{"id":13209,"date":"2013-03-23T23:27:24","date_gmt":"2013-03-23T22:27:24","guid":{"rendered":"http:\/\/www.raccontinellarete.it\/?p=13209"},"modified":"2013-03-25T20:35:08","modified_gmt":"2013-03-25T19:35:08","slug":"premio-racconti-nella-rete-2013-la-pianista-suonava-di-saverio-sam-barbaro","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/?p=13209","title":{"rendered":"Premio Racconti nella Rete 2013 &#8211; La pianista suonava &#8220;Fumo negli occhi&#8221; di Saverio Sam Barbaro"},"content":{"rendered":"<p>&nbsp;<\/p>\n<ul>\n<li>\u00a0 Scendevo i gradini che portavano all\u2019ampio locale poco sotto il livello della strada. Poi\u2026Poi entrai all\u2019inferno. Quattro piccole colonne di anime dannate, una di lato all\u2019altra, procedevano passo dopo passo verso i quattro diavoli dietro la vetrata. Ciascuno di loro era al suo sportello accanto ad una piccola macchina ruba soldi. Un tempo, per gentile concessione dei papi, i peccatori, versando un obolo,\u00a0 potevano accedere al paradiso. Io, molti secoli pi\u00f9 tardi, quel giorno, come tutti i giorni precedenti, avevo scelto l\u2019inferno: stavo ragionando cos\u00ec mentre aggiravo le quattro colonne scegliendone una per mettermi in fila. A tratti alzavo lo sguardo. I monitor sospesi in alto nella vetrata davanti a me erano un cocktail di luci di diversi colori. Ad ogni colore, il nome di una squadra e un numero.<\/li>\n<li>\u00a0 Presi dalla tasca della giacca il foglietto su cui avevo scritto i pronostici: erano tra i pi\u00f9 improbabili. La mia opinione si rafforz\u00f2 mentre valutavo sui monitor classifica e risultati dell\u2019ultima giornata di campionato. Avevo scelto di puntare contro il pronostico. Azzeccare le sorprese rende vincite pi\u00f9 cospicue. <i>Un tipo<\/i>, uno qualsiasi di cui non svelo il nome, tornando a casa aveva avuto la <i>sorpresa<\/i> di trovare la moglie a letto con un altro. Era andato via urlando e, per sbollire l\u2019ira e occupare il tempo in attesa che l\u2019intruso se ne andasse, aveva comprato il biglietto della lotteria che poi gli avrebbe fruttato una somma equivalente ai guadagni degli ultimi dieci anni. Le s<i>orprese<\/i> sono il sale della vita. Persino un adulterio fortunato (\u2026al gioco) aveva rafforzato la mia passione per le puntate pi\u00f9 rischiose. Succedeva che le sorprese, puntualmente, si verificavano ad ogni giornata di campionato. Con un dettaglio. Non erano le stesse su cui puntavo io ed era questo a <i>sorprendermi<\/i> ogni volta con grigia coerenza.<\/li>\n<li>\u00a0 La colonna dentro cui ero avanz\u00f2 di un passo e, tornando a guardare davanti a me, alla luce artificiale le sagome dietro la vetrata si trasfigurarono assumendo le sembianze di cherubini che annunciano il paradiso. Quello riservato ai vincitori di laute scommesse. Poi dalla colonna di lato un uomo ben vestito, di mezza et\u00e0, mi rivolse la parola.\u00a0 \u201cAndr\u00e0 bene ad entrambi.\u201d Aveva parlato protendendosi verso di me.<\/li>\n<li>\u00a0 Lo guardai. \u201cSente che \u00e8 un giorno fortunato?\u201d<\/li>\n<li>\u00a0 Annu\u00ec. \u201cVengo da un periodo di magra. Ma, prima o poi dovr\u00f2 vincere. E\u2019 un dato statistico. Provi a lanciare una moneta. Se per un certo numero di volte esce testa prima o poi dovr\u00e0 uscire croce o viceversa. E\u2019 un inoppugnabile dato statistico.\u201d<\/li>\n<li>\u00a0 La sua considerazione mi rap\u00ec. Condividevo pi\u00f9 o meno la sua stessa sorte e nutrivo analoghe teorie sul gioco. Intanto lui indicava la mia borsa. \u201cPunter\u00e0 tutto il danaro l\u00ec dentro?