{"id":13374,"date":"2013-04-03T18:44:05","date_gmt":"2013-04-03T17:44:05","guid":{"rendered":"http:\/\/www.raccontinellarete.it\/?p=13374"},"modified":"2013-04-03T18:44:05","modified_gmt":"2013-04-03T17:44:05","slug":"premio-racconti-nella-rete-2013-la-sfida-di-tommaso-meozzi","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/?p=13374","title":{"rendered":"Premio Racconti nella Rete 2013 &#8220;La sfida&#8221; di Tommaso Meozzi"},"content":{"rendered":"<p>Piove. Ha iniziato quaranta minuti fa, mentre stavo preparando la borsa. La giornata \u00e8 stata come sempre impegnativa per cui, in mezzo al torpore delle energie che si allentano, e ai pensieri che prendono il loro corso, come se volessero vivere da soli un&#8217;altra giornata, ho sentito appena il fruscio della pioggia sull&#8217;asfalto, sui vetri della camera.<\/p>\n<p>Ho messo tutto: accappatoio, shampoo, pantaloni corti, maglietta. Poi ho tirato fuori la racchetta dall&#8217;armadio. Al centro della stanza, ho lasciato andare un dritto, un altro, poi un rovescio, mentre il gatto mi guardava spostando gli occhioni a specchio, senza perdersi nessuna mia mossa.<\/p>\n<p>Oggi vincer\u00f2. Con la borsa in una mano e l&#8217;ombrello rosso stretto nell&#8217;altra sono uscito in strada.<\/p>\n<p>La citt\u00e0 \u00e8 come un&#8217;apparizione, calata tutta insieme sull&#8217;asfalto si bea della pioggia senza emettere un grido.<\/p>\n<p>Oggi giocher\u00f2 contro Lorenzo. Non voglio sbagliare. So che lui \u00e8 un tennista impulsivo, se riesco ad essere aggressivo nei primi colpi andr\u00e0 nel pallone, non regger\u00e0 psicologicamente. Sono abbastanza certo che anche lui vuole vincere, anche se per carattere non lo ammette facilmente.<\/p>\n<p>Ci lega un&#8217;amicizia profonda. Io l&#8217;ho visto diventare avvocato, me lo ricordo, un ragazzo timido, meticoloso fino quasi alla nevrosi, che si chiude in casa e studia sei mesi per l&#8217;esame di stato. Poi i primi clienti, scelti tra gli amici. Io, perso tra le mie velleit\u00e0 letterarie e tra confusi sogni di riscatto, che gli chiedo cos&#8217;\u00e8 una &#8220;pratica&#8221;, o un &#8220;parere&#8221;, e che mi sfogo con lui perch\u00e9 una classe di politici \u00e8 in grado di prolungare all&#8217;infinito i processi fino all&#8217;assoluzione. Poi le cose hanno iniziato a mettersi bene anche per me. Ora vengo pagato per continuare a studiare.<\/p>\n<p>Ma ci sono cose che le parole non possono dire. Una nostra partita a tennis invece s\u00ec, pu\u00f2 dirle.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Lorenzo non \u00e8 negli spogliatoi. Mancano dieci minuti all&#8217;inizio della partita e lui ancora non c&#8217;\u00e8. Abita a pochi quartieri di distanza ma forse la pioggia lo ha bloccato. Anche se con un fremito immagino che si sia dimenticato della sfida, e che ora sia con la sua fidanzata, a rilassarsi, a casa. Contrariato inizio a cambiarmi, metto i vestiti &#8220;borghesi&#8221; nella borsa facendo attenzione che il cellulare resti a portata di mano. Lo chiamo, prima di dirigermi da solo al campo.<\/p>\n<p>Quando gi\u00e0 sto pensando di allenarmi alla battuta mentre lo aspetto, il cellulare suona.<\/p>\n<p>\u2013 Tommy, dove sei?<\/p>\n<p>\u2013 Ehi, sto venendo al campo. Tu tra quanto ci sei?<\/p>\n<p>\u2013 Sono gi\u00e0 qui. Campo cinque.<\/p>\n<p>Entro nel grosso pallone di plastica che \u00e8 la nostra arena di stasera. Ci raccontiamo degli ultimi eventi. Un nostro amico ha da poco avuto un figlio. Ho desiderio di essere generoso, ma non so come. Preso dall&#8217;entuasiasmo inizio a raccontare a Lorenzo quello che vorrei regalare alla bambina. E&#8217; un elenco bislacco, fatto di tutine, sonagli, giochi, scarpine. So che lui mi ascolta con benevolenza, per cui non mi preoccupo di apparire sconclusionato.<\/p>\n<p>Poi inzia la partita. Ho una scossa di adrenalina che da un punto remoto mi sale nel petto per poi incarnarsi negli occhi che vorrebbero parlare.