{"id":13027,"date":"2013-03-11T17:19:55","date_gmt":"2013-03-11T16:19:55","guid":{"rendered":"http:\/\/www.raccontinellarete.it\/?p=13027"},"modified":"2013-03-11T17:19:55","modified_gmt":"2013-03-11T16:19:55","slug":"premio-racconti-nella-rete-2013-acqua-e-olio-di-mario-menditto","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/?p=13027","title":{"rendered":"Premio Racconti nella Rete 2013 &#8220;Acqua e Olio&#8221; di Mario Menditto"},"content":{"rendered":"<p><i>Esistono dei momenti di vita che lasciano un segno pi\u00f9 indelebile di una cicatrice sulla pelle. E quelli che mi ha lasciato lei li ricordo ancora con una nitidezza che mi lascia sgomento.<\/i><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Ero emozionato. No, ero agitato.<\/p>\n<p>Eppure quella sera non avrei voluto neanche uscire.<\/p>\n<p>E invece alla fine mi ero lasciato convincere. Una cena tra amici e vari conoscenti, una breve sosta lungo il percorso di consapevole e serena solitudine che mi ero ripromesso di seguire, almeno per il momento; una condizione, in fondo, accogliente, che riduceva il rischio di incorrere, prima o poi, in qualche situazione che potesse rivitalizzare sensazioni e ambizioni di spirito e di cuore che non avevo nessuna voglia di rimettere in moto.<\/p>\n<p>Per la pigrizia di dover inventare la solita scusa, stavolta avevo accettato l\u2019invito.<\/p>\n<p>L\u2019intenzione era quella di arrivare, incollarmi sul viso un bel sorriso di circostanza, fare il minimo indispensabile per non rendere evidente il vero motivo della mia presenza l\u00ec e ritornarmene, auspicabilmente prima di mezzanotte, al mio rifugio, senza subire interferenze di sorta.<\/p>\n<p>E invece, come spesso accade quando si concede anche solo uno spiraglio al vento, la finestra che avevo con tanta cura e ostinazione tenuta chiusa, quella sera si spalanc\u00f2 con forza.<\/p>\n<p>Ebbi solo il tempo di intuirlo; ma tra l\u2019intuizione, nel momento in cui si accese e lo sguardo, purtroppo per me, fu pi\u00f9 veloce il secondo e ci\u00f2 vanific\u00f2 l\u2019avvertimento del primo: la vidi scendere le scale, ci presentammo, lei si sedette al tavolo, al posto alla mia sinistra. Ero ancora al sicuro fino a quel momento, sembravo non correre rischi. Poi mi girai verso di lei, non ricordo neanche per dirle cosa. E lei mi sorrise.<\/p>\n<p>Avevo imprudentemente concesso allo spiraglio di passare e quello si port\u00f2 dietro la tempesta.<\/p>\n<p>Quel sorriso mi si stamp\u00f2 in mente e l\u00ec rimase, come la luce intensa di un flash, che impressiona la retina e lascia un alone che tarda a sparire e che rende ciechi per un p\u00f2.<\/p>\n<p>Non capii subito, allora, a cosa stavo andando incontro. Eppure ora lo so, mi si era gi\u00e0 accesa una scintilla, una miccia, solo che i miei sensi non erano ancora in grado di percepirla. E ancora mi ricordo l\u00ec, paralizzato, non sapendo bene cosa fare\u2026<\/p>\n<p>Ci pens\u00f2 lei, Anita, a scuotermi dalla paresi, durante la pausa tra il primo e il secondo. \u201cCom\u2019\u00e8 che ti chiami, che non ricordo?\u201d<\/p>\n<p>\u201cMi chiamo Walter\u201d, risposi.<\/p>\n<p>\u201cAh gi\u00e0, \u00e8 vero. Senti Walter, io mi vado a fumare una sigaretta fuori al balcone. Vieni a farmi compagnia?\u201d.<\/p>\n<p>\u201cVeramente io non fumo\u201d, obiettai.<\/p>\n<p>\u201cDai vieni, accompagnami\u201d, incalz\u00f2 lei alzandosi, dandomi l\u2019impressione di non aver neanche ascoltato la mia risposta.<\/p>\n<p>In quel momento ebbi modo di guardarla un p\u00f2 pi\u00f9 attentamente, cosa che non avevo avuto il tempo di fare quando i miei occhi erano distratti dal suo viso, mentre era scesa dalle scale mezz\u2019ora prima.