{"id":12799,"date":"2013-02-08T12:01:49","date_gmt":"2013-02-08T11:01:49","guid":{"rendered":"http:\/\/www.raccontinellarete.it\/?p=12799"},"modified":"2013-02-08T12:01:49","modified_gmt":"2013-02-08T11:01:49","slug":"premio-racconti-nella-rete-2013-una-cena-memorabile-di-gioacchino-de-padova","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/?p=12799","title":{"rendered":"Premio Racconti nella Rete 2013 &#8220;Una cena memorabile&#8221; di Gioacchino De Padova"},"content":{"rendered":"<p>Il mattino dopo quella memorabile cena mi alzai completamente distrutto. Come avessi il fuoco di Sant\u2019Antonio, il gomito del tennista, il ginocchio della lavandaia e il colpo della strega. Tutti insieme. Con l\u2019aggravante che non avevo mai giocato a tennis in vita mia, avevo la lavatrice in casa e con i santi non avevo un buon rapporto.<\/p>\n<p>Rimaneva soltanto la strega. Ma non me la sentivo di dare a lei tutta la colpa dei miei acciacchi.<\/p>\n<p>Tutto era nato qualche settimana prima, con la lettura della bozza del suo romanzo.<\/p>\n<p>&#8211; Se indovini l\u2019assassino ti pago una cena &#8211; mi aveva scritto.<\/p>\n<p>&#8211; E per il dopo cena? &#8211; le avevo chiesto sfrontato.<\/p>\n<p>&#8211; Per quello vedremo &#8211; mi aveva risposto con la faccina gialla sorridente.<\/p>\n<p>L\u2019assassino l\u2019avevo indovinato e quella sera ci eravamo dati appuntamento al ristorante.<\/p>\n<p>Dopo un&#8217;attesa di venti minuti me la ritrovai davanti. Capelli color rame, occhi verdi e quel bel davanzale, che spesso metteva in bella mostra, gonfiando il petto. Su quei dodici centimetri di tacco, fasciata in quella minigonna rossa, faceva la sua figura. Una vera star. A met\u00e0 tra la reginetta della riviera e la coniglietta di Playboy.<\/p>\n<p>Era arrivata da poco in Italia dall\u2019America, dove aveva studiato per alcuni anni, ospite in casa di una sua cugina. La cugina americana, cos\u00ec la chiamava. Una che a diciotto anni si era gi\u00e0 ripassata la squadra di football del liceo in tutte le posizioni. E non \u00e8 che fosse una \u2018poco seria\u2019, aveva aggiunto, ma l\u00e0 erano tutte cos\u00ec.<br \/>\nPura e semplice verit\u00e0 che a Lory, diciottenne, vergine, appena arrivata dall\u2019Italia negli States, all\u2019epoca sembrava fantascienza.<\/p>\n<p>La cameriera del ristorante aveva appena preso le ordinazioni e si stava allontanando dal nostro tavolo, mentre Lory inizi\u00f2 a raccontarmi la sua precedente esperienza con un agente letterario.<\/p>\n<p>Un mandato che le era costato duemila euro, interrotto alla soglia della firma di un importante contratto editoriale.<\/p>\n<p>Ma, dopo avere intascato i soldi, il suo agente aveva scelto una strada alternativa: era scappato in India per seguire un corso di meditazione trascendentale. Portandosi dietro il denaro di Lory e di tutti gli altri assistiti.<\/p>\n<p>A dispetto di quell\u2019aria strafottente e sbarazzina, era chiaro che lei ci era rimasta male. E non solo per i soldi, quanto per i suoi sogni infranti. A stento riuscii a reprimere un moto di tenerezza, di fronte alla sua ingenuit\u00e0 violata e decisi di cambiare argomento, prima che me lo potesse leggere negli occhi.<\/p>\n<p>&#8211; Cos\u00ec sei arrivata da poco dagli States? &#8211; le chiesi.<\/p>\n<p>&#8211; S\u00ec, mi sono laureata l\u00e0. Ci ho vissuto per sei anni, insieme a mia cugina.<\/p>\n<p>&#8211; Quella appassionata di football? &#8211; le chiesi sorridendo.