fermava i capelli dietro le orecchie, o si grattava il naso col gomito per un improvviso prurito. Alle tre, dopo aver sparecchiato e aiutato a lavare i piatti, si trasferirono all\u2019ospedale cittadino. Fosca aveva una lista di malati da andare a trovare. Alcuni erano anziani senza parenti: dedicargli un po\u2019 di tempo e di attenzione era sufficiente ad alleviarne le sofferenze e il senso di solitudine. Pi\u00f9 difficile fu per Paolo cavarsela con i malati terminali del reparto di oncologia, tra i quali alcuni bambini. Gente che non sarebbe probabilmente mai pi\u00f9 uscita di l\u00ec, se non per morire nel proprio letto. Forse lo sapevano anche loro, ma il bello \u00e8 che nessuno sembrava volerne parlare. Piuttosto che il trito proverbio \u2018finch\u00e9 c\u2019\u00e8 vita c\u2019\u00e8 speranza\u2019, per loro valeva il pi\u00f9 banale \u2018finch\u00e9 c\u2019\u00e8 vita c\u2019\u00e8 vita\u2019, la voglia di assaggiare ancora qualche buon boccone di quel che l\u2019esistenza poteva offrirgli. Dopo un po\u2019 Paolo riusc\u00ec a perdere l\u2019espressione contrita e melensa con cui era entrato, finendo per parlare di calcio con un ragazzo, per discutere di politica con un\u2019anziana sindacalista, e per raccontare barzellette a un bambino. Ogni tanto gli capitava di cogliere lo sguardo di Fosca su di s\u00e9, e questo lo faceva avvampare. Ma non era giunto ancora il momento di fermarsi. Alle cinque e trenta fecero un salto al centro anziani per una riunione organizzativa sulla festa del giorno dopo, per poi arrivare alle sette alla sede del comitato di volontari di cui lei era vicepresidente. L\u00ec si divisero in squadre: a quella di Fosca e Paolo tocc\u00f2 la zona nord. Saliti su di un pulmino, fecero prima il giro dei barboni, di ognuno dei quali conoscevano nome, storia e \u2018indirizzo\u2019 (in genere un ponte o un sottopasso). Portavano qualcosa di caldo da mangiare, coperte, vestiti, e prendevano richieste per la volta successiva. Alla fine puntarono invece verso la periferia, e imboccata la tangenziale presero a fermarsi presso i capannelli di prostitute che proprio allora iniziavano a lavorare. Vinta l\u2019iniziale diffidenza grazie anche alla presenza di Fosca, dopo un po\u2019 molte accettavano di parlare. Loro gli ricordavano l\u2019importanza di usare sempre i profilattici, offrivano consulenze sanitarie e legali, cercando di risolvere anche solo i piccoli problemi. Una aveva il bambino che non sapeva dove lasciare quando lavorava, un\u2019altra il bisogno urgente di uno specialista per guarire da un eritema. A tutte fornivano consigli e indirizzi di associazioni disposte ad aiutarle senza contropartite. Per Paolo parlare in mezzo alla strada con ragazze mezze nude di tutte le razze fu un ulteriore shock, ma quello che lo colp\u00ec pi\u00f9 di tutto fu il non cogliere nei discorsi di Fosca e dei suoi amici nessun accenno di moralismo, ma solo un essenziale senso pratico. Se la cav\u00f2 anche stavolta e per riconoscenza una procace nigeriana arriv\u00f2 a promettergli uno sconto sulle tariffe se fosse tornato a trovarla da solo. Concluso il giro, verso le dieci, il pulmino li scaric\u00f2 sotto casa. Nel salutarlo davanti al portone Fosca gli disse:<\/p>\n<p>\u201cMi hai davvero sorpreso, sai. Non pensavo che saresti stato cos\u00ec bravo. Grazie per l\u2019aiuto, e spero ti sia servito a capire cosa vuoi fare della tua vita.\u201d<\/p>\n<p>I complimenti lo riempirono di soddisfazione ma anche d\u2019ardimento:<\/p>\n<p>\u201cVuoi salire da me per bere qualcosa? Solo per chiudere bene questa lunga giornata.\u201d<\/p>\n<p>\u201cTi ringrazio, sono stanca morta. Faccio una doccia e vado a letto. Non ceno nemmeno.\u201d<\/p>\n<p>Lo abbracci\u00f2 con un certo slancio e gli stamp\u00f2 un altro bacio sulla guancia, pi\u00f9 intenso di quello del mattino, ma molto diverso da quello che Paolo avrebbe voluto. Si separarono lungo le scale, ma non poteva andare a dormire cos\u00ec, senza sapere se davvero lei non provava nulla per lui. Cos\u00ec una volta a casa prepar\u00f2 degli spaghetti aglio e olio, prese una bottiglia di vino e riscese da Fosca. Lei gli apr\u00ec sorpresa, scalza, avvolta in un accappatoio, con i capelli ancora bagnati.<\/p>\n<p>\u201cStavo andando a dormire, non possiamo vederci domani?\u201d<\/p>\n<p>\u201cNon volevo che restassi digiuna, e ti ho portato qualcosa. Dai, solo mezzora e ti lascio in pace.\u201d<\/p>\n<p>Lei si arrese con un sorriso spalancando la porta, e Paolo entrando fu avvolto dal profumo inebriante del suo bagnoschiuma.<\/p>\n<p>\u201cAllestisci pure in salotto. Prendi bicchieri e posate in cucina, finisco solo di asciugarmi i capelli.