{"id":13335,"date":"2013-04-02T18:54:09","date_gmt":"2013-04-02T17:54:09","guid":{"rendered":"http:\/\/www.raccontinellarete.it\/?p=13335"},"modified":"2013-04-02T18:54:09","modified_gmt":"2013-04-02T17:54:09","slug":"premio-racconti-nella-rete-2013-il-cecchino-e-la-meretrice-di-nadia-meriggio","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/?p=13335","title":{"rendered":"Premio Racconti nella Rete 2013 &#8220;Il Cecchino e la Meretrice&#8221; di Nadia Meriggio"},"content":{"rendered":"<p>I caldi raggi del sole rischiaravano il bosco. Le foglie erano dolcemente accarezzate dal vento e gli scoiattoli danzavano sui rami di un castagno. Un cinghiale mi pass\u00f2 davanti allontanandosi nervosamente tra la vegetazione. Nell\u2019aria c\u2019era un odore strano, un misto tra una crostata carbonizzata e un impasto di miele d\u2019acacia e formaggio erborinato.<\/p>\n<p>A un tratto lo vidi. Fiero e imponente, Cecchino Alato, puntava il suo arco d\u2019oro nella mia direzione. Mi guardai intorno e l\u2019odore cattivo divenne pi\u00f9 persistente, Meretrice Frigida si stava avvicinando. Era giorno di caccia, per loro due.<\/p>\n<p>Un tempo, quando ancora esisteva l\u2019Amore, era sufficiente che Cecchino Alato scagliasse una freccia qua e una l\u00e0 e la dolcezza che sprigionava inondava il cuore dei due prescelti. L\u2019Amore era diventato cosa rara e sempre pi\u00f9 spesso capitava che, prima che Cecchino Alato riuscisse a scagliare la seconda freccia, Meretrice Frigida si avventasse sul soggetto appena colpito e gli alitasse sul collo. A questo punto la freccia dorata perdeva tutta la sua efficacia, l\u2019Amore era bandito per sempre da quel cuore.<\/p>\n<p>Cecchino Alato mi fissava con determinazione. Non c\u2019era nessun altro nel bosco, non potevo permettergli di giocarsi cos\u00ec stupidamente il mio cuore e cominciai a correre. In quel momento il bosco mi sembrava cattivo come l\u2019odore persistente di Meretrice Frigida. Era l\u00ec, nascosta tra i cespugli, pronta a saltarmi addosso non appena la freccia mi avesse colpita. Una nube oscur\u00f2 il sole e il vento prese a soffiare pi\u00f9 forte. I crampi iniziarono a tormentarmi la gamba destra ma io continuai la mia corsa disperata. Ancora poche centinaia di metri e sarei stata al sicuro.<\/p>\n<p>Il bosco fin\u00ec e attraversai il ponte che conduceva alla Fortezza. Sembrava che i miei inseguitori avessero desistito ma, per sicurezza, oltrepassai la porta d\u2019ingresso alla cittadella prima di voltarmi. Cecchino Alato non c\u2019era pi\u00f9 ma Meretrice Frigida mi fissava da lontano con sguardo cattivo. Prima o poi mi avrebbe presa ma finch\u00e9 potevo preferivo tenere ancora un po\u2019 per me l\u2019Amore che stava nascosto nel mio cuore.<\/p>\n<p>Nella cittadella eravamo circa un centinaio di persone e, secondo lo Specchio dell\u2019Amore, Meretrice Frigida aveva fatto un bel bottino di cuori ma gliene mancavano ancora due. Uno era il mio. L\u2019altro nessuno sapeva chi fosse ma, se Cecchino Alato fosse riuscito a colpirci con le sue magiche frecce senza che Meretrice Frigida ci alitasse sul collo, tutti gli altri cuori sarebbero stati liberati dalla sua maledizione.<\/p>\n<p>Arrivata nel centro della piazza principale mi fermai alla fontana. Mi sciacquai il viso con acqua fresca e bevvi. Poi osservai la cittadella animarsi intorno a me. Uomini fintamente motivati e con la ventiquattrore si avviavano speditamente verso il Centro Congressi. Donne senza vanit\u00e0 n\u00e9 sogni trasportavano le buste della spesa. Bambini non ce n\u2019erano, essendosi praticamente estinto l\u2019Amore non ne sarebbero pi\u00f9 arrivati\u2026<\/p>\n<p>Mi avviai verso la Biblioteca, l\u2019unico posto in cui potevo permettermi di essere pi\u00f9 o meno me stessa. Attraversai una manciata di corsie e presi libri a caso. Raggiunsi il grande tavolo al centro della stanza e, trovato un computer libero, appoggiai davanti ad esso il mio carico di cultura, formando una barricata che mi isolasse dagli altri operatori.<\/p>\n<p>Accesi il computer e digitai le mie credenziali. Il mio avatar virtuale mi sorrise. Ora ero semplicemente Esploratrice Speranzosa e potevo dedicarmi alla ricerca dell\u2019altro cuore non contaminato dall\u2019apatia. Una volta trovatolo sarebbe bastato accordarsi per farsi infilzare da Cecchino Alato e la maledizione si sarebbe dissolta.