<\/p>\n<p>Sembrava avesse scelto i vestiti in base al criterio della massima distanza sulla scala cromatica: indossava una camicetta verde bottiglia a pois viola, fuori da un paio di pantaloni di velluto a costine fini di color arancione, che le strizzavano i fianchi, obiettivamente in maniera che valutai subito molto sensuale.<\/p>\n<p>Le zampe di elefante dei pantaloni le nascondevano quasi del tutto le scarpe: un paio di stivaletti bicolore di cui si intuiva solo la punta squadrata, artificialmente lisa. Intorno al collo una collana di pietre variamente colorate che le arrivava all\u2019altezza dell\u2019ombelico.<\/p>\n<p>Mi alzai e ci avviammo insieme verso il balcone, lei avanti e io subito dietro.<\/p>\n<p>Ci\u00f2 mi consent\u00ec, tra l\u2019altro, di trovare immediata conferma che la sensualit\u00e0 suscitata dai suoi fianchi, fasciati dai pantaloni color \u201carancio evidenziatore\u201d, era ben giustificata dal resto delle forme.<\/p>\n<p>Poi si ferm\u00f2 improvvisamente e, girandosi verso di me, non prima di avermi lanciato uno sguardo a met\u00e0 tra l\u2019ironico ed il curioso, mi interrog\u00f2: \u201cMa sei venuto qui direttamente dall\u2019ufficio?\u201d.<\/p>\n<p>\u201cVeramente no, perch\u00e8 me lo chiedi?\u201d. E ricordo ancora che il suo viso assunse l\u2019espressione che si addice a colei che trova conferma a qualcosa che gi\u00e0 sospettava: \u201cNo, cos\u00ec\u2026\u201d, mi rispose, fissando insistentemente il mio gilet blu di maglia sulla camicia azzurra.<\/p>\n<p>Si gir\u00f2, continuammo verso il balcone e, arrivati, uscimmo fuori.<\/p>\n<p>Iniziammo a raccontarci un p\u00f2 del lavoro, mentre lei armeggiava distrattamente nella sua borsetta verde militare, dalla quale penzolava, attaccata al manico con una catenella, un minuscolo teschio rosso, tirandone fuori infine un pacchetto di sigarette ed un accendino.<\/p>\n<p>Poi si accese una sigaretta e, aspirata una prima boccata, sentenzi\u00f2 inaspettatamente: \u201cMio Dio, mio nonno ha un gilet uguale al tuo!\u201d, sbottando a ridere fragorosamente.<\/p>\n<p>Ma io non mi feci trovare impreparato: \u201cMa se sembra che tu sia sopravvissuta ad un\u2019esplosione di una fabbrica di vernici!\u201d.<\/p>\n<p>La conversazione, da quel momento in poi, prosegu\u00ec molto pi\u00f9 rilassata mentre cresceva in ognuno la voglia di conoscere di pi\u00f9 l\u2019uno dell\u2019altro, incuriositi dalle nostre reciproche differenze, dalle evidenti diversit\u00e0 di gusti, vedute, abitudini. Fu chiaro presto ad entrambi che ci saremmo rincontrati presto.<\/p>\n<p>\u201cChe fai domani?\u201d, le chiesi infine.<\/p>\n<p>Mi fiss\u00f2 negli occhi e aspir\u00f2 lentamente un\u2019altra boccata di fumo dalla sigaretta. Quel gesto, pur cosi semplice, diede una piega particolare alle sue splendide labbra, mettendone ancora pi\u00f9 in risalto la carnosit\u00e0. Una piega di cui ancora ricordo l\u2019estrema sensualit\u00e0.<\/p>\n<p>Fianchi e labbra: i tratti che noto di pi\u00f9 in una donna. E lei li aveva entrambi da dieci, almeno secondo la mia scala di valori: credo che la decisione di far rimanere in letargo le mie velleit\u00e0 amorose cadde in quel preciso momento.<\/p>\n<p>Poi disse ci\u00f2 che allora valutai come un pareggio in una ipotetica partita di calcio: \u201cDomani non lo so, ho un mezzo impegno. Facciamo cos\u00ec: mi lasci il tuo numero di cellulare e domattina eventualmente ti chiamo\u201d.<\/p>\n<p>\u201cUn mezzo impegno? Ma che roba \u00e8 un mezzo impegno?\u201d- Pensai in quel momento, nascondendo la delusione per il pareggio appena incassato. \u2013 \u201cDiamine, se hai un impegno dimmelo subito, lo capirei. Un impegno equivale ad un impegno. Mezzo impegno equivale ad una scusa. Lo sanno pure i bambini!