{"id":13348,"date":"2013-04-03T18:14:43","date_gmt":"2013-04-03T17:14:43","guid":{"rendered":"http:\/\/www.raccontinellarete.it\/?p=13348"},"modified":"2013-04-03T18:14:43","modified_gmt":"2013-04-03T17:14:43","slug":"premio-racconti-nella-rete-2013-forse-e-solo-una-questione-dequilibrio-tra-gatti-funamboli-di-sara-maria-serafini","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/?p=13348","title":{"rendered":"Premio Racconti nella Rete 2013 &#8220;Forse \u00e8 solo una questione d\u2019equilibrio tra gatti funamboli&#8221; di Sara Maria Serafini"},"content":{"rendered":"<p>Il mio nome \u00e8 Luca. Sono uno psicologo. Un uomo che sa guardare nelle parole degli altri. Sempre misurato, anche quando alcune storie sfondano il muro d\u2019ovatta che scherma il cuore. In quei momenti ho un trucco. Penso a un gatto. Non l\u2019ho mai raccontato a nessuno, perch\u00e9 le cose semplici non vengono capite. Le persone sono pi\u00f9 orientate a complicare che a semplificare.<\/p>\n<p>Quando finisco a lavoro, il mio pensiero caverna \u00e8 tornare a casa. Fare cose facili, sfilarmi i calzini, capovolgerli e riporli nelle scarpe allineate contro l\u2019anta del balcone. Di solito ho un giornale arrotolato e qualcosa gi\u00e0 pronto da bere che diffonde aromi speziati dal tavolino del salotto. A Paola piace viziarmi.<\/p>\n<p>Il giorno che l\u2019ho vista per la prima volta pioveva e aveva i capelli bagnati, le si erano appiccicati sul viso come sottili fili di rafia. Aveva una lunga striscia nera di mascara sotto l\u2019occhio. Non poteva essere attraente, eppure c\u2019era in lei come una forma di sensualit\u00e0 istintiva. Pericolosa. Aspettavo di fare il biglietto per entrare al cinema. Si \u00e8 avvicinata con un passo veloce, le mani in tasca. Mi ha detto che non le piaceva fare la fila e mi ha chiesto se poteva fare il biglietto assieme a me, visto che ero solo. Me lo ha chiesto con la sua voce rauca, da respiro animale.<\/p>\n<p>Quando il cielo \u00e8 grigio e mi influenza l\u2019umore, mi capita di chiedermi se quel giorno avessi fatto meglio a dirle di no. Semplicemente.<\/p>\n<p>Quando l\u2019ho conosciuta avevo trent\u2019anni, trentatr\u00e9 per l\u2019esattezza. Stavo con una donna.<\/p>\n<p>Stare insieme a una donna per tanti anni \u00e8 come viverle dentro. Diventa la tua casa, esci e poi torni. Torni sempre. Ero cos\u00ec sicuro di noi, che ho iniziato questa relazione con tranquillit\u00e0. In seguito, mi sono interrogato pi\u00f9 volte sul significato e il peso della parola abitudine. Ancora non ho una risposta esatta.<\/p>\n<p>Paola non ha mai saputo di questa relazione, ma \u00e8 stato solo un modo stupido per proteggere una donna dalla presenza ingombrante di un\u2019altra.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><em>Ho amato Luca dal primo momento. \u00c8 cos\u00ec diverso da me, cos\u00ec nitido. I suoi contorni sono disegnati con mano ferma, non ti puoi sbagliare. Non so bene cosa gli sia piaciuto di me. So che gli piace quando, al mattino, abbottono la camicetta da sotto a sopra, lasciando i seni scoperti. So che gli piace il mio nome, Paola, perch\u00e9 lo rimanda a una sensazione di pienezza immobile, difficile da equivocare.<\/em><\/p>\n<p><em>Luca l\u2019ho conosciuto per caso. L\u2019ho visto, e la prima cosa che ho pensato \u00e8 stata: \u2013 Io con quest\u2019uomo ci devo parlare \u2013. Sono stata io ad avvicinarlo, non ricordo neanche pi\u00f9 cosa gli ho detto, ma in un attimo ho deviato la mia vita.<\/em><\/p>\n<p><em>Quando l\u2019ho conosciuto aveva trentatr\u00e9 anni. Io molti meno di lui. Stava insieme a una donna. Lui non ha mai immaginato che io ne fossi a conoscenza, non sa neanche che l\u2019ho incontrata. Una mattina, in un bar. Non ci sono andata apposta, giuro. L\u2019avevo gi\u00e0 vista in una foto, ma da vicino mi \u00e8 sembrata pi\u00f9 luminosa, meno seria. Mi sono seduta accanto a lei al bancone, abbiamo avuto uno di quei discorsi leggeri che fanno gli estranei, abbiamo fatto colazione. So che prende il caff\u00e8 macchiato, con molto zucchero. Ride in un modo piacevole. Anche quando ride, sorride. Ha gli occhi scuri, mani sottili. E\u2019 una pianista.