\u201c<\/li>\n<li>\u00a0 Spalancai gli occhi mentre sollevava la borsa che, a sua volta, teneva in mano sorridendo allusivo. Era simile alla mia anche nel colore. Poi, precedendo ogni mia frase: \u201cHo da farle una proposta. Ma dovremmo parlarne a quattr\u2019occhi, prima di lasciare ai bookmakers tutto quel danaro.\u201d Di nuovo dimostr\u00f2 di leggermi nel pensiero precedendo ogni mia parola. \u201cManca ancora un po\u2019 di tempo all\u2019inizio delle partite, ed io abito poco lontano da qui\u201d.<\/li>\n<li><\/li>\n<li>\u00a0 Ero sul divano del suo salotto con in mano il quarto bicchierino di whisky. Sorseggiando i primi due avevo ascoltato la sua proposta: se uno di noi due avesse azzeccato i pronostici, avrebbe diviso la vincita con l\u2019altro.<\/li>\n<li>\u00a0 Mi ero riservato pochi minuti per riflettere ed ora, al quarto whishy, la sua voce mi giungeva pi\u00f9 gradevole man mano che l\u2019alcol mi intorpidiva i sensi accentuando il mio senso di leggerezza. \u201cLa donna nel ritratto pendente dalla parete era una mia antenata. Ha passato la sua vita a giocare a carte e a rischiare grosse somme di danaro.\u201d<\/li>\n<li>\u00a0 \u201cQueste sono donne!\u201d osservai.<\/li>\n<li>\u00a0 \u201cDici, amico mio?\u201d esclam\u00f2. \u201cE a noi, che resta, senza pi\u00f9 patrie da liberare? E senza nemmeno rivoluzioni da fare? Tanto, poi si torna al punto di prima.\u201d<\/li>\n<li>\u00a0 \u201cLei\u2026 Tu, amico mio,\u201d risposi, \u201csei un irriducibile pessimista. Ma i giocatore scommettono con l\u2019ottimismo di chi spera nella fortuna.\u201d La mia voce cominciava ad uscire biascicata. Mi aveva riempito il quinto bicchiere.<\/li>\n<li>\u00a0 \u201cMa quale pessimista! Realista! Una volta, dopo una guerra vittoriosa, si esponeva la bandiera, ora la si espone dopo una partita vinta ai mondiali. Delle rivoluzioni ho gi\u00e0 detto. Io credo solo nel gioco.\u201d<\/li>\n<li>\u00a0 Ingollai un altro sorso. Cominciavo a vederlo dietro una nebbiolina. \u201cE allora?\u201d<\/li>\n<li>\u201c<i>Allora<\/i>, dici? Allora non ci restano che le scommesse <i>strappacuore<\/i>. E\u2019 l\u2019unico modo per avvertire un brivido, in tempi piatti e persi solo nella ricerca del piacere spicciolo.\u201d<\/li>\n<li>\u00a0 Mandai gi\u00f9 il sesto bicchiere dopo aver tentato di resistere, inutilmente, al suo tentativo di tornare a riempirmelo. Non fiatai.<\/li>\n<li>\u00a0 \u201cIo e te siamo gemelli,\u201d lo sentivo dire. \u201cMi resta solo l\u2019emozione di un azzardo dopo che mia moglie mi ha abbandonato e il lavoro ha cominciato ad andare male. Allora, mander\u00f2 tutto al diavolo! Sono sospeso pericolosamente sul ciglio dell\u2019abisso. Per questo ho venduto tutto, perfino la casa. Oggi rischier\u00f2 al gioco il danaro ricavato.\u201d Indic\u00f2 la borsa ai miei piedi. \u201cScommetto che \u00e8 piena di danaro.\u201d Poi, precedendo la mia risposta, indic\u00f2 la sua borsa sul tavolino tra noi. \u201cCome la mia.\u201d<\/li>\n<li>\u00a0 \u201cNon mi ci fare pensare\u201d biascicai.<\/li>\n<li>\u00a0 \u201cNon avere timori. Hai venduto anche tu, la tua casa? Tra giocatori eroici non devono esserci segreti.\u201d Il suo viso assunse un\u2019espressione familiare, che mi infondeva sicurezza, di pi\u00f9, una incrollabile serenit\u00e0, come il paradiso, quello in cui cercavo accesso dopo la vincita di un grossa somma di danaro, ma il danaro sarebbe stato solo un mezzo, non un fine.