\u201d \u2013 Rimuginai tra me e me.<\/p>\n<p>Le lasciai il numero di telefono, che lei memorizz\u00f2 sul suo cellulare avvolto da una copertina rossa che raffigurava tante piccole facce del Che Guevara con il sigaro in bocca e rientrammo in casa.<\/p>\n<p>\u201cPronto, allora che si fa?\u201d.<\/p>\n<p>Erano le 9.30 di una domenica di inizio gennaio ed evidentemente il mezzo impegno fu ulteriormente declassato ad un non impegno.<\/p>\n<p>E dunque Anita e i piccoli Che rossi che fumavano il sigaro avevano rispolverato il mio numero per accordarsi sul da farsi.<\/p>\n<p>Bofonchiai qualcosa, preso alla sprovvista.<\/p>\n<p>\u201cOk, senti, c\u2019\u00e8 una retrospettiva sul cinema norvegese alla Casa del Cinema a Villa Borghese. Andiamo in Villa, ci portiamo due panini e mangiamo l\u00ec sul prato. Poi nel pomeriggio ci spariamo la rassegna su Bent Hamer dalle tre in poi. E\u2019 in norvegese, ma ci sono i sottotitoli. Ti va?\u201d. \u2013 Mi propose, non senza manifestare un certo entusiasmo che allora giudicai, pur con tutta la buona volont\u00e0, ampiamente ingiustificato.<\/p>\n<p>Abbozzai: \u201cVeramente avevo pensato di andare a fare una gita al mare. Prenoto un ristorante che conosco, dove si mangia del buon pesce e facciamo una passeggiata. Che ne dici?\u201d.<\/p>\n<p>Accett\u00f2.<\/p>\n<p>Arrivammo ad Anzio verso le 12.45. Avevo prenotato per le 13.00 in un ottimo ristorantino al porto. Il tragitto in auto fu abbastanza tranquillo. Il clou del viaggio, per\u00f2, fu all\u2019inizio, quando lei sal\u00ec in auto.<\/p>\n<p>\u201cOddio, ma quelli sono rombi??\u201d \u2013 Esclam\u00f2, con un piede dentro l\u2019auto ed uno di fuori.<\/p>\n<p>\u201cCosa? Dove?\u201d. \u201cQuelli\u201d. \u2013 Mi disse, indicando il maglioncino grigio a variet\u00e0 di rombi che indossavo. Erano oggettivamente e inconfutabilmente rombi.<\/p>\n<p>\u201cBeh, si, a meno che non vogliamo definirli dei rettangoli sbilenchi. Magari ti farebbero meno impressione, ma geometricamente sarebbe una definizione scorretta\u201d. \u2013 Sorrisi.<\/p>\n<p>Sorrire anche lei, non dopo un doveroso \u201cOddio!\u201d, entrando in auto- vincendo il proprio ribrezzo per il mix di rombi-, lei, i suoi pantaloni viola, la sua camicetta viola e la sua sciarpa viola; aveva inforcato gli occhiali da sole con montatura viola ed eravamo partiti per il mare.<\/p>\n<p>Era una giornata fredda, ma con un cielo limpido e terso, di un azzurro pastello che riesce a vedersi solo nelle giornate invernali.<\/p>\n<p>\u201cAllora, dove si va?\u201d, mi chiese Anita.<\/p>\n<p>\u201cHo prenotato in un ristorante al porto. Ho fatto una ricerca su internet e ha ottime recensioni, soprattutto da chi ci \u00e8 gi\u00e0 stato\u201d.<\/p>\n<p>\u201cAh\u201d, emise perplessa. \u201cMa ogni volta che vai da qualche parte ti informi prima?\u201d.<\/p>\n<p>\u201cDi solito si. Non mi piace sbagliare e preferisco organizzarmi perch\u00e8 ci\u00f2 non accada. In genere mi va bene\u201d.<\/p>\n<p>\u201cMah, io invece improvviso. Scelgo come capita, mi piace provare, sperimentare\u201d. Contest\u00f2 lei.<\/p>\n<p>\u201cAnche a me piace sperimentare. Ma se riesco anche a non farmi fregare sono pi\u00f9 contento\u201d.<\/p>\n<p>Mi guard\u00f2 perplessa, come una che sembrasse annotare una voce in un elenco di cose nella propria mente e proseguimmo camminando lungo la banchina.<\/p>\n<p>Arrivati al ristorante ci accomodmmo al tavolo.<\/p>\n<p>Consumammo un ottimo pranzo a base di spaghetti cozze e pecorino e pesce al forno, innaffiati da una fresca falanghina dei campi flegrei, che lasciammo a met\u00e0.