{"id":1332,"date":"2009-05-09T16:52:43","date_gmt":"2009-05-09T15:52:43","guid":{"rendered":"http:\/\/www.raccontinellarete.it\/?p=1332"},"modified":"2009-05-09T16:52:43","modified_gmt":"2009-05-09T15:52:43","slug":"oggi-come-allora-bevo-pochissimo-particolari-insignificanti","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/?p=1332","title":{"rendered":"Racconti nella Rete 2009 &#8220;Oggi, come allora, bevo pochissimo (Particolari insignificanti)&#8221; di Alessandro Colosimo"},"content":{"rendered":"<p>Sono uscito presto dall\u2019ufficio per andare a prendere mio figlio a scuola. Gli ho promesso una lunga camminata: prima sulla passeggiata a mare, a mangiare un gelato, poi sul molo. A primavera non c\u2019\u00e8 niente di meglio.<br \/>\nCon i nostri gelati in mano ridiamo parlando, per l\u2019ennesima volta, della mia strana passione per gli scacchi, per lui incomprensibile. E\u2019 l\u2019argomento preferito da Federico quando vuole prendermi in giro e io non mi sottraggo ai suoi sfott\u00f2; a me piace cos\u00ec.<br \/>\nDistrattamente mi fermo a leggere il men\u00f9 del ristorante sul molo, ma poi mi blocco davanti alla lista dei vini.<br \/>\nSono improvvisamente a disagio. Conosco gi\u00e0 questa sensazione. Ripensandoci oggi, dopo dieci anni, mi sembra incredibile e ancora mi accorgo di respirare affannosamente mentre rivivo quegli istanti. Pensieri che oggi non riconosco pi\u00f9 e che mi restituiscono il ricordo della mia fretta insensata, di una lucida ferocia verso me stesso e gli altri, di particolari chiarissimi che dovrebbero essere insignificanti. Ricordo tutto con maniacale chiarezza:<\/p>\n<p><em>\u201c\u201cDa un quarto d\u2019ora ho parcheggiato l\u2019auto in garage. Sto lavorando alacremente.<\/em><\/p>\n<p>\u201cCerto in televisione sembrava tutto cos\u00ec rapido\u2026\u201d<\/p>\n<p><em>Il tubo di plastica verde, come quelli che si usano per innaffiare i giardini, non ne vuole sapere di entrare nell\u2019auto dal bagagliaio, attraverso i sedili posteriori. Sono nervoso.<\/em><\/p>\n<p>\u201cCi vuole pi\u00f9 forza&#8230;Fatto!\u201d<\/p>\n<p><em>Adesso dieci centimetri di tubo spuntano nell\u2019abitacolo e l\u2019altro metro e quaranta pende all\u2019esterno fuoriuscendo dalla bauliera. Mi accorgo di sudare abbondantemente, malgrado sia la fine di un freddo settembre e indossi una giacca di fresco lana blu, senza giaccone.<\/em><\/p>\n<p>\u201cDevo abbassare il portellone\u2026il tubo!\u2026Il tubo\u2026devo stare attento a non schiacciarlo. Non posso rischiare che il flusso di monossido di carbonio si interrompa\u2026\u201d<\/p>\n<p><em>Il nastro isolante lo sigilla all\u2019interno dello scappamento, dove l\u2019ho appena inserito con cura. Sono soddisfatto della mia opera e una delirante felicit\u00e0 mi pervade:<\/em> \u201cHo finito!\u201d<br \/>\n<em>Ora inizia la parte pi\u00f9 facile. Dopo aver spento le luci del garage, salgo in auto dal lato di guida. Basteranno pochi secondi della debole luce di cortesia per portare a termine ci\u00f2 che ho progettato da qualche giorno. Mi sistemo la giacca e la cravatta. Reclino leggermente il sedile, in modo da scongiurare l\u2019eventuale caduta in avanti del mio corpo esanime che potrebbe azionare il clacson, attirando l\u2019inopportuna attenzione di qualche condomino. Dal sacchetto di plastica, che si trova sul sedile a fianco, tiro fuori una bottiglia di grappa italiana che ho acquistato uscendo dal lavoro, prendendola distrattamente dallo scaffale del supermercato. La tengo con la sinistra e penso che