{"id":12895,"date":"2013-02-24T18:28:14","date_gmt":"2013-02-24T17:28:14","guid":{"rendered":"http:\/\/www.raccontinellarete.it\/?p=12895"},"modified":"2013-02-24T18:28:14","modified_gmt":"2013-02-24T17:28:14","slug":"premio-racconti-nella-rete-2013-la-scelta-di-zeno-di-enrico-losso","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/?p=12895","title":{"rendered":"Premio Racconti nella Rete 2013 &#8220;La scelta di Zeno&#8221; di Enrico Losso"},"content":{"rendered":"<p>Zeno odia i confessionali.<\/p>\n<p>Gli ricordano gli anni in cui doveva infilarcisi dentro: gli mancava l&#8217;aria. Quando ha chiesto a don Claudio di fare due chiacchiere, ha temuto che lo facesse inginocchiare su uno di quelli. Invece il prete ha sorriso e gli ha detto: mi accompagni a dare da mangiare ai gatti.<\/p>\n<p>Sulla panchina del piccolo parco dietro la chiesa si sta bene. Per un po&#8217; si pu\u00f2 dimenticare di avere ancora poco tempo da vivere, riflette Zeno. Don Claudio non fa domande. Aspetta, e d\u00e0\u00a0 qualche avanzo di salsiccia a tre randagi.<\/p>\n<p>Zeno non sa cosa lo abbia spinto a volere cos\u00ec vicino a s\u00e9 una tonaca: sono decenni che se ne tiene alla larga. Appena alzato ha sentito il bisogno di chiudere il cerchio.<\/p>\n<p>Era necessario arrivare a novantadue anni, sorride fra s\u00e9.<\/p>\n<p>Quando anche il gatto grigio ha finito il suo pezzetto, le parole escono con naturalezza.<\/p>\n<p>&#8220;Sono stato anch&#8217;io un prete, tanti anni fa.&#8221;<\/p>\n<p>Don Claudio ha un sorriso che invita a proseguire.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><i>Quello che vide in quel seminterrato squallido fuori delle mura andava ben oltre gli spettacoli atroci che la guerra continuava a dispensare da troppi anni. <\/i><\/p>\n<p><i>Don Zeno vomit\u00f2. <\/i><\/p>\n<p><i>Non gli era mai capitato, neanche quando era stato fra i primi ad entrare nella scuola bruciata per rappresaglia. Toss\u00ec con rabbia, piegato in due, strizzando gli occhi. Non avrebbe pi\u00f9 voluto aprirli. Rimase in ginocchio.<\/i><\/p>\n<p><i>&#8220;Prete! Ti ho fatto una domanda!&#8221;<\/i><\/p>\n<p><i>Cerc\u00f2 di ancorarsi al\u00a0Padre Nostro, lo avrebbe salvato anche questa volta. Non lo avrebbe fatto affogare nel dolore. Sput\u00f2 le prime parole, ma dopo il\u00a0<\/i>sia santificato<i>\u00a0le altre non si lasciarono ricordare e lo abbandonarono.<\/i><\/p>\n<p><i>Delle mani robuste, da contadino, gli afferrarono i capelli, sulla nuca, e lo strappo lo costrinse a alzare la testa.<\/i><\/p>\n<p><i>La voce gli si avvicin\u00f2 all&#8217;orecchio, pi\u00f9 cattiva.<\/i><\/p>\n<p><i>&#8220;Non lo riconosci il tuo amico?&#8221;<\/i><\/p>\n<p><i>Don Zeno preg\u00f2 di essersi sbagliato. Che sotto il sangue che aveva visto non ci fosse lui. Che l&#8217;immagine orrenda sbattutagli negli occhi fosse solo un incubo della notte, uno di quelli che evaporano al risveglio.<\/i><\/p>\n<p><i>Lo schiaffo arriv\u00f2 secco. E con quello le lacrime, e subito dopo l&#8217;istinto di alzare le palpebre.<\/i><\/p>\n<p><i>Un unico occhio lo stava fissando. Un obl\u00f2 azzurro che spuntava fra tutto quel sangue. E dietro il sangue c&#8217;era Andreas, non potevano esserci dubbi.