<\/p>\n<p>\u201cDai, andiamo a farci una passeggiata in spiaggia. Prendi il vino\u201d. Mi disse, alzandosi. E continu\u00f2: \u201cCi portiamo la bottiglia, che ce n\u2019\u00e8 ancora un bel p\u00f2\u201d.<\/p>\n<p>Uscimmo, avviandoci verso la spiaggia a levante, a pochi metri dal ristorante.<\/p>\n<p>Giunti alla spiaggia Anita si ferm\u00f2 a guardare il mare, incredibilmente fermo e rilucente ai raggi del sole calante: \u201ccerto, tutto perfetto, proprio un quadretto da romaticismo spinto..\u201d, sussurr\u00f2.<\/p>\n<p>Notai di nuovo sul suo viso quella strana smorfia di perplessit\u00e0, come se dentro di lei ci fosse in corso una discussione tra due Anite in disaccordo, sicuramente entrambe vestite di viola, ma comunque in disaccordo.<\/p>\n<p>Si tolse le scarpe, si arrotol\u00f2 gli orli dei pantaloni e scese sulla sabbia.<\/p>\n<p>La seguii con tutte le scarpe e la bottiglia.<\/p>\n<p>Camminammo fianco a fianco per qualche metro, bevendo qualche sorso a testa. E pi\u00f9 camminavamo pi\u00f9 mancavano le parole e subentravano i pensieri.<\/p>\n<p>Ci fermammo quasi sulla riva, lei a piedi nudi, io con le scarpe ricoperte di sabbia. Tornare all\u2019auto con un nulla di fatto oramai era fuori discussione.<\/p>\n<p>Ma sembrava che entrambi stessimo lottando contro qualcosa. Io sicuramente, ricordo, con la sabbia dentro le scarpe.<\/p>\n<p>Fu allora che mi prese le mani, si gir\u00f2 e, dopo qualche secondo in cui sembr\u00f2 che stesse per tuffarsi verso qualcosa di sconosciuto e che la impauriva, mi baci\u00f2.<\/p>\n<p>Si, eravamo diversi, molto diversi e lo capimmo nei mesi a venire.<\/p>\n<p>E sapevamo entrambi, gi\u00e0 da quel pomeriggio su quella spiaggia, che il nostro rapporto, nato in quel momento, aveva gi\u00e0 scritta la parola \u201cfine\u201d sul proprio percorso.<\/p>\n<p>Ma ci\u00f2 non ci imped\u00ec di intrecciare per un momento delle nostre vite le nostre anime, prima che ognuna riprendesse il cammino disgiunto verso ci\u00f2 che la nostra natura ci aveva riservato.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><i>Tra acqua e olio c\u2019\u00e8 una differenza chimica che, qualsiasi sforzo essi facciano per \u201cmescolarsi\u201d, non permette loro di amalgamarsi completamente e, alla lunga, essi tendono, naturalmente, a separarsi. Tuttavia, quando ci\u00f2 avviene, nell\u2019olio rimane ancora un p\u00f2 d\u2019acqua e nell\u2019acqua ancora un p\u00f2 d\u2019olio.<\/i><\/p>\n<p><i>\u00a0<\/i><\/p>\n<p>Non saprei dire chi di noi due fosse l\u2019acqua e chi l\u2019olio, ma nonostante siano passati quasi dieci anni da quando io e Anita ci mescolammo e poi, inevitabilmente, ci separammo e ci perdemmo di vista, ora capisco che per me, forse per noi, \u00e8 stato esattamente cos\u00ec.<\/p>\n<div class=\"pvc_clear\"><\/div>\n<p id=\"pvc_stats_13027\" class=\"pvc_stats all  \" data-element-id=\"13027\" style=\"\"><i class=\"pvc-stats-icon medium\" aria-hidden=\"true\"><svg aria-hidden=\"true\" focusable=\"false\" data-prefix=\"far\" data-icon=\"chart-bar\" role=\"img\" xmlns=\"http:\/\/www.w3.org\/2000\/svg\" viewBox=\"0 0 512 512\" class=\"svg-inline--fa fa-chart-bar fa-w-16 fa-2x\"><path fill=\"currentColor\" d=\"M396.8 352h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V108.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v230.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zm-192 0h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V140.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v198.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zm96 0h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V204.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v134.