<\/em><\/p>\n<p><em>Continuo a chiedermi cosa si potrebbe provare a essere toccata da quelle mani, sono sicura che a lui piaceva da morire.<\/em><\/p>\n<p><em>E\u2019 una donna che con me non c\u2019entra niente. E\u2019 molto tranquilla, non la infastidiscono i dettagli insignificanti del mondo. Ricordo che, mentre parlava, guardava la parete davanti a s\u00e9 su cui erano appese decine di tazze colorate. Mentre parlava non mi guardava mai negli occhi. A un certo punto si \u00e8 tolta gli occhiali da vista, li ha chiusi con cura e li ha riposti sul bancone d\u2019acciaio. E io, per tanto tempo dopo quell\u2019incontro, li ho immaginati su di un comodino basso al loro risveglio.<\/em><\/p>\n<p><em>Certe notti mi svegliavo, con una voglia insensata di sentire la voce di quell\u2019uomo che ancora non era mio. Possessione. Cos\u00ec afferravo il telefono e componevo il suo numero. Mi faceva bene sentirlo, dal tono della sua voce avevo la presunzione di capire se aveva fatto o meno sesso con quella donna. Lui non ha mai saputo che ero io a chiamarlo.<\/em><\/p>\n<p><em>Sono stata delle donne, nella mia vita, che Luca non amerebbe mai. Una notte ho anche preso dei soldi da un uomo. Un pittore. Mi sono lasciata spogliare, solo perch\u00e9 con le sue mani dipingesse sul mio corpo uno di quei meravigliosi segni di cui erano piene le sue tele. E dopo esserci andata a letto mi ha pagata. E mi \u00e8 piaciuto anche. Mi \u00e8 piaciuto sentirmi una cosa. Ricordo che mi ha baciata sull\u2019angolo destro della bocca, si \u00e8 alzato, si \u00e8 infilato la camicia nei pantaloni. Ha fatto tutto senza fretta, forse per non darmi l\u2019impressione di volere liberarsi di me e di quella stanza. Si \u00e8 chinato sul letto e ha lasciato cadere sul lenzuolo blu centocinquanta euro. Sono scivolati dalla sua mano con leggerezza. Sarebbero potute essere centocinquanta rose rosse, per dire. Per\u00f2 lo so che erano soldi.<\/em><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Il nostro salotto mi piace, ha colori morbidi, pochi mobili. La stanza \u00e8 illuminata appena da una lampada poggiata a terra. Bagliore diffuso, come guardare attraverso una caramella\u00a0 trasparente, cristallo di zucchero nero. La tenda si muove piano e mi sento forte contro il tramonto. Lo faccio entrare in casa e quello si sparge sul parquet di noce, disegnando cerchi, cantando canzoni malinconiche che mi danno da mangiare.<\/p>\n<p>Bevo la tisana che Paola ha preparato, leggo un po\u2019 il giornale, poi lo ripongo sul bracciolo della poltrona e vado a fumare sul balcone. A lei da fastidio l\u2019odore del fumo e anche quando non si lamenta, me ne accorgo dai suoi occhi che diventano subito lucidi. Mi avvicino all\u2019inferriata del balcone, mi chino e aspetto. Verso le sette spunta quel gatto sul terrazzo di fronte. Si guarda intorno, poi fa quella cosa che mi piace tantissimo. Si struscia contro una grata di plastica verde su cui una pianta d\u2019edera si \u00e8 arrampicata. Mentre il suo pelo folto si piega e prende la forma che gli conferisce il contatto, il gatto miagola. Il suo verso mi arriva sbriciolato.<\/p>\n<p>Penso a tante cose chino su questo balcone. Cose mai dette a nessuno. Neanche a Paola.<\/p>\n<p>Penso a quando da piccolo spiavo mia madre mentre si lavava. Dalla vasca si vedeva, contro lo sfondo verde delle piastrelle del bagno, il vapore acqueo risalire piano. Ricordo che volevo andare via, ma lei era l\u00ec, immersa in un panno di schiuma, con lo sguardo perso nel vuoto, un angolo della bocca piegato un po\u2019 da un lato, a darle un\u2019espressione imbronciata. Volevo andare via, ma gli occhi restavano incastrati sulla piega che il ginocchio faceva con la coscia. Alcune immagini, una volta che le hai viste, non te le togli pi\u00f9. Una coppia di sessant\u2019anni ferma sul binario 3 della stazione di Torino; due valigie enormi e i bottoni dei cappotti chiusi fino a sopra. Il nonno di Riccardo che cambia il fondo della gabbietta del suo canarino; e lo fa per bene, come se non stesse maneggiando merda, ma piccole pepite d\u2019oro.