\u201d<\/p>\n<p>Si rinchiuse in bagno e acceso il phon si guard\u00f2 nello specchio. Era nervosa. Il suo naso le sembrava pi\u00f9 ingombrante del solito, il neo pi\u00f9 marrone. Per la prima volta si trovava sola in casa con un uomo, per di pi\u00f9 senza indossare reggiseno e soletta. Poteva rivestirsi, ma sarebbe parso strano. Concluse che un piatto di spaghetti non poteva farle male, visto che aveva pure una gran fame.<\/p>\n<p>Fin\u00ec di pettinarsi e usc\u00ec dal bagno. La tavola era apparecchiata, ma Paolo si era addormentato sul divano. Si sedette di fronte a lui senza sapere che fare. Ma in quel momento fu come se un velo si squarciasse improvvisamente nella sua mente, riportando alla luce una serie di ricordi e immagini dal passato. Riconobbe in lui il bambino che in cortile le tirava per dispetto i capelli, ma poi le regalava la sua merendina. Rivide il ragazzo timido che fingeva ogni volta di incontrarla per caso, mentre lei sapeva che l\u2019aspettava nascosto nel portone. Ripens\u00f2 alle decine di volte in cui l\u2019aveva invitata con aria supplichevole ad uscire con lui. Lo rivide impettito davanti ai banchetti, ansioso di comprare qualcosa che spesso scordava di portarsi via, o a firmare petizioni gi\u00e0 firmate pi\u00f9 volte. Ripens\u00f2 infine a quella lunga giornata insieme: all\u2019eccesso di zelo che lui metteva in ogni suo gesto per ottenere la sua approvazione, ma anche alla sincera partecipazione che alla fine mostrava con le persone incontrate, al suo non risparmiarsi finch\u00e9 il risultato non era stato raggiunto. Ora era l\u00ec davanti a lei, addormentato e indifeso come un bambino. E per la prima volta lei lo vide sotto una luce diversa, come qualcuno che aveva un disperato bisogno di amore, del suo amore. Quell\u2019amore che aveva sempre distribuito a piene mani a tanti, ma mai a lui. E le venne una gran voglia di saziare quella fame, insieme a quella che ora sentiva crescere anche dentro di s\u00e9, e non c\u2019entravano pi\u00f9 gli spaghetti. Si chin\u00f2 su di lui e appoggi\u00f2 le labbra sulle sue, quel tanto che bast\u00f2 per risvegliarlo. Salt\u00f2 su a sedere, sorpreso e confuso:<\/p>\n<p>\u201cScusami, mi sono addormentato. Ma tu&#8230; mi stavi&#8230; baciando?\u201d<\/p>\n<p>Lei si rialz\u00f2, fece un passo indietro e disse:<\/p>\n<p>\u201cPaolo, io credo di poterti&#8230; di volerti amare. Ma non so se tu vorrai ancora amare me&#8230;\u201d<\/p>\n<p>Cos\u00ec dicendo chiuse gli occhi e spalanc\u00f2 l\u2019accappatoio, pronta ad ogni pi\u00f9 infausta conseguenza. Dopo alcuni istanti che a lei parvero interminabili sent\u00ec una mano di Paolo su di un seno e le sue labbra sull\u2019altro, e non fu in grado di capire quale dei due gesti le stesse dando pi\u00f9 piacere. Apr\u00ec gli occhi riconoscentee si gett\u00f2 tra le sue braccia, sapendo a quale nuova missione avrebbe dedicato le sue migliori energie nei giorni seguenti.<\/p>\n<p>Oggi Fosca ama smisuratamente Paolo, e Paolo continua ad amare smisuratamente Fosca. Quindi non hanno ancora trovato la pace, perch\u00e9 la pace chiede misura, ma godono di questa loro conquistata simmetria.<\/p>\n<div class=\"pvc_clear\"><\/div>\n<p id=\"pvc_stats_13413\" class=\"pvc_stats all  \" data-element-id=\"13413\" style=\"\"><i class=\"pvc-stats-icon medium\" aria-hidden=\"true\"><svg aria-hidden=\"true\" focusable=\"false\" data-prefix=\"far\" data-icon=\"chart-bar\" role=\"img\" xmlns=\"http:\/\/www.w3.org\/2000\/svg\" viewBox=\"0 0 512 512\" class=\"svg-inline--fa fa-chart-bar fa-w-16 fa-2x\"><path fill=\"currentColor\" d=\"M396.8 352h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V108.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v230.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zm-192 0h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V140.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v198.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zm96 0h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V204.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v134.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zM496 400H48V80c0-8.84-7.16-16-16-16H16C7.16 64 0 71.16 0 80v336c0 17.67 14.33 32 32 32h464c8.84 0 16-7.16 16-16v-16c0-8.84-7.16-16-16-16zm-387.2-48h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8v-70.4c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v70.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8z\" class=\"\"><\/path><\/svg><\/i> <img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"16\" height=\"16\" alt=\"Loading\" src=\"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/301\/wp-content\/plugins\/page-views-count\/ajax-loader-2x.gif\" border=0 \/><\/p>\n<div class=\"pvc_clear\"><\/div>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Fosca nutriva uno smisurato amore per il prossimo. 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