{"id":12816,"date":"2013-02-12T11:37:50","date_gmt":"2013-02-12T10:37:50","guid":{"rendered":"http:\/\/www.raccontinellarete.it\/?p=12816"},"modified":"2013-02-13T19:36:32","modified_gmt":"2013-02-13T18:36:32","slug":"premio-racconti-nella-rete-2013-clara-di-emanuela-fagnani","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/?p=12816","title":{"rendered":"Premio Racconti nella Rete 2013 &#8220;Clara&#8221; di Emanuela Fagnani"},"content":{"rendered":"<p>E\u2019 stato un lungo viaggio durato ore interminabili ma costretto in poco tempo, una sola giornata per andare, lasciarla e rientrare.<br \/>\nRientrare, senza di lei.<br \/>\nSolo sedici anni, e gi\u00e0 due di sostanze, a bruciarle oltre alle vene la vita.<br \/>\nLa mattina alle sei, abbiamo suonato il campanello, eravamo d\u2019accordo che per quell\u2019ora saremmo passati e che doveva farsi trovare pronta, in piedi con la valigia chiusa.<br \/>\nSuoniamo, niente, suoniamo ancora.<br \/>\nAl citofono si sente uno scricchiolio e poi qualcuno che parla, \u00e8 la sorella, che parla piano piano, come se la sua voce potesse svegliare il palazzo, e come per evitare, forse, che il palazzo, a quell\u2019ora, la vedesse andar via con noi, e capisse tutto.<br \/>\nCome se non avessero capito!<br \/>\nNon era un mistero.<br \/>\nLo sapevano tutti, dentro e fuori il palazzo, che Clara, a soli sedici anni, erano gi\u00e0 ben due anni che si disfaceva con sostanze pesanti e che, disfaceva il suo corpo, concedendolo al miglior offerente, e che, con il denaro messo insieme disfacendosi, correva a pagare la roba, al tizio che arrivava sotto casa col motorino nero pece opaco perch\u00e9 ritinto pi\u00f9 volte, rubato pi\u00f9 volte.<br \/>\nLa sorella \u00e8 pi\u00f9 grande di tre anni ed ha gi\u00e0 un figlio, di due anni, che vive con lei.<br \/>\nAnche lei si \u00e8 fatta un po\u2019 di comunit\u00e0, per\u00f2 poi ha interrotto, lei dice di aver concluso il programma, ma invece ha interrotto, ed \u00e8 cosa ben diversa.<br \/>\nIl rientro, il ritorno, il reinserimento, \u00e8 un altro.<br \/>\nIl suo infatti non sta andando troppo bene, anzi si dice che abbia ripreso quasi esattamente da dove aveva lasciato, e poi adesso, c\u2019\u00e8 anche il bambino, e per il bambino c\u2019\u00e8 il tribunale, per i minori.<br \/>\nLei al citofono ci dice di salire.<br \/>\nSentiamo il portone a vetri aprirsi, entriamo e cerchiamo la scala, non vediamo l\u2019ascensore, \u00e8 ancora buio e non troviamo neppure la luce e cos\u00ec saliamo a piedi.<br \/>\nNon ci ha detto a quale piano abitano, lo ha dimenticato, anzi non conosce certe buone maniere, ma nemmeno buone, direi basilari.<br \/>\nNon si capisce da che piano arriva il rumore della porta che si apre piano, quella dell\u2019appartamento dove vivono, dove vive Clara.<br \/>\nGli educatori sono soliti tendere l\u2019orecchio per capire meglio le cose, per cui, non dovr\u00e0 costituire certamente un problema questo.<br \/>\nContinuiamo a salire i piani e sono tanti, a tentoni, ma poi dal pianerottolo del quinto intravediamo una figura esile in pigiama e scalza ai piedi, con un bambino in braccio, quasi pi\u00f9 grande di lei.<br \/>\nE\u2019 la sorella di Clara, con l\u2019aria assonnata e molto imbarazzata.