<\/p>\n<p>La cittadella aveva un social network interno a cui eravamo tutti iscritti. Era il nostro unico mezzo di aggregazione. Era dotato di una quantit\u00e0 considerevole di applicazioni che facevano le veci di tutti gli antichi posti che una volta si frequentavano nel tempo libero: Cinema, Teatro, Palestra. Bastava indossare un paio d\u2019occhialini o mettersi a saltellare sul posto per avere l\u2019illusione di essere davvero da un\u2019altra parte.<\/p>\n<p>Attorno al tavolo, nelle varie postazioni multimediali, c\u2019erano altri uomini e donne. Facce impassibili, abbigliamento anonimo, nessuna voglia di scambiarsi anche un semplice saluto. Di fronte a me c\u2019era un uomo che vedevo spesso in Biblioteca. Era il pi\u00f9 distaccato di tutti e, per non essere disturbato dalla presenza degli altri, si isolava indossando le cuffie. Lo imitai.<\/p>\n<p>Bench\u00e9 nessuno fosse interessato a conoscere la vera faccia degli altri utenti con cui ci si scambiava informazioni sul social network io sapevo che lui si chiamava Cercatore Solitario. In rete esisteva un archivio che associava i nickname alle fotografie reali delle persone e io, per curiosit\u00e0, l\u2019avevo visitato. L\u2019avevo fatto un\u2019unica volta ma era bastata per capire che la Biblioteca poteva essere la chiave per liberarci dalla maledizione.<\/p>\n<p>Al di fuori del mondo virtuale non si interagiva in alcun modo con gli altri e quindi sapere che lui era Cercatore Solitario ed era il mio vicino di casa non mi cambiava la vita. In realt\u00e0 una minima utilit\u00e0 quest\u2019informazione l\u2019aveva perch\u00e9 potevo domandargli in chat un parere disinteressato su situazioni che avevamo vissuto entrambi.<\/p>\n<p>La mia casella postale conteneva un messaggio di Cercatore Solitario: \u201cOltre ai due cuori ancora puri ne esiste uno immune cio\u00e8 \u00e8 stato preso dal Cecchino ma non \u00e8 stato contaminato dalla Meretrice\u2026\u201d<\/p>\n<p>\u201cQuindi?\u201d domandai visto che non trovavo la notizia affatto interessante.<\/p>\n<p>\u201cAnche quel cuore l\u00ec pu\u00f2 spezzare la maledizione. Contiene Amore e il Cecchino pu\u00f2 colpirlo ancora\u2026\u201d<\/p>\n<p>\u201cSai come si chiama?\u201d domanda sciocca ma magari Cercatore era riuscito a identificarlo.<\/p>\n<p>\u201cSo anche chi \u00e8 l\u2019altro cuore puro\u2026\u201d<\/p>\n<p>\u201cDimmi dimmi\u2026\u201d<\/p>\n<p>\u201cTrovatore Intrepido\u201d mi fiondai subito nel database per vedere la sua faccia. Non male, non ci avevo mai chattato insieme ma avremmo avuto tempo di conoscerci con calma dopo aver liberato i nostri compaesani dalla maledizione.<\/p>\n<p>\u201cE ora che si fa?\u201d domandai.<\/p>\n<p>\u201cVi fisso un appuntamento nel bosco, sotto la vecchia quercia. Per sicurezza ci sar\u00e0 anche il cuore immune\u2026\u201d<\/p>\n<p>\u201cNon mi hai detto chi \u00e8\u2026\u201d<\/p>\n<p>\u201cLo scoprirete all\u2019appuntamento. A presto.\u201d<\/p>\n<p>Spense il computer, ripose i libri sugli scaffali e usc\u00ec dalla stanza. Quel suo improvviso e inaspettato aiuto me lo faceva vedere sotto una luce diversa, come se quel distacco esagerato che ostentava fosse solo una maschera.<\/p>\n<p>La mia casella postale conteneva un nuovo messaggio. Trovatore Intrepido accettava la \u201cscommessa\u201d e mi raccomandava la massima puntualit\u00e0. Spensi tutto, riportai i libri dove li avevo presi e feci un salto a casa.<\/p>\n<p>Mi avviai nuovamente nel bosco. Gli ultimi raggi di sole rischiaravano il mio cammino. Quell\u2019odore cattivo di crostata carbonizzata mescolata a miele d\u2019acacia e formaggio erborinato era impregnato ovunque: sulle foglie, sui tronchi, sui sassi. Pi\u00f9 mi avvicinavo al luogo dell\u2019appuntamento e pi\u00f9 era persistente. Non avevo paura della Meretrice Frigida a meno che il Cecchino Alato non mi stesse puntando ovviamente.<\/p>\n<p>Al centro del bosco c\u2019era una radura con una vecchia quercia. Mi fermai in prossimit\u00e0 delle ultime piante per controllare la situazione. E non poteva essere peggiore.