<\/p>\n<p>&#8211; S\u00ec, proprio quella &#8211; rispose lei, ricambiando il mio sorriso malizioso &#8211; Ma tra poco la conoscerai anche tu. Si trova in Italia per qualche giorno, ospite a casa mia e siamo d\u2019accordo che la chiamer\u00f2 dopo cena. E magari si passa un po\u2019 di tempo tutti e tre insieme, che dici? &#8211; aggiunse, dandosi una sistemata alle tette.<\/p>\n<p>Per poco non mi and\u00f2 per traverso il caciucco che stavo mangiando. Iniziai a tossire in modo convulso.<\/p>\n<p>&#8211; Guarda l\u2019uccellino, guarda l\u2019uccellino &#8211; mi ripeteva Lory battendomi delicatamente una mano sulla schiena. Mi ripresi lentamente, all\u2019idea che finalmente avrei conosciuto questa famosa cugina. E per un attimo mi lasciai trasportare dalla fantasia. Mi ero figurato uno splendido dopo cena con Lory. E ora stavo scoprendo che rischiavo di averne uno, non solo con lei, ma pure con sua cugina.<\/p>\n<p>Il pensiero mi rendeva eccitato, ma allo stesso tempo anche un po\u2019 timoroso. Due donne in una volta sola. Mi era capitata una situazione simile, ma all\u2019epoca avevo vent\u2019anni. Ne erano passati quasi trenta. Tanti, troppi.<\/p>\n<p>Tuttavia, l\u2019ansia da prestazione dur\u00f2 meno di un minuto. Mentre fissavo il davanzale di Lory, pensai che, in mezzo a quattro tette come quelle, ci avrei sguazzato come un topo rimasto chiuso dentro al tagliere dei formaggi.<\/p>\n<p>E poi, dopo essere riuscito a calcolare la seconda rata dell\u2019IMU, ormai mi sentivo capace di tutto.<\/p>\n<p>&#8211; Allora, che mi dici del romanzo? &#8211; mi chiese Lory, gettandomi negli occhi il suo sguardo color smeraldo.<\/p>\n<p>&#8211; S\u00ec, mi piace. Tu scrivi molto bene. Per\u00f2 \u2026 &#8211; non feci in tempo a finire la frase che gi\u00e0 vidi un\u2019aria cupa dipingersi sul suo volto.<\/p>\n<p>&#8211; C\u2019\u00e8 qualcosa che potresti migliorare. A tratti sembra che tu voglia ubriacare il lettore con un linguaggio ridondante, ma poco spontaneo. Quei periodi troppo lunghi si leggono con fatica. Il lettore non deve fare un corso di apnea per poterli leggere. E poi i personaggi. La figura del commissario \u00e8 troppo stereotipata. Un tipo duro, scontroso, sciupafemmine. Non ti pare sia un po\u2019 inflazionata?<\/p>\n<p>&#8211; E questo cosa significa?<\/p>\n<p>&#8211; Credo che il lettore voglia leggere qualcosa di pi\u00f9 originale. Conoscere un personaggio pi\u00f9 genuino. Che ne so, invece di tutti quei riferimenti alle scopate che si era fatto, ci potresti mettere qualcosa che lo caratterizzi di pi\u00f9. Qualcosa che lo abbia segnato, magari un\u2019esperienza del passato, che possa suscitare qualche emozione nel lettore.<\/p>\n<p>&#8211; Quindi mi stai dicendo che fa schifo.<\/p>\n<p>&#8211; No, non ho detto questo. E\u2019 scritto piuttosto bene, con disinvoltura e una buona padronanza narrativa. Soltanto che sei rimasta in superficie. Il lettore deve sentire le pagine ridere, piangere, sanguinare se necessario. Invece i tuoi personaggi sembrano fatti di cartone, non hanno un\u2019anima, sono freddi e distanti. E chi legge non pu\u00f2 sentirsi coinvolto da personaggi che non sembrano reali. Ricordati: identificarsi mai, ma immedesimarsi sempre.<\/p>\n<p>Non ricordavo pi\u00f9 da chi avessi sentito quell\u2019ultima frase, per\u00f2 mi aveva colpito e ce la buttai dentro di getto.<\/p>\n<p>Appena finito di parlare, vidi comparire sul volto di Lory un\u2019espressione delusa e due lacrimoni che le gonfiavano gli occhi. Iniziai a sentirmi un verme. Ma lei mi aveva chiesto sincerit\u00e0 e io ero stato sincero.