<\/i><\/p>\n<p><i>Don Zeno apr\u00ec la bocca a riprendere fiato. Troppa vista lo stava soffocando.<\/i><\/p>\n<p><i>Andreas era bloccato su una sedia, con i polsi legati dietro la schiena. La divisa della Wermacht era strappata sul petto, per lasciare lavorare meglio il coltello.<\/i><\/p>\n<p><i>Gli avevano cavato l&#8217;occhio destro.<\/i><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Don Claudio ascolta attento. Quasi trasalisce quando Zeno si interrompe per passarsi la mano sulla guancia ispida.<\/p>\n<p>&#8220;Ho compiuto tanti peccati nella mia vita. Avevo una relazione con il soldato tedesco. Doveva essere un nemico, ma per me era solo il mio Andreas.&#8221;<\/p>\n<p>\u201cChi erano\u00a0 quelli\u00a0 che la portarono\u00a0 l\u00e0?\u201d<\/p>\n<p>\u201cI partigiani di Corsaro.\u00a0 Erano venuti a sapere\u00a0 che me la facevo con un tedesco. Ci spiarono. Studiarono le nostre mosse, poi lo catturarono. E presero anche me.\u201d<\/p>\n<p>\u201cQuanto possono essere cattivi gli uomini.\u201d<\/p>\n<p><i>\u00a0<\/i><\/p>\n<p><i>Un gigante di almeno due metri si frappose fra i due, dando le spalle al soldato tedesco.<\/i><\/p>\n<p><i>Don Zeno non fece in tempo ad accorgersi degli stivali enormi e sporchi che gli si erano parati davanti che un&#8217;altra mano lo afferr\u00f2, questa volta dal petto. Fece presa sul tessuto della tonaca. Lo rimise in piedi.<\/i><\/p>\n<p><i>Si trov\u00f2 di fronte un viso largo, irsuto. Una benda nera gli copriva l&#8217;orbita destra.<\/i><\/p>\n<p><i>\u201cHai visto, prete, cosa succede ai tedeschi? Si dice occhio per occhio, no? Io ho restituito il favore.\u201d<\/i><\/p>\n<p><i>Don Zeno inizi\u00f2 a singhiozzare.<\/i><\/p>\n<p><i>\u201cPiangi? Non hai visto ancora niente.\u201d<\/i><\/p>\n<p><i>Corsaro moll\u00f2 la presa e Don Zeno croll\u00f2 a terra, come se tutta la forza avesse abbandonato il suo corpo esile.<\/i><\/p>\n<p><i>\u201cFai schifo, prete. Te la fai con un tedesco, e adesso tremi come un ragazzino. Ti avremmo gi\u00e0 dovuto ammazzare cento volte, in cento modi diversi.\u201d<\/i><\/p>\n<p><i>Corsaro sferr\u00f2 un calcio al fianco di Don Zeno.<\/i><\/p>\n<p><i>\u201cMa oggi \u00e8 un giorno speciale. I compagni di Roma hanno ammazzato trentatr\u00e9 maiali nazisti in via Rasella. Oggi ci sentiamo generosi.\u201d<\/i><\/p>\n<p><i>Don Zeno ud\u00ec un gemito uscire dalla bocca di Andreas. <\/i><\/p>\n<p><i>\u201cScegli, prete. O tu o lui.\u201d<\/i><\/p>\n<p><i>Gli altri quattro partigiani rimasero impassibili. Don Zeno ne vedeva solo le gambe, immobili.<\/i><\/p>\n<p><i>\u201cSe decidi di salvargli la vita, finisci al suo posto. Altrimenti puoi andartene e noi continuiamo a divertirci con lui.\u201d<\/i><\/p>\n<p><i>\u00a0<\/i><\/p>\n<p>Zeno sospira. \u00c8 un sospiro fragilissimo. Don Claudio osserva i suoi occhi che sono velati. Non saprebbe dire se\u00a0 siano lacrime o soltanto vecchiaia. Zeno ha la schiena diritta anche quando sta seduto, non dimostra tutti gli anni che ha.<\/p>\n<p>Dice in un filo di voce: \u201cSono stato un vigliacco. Non ho avuto il coraggio di salvargli la vita. L&#8217;ho tradito.\u201d Le tre frasi che pronuncia sembrano pietre tombali.<\/p>\n<p>Don Claudio si accorge di avere le mani fredde.