{"id":12946,"date":"2013-03-01T11:51:42","date_gmt":"2013-03-01T10:51:42","guid":{"rendered":"http:\/\/www.raccontinellarete.it\/?p=12946"},"modified":"2013-03-02T20:10:50","modified_gmt":"2013-03-02T19:10:50","slug":"premio-racconti-nella-rete-2013-assetou-nene-ara-donne-africane-in-movimento-di-cinzia-chighine","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/?p=12946","title":{"rendered":"Premio Racconti nella Rete 2013 &#8220;Ass\u00e9tou, N\u00e9n\u00e9, Ara: donne africane in Movimento&#8221; di Cinzia Chighine"},"content":{"rendered":"<p>&#8211; Non lontano dalla piccola moschea, prima del Baobab, vive da sola Ass\u00e9tou. Adora le noccioline dolcificate con zucchero grezzo e la bevanda americana ai succhi tropicali. E\u2019 una donna gentile; di mestiere fa la commerciante ambulante di cacahuettes lungo la strada che da Pikeoko porta a Ouagadougou.<br \/>\nQualche tempo fa \u2013 era mattina \u2013 un cancro ai polmoni si \u00e8 portato via suo marito. Ma ne ha lasciato i vestiti, la pipa e un bastone di legno rudimentalmente intarsiato.<br \/>\nL\u2019unico loro figlio maschio, Boukari, \u00e8 andato ad alzare la china nella capitale. Le quattro figlie femmine sono tutte sposate, Inshallah&#8230;. e sono disperse nei villaggi al di l\u00e0 del barrage.<br \/>\nAss\u00e9tou si riunisce spesso con la sua grande famiglia e la nutre ancora, come sempre e come pu\u00f2. L\u2019unico rimpianto \u00e8 non aver potuto far studiare le figlie. Condivide con loro l\u2019impotenza dovuta al non sapere scrivere n\u00e8 leggere. Ha appreso, comunque, per necessit\u00e0, dopo la morte del marito, l\u2019arte del contare i numeri.<\/p>\n<p>Pikeoko: qui \u00e8 una mattina di gennaio calda e soffocante, ma gi\u00e0 sembra sera dal cielo che fa ombra. Una foschia bassa colorata di rosa striscia fra le crepe arse della terra rossa. Un vento quasi muto geme come bestia. Luce che muore e pi\u00f9 muore pi\u00f9 fa male agli occhi arrossati dalla polvere trasportata. Polvere grossa che fa tossire.<br \/>\nAss\u00e9tou tossisce lungo la strada per Ouaga. Viaggia a piedi con la sua mercanzia raccolta in piccoli sacchettini di plastica riposti con cura su una cesta di vimini che trasporta sulla testa.<br \/>\nIl sentiero si biforca: tutte le due vie sono piane ed infinite all\u2019orizzonte. Dei cespugli piegati dal sole segnano il bivio sulla sabbia.<br \/>\nDurante il cammino, ancora lungo, Ass\u00e9tou si perde nei ricordi: \u00e8 stata moglie, madre, sempre infaticabile lavoratrice. Sulla sua spina dorsale gravano il peso e le responsabilit\u00e0 del vivere quotidiano.<br \/>\nDonna come lavoratrice, dunque, comunque e sempre: la sua \u00e8 una forza doppiamente produttiva, come donna madre-nutrice e come donna produttrice. La stessa forza che la condanna le da il privilegio nel contempo di sentirsi insostituibile: negli anni \u00e8 stata sua la cura della casa e della famiglia, l&#8217;educazione dei figli e l&#8217;assistenza agli anziani, cos\u00ec come la parte del lavoro di sussistenza entro il territorio domestico.<br \/>\nDa madre &#8211; ma anche da figlia \u2013 ha sempre assolto il compito quotidiano e pesantissimo di andare tutti i giorni a prendere l&#8217;acqua al pozzo (lontano diversi chilometri dal villaggio) e procurare la legna da ardere.