baster\u00e0 ad abbattere le mie ultime, eventuali, resistenze. Rimetto il tappo a vite nel sacchetto. Con la mano libera giro la chiave e accendo finalmente il motore. Attendo di percepire subito l\u2019odore acre dei fumi dello scappamento, come hanno detto in quel film in tv. Niente di tutto questo. La televisione non \u00e8 la realt\u00e0, ti inganna e te ne accorgi quando \u00e8 troppo tardi. Ora sento solo il rumore del motore. Avidamente bevo il primo sorso, abbondante, infuocato. Istintivamente rivolgo verso di me l\u2019etichetta della bottiglia per leggerla. Solo ora mi accorgo che \u00e8 grappa di Barbera. Mi faccio abbracciare dal sedile avvolgente:<\/em><\/p>\n<p>\u201cGi\u00e0, la Barbera\u2026\u201d<\/p>\n<p><em>Ho un ricordo nitido, che mi torna sempre in mente nei momenti difficili. Un bambino con i pantaloni corti, una maglietta gialla, leggera, ai piedi dei calzini bianchi di cotone e le ciabatte. E\u2019 seduto in un corridoio buio, il mento appoggiato sulle ginocchia, strette al petto dalle braccia incrociate. Il respiro leggero per non farsi scoprire e godersi cosa fanno i grandi quando non ci sono i piccoli. Davanti a s\u00e9 l\u2019unica stanza della casa da cui arrivano i rumori della mattina: la cucina. Osserva la possente schiena di un vecchio con i capelli bianchi ed i gomiti appoggiati sul tavolo, seduto su di una sedia di legno laccato bianco. Lungo il corridoio si spande il profumo irresistibile di soffritto. Il vecchio, come richiamato dallo sguardo invisibile del ragazzo nel buio, si volge verso di lui e lo invita ad abbracciarlo. E\u2019 un\u2019immagine da filmino Super8. Per me \u00e8 la tenerezza. Quell\u2019uomo era mio nonno Giuseppe. Ho vissuto molto con lui e con mia nonna Adele, li ho amati e non passa giorno senza che ripensi a loro.<br \/>\nQuella soggettiva la associo istintivamente al vino, anzi, proprio alla Barbera. E\u2019 una mattina d\u2019estate a Genova, avr\u00f2 avuto cinque o sei anni, anni \u201870. La cucina \u00e8 luminosissima e con un\u2019ampia porta finestra, sempre spalancata, che restituisce nella stanza i suoni mattutini del quartiere popolare. Sul davanzale fanno bella mostra degli splendidi gerani.<br \/>\nUn abbraccio al nonno, un bacio alla nonna, con il suo immancabile grembiule a fiori, e poi ancora, come sempre, in ginocchio sulla sedia bianca a fianco al mio vecchio. Mi sembra di vederlo e lo ricordo come un uomo enorme ed onnipotente. In realt\u00e0 era robusto ma di bassa statura, come tutti quelli della sua generazione; senz\u2019altro fortissimo e vigoroso, anche alla sua et\u00e0, lui trentino cresciuto tra le due \u201cgrandi\u201d guerre del novecento. Quel giorno diventai grande, o almeno cos\u00ec ho creduto per molti anni, comunque rimane un momento indelebile della mia esistenza.<br \/>\nLui sta preparandosi al suo rituale quotidiano: il tovagliolo bianco davanti a s\u00e9, ben disteso sul tavolo, al centro il bicchiere, a sinistra mezzo panino all\u2019olio, di quelli morbidi e buoni, che si trovano solo in Liguria. A destra, la bottiglia della Barbera, l\u2019unico vino che beveva con molta moderazione. Riempie il bicchiere. Osservo i suoi movimenti che mi sembrano pi\u00f9 lenti del solito, quasi solenni. Senza dire nulla spezza il panino e ne intinge una piccola parte nel vino rosso. Lo osservo silenzio, rapito, come sempre quando esegue quei gesti. Dopo aver risollevato il pane e averlo fatto sapientemente sgocciolare del vino in eccedenza, mentre mi aspetto di leggere la solita soddisfazione sul suo viso una volta gustatolo, accade qualcosa di imprevisto. Mi fissa con i suoi occhi azzurri e sorridendo mi dice \u201cApri la bocca!