<br \/>\nCi fa segno con la mano che muove nervosa di entrare, e rientra velocemente in casa, senza aspettare che si arrivi alla porta.<br \/>\nEntriamo e lei \u00e8 gi\u00e0 sparita dalla visuale, ma ci lasciamo guidare dalla luce che invece compare accesa e che conduce alla cucina, ed arriviamo in cucina, una stanza grande dove spiccano le piastrelle grandi montate a scacchi bianche e rosse, come quelle che si trovano in genere nelle macellerie.<br \/>\nLei, la sorella, con il bambino ancora in braccio, sta trafficando ad una vecchia macchinetta da caff\u00e8 ed arriviamo quando sbatte il filtro sul bordo dell\u2019acquaio di ceramica bianca, per fare uscire il tappo di polvere odorosa e scura, gi\u00e0 esaurita, e ricaricare la macchinetta con nuova polvere scura e pi\u00f9 odorosa, per fare altro caff\u00e8.<br \/>\nSostituita la polvere avvita i due pezzi della macchinetta, che posa sulla fiamma del fornello acceso e a quel punto si volta, ci guarda e ci saluta, ed il bambino spalanca la bocca e perde il ciuccio e sgambettando ci fa un gran sonoro sorriso, e lei lo strizza e gli dice con tono ilare ed affettuoso di non scherzare troppo con i signori che non conosce, ma si vede che lo dice tanto per dire qualcosa, si vede che non lo pensa affatto e che \u00e8 anche quello fa parte del suo modo di darci accoglienza, nonostante non ci abbia atteso sulla porta di casa, rientrando fugace come un topo, che rientra nel suo nascondiglio.<br \/>\nLa macchinetta \u00e8 anche per noi, prende tre tazzine, noi le diciamo di non disturbarsi.<br \/>\nLei ci dice che non \u00e8 disturbo, ma casomai intrattenimento, perch\u00e9 \u00e8 una lunga attesa quella che ci sar\u00e0.<br \/>\nSorride.<br \/>\nIl bambino subito dopo di lei.<br \/>\nClara non sar\u00e0 pronta in poco tempo, aggiunge quasi sospirando, con aria di chi la conosce e la prevede con troppa certezza.<br \/>\nSi far\u00e0 aspettare, ci ripete con fermezza, e lo far\u00e0 un po\u2019, perch\u00e9 in effetti adesso dorme ancora, e un po\u2019, perch\u00e9 un po\u2019lo far\u00e0 a dispetto.<br \/>\nCi versa il caff\u00e8 nelle tazze, e il suo bambino sta aggrappato a lei come una scimmia, e sembra che si sia assopito sulla sua spalla sinistra dove tiene appoggiata la testa colma di capelli neri e spettinati.<br \/>\nUna piccola ciocca \u00e8 pi\u00f9 corta rispetto alle altre, deve essere l\u2019esito di una forbiciata fai da te.<br \/>\nCi porge la zuccheriera dove non ha pensato di mettere un cucchiaino e prendiamo lo zucchero, ringraziando, con i nostri cucchiaini, ma ne beviamo solo un sorso di quel caff\u00e8 bruciato, anche se poi ci riproviamo a buttarne gi\u00f9 un altro poco alla volta, perch\u00e9 non berlo, risulterebbe chiaramente svalutante ed offensivo.<br \/>\nNoi non vogliamo esserlo.<br \/>\nCi lascia da soli, con in mano le tazzine di caff\u00e8 bruciato, e con la sua scimmietta addormentata sulla spalla, a forte rischio di caduta libera, si allontana.<br \/>\nAvvia l\u2019alzata dell\u2019avvolgibile, che sentiamo rullare nella stanza che deduciamo essere, dall\u2019imprecazione che immediatamente lo commenta, la camera da letto di Clara o dove dorme Clara.