<\/p>\n<p>Ora, di l\u00e0 dalla rete, c&#8217;\u00e8 il mio demone che si sublima come incenso nell&#8217;aria.<\/p>\n<p>Il tennis, una microstoria incastonata non so come nelle mie settimane.<\/p>\n<p>Inizialmente si tratta di sopravvivere alla forza atletica di Lorenzo che, oltre ad essere avvocato, \u00e8 un buon calciatore. Ha l&#8217;agonismo nelle vene.<\/p>\n<p>Io ho girato tre o quattro sport nella mia vita, senza mai riuscire a convincere un allenatore delle mie capacit\u00e0. Finivo sempre per giocare le prime partite, scatenare una tempesta di aspettative, e poi passare il resto del campionato in panchina.<\/p>\n<p>Ma adesso no. Ora \u00e8 diverso. C&#8217;\u00e8 qualcosa che mi dice che ne va del mio onore, non verso qualcuno, ma verso un&#8217;idea di me stesso. Arrivato a 28 anni io so che posso vincere questa partita. Lo devo fare, per rispettare l&#8217;amicizia con Lorenzo, perch\u00e9 se io non sono un muro di gomma ai suoi colpi, lo costringo a trovare nuove soluzioni, ad angolare i colpi, ad essere creativo.<\/p>\n<p>Qui non c&#8217;\u00e8 nessuno che pu\u00f2 comprare il risultato. Una goccia d&#8217;acqua cade dal soffitto del pallone facendo una piccola fossa nella mia met\u00e0 campo. Fuori sta continuando a piovere.<\/p>\n<p>Tra noi si consuma una storia, un equilibrio fatto di distanze, di continue ridefinizioni, di crolli dell&#8217;uno o dell&#8217;altro, di colpi inaspettati che portano l&#8217;altro a muoversi come mai avrebbe potuto fare. Ognuno di noi cerca di vincere in un gioco che ci incatena insieme. Sia il vincitore che il perdente usciranno cambiati dalla sfida di stasera. E si aprir\u00e0 cos\u00ec un nuovo capitolo della nostra amicizia.<\/p>\n<p>A un tratto, sul 5 a 4, si apre la porta del pallone di plastica, alle mie spalle.<\/p>\n<p>\u2013 No, cazzo \u2013 sussurro.<\/p>\n<p>E&#8217; Dimitri, ne intravedo la figura quadrata, la pelle liscia da eterno adolescente, con la coda dell&#8217;occhio. Dimitri \u00e8 subentrato da qualche mese alla gestione degli impianti sportivi. E&#8217; rumeno. Le cose tra noi non sono andate bene fin da subito. Arriva qualche minuto prima che scada la nostra ora, comincia a camminare su e gi\u00f9 sulla fascia laterale dicendoci di far presto, perch\u00e9 deve chiudere. Questo non lo posso sopportare. Dopo una giornata passata in biblioteca al dipartimento di sociologia, ad interrogarmi sul concetto di libert\u00e0 nella societ\u00e0 industriale, non posso accettare che qualcuno disturbi la mia ora di libert\u00e0 fisica, motoria, che mi sono guadagnato e che ho pagato.<\/p>\n<p>Ma lui insiste, vuole chiudere. Ho provato a fargli notare che mancano ancora cinque minuti. Ma lui continua a presentarsi puntualmente nei momenti pi\u00f9 intensi della partita.<\/p>\n<p>C&#8217;\u00e8 inoltre una cosa ancora peggiore. Dimitri si \u00e8 convinto che io ce l&#8217;abbia con lui perch\u00e9 \u00e8 straniero. Non sente ragioni. Quando vado a pagare il campo non mi guarda nemmeno negli occhi, si chiude in una specie di integralismo di minoranza, fa la faccia afflitta come un profugo e ogni volta mi fa sentire una merda.<\/p>\n<p>L&#8217;altro giorno, erano appena passati cinque minuti dallo scadere dell&#8217;ora, \u00e8 entrato in campo e ha cominciato a rastrellare la rena mentre ancora stavamo giocando, senza dire una parola. Va bene Dimitri, sei stanco, lo capisco, ma caspita, avrai venticinque anni, potrai resistere in piedi fino alle dieci e mezzo?<\/p>\n<p>Oggi Lorenzo ha trovato una strategia per permetterci di finire la partita.<\/p>\n<p>\u2013 Allora Dimitri, facci da arbitro per queste ultime palle. Dai, per favore.<\/p>\n<p>Lui guarda un po&#8217; Lorenzo, un po&#8217; la rete, poi si sistema sulla sedia da arbitro e lascia andare un \u00abVai\u00bb strascicato.