\u00a0 E poi, che cosa mi sarebbe servito, il danaro, se non a ritentare la via della fortuna sino all\u2019ultimo spicciolo? Non avevo nulla da comprare, n\u00e9 regali da fare a focose amanti. La dea fortuna. Mi piaceva girarle attorno. Avrei continuato cos\u00ec, senza sosta, come la terra con il sole, reinvestendo ogni moneta vinta per vincerne un\u2019altra da reinvestire. \u201cGiocatori eroi? B\u00e9, dico io, beata la terra che non ha bisogno di eroi.\u201d\u00a0 Mi rendevo responsabile di un furto. La frase l\u2019avevo rubata ad un drammaturgo. Poi, attraverso la nebbiolina che mi\u00a0 appannava la vista, lo fissai. \u201cLa casa l\u2019ho gi\u00e0 venduta e tutto il danaro l\u2019ho perso al gioco. Quello in borsa l\u2019ho sottratto all\u2019ufficio postale che dirigo. Se vinco, domattina, prima dell\u2019orario di apertura,\u00a0 correr\u00f2 a rimettere in cassaforte il danaro. L\u2019intero incasso della giornata.\u201d Prosciugai il bicchiere.<\/li>\n<li>\u00a0 Da sopra l\u2019orlo continuai. \u201cAccetto la tua proposta. Dividiamo. Se non vinco io e vinci tu, potrei mitigare i danni. Meglio una vincita dimezzata che finire in una cella.\u201d<\/li>\n<li>\u00a0 Lui abbass\u00f2 gli occhi sulla mia borsa. La sua espressione si fece strana. Troppo. Al punto da darmi un brivido. Ero finito nelle grinfie di un rapinatore? E poi, quel viso? Dove l\u2019avevo visto? Di certo l\u2019avevo visto. Magari al centro di un articolo di cronaca nera? Era per caso un\u2026 \u201cTi ho gi\u00e0 visto da qualche parte..\u201d Sarebbe stato un grido se il mio stato di ebbrezza non avesse reso fiacche le mie emozioni.<\/li>\n<li>\u00a0 \u201cForse in un club. Suonavo al pianoforte.\u201d<\/li>\n<li>\u00a0 Lo scrutai meglio. Poi, da un angolo opaco della mente venne fuori un\u2019immagine sbiadita. \u201cMi sembra\u2026 Ma \u00e8 successo tanto tempo prima\u2026S\u00ec, \u00e8 vero, c\u2019era anche un pianista, in quel club, ma io\u00a0 ricordo meglio la donna bruttina che si alternava con lui al pianoforte.\u201d Mi concentravo in uno sforzo di memoria.<\/li>\n<li>\u00a0 Annu\u00ec con un sorriso.\u00a0 \u201cC\u2019erano due pianisti, ed io ero uno dei due.\u201d<\/li>\n<li>\u00a0\u00a0\u00a0 Fissai vacuamente il bicchierino nella mia mano. \u201cLei. La pianista. Suonava divinamente. Soprattutto una vecchia, splendida\u00a0 canzone, <i>Fumo negli occhi<\/i>. Me ne innamorai prima come artista e poi, credo, anche come donna. Ad ogni tocco delle sue mani sulla tastiera venivano note carezzevoli come tiepida brezza. Ma era legata ad un altro e non potevo sperare di pi\u00f9, da lei, che godere delle sue esecuzioni.\u201d<\/li>\n<li>\u00a0 \u201c\u2026Note carezzevoli come tiepida brezza\u201d ripet\u00e9 lui studiandomi. Quindi indic\u00f2 il pianoforte a coda in un angolo. \u201cPosso suonare anch\u2019io, per te, adesso? Ho qualcosa da farmi perdonare.\u201d<\/li>\n<li>\u00a0 Sbattei le palpebre. \u201cDa me?\u201d Era musicista e rapinatore? Fissai la mia borsa come qualcuno che sta per partire e non rivedrai pi\u00f9.<\/li>\n<li>\u00a0 Un trillo venne dalla porta. And\u00f2 ad aprire. Sulla soglia apparvero un uomo e una donna in divisa di poliziotto. Sentii che diceva a loro: \u201cTrattatelo bene\u201d. Poi aggiunse enigmatico e con enfasi quasi teatrale: \u201cNessuno si sceglie il cielo su di s\u00e9\u201d.<\/li>\n<li>\u00a0 \u201cNon dubiti, ispettore,\u201d gli sorrise la donna. \u201cNon feriremo la sua sensibilit\u00e0 di musicista.\u201d<\/li>\n<li>\u00a0 I nuovi arrivati\u00a0 entrarono fermandosi a qualche passo da me.<\/li>\n<li>\u201cTi chiedo scusa per le bugie. Compresa quella sulla mia inesistente antenata\u201d mi disse il padrone di casa o presunto tale. \u201cDovevo qualificarmi come giocatore incallito per carpire la tua fiducia. L\u2019unica cosa vera \u00e8 quel club di musica.