<br \/>\nTra i pensieri, Ass\u00e9tou raggiunge la sua postazione di lavoro, all\u2019angolo del carreffour, dove quotidianamente passano decine di autobus, taxi sept places e qualche jeep con toubab. Ogni fermata \u00e8 una corsa al finestrino, una contrattazione per la vendita; ogni franco guadagnato \u00e8 un successo. Mani e braccia che entrano tra i vetri dell\u2019autovettura, sguardi che si incrociano per scrutare quanto si pu\u00f2 insistere, urla da ambulanti che sfondano il silenzio del disinteresse. La compravendita \u00e8 essenza di vita, di scambio di umanit\u00e0; da\u2019 il senso all\u2019attesa e al movimento del viaggio.<\/p>\n<p>A fine giornata Ass\u00e9tou \u00e8 stanca ma contenta. Il lavoro rende liberi. Libera si rincammina verso il suo villaggio.Visto che la sera avanza e il vento sferza con una polvere granulosa, Ass\u00e9tou deve scegliere d\u2019istinto se imboccare la via pi\u00f9 breve o quella pi\u00f9 facile.Fiato di sera lento, dopo cinque ore di cammino, si comincia a vedere i fal\u00f2 del villaggio.<br \/>\nSapore di acqua fresca, un piatto di polenta bianca condivisa davanti al fuoco, un fromager che stormisce, l\u2019ombra della notte che si posa su tutto il villaggio.<\/p>\n<p>E\u2019 notte tarda ormai, quando Ass\u00e9tou stende il tappetino liso sulla sabbia dell\u2019aia e prega. Poi si siede e alza la sottana di wax dai colori sferzanti e conta i franchi CFA guadagnati. Libera ritorna alle faville del focolare, piegata sul pentolone, ruota il grande mestolo che mescia la polenta per domani. Prima che sia mattina avr\u00e0 finito.<br \/>\nSia quel che sia, domani, comunque Ass\u00e9tou s\u2019alzer\u00e0 per ricominciare la lunga giornata. Poi andr\u00e0 all\u2019angolo della finestra: fuori, in cortile, un nero di pece mascherer\u00e0 la notte prima che sia luce.<br \/>\n&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8211;<br \/>\nOdore di pioggia senza pioggia. A Louga si aspetta la stagione dell\u2019hivernage, augurandosi che quest\u2019anno Allah possa garantire nutrimento per il grano sufficiente per permettere il raccolto. Si prega da mesi per questo.<br \/>\nN\u00e9n\u00e9 \u00e8 vedova dall\u2019inizio dell\u2019estate. Un muro di fango, quello della sua casa, \u00e8 caduto sul marito: la pioggia torrenziale ha causato lo smottamento del terreno e non c\u2019\u00e8 stato piu\u2019 nulla da fare. Eppure ogni volta che ne parla \u00e8 una specie di riposo per lei.<br \/>\nRicorda la settimana di lutto fuori dalla casa, contorniata dalle donne del villaggio. Biscotti dal gusto stantio venivano offerti come dessert di benvenuto e ringraziamento a parenti, conoscenti e altri che venivano a renderle omaggio per la perdita del marito. Visi amici. Sguardi indiscreti. Parole di convenienza. Abbracci di calore.<br \/>\nLe mura di fango della casa proteggevano i tre figli. Tra di loro, in particolare Vivianne: molto piccola ancora, soltanto una bambina. La figlia maggiore, D\u00e9nise, faceva da spola tra il dolore ufficiale e l\u2019intimit\u00e0 di una famiglia disperata. Tanto magra da sembrare quasi trasparente da passare tra le crepe delle pietre della capanna.<br \/>\nN\u00e9n\u00e9 ricorda lo sguardo spento ma candido di D\u00e9nise, come se i suoi occhi vedessero soltanto ci\u00f2 che \u00e8 buono. Pensava: \u201ci miei figli sono stati bazzettati, sono cattolici&#8230;..Dio li aiuter\u00e0 nel dolore\u201d. Eppure nei suoi occhi non intravedeva la disperazione placata dalla condivisone con cos\u00ec tanta gente. Nel frattempo, da musulmana dalla nascita, accettava a cuore aperto, come un\u2019eucarestia, il tozzo di pane di frumento e l\u2019acqua del pozzo offertogli dalla figlia.<br \/>\nNell\u2019aia, invece, erano riuniti, separatamente dalle donne, gli uomini del villaggio, a consolare i fratelli del marito e a confrontarsi sul destino della famiglia.