{"id":13189,"date":"2013-03-25T20:14:38","date_gmt":"2013-03-25T19:14:38","guid":{"rendered":"http:\/\/www.raccontinellarete.it\/?p=13189"},"modified":"2013-04-21T19:04:58","modified_gmt":"2013-04-21T18:04:58","slug":"premio-racconti-nella-rete-2013-panin-di-laura-montagna","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/?p=13189","title":{"rendered":"Premio Racconti nella Rete 2013 &#8220;Pan\u00ecn&#8221; di Laura Montagna"},"content":{"rendered":"<p>E\u2019 buio. E lei ha freddo. Un freddo terribile.<\/p>\n<p>Ha camminato per ore, sempre in salita, sprofondando nella neve. Da quanto tempo se ne sta accovacciata a battere i denti senza riuscire pi\u00f9 a muovere un passo? Mani e piedi non li sente pi\u00f9 da un pezzo. La frontiera sar\u00e0 ancora lontana? Potrebbe averla gi\u00e0 raggiunta ma non essersene accorta. Non c\u2019\u00e8 nessuno l\u00ec, a parte quello spicchio di luna che ogni tanto guarda gi\u00f9 dal cielo nero. Povera Luna. E\u2019 cos\u00ec piccola che non ce la fa ad indicarle la strada. Ma lei non dovrebbe aver paura del buio. Come la luna lo conosce bene. Dove altro ha passato la sua vita se non in mezzo alle tenebre?<\/p>\n<p>Eppure tanto tempo prima di luce ce n\u2019era, quando la mamma le diceva quanto era bella e il sole spendeva alto e caldo nel suo cielo. E a sedici anni bella doveva esserlo davvero, con le trecce bionde e la pelle bianca e morbida come il burro appena fatto.<\/p>\n<p>&#8211; Sembri proprio un<i> pan\u00ecn de b\u00fct\u00e9r, <\/i>un panino di burro<i>. <\/i>&#8211; le diceva sua madre, pulendosi le mani nel grembiule da contadina e pizzicandole le guance. Per la mamma lei era <i>Pan\u00ecn,<\/i> <i>Pan\u00ecn <\/i>e basta. Era <i>el Pa\u2019<\/i> che la chiamava con il suo vero nome. Dopo. Quando la mamma non c\u2019era pi\u00f9. Quando era cominciato il buio.<\/p>\n<p>Allora <i>el P\u00e0<\/i> se ne stava via per tanto tempo. Tornava solo per sedersi davanti al focolare la sera, portandosi dietro quei suoi amici che ridevano forte.<\/p>\n<p>&#8211; Vai a prendere il vino! Abbiamo sete! &#8211; le ordinava ghignando sotto ai baffi umidi. E lei scendeva le scale e portava su il vino, mentre quelli la fissavano in un modo che le faceva paura.<\/p>\n<p>Poi una volta uno di loro la aveva presa per un braccio e la aveva spinta gi\u00f9 nella cantina, contro il muro umido. Il suo fiato sapeva di vino mentre le alzava la gonna e la toccava dappertutto. E lei aveva sentito male. Un dolore che pareva venirle da dentro, tanto forte che avrebbe urlato se quello non le avesse tenuto una mano sulla bocca.<\/p>\n<p>Ed era successo ancora e ancora tante volte prima che el <i>Pa\u2019<\/i> andasse a parlargli insieme all\u2019 <i>Av\u2019 <\/i><a href=\"#sdfootnote1sym\" name=\"sdfootnote1anc\"><sup>1<\/sup><\/a><i>,<\/i> di cui tutti in paese avevano rispetto.<\/p>\n<p>&#8211; <i>E adess<\/i> <i>la tusa te l\u2019\u00e8 de sp\u00fcsala<\/i>!<a href=\"#sdfootnote2sym\" name=\"sdfootnote2anc\"><sup>2<\/sup><\/a> &#8211; gli aveva detto il vecchio, con uno sguardo di fuoco negli occhi stretti a fessura e pestando un gran pugno sul tavolo.