<\/p>\n<p>Il Cecchino Alato era appostato su un ramo della quercia e la Meretrice Frigida camminava alla base dell\u2019albero. Dall\u2019altra parte del bosco c\u2019era Trovatore Intrepido. Nascosto tra la vegetazione, a met\u00e0 strada tra lui e me c\u2019era un\u2019altra persona ma non riuscivo a riconoscerla. Capii chi era quando part\u00ec di corsa alla volta della vecchia quercia.<\/p>\n<p>Il cuore immune alla maledizione era Cercatore Solitario che, giunto al centro della radura, grid\u00f2: \u201cAdesso!!!\u201d<\/p>\n<p>Trovatore Intrepido ed io partimmo contemporaneamente di corsa. Cecchino Alato si posizion\u00f2 in piedi sul ramo e punt\u00f2 l\u2019arco nella zona in cui stavamo convergendo tutti. La Meretrice Frigida si piazz\u00f2 in mezzo a noi tre.<\/p>\n<p>Cecchino Alato colp\u00ec Cercatore Solitario e Meretrice Frigida gli alit\u00f2 sul collo ma non successe niente perch\u00e9 era immune alla sua maledizione. La seconda freccia colp\u00ec Meretrice Frigida che la estrasse dal braccio in cui si era conficcata e la spezz\u00f2 in due. L\u2019orrida creatura si becc\u00f2 anche la terza freccia mentre la quarta prese Cercatore Solitario. Il Cecchino Alato si stava esercitando e, da che mondo \u00e8 mondo, non \u00e8 mai stato un buon tiratore\u2026<\/p>\n<p>E fu cos\u00ec che la freccia mi prese proprio in mezzo agli occhi. Mi girava la testa e riuscii solo a vedere una freccia passarmi vicino e raggiungere Trovatore Intrepido che, repentinamente si butt\u00f2 a terra e la freccia and\u00f2 oltre. La Meretrice Frigida era a meno di un metro da me, avevamo fallito la missione. Chiusi gli occhi aspettando che il mio cuore s\u2019incupisse ma non accadde. Riaprii le palpebre e Meretrice Frigida stava fuggendo terrorizzata. Mi guardai intorno e notai che l\u2019ultima freccia aveva colpito Cercatore Solitario cancellando la maledizione. In quel momento Cecchino Alato, che si contraddistingueva per un sopraffino senso dell\u2019umorismo, colp\u00ec anche Trovatore Intrepido e poi ripose l\u2019arco e se ne and\u00f2.<\/p>\n<p>Nella radura rimanemmo in tre. E fu cos\u00ec che, tornando alla cittadella in cui era nuovamente permesso amare, ritornammo agli antichi dilemmi che tormentavano l\u2019umanit\u00e0. E un\u2019Esploratrice Speranzosa si ritrov\u00f2 a domandarsi se tentare di conquistare un Cercatore Solitario o un Trovatore Intrepido. O se stare ad aspettare che uno dei due si facesse avanti da solo.<\/p>\n<div class=\"pvc_clear\"><\/div>\n<p id=\"pvc_stats_13335\" class=\"pvc_stats all  \" data-element-id=\"13335\" style=\"\"><i class=\"pvc-stats-icon medium\" aria-hidden=\"true\"><svg aria-hidden=\"true\" focusable=\"false\" data-prefix=\"far\" data-icon=\"chart-bar\" role=\"img\" xmlns=\"http:\/\/www.w3.org\/2000\/svg\" viewBox=\"0 0 512 512\" class=\"svg-inline--fa fa-chart-bar fa-w-16 fa-2x\"><path fill=\"currentColor\" d=\"M396.8 352h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V108.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v230.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zm-192 0h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V140.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v198.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zm96 0h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V204.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v134.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zM496 400H48V80c0-8.84-7.16-16-16-16H16C7.16 64 0 71.16 0 80v336c0 17.67 14.33 32 32 32h464c8.84 0 16-7.16 16-16v-16c0-8.84-7.16-16-16-16zm-387.2-48h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8v-70.4c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v70.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8z\" class=\"\"><\/path><\/svg><\/i> <img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"16\" height=\"16\" alt=\"Loading\" src=\"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/301\/wp-content\/plugins\/page-views-count\/ajax-loader-2x.gif\" border=0 \/><\/p>\n<div class=\"pvc_clear\"><\/div>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>I caldi raggi del sole rischiaravano il bosco. 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