<br \/>\nInizia un battibecco di parole concitate dove si capiscono solo le parolacce di Clara, perch\u00e9 urlate malamente e scandite benissimo, quasi divise in sillabe e ripetute due o tre volte di seguito.<br \/>\nVoce pi\u00f9 alta e meno alta , ad andamento intermittente, \u00e8 il cuscino con cui si soffoca il capo un po\u2019 si e un po\u2019 no, alzando e abbassandolo con le braccia che lo tengono stretto ai lati e poi lo lasciano cadere gi\u00f9, mentre i pugni chiusi battono ripetuti e ravvicinati, colpi cupi sul materasso, come colpi sordi di tamburo.<br \/>\nPoi momento di tregua, e nel silenzio per\u00f2, ci colpiscono dei singhiozzi, e la voce roca di chi ha fumato tutta la notte sigarette, che ricomincia, per dire che non vuole andare da nessuna parte, e che dobbiamo piuttosto andarcene noi tutti a fare in culo, maledetti noi!<br \/>\nCuscino, voce rotta e roca, singhiozzi, parolacce, pugni che sbattono arrabbiati sul materasso, piedi che accompagnano i pugni e il rullare aumenta, sempre di pi\u00f9.<br \/>\nLa sorella le parla.<br \/>\nSi \u00e8 seduta sul suo letto, la sentiamo da come le parla, dal tono che usa.<br \/>\nLe \u00e8 vicina.<br \/>\nNon capiamo cosa le dica, cosa si dicono.<br \/>\nSentiamo altri singhiozzi ma le parolacce sono finite e anche il cuscino sta fermo e i pugni e i piedi non battono.<br \/>\nNon sentiamo cosa si dicono ma anche Clara tra i singhiozzi sta parlando vicina alla sorella e lo fa mentre piange e noi sentiamo la sofferenza e rimaniamo fermi immobili perch\u00e9 \u00e8 tanta e ci ferma impietriti, a disagio, un grande dispiacere ci invade, poich\u00e8 non ci si abitua mai, a toccare anche la sofferenza cos\u00ec da vicino.<br \/>\nLa sorella continua ad usare un tono di voce molto sommesso e ci pare che sia la voce giusta, quella che lei conosce come giusta, per consolare sua sorella, per convincerla a smettere di fare le cazzate, per dirle che noi siamo di l\u00e0 ad aspettarla e che lei deve sbrigarsi ad andare, perch\u00e9 \u00e8 cosa giusta, come la sua voce.<br \/>\nSbrigarsi ad andare finch\u00e8 \u00e8 in tempo.<br \/>\nQuesta frase gliela ripete varie volte.<br \/>\nLa sentiamo bene.<br \/>\nClara si soffia il naso.<br \/>\nParlotta ancora.<br \/>\nClara non ha pi\u00f9 i genitori, la nonna nemmeno, ha solo la sorella.<br \/>\nAveva un cognato, il padre del bambino, suo nipote, ma se ne \u00e8 andato, per\u00f2 almeno di lui, \u00e8 stato meglio cos\u00ec.<br \/>\nIl padre e la madre sono morti quando Clara aveva sette anni, e con la sorella sono state affidate alla nonna, che le ha cresciute come \u00e8 riuscita a fare, e che \u00e8 deceduta un anno e mezzo fa, era appena nato il bambino.<br \/>\nLa casa dove vivono \u00e8 la casa della nonna, \u00e8 una casa popolare e loro avevano la residenza e cos\u00ec hanno potuto avere l\u2019assegnazione e rimanerci.<br \/>\nCi sono ancora le foto appese al muro dell\u2019ingresso, della mamma vestita a festa per la prima comunione, e alcune foto del matrimonio con il loro padre, appoggiate con le cornici di peltro che ormai si \u00e8 annerito, sul com\u00f2 di noce della nonna, dove teneva la biancheria buona, dentro a tre grandi cassetti pieni di naftalina.<br \/>\nLa mamma ed il babbo sono morti per della roba tagliata male.