{"id":1289,"date":"2009-05-07T17:15:35","date_gmt":"2009-05-07T16:15:35","guid":{"rendered":"http:\/\/www.raccontinellarete.it\/?p=1289"},"modified":"2009-05-07T18:26:47","modified_gmt":"2009-05-07T17:26:47","slug":"le-radici-del-cuore","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/?p=1289","title":{"rendered":"Racconti nella Rete 2009 &#8220;Le radici del cuore&#8221; di Claudia Colasanti"},"content":{"rendered":"<p>Al volgere della sera all&#8217;interno di un&#8217;agenzia immobiliare nella citt\u00e0 di Tivoli, nei pressi di Roma, un&#8217;impiegata mi restituiva con fare frettoloso le chiavi della casa dei miei genitori che dalla morte di mia madre avevo messo in vendita, e che per ironia della sorte, ora che io e mia moglie c&#8217;eravamo lasciati ero costretto, mio malgrado, a tornare ad abitare, perch\u00e9 mai avrei potuto permettermi un appartamento a Roma, soprattutto in questo momento. Tornai cos\u00ec rassegnato alla mia auto, con lo stato d&#8217;animo dell&#8217;emigrante sconfitto, costretto a tornare in quel paese nativo che, come molti miei compaesani, mi limitavo a visitare oramai solo in occasione delle ricorrenze. Misi in moto e abbandonai il traffico del centro immettendomi sulla via empolitana ritrovandomi d&#8217;un tratto immerso nella campagna laziale la quale, come una perfetta padrona di casa, mi accoglieva nella sua dimora offrendomi da subito lo scenario suggestivo delle rovine degli acquedotti romani che attraversavano la piccola valle che si apriva di fronte ai miei occhi. Decelarai, e decisi di procedere con calma lasciandomi rapire dal paesaggio, intraprendendo quel cammino che finalmente mi stava riportando a casa.<\/p>\n<p>Superai valle caprara, colle passero e mi tornarono in mente la mia infanzia, i miei genitori e questi luoghi a me cos\u00ec cari assunsero un valore diverso, provai un senso di disagio pensando all&#8217;uomo che ero diventato; come avevo potuto pensare di vendere ad altri la casa in cui ero cresciuto con tanto distacco e freddezza, quella stessa fermezza che d&#8217;altronde mi aveva contraddistinto nel mettere fine al mio matrimonio. Ripensai alle belle serate d&#8217;estate trascorse nel vicolo del paese a giocare con gli amici fino a quando i nostri genitori, esaurite le chiacchiere leggere o terminati gli improvvisati tornei a carte ci richiavano in casa, oppure i preparativi per l&#8217;infiorata, in occasione dei quali era realmente concesso a noi bambini rimanere alzati fino tarda notte per partecipare alla preparazione dei quadri. Di nuovo per\u00f2 i miei pensieri furono distolti dalla cornice naturale nella quale ormai ero immerso: cominciai a scorgere Ciciliano, arroccato sulla sua collina, distinguibile l&#8217;imponente castello Theodoli a dominare il paese. Superai il bivio che vi conduceva e discesi la vallata ringraziando il cielo d&#8217;aver strappato fino ad oggi queste colline dalle mani del &#8220;dio&#8221; cemento e mi augurai che l&#8217;amore ed il rispetto profondo che nutrivo per questi luoghi potessero divenire un giorno un valore condiviso. Giunsi nei pressi della contrada Gammarari e la vista spazi\u00f2 sulla pianura umida, alzai poi lo sguardo e vidi i monti Prenestini e alla cima del monte Guadagnolo il santuario della Mentorella, abbarbicato su un dosso del monte, vigile da sempre a vegliare sulla mia casa e sul mio paese immerso tra gli oliveti: Pisoniano.<\/p>\n<p>Pensai cos\u00ec che infondo, lontano dalla citt\u00e0, sarei potuto tornare a dedicare il mio tempo libero a passeggiare per quei sentieri che tanto amavo da ragazzino, avrei per esempio ripercorso il sentiero\u00a0 che dal centro del paese conduce al santuario della Mentorella, oppure d&#8217;estate, avrei potuto risalire il letto di quel torrente ormai secco, nei pressi del quale sorge la cappella dedicata a Santa Rita da Cascia per proseguire fino al vecchio fontanile, mi sarei seduto sulla panchina posta sotto l&#8217;albero e avrei goduto di quella quiete meravigliosa.<\/p>\n<p>Percorsi in auto l&#8217;lultimo tornante e arrivai finalmente in paese, parcheggiai nel centro abitato e salii via del colle e mi sembr\u00f2 di vederla ancora l\u00ec mia madre, seduta sul muretto a godere del fresco e a parlare con le vicine, ma stranamente il suo pensiero non mi procu\u00f2 nostalgia o sofferenza perch\u00e9 la mia sensazione fu come se da l\u00ec non se ne fosse mai andata, quei luoghi erano veramente intrisi della sua presenza. Mi fermai in cima a riprendere fiato, mirai i paesi illuminati che sembravano presepi: Cerreto, Rocca canterano e come incastonata alla collina, la pi\u00f9 bella, Cervara di Roma.