<br \/>\nSotto una tenda alquanto logora: tante teste, spesso chine in preghiera o corpi sdraiati sul grande tappeto di plastica colorata intrecciata, dove spiccavano bianchi i plantari dei piedi con costellazioni di macchie, nei e piccole spine conficcate.<br \/>\nTutto intorno un miscuglio vischioso di odori scuri sopra i quali gravava pesante quello<br \/>\ndell\u2019incenso bruciato. Un uomo lento faceva acomodare l\u2019ospite e due volte andava e veniva, l\u2019ultima con un bicchiere di t\u00e9 con aroma di menta.<br \/>\nOgni ospite formulava alcune domande generali sulla vita, la salute eccetera eccetera. S\u2019informava su i parenti e villaggio di origine. Poi compiangeva il defunto. Infine il silenzio. Per qualche tempo i presenti sembravano studiarsi le mani, come a controllare che ci fossero tutte le dita e tutte a loro posto. Mani aperte, Cuori intatti.<br \/>\nPer un attimo fra le pieghe della tenda un sorriso di un bambino con denti di neve.<br \/>\nIl richiamo del muezzin alla moschea ed una processione di uomini come soldati in missione di scorta al corpo del defunto avvolto in un telo bianco.<br \/>\nCome supporto, tavole di legno destinate a bruciare.<\/p>\n<p>&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;-<br \/>\nDa diciotto mesi Idrissa \u00e8 lontano per combattere in guerra. In una trincea che non \u00e8 n\u00e9 sua n\u00e9 degli altri mille burkinab\u00e9 che dai villaggi rurali intorno alla Capitale sono partiti per la Costa d\u2019Avorio. Dal villaggio sono andati via dodici uomini: tre fratelli e gli altri cugini fra loro. Cinque famiglie spezzate ma unite nella speranza del ritorno dei propri uomini con i franchi guadagnati in una battaglia mercenaria per i soldati del Burkina Faso.<br \/>\nFra le donne in attesa, c\u2019\u00e8 Ara. A sedici anni e mezzo, in un paese di campagna l\u2019accasarono a un lontano parente di P\u00f4. Un trentenne vedovo di prima moglie.<br \/>\nIn Burkina Faso \u00e8 costume far sposare le donne a gente di famiglia. Idrissa, infatti, \u00e8 anche suo cugino.<br \/>\nAra ha vissuto con suo marito e le altre due mogli solo due mesi dopo averlo sposato, prima della sua partenza per il villaggio ivoriano di Seghela. Ma ha imparato in quei pochi giorni che il suo bene \u00e8 anche il suo dovere e si \u00e8 affezionata a quell\u2019uomo gentile e di alta statura. Ha cantato a festa per la partenza degli uomini di P\u00f4, ringraziando Allah per quel giorno in cui quell\u2019uomo dalla voce ricca e cangiante entr\u00f2 nel villaggio e sotto il Baobab richiam\u00f2 i mercenari burkinab\u00e9. Un uomo che sapeva che cosa era meglio dire e che cosa passare sotto il silenzio.<br \/>\nRitornata nubile, cognate e mogli la tengono d\u2019occhio e non la lasciano mai sola. In realt\u00e0, Ara aspetta nei suoi sogni il ritorno del suo amabile amato per vivere quello che finora le \u00e8 stato negato. Ha le gambe robuste ma i seni giovani e liberi che sbucano dal vestito a seconda di come lei si muove, ride, si china. Lavora sodo con le altre mogli e non si tira mai indietro anche ai compiti pi\u00f9 faticosi.<\/p>\n<p>Gi\u00e0 due dei soldati sono tornati cinque mesi fa al villaggio. N\u00e9 feriti n\u00e9 offesi. Con i soldi guadagnati costruiranno la propria casa in mattoni intorno alla capanna e finalmente un granaio chiuso assicurer\u00e0 il cibo per tutto l\u2019anno, contro le intemperie e gli animali.<br \/>\nLe loro donne saltano in balli di festa. Un soldato \u00e8 tornato, ma \u00e8 particolarmente stanco: \u201cPaludisme?