<\/p>\n<p>La discussione ci stava portando proprio dove speravo non arrivassimo. Me lo sentivo che sarebbe finita cos\u00ec. Addio serata romantica. Addio dopo cena. Addio pure alla cugina americana.<\/p>\n<p>D\u2019un tratto Lory gir\u00f2 la sedia, si volt\u00f2 e mi diede le spalle, offesa e risentita per quello che le avevo appena detto.<\/p>\n<p>E io, proprio in quel momento, iniziai a sentire piuttosto impellente il bisogno di andare in bagno. La prostata. Maledetta. Gi\u00e0 da qualche mese aveva iniziato a darmi segni molesti.<\/p>\n<p>Mi alzai, mentre Lory era ancora girata di spalle.<\/p>\n<p>Sembrava proprio una bambina a cui avessero appena strappato il vestito della sua bambola preferita.<\/p>\n<p>&#8211; Scusa, torno subito &#8211; le dissi, passandole accanto.<\/p>\n<p>Qualche minuto pi\u00f9 tardi tornai a sedere a tavola. E la trovai ancora girata di spalle. Era proprio incazzata. Per fortuna, nella saletta del ristorante c\u2019era solo una famigliola &#8211; marito, moglie e figli &#8211; a qualche tavolo di distanza. Ogni tanto i due bambini si voltavano verso di noi e ridevano.<\/p>\n<p>&#8211; Dai, su, non fare cos\u00ec. Ti ho detto che \u00e8 un buon romanzo, \u00e8 scritto bene, soltanto che devi lavorarci ancora un po\u2019 &#8211; le dissi con un tono della voce conciliante.<\/p>\n<p>Allungai la testa di lato, guardandola da sotto in su con la faccia da cocker. Speravo di indurla al sorriso, ma lei, ancora girata di spalle, era seria seria. Glaciale come una sfinge.<\/p>\n<p>&#8211; Credo che nessuno mi abbia mai offesa come hai fatto tu! &#8211; esclam\u00f2, col tono duro della voce.<\/p>\n<p>&#8211; Non ti ho offesa, ho soltanto espresso qualche perplessit\u00e0.<\/p>\n<p>&#8211; No, tu mi hai proprio offesa! &#8211; insistette lei.<\/p>\n<p>&#8211; Non ti sembra di esagerare, solo per qualche critica che ti ho fatto?<\/p>\n<p>&#8211; Le tue non sono critiche. Per me le critiche sono sempre bene accette, ma devono essere costruttive. E l\u2019agente che avevo prima non mi criticava cos\u00ec. Anzi, lui aveva esaltato le mie caratteristiche.<\/p>\n<p>&#8211; L\u2019agente che avevi prima se ne fotteva di te e del tuo modo di scrivere. Ha soltanto trovato un modo per spillarti un bel po\u2019 di denaro e adesso con i tuoi soldi ha portato le sue chiappe a fare meditazione trascendentale in India &#8211; le dissi, sperando si potesse chiudere l\u00ec quella parentesi.<\/p>\n<p>Ma, in quel preciso momento, lei inizi\u00f2 a bombardarmi con una raffica di insulti in lingua inglese.<\/p>\n<p>Se l\u2019avessi vissuta solo da spettatore, quella sarebbe stata una scena esilarante: era incazzata come un sergente della Gestapo e inveiva contro di me in inglese. Pareva il sonoro di un film sulla guerra del 40-45, in cui avessero fatto un gigantesco errore di doppiaggio.<\/p>\n<p>&#8211; Addio &#8211; mi disse &#8211; buona fortuna.<\/p>\n<p>Si alz\u00f2 dalla sedia e se ne and\u00f2, sculettando dentro la minigonna, sopra a quei tacchi a spillo.<\/p>\n<p>Mettermi davanti agli occhi il suo culo bello sodo e basculante: al momento pensai che quello fosse il suo modo di vendicarsi.<\/p>\n<p>Ma purtroppo mi dovetti ricredere. Perch\u00e9 la sua vendetta era stata ben altra.<\/p>\n<p>Appena arrivato a casa, incominciai a piegarmi in due dal dolore. Rimasi in preda a dolori atroci per tutta la notte. E, come vi ho detto prima, anche il mattino seguente mi alzai completamente distrutto. Come avessi fuoco di Sant\u2019Antonio, gomito del tennista, ginocchio della lavandaia e colpo della strega, tutti insieme.