<\/p>\n<p>Mi voltai, e continuai a salire per il vicolo che si faceva via via pi\u00f9 stretto ed irto, mi avvicinai al civico 24 e staccai con decisione il cartello vendesi, aprii il portoncino e il calore e l&#8217;affetto della mia famiglia erano ancora l\u00ec, imbevuti tra le mura. Mi lasciai avvolgere da quel calore, che pur tuttavia in quel momento sentii che non mi bastava, perch\u00e9 per essere felice, avrei potuto condividerlo solamente con Lei. Chiamai mia moglie e le chiesi di tornare da me e ricomnciare insieme da qu\u00ec, dalle mie radici, quelle pi\u00f9 profonde, quelle del cuore.<\/p>\n<div class=\"pvc_clear\"><\/div>\n<p id=\"pvc_stats_1289\" class=\"pvc_stats all  \" data-element-id=\"1289\" style=\"\"><i class=\"pvc-stats-icon medium\" aria-hidden=\"true\"><svg aria-hidden=\"true\" focusable=\"false\" data-prefix=\"far\" data-icon=\"chart-bar\" role=\"img\" xmlns=\"http:\/\/www.w3.org\/2000\/svg\" viewBox=\"0 0 512 512\" class=\"svg-inline--fa fa-chart-bar fa-w-16 fa-2x\"><path fill=\"currentColor\" d=\"M396.8 352h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V108.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v230.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zm-192 0h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V140.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v198.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zm96 0h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V204.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v134.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zM496 400H48V80c0-8.84-7.16-16-16-16H16C7.16 64 0 71.16 0 80v336c0 17.67 14.33 32 32 32h464c8.84 0 16-7.16 16-16v-16c0-8.84-7.16-16-16-16zm-387.2-48h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8v-70.4c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v70.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8z\" class=\"\"><\/path><\/svg><\/i> <img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"16\" height=\"16\" alt=\"Loading\" src=\"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/301\/wp-content\/plugins\/page-views-count\/ajax-loader-2x.gif\" border=0 \/><\/p>\n<div class=\"pvc_clear\"><\/div>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Al volgere della sera all&#8217;interno di un&#8217;agenzia immobiliare nella citt\u00e0 di Tivoli, nei pressi di Roma, un&#8217;impiegata mi restituiva con fare frettoloso le chiavi della casa dei miei genitori che dalla morte di mia madre avevo messo in vendita, e che per ironia della sorte, ora che io e mia moglie c&#8217;eravamo lasciati ero costretto, [&hellip;]<\/p>\n<div class=\"pvc_clear\"><\/div>\n<p id=\"pvc_stats_1289\" class=\"pvc_stats all  \" data-element-id=\"1289\" style=\"\"><i class=\"pvc-stats-icon medium\" aria-hidden=\"true\"><svg aria-hidden=\"true\" focusable=\"false\" data-prefix=\"far\" data-icon=\"chart-bar\" role=\"img\" xmlns=\"http:\/\/www.w3.org\/2000\/svg\" viewBox=\"0 0 512 512\" class=\"svg-inline--fa fa-chart-bar fa-w-16 fa-2x\"><path fill=\"currentColor\" d=\"M396.8 352h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V108.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v230.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zm-192 0h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V140.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v198.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zm96 0h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V204.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v134.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zM496 400H48V80c0-8.84-7.16-16-16-16H16C7.16 64 0 71.16 0 80v336c0 17.67 14.33 32 32 32h464c8.84 0 16-7.16 16-16v-16c0-8.84-7.16-16-16-16zm-387.2-48h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8v-70.4c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v70.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8z\" class=\"\"><\/path><\/svg><\/i> <img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"16\" height=\"16\" alt=\"Loading\" src=\"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/301\/wp-content\/plugins\/page-views-count\/ajax-loader-2x.gif\" border=0 \/><\/p>\n<div class=\"pvc_clear\"><\/div>\n","protected":false},"author":386,"featured_media":0,"comment_status":"open","ping_status":"closed","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[3],"tags":[],"class_list":["post-1289","post","type-post","status-publish","format-standard","hentry","category-racconti-2009"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/1289"}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/users\/386"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcomments&post=1289"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/1289\/revisions"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fmedia&parent=1289"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcategories&post=1289"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Ftags&post=1289"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}