<\/p>\n<p>Fatte le pubblicazioni, le amiche non smettevano di dirle che era fortunata, che la invidiavano. Il <i>Liv\u00ecs<\/i> era cos\u00ec bello! Ed era vero. Era alto, con i baffi sempre ben piegati e un gran sorriso. Ridacchiavano quando le salutava con il baciamano, proprio come fanno i <i>sci\u00f9r<\/i>, i signori. Mica lo sapevano loro quello che combinava al buio, in cantina. Per\u00f2 lei era contenta di sposarsi. Avrebbe avuto una casa sua, anche se di due sole stanze e nera di fumo, e non avrebbe pi\u00f9 dovuto obbedire alla nonna n\u00e9 al <i>Pa<\/i>\u2019. E poi adesso il <i>Liv\u00ecs<\/i> la trattava bene, da bravo fidanzato. Le portava i fiori, le sfiorava appena la mano, con gentilezza, la baciava sulla guancia. E lei alla cantina non ci pens\u00f2 pi\u00f9.<\/p>\n<p>Ma dopo la cerimonia tutto ricominci\u00f2. Come prima. Peggio di prima. La notte delle nozze le fece cos\u00ec male che sanguin\u00f2 per un gran pezzo.<\/p>\n<p>Quando fra le lacrime lo implorava di lasciarla stare, lui le diceva che era sua moglie e Dio voleva che fosse cos\u00ec fra marito e moglie. Lei rispondeva che Dio era buono e non poteva essere contento di far soffrire le sue creature. Allora lui urlava di non bestemmiare e cominciava a picchiarla, perch\u00e9 era stupida, cattiva e non faceva il suo dovere. La rotolava sul pavimento, le tirava i capelli. E poi ricominciava, mentre lei si sentiva spaccare in due.<\/p>\n<p>Ogni giorno pregava davanti alla <i>Madunina del Rusari<\/i>, quella dipinta sul muro della casa, con il vestito blu e le labbra rosse rosse come le sue, perch\u00e9 le desse la forza di sopportare tutto, e dopo un po\u2019 di tempo la bella Signora del Cielo doveva essersi impietosita. Quando il <i>Bep\u00ecn<\/i> le saliva sopra lei poteva uscire dal proprio corpo. Era come se la sua anima volasse via, e se ne stesse a guardare dall\u2019alto del soffitto mentre lui faceva i suoi comodi. Ma anche cos\u00ec con l\u2019andar del tempo <i>la<\/i> <i>bela tusa<\/i> diventava sempre pi\u00f9 magra, le guance scavate, gli occhi spenti. La mattina faticava ad alzarsi e a lavorare nella vigna o nella stalla. Eppure non faceva figli, non rimaneva incinta. E cos\u00ec non riusciva pi\u00f9 a guardare nessuno negli occhi perch\u00e9 le sembrava che avessero tutti qualcosa da rimproverarle. Come se sapessero che non era una brava moglie, che non faceva il suo dovere. Si sentiva sempre pi\u00f9 triste. Sempre pi\u00f9 sola.<\/p>\n<p>Ormai usciva dal suo corpo ogni volta che il <i>Liv\u00ecs<\/i> le si avvicinava, e non se ne stava pi\u00f9 l\u00ec a guardare dal soffitto, ma aveva imparato ad andarsene lontano, volando via sopra alle case e ai pascoli. Portata dal vento si innalzava sulla sua valle, seguiva il greto del torrente, rincorreva i camosci su e gi\u00f9 per i pendii. E cominci\u00f2 a succederle anche quando incontrava gli sguardi cattivi degli altri, quando non voleva ascoltare quello che le dicevano, o semplicemente quando si sentiva triste. Allora lasciava l\u00ec il suo corpo e se ne andava. Saliva in alto, verso i boschi di pini a respirare l\u2019aria fresca e profumata delle cime. Era come se sognasse, ma era ben pi\u00f9 di un sogno. Quello che vedeva era cos\u00ec vero, che non poteva proprio esistere solo nella sua testa.<\/p>\n<p>E poi arriv\u00f2 lo svizzero. E fu come quando il vento scuote le cime degli alberi, o il fulmine accende la notte di luce e di rumore. Gli occhi dello straniero, pi\u00f9 azzurri del cielo in primavera, si fissarono indelebili nell\u2019anima sofferente di lei e il suo sorriso parve aprirle un mondo intero dentro al cuore. Un mondo nuovo.