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><i>I partigiani lasciarono i due prigionieri da soli. Un ultimo gesto di perfidia, pi\u00f9 che di piet\u00e0.<\/i><\/p>\n<p><i>Don Zeno si trascin\u00f2 verso la sedia da cui quell&#8217;unico occhio continuava a fissarlo. Singhiozzava, mentre Andreas non aveva detto ancora nessuna parola.<\/i><\/p>\n<p><i>\u201cAndreas.\u201d<\/i><\/p>\n<p><i>Il corpo del tedesco ebbe un fremito.<\/i><\/p>\n<p><i>\u201cDammi la forza, Andreas. Ti prego, dammi la forza. Voglio vivere.\u201d<\/i><\/p>\n<p><i>\u201cSono gi\u00e0 morto, Zeno.\u201d<\/i><\/p>\n<p><i>Pronunci\u00f2 una zeta dura che galleggi\u00f2 fra le parole impassibili.<\/i><\/p>\n<p><i>\u201cNon ho il coraggio, Andreas, ho paura, ho paura, ho paura&#8230;\u201d<\/i><\/p>\n<p><i>\u201cMi hai detto che mi amavi.\u201d<\/i><\/p>\n<p><i>\u00a0<\/i><\/p>\n<p>Zeno accarezza con entrambe le mani il manico del bastone. Don Claudio ha lasciato cadere a terra il sacchetto di carta con gli avanzi. Un altro gatto si avventa su tanta grazia.<\/p>\n<p>\u201cHo avuto molto tempo per pensarci. Ogni anno mi sono detto che non avrei mai trovato, in nessun angolo di me, la forza per salvarlo. Ma me lo sono detto troppe volte.\u201d<\/p>\n<p>Don Claudio fruga, ma non trova nessuna parola che gli sembri adatta.<\/p>\n<p>\u201cLo vidi il giorno dopo, impiccato al ciliegio dietro la canonica.\u201d<\/p>\n<p>Zeno sente che non ha pi\u00f9 altro da aggiungere. Che raccontare gli ha fatto bene.<\/p>\n<p>Se ne va con passo incerto, mentre don Claudio rimane a osservare i gatti.<\/p>\n<div class=\"pvc_clear\"><\/div>\n<p id=\"pvc_stats_12895\" class=\"pvc_stats all  \" data-element-id=\"12895\" style=\"\"><i class=\"pvc-stats-icon medium\" aria-hidden=\"true\"><svg aria-hidden=\"true\" focusable=\"false\" data-prefix=\"far\" data-icon=\"chart-bar\" role=\"img\" xmlns=\"http:\/\/www.w3.org\/2000\/svg\" viewBox=\"0 0 512 512\" class=\"svg-inline--fa fa-chart-bar fa-w-16 fa-2x\"><path fill=\"currentColor\" d=\"M396.8 352h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V108.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v230.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zm-192 0h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V140.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v198.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zm96 0h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V204.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v134.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zM496 400H48V80c0-8.84-7.16-16-16-16H16C7.16 64 0 71.16 0 80v336c0 17.67 14.33 32 32 32h464c8.84 0 16-7.16 16-16v-16c0-8.84-7.16-16-16-16zm-387.2-48h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8v-70.4c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v70.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8z\" class=\"\"><\/path><\/svg><\/i> <img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"16\" height=\"16\" alt=\"Loading\" src=\"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/301\/wp-content\/plugins\/page-views-count\/ajax-loader-2x.gif\" border=0 \/><\/p>\n<div class=\"pvc_clear\"><\/div>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Zeno odia i confessionali. 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