<\/p>\n<p>Continuo a fumare, assorto nel rumore che fa quel gatto. Nei deboli anelli di fumo si sfilacciano i ricordi. Spengo la sigaretta in un vaso pieno di sabbia messo l\u00ec a posta, mi volto e vedo Paola stesa sul divano. Ha la pelle bianca e invitante. Sento da qui il suo odore e mi viene voglia di averla. Di sentirmi parte di quel corpo, un prolungamento al suo interno, una catena.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><em>Luca \u00e8 il mio polso che batte, \u00e8 la mia rovina. E\u2019 cos\u00ec intero che a volte, accanto a lui, mi sento come la pioggia. Mentre dorme ha il respiro sottile, come quello dei bambini. Non si accorge che, quasi sempre di notte, lo scavalco e mi metto a sedere per terra ai piedi del letto, con le gambe incrociate. In quei momenti vorrei che il tempo si fermasse e che lui non si svegliasse pi\u00f9. Per essere davvero solo noi, finalmente perfetti.<\/em><\/p>\n<p><em>Luca crede di sapere tutto, ma non \u00e8 cos\u00ec. Mi chiedo se questa sia la normalit\u00e0 disarmante di centinaia di altre coppie come noi, a volte ne sono turbata, altre eccitata. Non sa perfino le piccole cose. Per esempio, che adoro vederlo fumare. Ha il polso sottile e tiene la sigaretta in un modo delicato. Quando fuma, mi siedo dietro di lui sul divano e osservo il profilo del suo corpo. Appoggiato all\u2019inferriata del balcone, la sua schiena fa una curva bellissima. Lo vedo seguire con lo sguardo un gatto. Sempre lo stesso. So che quel gatto gli fa venire voglia di sesso, forse in un modo inspiegabile e sconosciuto mi associa all\u2019animale. Cos\u00ec mi adeguo e mi allungo sul divano. La voglia \u00e8 contagiosa e i miei occhi sono gi\u00e0 umidi quando lui si volta e fa per avvicinarsi, piano.<\/em><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Se qualcuno mi chiedesse, oggi, cos\u2019\u00e8 che definiamo abitudine, non saprei rispondere. Forse \u00e8 quella certa esattezza nel sapere le giuste cose e, per il resto, cedere all\u2019istinto animale. Che la perfezione \u00e8 una cosa da sentirsi piccolissimi. \u00c8 quel gatto funambolo che compie piccoli passi felpati e salta atterrando senza scomporsi. Forse, \u00e8 semplicemente una questione d\u2019equilibrio.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<div class=\"pvc_clear\"><\/div>\n<p id=\"pvc_stats_13348\" class=\"pvc_stats all  \" data-element-id=\"13348\" style=\"\"><i class=\"pvc-stats-icon medium\" aria-hidden=\"true\"><svg aria-hidden=\"true\" focusable=\"false\" data-prefix=\"far\" data-icon=\"chart-bar\" role=\"img\" xmlns=\"http:\/\/www.w3.org\/2000\/svg\" viewBox=\"0 0 512 512\" class=\"svg-inline--fa fa-chart-bar fa-w-16 fa-2x\"><path fill=\"currentColor\" d=\"M396.8 352h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V108.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v230.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zm-192 0h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V140.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v198.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zm96 0h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V204.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v134.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zM496 400H48V80c0-8.84-7.16-16-16-16H16C7.16 64 0 71.16 0 80v336c0 17.67 14.33 32 32 32h464c8.84 0 16-7.16 16-16v-16c0-8.84-7.16-16-16-16zm-387.2-48h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8v-70.4c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v70.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8z\" class=\"\"><\/path><\/svg><\/i> <img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"16\" height=\"16\" alt=\"Loading\" src=\"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/301\/wp-content\/plugins\/page-views-count\/ajax-loader-2x.gif\" border=0 \/><\/p>\n<div class=\"pvc_clear\"><\/div>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Il mio nome \u00e8 Luca. 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