<\/p>\n<p>&#8211; Cosa ci fa qui un <i>angegher<\/i><a href=\"#sdfootnote3sym\" name=\"sdfootnote3anc\"><sup>3<\/sup><\/a>? Sar\u00e0 mica venuto a dare la caccia ai contrabbandieri? &#8211;<\/p>\n<p>&#8211; E\u2019 facile. E\u2019 arrivato sulla camionetta insieme a quei due <i>panau<\/i><a href=\"#sdfootnote4sym\" name=\"sdfootnote4anc\"><sup>4<\/sup><\/a>. &#8211;<\/p>\n<p>&#8211; Star\u00e0 cercando qualcuno. &#8211;<\/p>\n<p>&#8211; Ma chi di preciso? Quasi tutti i nostri uomini portano la <i>bric\u00f2la<\/i><a href=\"#sdfootnote5sym\" name=\"sdfootnote5anc\"><sup>5<\/sup><\/a>! &#8211;<\/p>\n<p>Per\u00f2 lei non ascoltava. Dentro agli occhi dello straniero aveva trovato tutto quello che non aveva mai visto, tutta la vita che non aveva mai vissuto. Le era parso di nascere un\u2019altra volta, quasi lui fosse un angelo, un altro dono della sua <i>Madunina <\/i>dalle belle labbra<i>. <\/i>Quell\u2019azzurro lei non riusc\u00ec pi\u00f9 a toglierselo dalla testa. N\u00e9 di giorno, n\u00e9 di notte. E lo straniero cominci\u00f2 anche a parlarle.<\/p>\n<p><i>Pan\u00ecn<\/i>, le diceva, <i>Panin<\/i>! <i>vieni via con me. Vivremo insieme in mezzo alle montagne pi\u00f9 belle, ai boschi e ai prati pi\u00f9 verdi che tu abbia mai immaginato. Sarai finalmente felice.<\/i><\/p>\n<p>Allora lei si voltava verso il <i>Liv\u00ecs<\/i> che russava forte e lo svizzero continuava:<\/p>\n<p><i>Non pensare a lui<\/i>. <i>Devi solo avere il coraggio di alzarti, uscire in strada, prendere il sentiero dei monti e passare la frontiera. Fallo Pan\u00ecn! E\u2019 cos\u00ec facile! Fallo, e io sar\u00f2 l\u00e0 a riceverti. <\/i><\/p>\n<p>&#8211; Ci sarai per davvero? &#8211; mormorava lei.<\/p>\n<p><i>Ma se sono gi\u00e0 qui che ti aspetto, Pan\u00ecn! Fai presto! Fai presto! \u2026 <\/i><\/p>\n<p>Le piacevano cos\u00ec tanto quelle parole! Qualcuno la aspettava, e saperlo le rallegrava il cuore.<\/p>\n<p>E alla fine lo fece. Trov\u00f2 il coraggio necessario, e quella sera lo fece.<\/p>\n<p>Il <i>Liv\u00ecs<\/i> era tornato a casa e la aveva spinta sul letto e lei, come al solito, aveva cercato di volarsene via. Ma non ci era riuscita perch\u00e9 continuava a sentire quelle parole, sempre le stesse:<\/p>\n<p><i>Pan\u00ecn, vieni! Vieni da me! <\/i><\/p>\n<p>E allora aveva spinto via il <i>Liv\u00ecs<\/i> con una forza che nemmeno sapeva di avere e lui era quasi finito per terra. Poi si era alzata in piedi, guardandolo dritto in faccia.<\/p>\n<p>&#8211; Cos\u2019\u00e8 che c\u2019hai? &#8211;<\/p>\n<p>Lei non aveva risposto. Aveva preso il secchio dall\u2019angolo, quello pesante di ferro, e lo aveva colpito. Forte. Dritto sulla testa.<\/p>\n<p>Non credeva che sarebbe caduto in quel modo, come un sacco di farina rimasto vuoto all\u2019improvviso. Ma era andata esattamente cos\u00ec. Lui scivol\u00f2 sul pavimento e non si mosse pi\u00f9.<\/p>\n<p>Allora <i>Pan\u00ecn<\/i> si era seduta sul letto tirando un gran sospiro, ed era rimasta a guardare il rivolo rosso che scendeva dalla tempia di lui e la chiazza scura che si allargava piano sul pavimento. Era restata ancora l\u00ec, immobile, non sapeva dire per quanto, mentre quella voce continuava a chiamarla con il nome che solo sua mamma aveva usato tanto tempo prima:<\/p>\n<p><i>Pan\u00ecn \u2026 Pan\u00ecn \u2026<\/i><\/p>\n<p>Poi, con calma, si era alzata. Aveva infilato il cappotto, preso lo scialle e il fazzoletto di lana per la testa, era uscita chiudendo a chiave la porta, e aveva preso verso le montagne, verso chi la attendeva &#8230;<\/p>\n<p>Da tempo la luna timorosa si \u00e8 ritirata nel suo nido di nubi, bianche come<br \/>\nspettri, lasciandola sola. E lei \u00e8 tutta rigida, le palpebre sempre pi\u00f9 pesanti.