\u201dAmmalarsi di malaria fuori dal villaggio \u00e8 una disgrazia: non si viene curati e il male mangia dentro senza fermarsi. Ma questa volta \u00e8 una palu diversa, che uomini onesti si portano dietro da incontri di intimit\u00e0 nei sentieri di guerra. Sesso prezzolato nella soglia della sopravvivenza, dove la guerra fa incontrare uomini soli e donne disperate che hanno solo il loro corpo da barattare per guadagnare la loro sopravvivenza e dei loro figli.<br \/>\nE dopo l\u2019attesa, l\u2019unione, comporta cos\u00ec la condivisone della malattia, ovvero l\u2019infezione del virus dell&#8217;HIV, a cui le donne sono, da sempre e ovunque, le vittime pi\u00f9 esposte. Nessuno ha mai parlato di Aids a P\u00f4. Esiste solo un tab\u00f9 di un male oscuro, che porta via mangiando le anime.<br \/>\nAra, intanto, davanti al mare della savana, attende intrepita il ritorno del suo coraggioso soldato. Sguardo profondi racconta senza proferire parola. Il potere di un sorriso. E su quel viso bellissimo, che si rivela da sotto un velo di scura fatica e solchi d\u2019esperienza inimmaginabile, \u00e8 tutta la guerra quotidiana per la vita.<br \/>\nLa citt\u00e0 si mostra nuda e seducente all\u2019alba, quando le strade sono solitarie ed abbandonate al vento dell\u2019Harmatthan e le case di fango e sassi sono ancora affollate; quando mendicanti si levano dagli angoli delle ancora vuote piazze del mercato ed i pastori infreddoliti pescano in greggi accavocciati di vacche scarne e montoni assetati.<br \/>\nGorom Gorom appare agli occhi del viaggiatore come un puzzle dove tanti pezzi sono andati casualemente perduti; il paesaggio \u00e8 fatto da bassi edifici in banco (terra battuta) con stanzette essenziali, appoggiate a muri smunti nelle case dei pastori, arricchite da decorazioni sgargianti nell\u2019abitazione del Sindaco e camuffate con piante di plastica impolverate nei rari Tele Centre.<\/p>\n<div class=\"pvc_clear\"><\/div>\n<p id=\"pvc_stats_12946\" class=\"pvc_stats all  \" data-element-id=\"12946\" style=\"\"><i class=\"pvc-stats-icon medium\" aria-hidden=\"true\"><svg aria-hidden=\"true\" focusable=\"false\" data-prefix=\"far\" data-icon=\"chart-bar\" role=\"img\" xmlns=\"http:\/\/www.w3.org\/2000\/svg\" viewBox=\"0 0 512 512\" class=\"svg-inline--fa fa-chart-bar fa-w-16 fa-2x\"><path fill=\"currentColor\" d=\"M396.8 352h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V108.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v230.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zm-192 0h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V140.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v198.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zm96 0h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V204.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v134.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zM496 400H48V80c0-8.84-7.16-16-16-16H16C7.16 64 0 71.16 0 80v336c0 17.67 14.33 32 32 32h464c8.84 0 16-7.16 16-16v-16c0-8.84-7.16-16-16-16zm-387.2-48h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8v-70.4c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v70.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8z\" class=\"\"><\/path><\/svg><\/i> <img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"16\" height=\"16\" alt=\"Loading\" src=\"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/301\/wp-content\/plugins\/page-views-count\/ajax-loader-2x.gif\" border=0 \/><\/p>\n<div class=\"pvc_clear\"><\/div>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>&#8211; Non lontano dalla piccola moschea, prima del Baobab, vive da sola Ass\u00e9tou. 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