\u201d. Rivivo ancora la percezione esatta del terremoto di sentimenti che allora mi pervase. Fisso il nonno per capire se sta scherzando, perch\u00e9 glielo avevo chiesto una infinit\u00e0 di volte ricevendo delicati rifiuti. Ma quando vedo avvicinarsi anche la nonna, facendomi un rassicurante cenno con la testa, asciugandosi al grembiule le mani callose da massaia emiliana, finalmente prendo il boccone. Non ricordo n\u00e9 il sapore del pane n\u00e9 quello del vino, solo la mia felicit\u00e0. Penso di avere la febbre tanto mi sento accaldato. Ridono e io con loro. Poi, mentre la nonna ritorna alle sue faccende, \u00e8 la volta del nonno ripetere il rituale per s\u00e9.<br \/>\nTutto questo ho rivissuto in quei secondi. Mi sorprendo a sorridere nel ricordo. Spengo il motore e scendo dall\u2019auto<\/em>\u201d\u201d.<br \/>\nUn attimo e avrei perso tutto. Un attimo e il ricordo della mia infanzia ha difeso quella di mio figlio.<\/p>\n<p>\u201cPap\u00e0\u2026pap\u00e0\u2026che fai? Andiamo, cosa stai leggendo?\u201d<\/p>\n<p>Riemergo dai miei pensieri e distolgo lo sguardo da quel foglio di carta che mi ha ipnotizzato:<\/p>\n<p>\u201cNiente, stavo leggendo la lista dei vini\u2026ho letto che hanno la Barbera\u2026eh\u2026\u201d.<\/p>\n<p>Non importa.<\/p>\n<p>Prendo mio figlio per mano. Voglio farmi prendere in giro ancora un po\u2019:<\/p>\n<p>\u201cLo sai che Petrosjan, il grande campione russo di scacchi, era goloso di gelato?\u201d<\/p>\n<p>Federico parte all\u2019attacco deridendomi con una improbabile cadenza russa.<br \/>\nSorridiamo e decidiamo di tornare a casa da mamma.<br \/>\nOggi, come allora, bevo pochissimo.<\/p>\n<div class=\"pvc_clear\"><\/div>\n<p id=\"pvc_stats_1332\" class=\"pvc_stats all  \" data-element-id=\"1332\" style=\"\"><i class=\"pvc-stats-icon medium\" aria-hidden=\"true\"><svg aria-hidden=\"true\" focusable=\"false\" data-prefix=\"far\" data-icon=\"chart-bar\" role=\"img\" xmlns=\"http:\/\/www.w3.org\/2000\/svg\" viewBox=\"0 0 512 512\" class=\"svg-inline--fa fa-chart-bar fa-w-16 fa-2x\"><path fill=\"currentColor\" d=\"M396.8 352h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V108.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v230.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zm-192 0h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V140.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v198.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zm96 0h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V204.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v134.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zM496 400H48V80c0-8.84-7.16-16-16-16H16C7.16 64 0 71.16 0 80v336c0 17.67 14.33 32 32 32h464c8.84 0 16-7.16 16-16v-16c0-8.84-7.16-16-16-16zm-387.2-48h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8v-70.4c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v70.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8z\" class=\"\"><\/path><\/svg><\/i> <img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"16\" height=\"16\" alt=\"Loading\" src=\"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/301\/wp-content\/plugins\/page-views-count\/ajax-loader-2x.gif\" border=0 \/><\/p>\n<div class=\"pvc_clear\"><\/div>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Sono uscito presto dall\u2019ufficio per andare a prendere mio figlio a scuola. 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