<br \/>\nPer\u00f2 continua a vederlo il suo svizzero, bello e luminoso, simile a un angelo.<\/p>\n<p><i>Vieni! Vieni da me!<\/i> le dice. E tra poche ore, quando il sole torner\u00e0 a sorgere arrossando le cime dei monti, lei ritrover\u00e0 il sentiero che nel buio non riesce a vedere. Lo sa che in fondo a quel sentiero c\u2019\u00e8 lui, il suo amore. E la aspetta \u2026 la aspetta ancora \u2026<\/p>\n<p><a name=\"_GoBack\"><\/a><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<div id=\"sdfootnote1\">\n<p><a href=\"#sdfootnote1anc\" name=\"sdfootnote1sym\">1<\/a>\u0002 Il nonno, inteso come il vecchio saggio del paese.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<\/div>\n<div id=\"sdfootnote2\">\n<p><a href=\"#sdfootnote2anc\" name=\"sdfootnote2sym\">2<\/a>\u0002 &#8211; E adesso la ragazzina devi sposarla! &#8211;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<\/div>\n<div id=\"sdfootnote3\">\n<p><a href=\"#sdfootnote3anc\" name=\"sdfootnote3sym\">3<\/a>\u0002 Guardia di frontiera svizzera.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<\/div>\n<div id=\"sdfootnote4\">\n<p><a href=\"#sdfootnote4anc\" name=\"sdfootnote4sym\">4<\/a>\u0002 Quei gendarmi italiani.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<\/div>\n<div id=\"sdfootnote5\">\n<p><a href=\"#sdfootnote5anc\" name=\"sdfootnote5sym\">5<\/a>\u0002 La \u201cbricola\u201d \u00e8 lo zaino del contrabbandiere. Quindi \u201cportare la bricola\u201d sta per \u201cfare contrabbando\u201d.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<\/div>\n<div class=\"pvc_clear\"><\/div>\n<p id=\"pvc_stats_13189\" class=\"pvc_stats all  \" data-element-id=\"13189\" style=\"\"><i class=\"pvc-stats-icon medium\" aria-hidden=\"true\"><svg aria-hidden=\"true\" focusable=\"false\" data-prefix=\"far\" data-icon=\"chart-bar\" role=\"img\" xmlns=\"http:\/\/www.w3.org\/2000\/svg\" viewBox=\"0 0 512 512\" class=\"svg-inline--fa fa-chart-bar fa-w-16 fa-2x\"><path fill=\"currentColor\" d=\"M396.8 352h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V108.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v230.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zm-192 0h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V140.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v198.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zm96 0h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V204.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v134.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zM496 400H48V80c0-8.84-7.16-16-16-16H16C7.16 64 0 71.16 0 80v336c0 17.67 14.33 32 32 32h464c8.84 0 16-7.16 16-16v-16c0-8.84-7.16-16-16-16zm-387.2-48h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8v-70.4c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v70.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8z\" class=\"\"><\/path><\/svg><\/i> <img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"16\" height=\"16\" alt=\"Loading\" src=\"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/301\/wp-content\/plugins\/page-views-count\/ajax-loader-2x.gif\" border=0 \/><\/p>\n<div class=\"pvc_clear\"><\/div>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>E\u2019 buio. 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