<\/p>\n<p>Sono alla battuta. Voglio chiudere il game. Frusto una prima palla a grande velocit\u00e0, ma il suono non \u00e8 dei migliori, qualcosa di intermedio tra il piatto corde e il materiale plastico-sintetico della racchetta. La palla si schianta sulla rete e poi rimbalza sulla mia met\u00e0 campo. Ho una seconda possibilit\u00e0. Batto molto lentamente, per assicurarmi di non fare doppio fallo. La palla vola dall&#8217;altra parte. Mi preparo ad accogliere il colpo di Lorenzo.<\/p>\n<p>Quando sento una voce che mi fa rabbrividire.<\/p>\n<p>\u2013 Out!<\/p>\n<p>\u2013 Out? Ma cosa&#8230;<\/p>\n<p>Dimitri scende e prende il rastrello accingendosi a pulire il campo.<\/p>\n<p>\u2013 Ma&#8230; ma se era dentro di mezzo metro?<\/p>\n<p>Lorenzo dall&#8217;altra parte \u00e8 rimasto fermo, non sa cosa dire.<\/p>\n<p>Lo guardo. Avr\u00e0 anche lui visto qualcosa.<\/p>\n<p>\u2013 Tommy, onestamente sembrava anche a me fuori.<\/p>\n<p>Mi ci vuole un po&#8217; per ritrovare la calma. Giro per tutto il campo\u00a0 raccogliendo palline. Le conto, ne perdo una, due, le raccolgo, le conto un&#8217;altra volta.<\/p>\n<p>Poi ci dirigiamo tutti e tre verso la segreteria, dove dovr\u00f2 pagare. Dimitri con la sua aria spaesata o sorniona, forse un misto di entrambe le cose. Lorenzo che continua a ripetere \u00abbella partita, intensa, combattuta, no?\u00bb, cercando di farmi sorridere. Io con la racchetta che spunta dalla borsa e, nell&#8217;altra mano, l&#8217;ombrello.<\/p>\n<p>Entriamo nella stanzina. Dimitri apre il suo registro.<\/p>\n<p>\u2013 Ah, Morozzi. Avevi due campi.<\/p>\n<p>\u2013 Due? No no, io sono Colozza.<\/p>\n<p>\u2013 Caspita, \u00e8 vero. Hai ragione.<\/p>\n<p>Poi accade un fatto. Qualcosa di insignificante, ma che fa la storia. Trovo chiss\u00e0 dove un briciolo di felicit\u00e0 e dico: \u2013 Morozzi, Colozza, hai ragione, siamo simili.<\/p>\n<p>Dimitri prende i soldi e per la prima volta mi guarda negli occhi. Ha il viso glabro, luminoso, le guance un po&#8217; infantilmente arrossate. Sorride.<\/p>\n<p>\u2013 Grazie \u2013, dico, e mi allontano con Lorenzo che \u00e8 gi\u00e0 qualche metro avanti, e guarda la pioggia sottile cadere sulle lamiere delle case.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<div class=\"pvc_clear\"><\/div>\n<p id=\"pvc_stats_13374\" class=\"pvc_stats all  \" data-element-id=\"13374\" style=\"\"><i class=\"pvc-stats-icon medium\" aria-hidden=\"true\"><svg aria-hidden=\"true\" focusable=\"false\" data-prefix=\"far\" data-icon=\"chart-bar\" role=\"img\" xmlns=\"http:\/\/www.w3.org\/2000\/svg\" viewBox=\"0 0 512 512\" class=\"svg-inline--fa fa-chart-bar fa-w-16 fa-2x\"><path fill=\"currentColor\" d=\"M396.8 352h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V108.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v230.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zm-192 0h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V140.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v198.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zm96 0h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V204.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v134.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zM496 400H48V80c0-8.84-7.16-16-16-16H16C7.16 64 0 71.16 0 80v336c0 17.67 14.33 32 32 32h464c8.84 0 16-7.16 16-16v-16c0-8.84-7.16-16-16-16zm-387.2-48h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8v-70.4c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v70.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8z\" class=\"\"><\/path><\/svg><\/i> <img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"16\" height=\"16\" alt=\"Loading\" src=\"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/301\/wp-content\/plugins\/page-views-count\/ajax-loader-2x.gif\" border=0 \/><\/p>\n<div class=\"pvc_clear\"><\/div>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Piove. 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