<br \/>\nSono stati ritrovati nell\u2019appartamento di un tizio,che se l\u2019\u00e8 data a gambe e che si \u00e8 reso latitante, e non ha chiamato soccorsi.<br \/>\nLa mamma, aveva chiamato poco prima Clara, per salutarla e dirle che sarebbe andata a prenderla dalla nonna il mattino seguente, e le avrebbe portato le sfoglie alla mela della pasticceria, le sue preferite, poi le aveva detto di fare la brava e di non dare troppi calci alla nonna mentre dormiva.<br \/>\nLa mattina seguente Clara ha aspettato alla finestra di cucina della nonna , impaziente e felice, che arrivasse la mamma, perch\u00e9 le era mancata, le mancava sempre, e perch\u00e9 le aveva promesso le sfoglie alla mela e aveva l\u2019acquolina in bocca solo a pensarci.<br \/>\nNon ha pi\u00f9 smesso di aspettare la sua mamma.<br \/>\nDalla stessa finestra ha aspettato tante volte che arrivasse il motorino nero ritinto e rubato, con la roba.<br \/>\nLa casa della nonna poi \u00e8 stata la sua casa.<br \/>\nLa casa che lei e sua sorella hanno devastato come hanno devastato le loro vite, salvando le foto e la biancheria buona del com\u00f2, pieno di naftalina.<br \/>\nClara ha messo in valigia, alla rinfusa, anche un po\u2019 di quella biancheria, per andare in comunit\u00e0.<br \/>\nLa sorella \u00e8 tornata da noi e ci ha pregati di avere un altro po\u2019 di pazienza, che quasi c\u2019eravamo, che di l\u00ec a poco sarebbe stata pronta, e ci ha chiesto se il caff\u00e8 andava bene.<br \/>\nNoi abbiamo annuito e l\u2019abbiamo ringraziata.<br \/>\nClara dopo mezz\u2019ora \u00e8 salita in auto con noi, per raggiungere la stazione ferroviaria.<br \/>\nLa valigia emanava odore di naftalina.<br \/>\nEntro le quindici a Salerno.<br \/>\nNoi, lei, e lei per restare.<br \/>\nNoi entro le ventitr\u00e8 di nuovo al parcheggio della stazione dove si era lasciata l\u2019auto al mattino.<br \/>\nClara a Salerno.<br \/>\nCon la biancheria buona che sa di naftalina e insieme di buon proposito.<br \/>\nDa mattina a sera.<br \/>\nTreno ad alta velocit\u00e0.<br \/>\nClara ha scritto tutto il tempo sul suo diario, ed una lettera alla sorella, che ci ha pregato di portare indietro con noi, e di consegnargliela appena possibile.<br \/>\nCi ha abbracciati e ci ha chiesto di salutare suo nipote, di fargli avere un bacio, grande, da parte sua.<br \/>\nIl giorno seguente abbiamo recapitato un bacio grande e una lunghissima lettera.<br \/>\nChilometri di parole scritte in stampatello.<br \/>\nClara per un po\u2019star\u00e0 lontana da casa.<\/p>\n<div class=\"pvc_clear\"><\/div>\n<p id=\"pvc_stats_12816\" class=\"pvc_stats all  \" data-element-id=\"12816\" style=\"\"><i class=\"pvc-stats-icon medium\" aria-hidden=\"true\"><svg aria-hidden=\"true\" focusable=\"false\" data-prefix=\"far\" data-icon=\"chart-bar\" role=\"img\" xmlns=\"http:\/\/www.w3.org\/2000\/svg\" viewBox=\"0 0 512 512\" class=\"svg-inline--fa fa-chart-bar fa-w-16 fa-2x\"><path fill=\"currentColor\" d=\"M396.8 352h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V108.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v230.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zm-192 0h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V140.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 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