\u201d<\/li>\n<li>\u00a0 Mi sorprendevo di non provare alcuna emozione. Stavano per mettermi le manette? Anche se l\u2019alcool intorpidiva la mia mente, riuscii a darmi una risposta: mi arrestavano non per la frase rubata pochi minuti fa, in modo spregevole e senza motivo, a quel drammaturgo ma per il danaro nella mia borsa. L\u2019avevo preso dalla cassaforte dell\u2019ufficio postale con la nobile intenzione di\u00a0 servirmene per delle scommesse <i>strappacuore<\/i>.<\/li>\n<li>\u00a0 Mi arriv\u00f2 la sua voce. \u201cSe vorrai scommettere e ti mancher\u00e0 la libert\u00e0 per farlo, sino a che non finirai di scontare la tua pena, mi occuper\u00f2 io di andare in agenzia a puntare per tuo conto.\u201d Mi fiss\u00f2. \u201cE\u2019 la cosa che ami di pi\u00f9, il gioco, vero, amico?\u201d<\/li>\n<li>\u00a0 Restai in silenzio ad incrociare il suo sguardo dal basso. \u201cSbagli.\u201d Con mano tremante mi riempii un altro bicchierino. \u201cC\u2019\u00e8 di meglio. Molto di meglio. La musica. Te ne sei dimenticato, proprio tu?\u201d Feci una pausa. \u201c<i>Fumo negli occhi<\/i>\u201d invitai poi. \u201cGrazie,\u201d aggiunsi con voce da ubriaco.<\/li>\n<li>\u00a0 Mi lanci\u00f2 uno sguardo benevolo e impacciato. \u201cNon sono, purtroppo per te, quella donna che tanto ti affascinava e che tu ascoltavi suonare\u2026\u201d<\/li>\n<li>\u00a0 \u201cI sacerdoti dell\u2019Arte non hanno sesso\u201d lo interruppi.<\/li>\n<li>\u00a0 Fece segno ai due poliziotti di attendere. Quindi lo vidi sedersi al pianoforte. \u201cIn tuo onore, amico\u201d disse con tono disarmante.<\/li>\n<\/ul>\n<p><i>\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 Dal pianoforte, ad ogni tocco delle sue mani sulla tastiera, venivano note carezzevole come tiepida brezza<\/i>\u2026<\/p>\n<div class=\"pvc_clear\"><\/div>\n<p id=\"pvc_stats_13209\" class=\"pvc_stats all  \" data-element-id=\"13209\" style=\"\"><i class=\"pvc-stats-icon medium\" aria-hidden=\"true\"><svg aria-hidden=\"true\" focusable=\"false\" data-prefix=\"far\" data-icon=\"chart-bar\" role=\"img\" xmlns=\"http:\/\/www.w3.org\/2000\/svg\" viewBox=\"0 0 512 512\" class=\"svg-inline--fa fa-chart-bar fa-w-16 fa-2x\"><path fill=\"currentColor\" d=\"M396.8 352h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V108.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v230.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zm-192 0h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V140.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v198.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zm96 0h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V204.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v134.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zM496 400H48V80c0-8.84-7.16-16-16-16H16C7.16 64 0 71.16 0 80v336c0 17.67 14.33 32 32 32h464c8.84 0 16-7.16 16-16v-16c0-8.84-7.16-16-16-16zm-387.2-48h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8v-70.4c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v70.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8z\" class=\"\"><\/path><\/svg><\/i> <img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"16\" height=\"16\" alt=\"Loading\" src=\"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/301\/wp-content\/plugins\/page-views-count\/ajax-loader-2x.gif\" border=0 \/><\/p>\n<div class=\"pvc_clear\"><\/div>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>&nbsp; \u00a0 Scendevo i gradini che portavano all\u2019ampio locale poco sotto il livello della strada. 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