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zM496 400H48V80c0-8.84-7.16-16-16-16H16C7.16 64 0 71.16 0 80v336c0 17.67 14.33 32 32 32h464c8.84 0 16-7.16 16-16v-16c0-8.84-7.16-16-16-16zm-387.2-48h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8v-70.4c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v70.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8z\" class=\"\"><\/path><\/svg><\/i> <img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"16\" height=\"16\" alt=\"Loading\" src=\"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/301\/wp-content\/plugins\/page-views-count\/ajax-loader-2x.gif\" border=0 \/><\/p>\n<div class=\"pvc_clear\"><\/div>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Esistono dei momenti di vita che lasciano un segno pi\u00f9 indelebile di una cicatrice sulla pelle. E quelli che mi ha lasciato lei li ricordo ancora con una nitidezza che mi lascia sgomento. &nbsp; Ero emozionato. No, ero agitato. Eppure quella sera non avrei voluto neanche uscire. E invece alla fine mi ero lasciato convincere. [&hellip;]<\/p>\n<div class=\"pvc_clear\"><\/div>\n<p id=\"pvc_stats_13027\" class=\"pvc_stats all  \" data-element-id=\"13027\" style=\"\"><i class=\"pvc-stats-icon medium\" aria-hidden=\"true\"><svg aria-hidden=\"true\" focusable=\"false\" data-prefix=\"far\" data-icon=\"chart-bar\" role=\"img\" xmlns=\"http:\/\/www.w3.org\/2000\/svg\" viewBox=\"0 0 512 512\" class=\"svg-inline--fa fa-chart-bar fa-w-16 fa-2x\"><path fill=\"currentColor\" d=\"M396.8 352h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V108.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v230.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zm-192 0h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V140.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v198.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zm96 0h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V204.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v134.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zM496 400H48V80c0-8.84-7.16-16-16-16H16C7.16 64 0 71.16 0 80v336c0 17.67 14.33 32 32 32h464c8.84 0 16-7.16 16-16v-16c0-8.84-7.16-16-16-16zm-387.2-48h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8v-70.4c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v70.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8z\" class=\"\"><\/path><\/svg><\/i> <img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"16\" height=\"16\" alt=\"Loading\" src=\"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/301\/wp-content\/plugins\/page-views-count\/ajax-loader-2x.gif\" border=0 \/><\/p>\n<div class=\"pvc_clear\"><\/div>\n","protected":false},"author":3344,"featured_media":0,"comment_status":"open","ping_status":"closed","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[84],"tags":[],"class_list":["post-13027","post","type-post","status-publish","format-standard","hentry","category-premio-racconti-nella-rete-2013"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/13027"}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/users\/3344"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcomments&post=13027"}],"version-history":[{"count":5,"href":"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/13027\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":13029,"href":"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/13027\/revisions\/13029"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fmedia&parent=13027"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcategories&post=13027"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Ftags&post=13027"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}