<\/p>\n<p>Ma soprattutto, quella che stava imperversando senza piet\u00e0 era la diarrea del viaggiatore. O vendetta di Montezuma.<\/p>\n<p>Solo che non ero andato da nessuna parte. Soltanto al ristorante con Lory. E questo Montezuma manco lo conoscevo.<\/p>\n<p>Mentre ero ancora seduto sul cesso, mi ricordai di quel momento della serata in cui la prostata mi aveva costretto ad andare in bagno. Lory era rimasta seduta a tavola, da sola. Doveva avermi messo qualcosa nel vino. E, quando ero tornato a sedermi, io avevo finito di scolarmi il bicchiere senza accorgermi di nulla.<\/p>\n<p>Brutta stronza! Per poco non ci lasciavo le penne.<\/p>\n<p>Da allora \u00e8 passato un po\u2019 di tempo, ma ogni tanto ci penso ancora a lei. Chiss\u00e0 se scrive ancora, non lo so. Certo era bravina, per\u00f2.<\/p>\n<p>Forse non lo ha mai saputo, ma lei \u00e8 stata la mia prima e unica assistita. S\u00ec, perch\u00e9 dopo quella sera, ho deciso che non avrei mai pi\u00f9 fatto l\u2019agente letterario.<\/p>\n<p>Ho sofferto troppo quella notte a causa sua. Conservo ancora un terribile ricordo di quella frenetica peristalsi. E non voglio rischiare ancora qualcosa di simile.<\/p>\n<p>Ho capito che il mestiere dell\u2019agente letterario non fa per me.<\/p>\n<p>E poi, diciamola tutta, non \u00e8 che io avessi tutta questa esperienza.<\/p>\n<p>Cos\u00ec ho deciso di tornare al lavoro che facevo prima.<\/p>\n<p>Ho ancora il garage pieno di tappeti.<\/p>\n<p>S\u00ec, avete capito bene, facevo il venditore di tappeti.<\/p>\n<p>Ed \u00e8 quello che ricomincer\u00f2 a fare.<\/p>\n<p>Mi ha gi\u00e0 contattato una cliente. E\u2019 interessata a vedere il mio campionario . &#8211; Voglio vederlo tutto &#8211; mi ha scritto.<\/p>\n<p>Ci siamo scambiati una foto. E\u2019 giovane, capelli color rame, occhi verdi. E americana. Si trova in Italia ospite di una sua cugina. La cugina italiana.<\/p>\n<p>Appena le ho sentito pronunciare quelle parole, ho rivisto nella mente Lory. Il suo romanzo, il suo bel davanzale, la nostra cena, lei offesa che mi gira le spalle, lei che mi insulta, lei che se ne va, il suo culo che bascula.<\/p>\n<p>Tanto che mi si sono drizzati i capelli.<\/p>\n<p>E non solo quelli, maledetto testosterone!<\/p>\n<div class=\"pvc_clear\"><\/div>\n<p id=\"pvc_stats_12799\" class=\"pvc_stats all  \" data-element-id=\"12799\" style=\"\"><i class=\"pvc-stats-icon medium\" aria-hidden=\"true\"><svg aria-hidden=\"true\" focusable=\"false\" data-prefix=\"far\" data-icon=\"chart-bar\" role=\"img\" xmlns=\"http:\/\/www.w3.org\/2000\/svg\" viewBox=\"0 0 512 512\" class=\"svg-inline--fa fa-chart-bar fa-w-16 fa-2x\"><path fill=\"currentColor\" d=\"M396.8 352h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V108.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v230.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zm-192 0h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V140.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v198.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zm96 0h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V204.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v134.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zM496 400H48V80c0-8.84-7.16-16-16-16H16C7.16 64 0 71.16 0 80v336c0 17.67 14.33 32 32 32h464c8.84 0 16-7.16 16-16v-16c0-8.84-7.16-16-16-16zm-387.2-48h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8v-70.4c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v70.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8z\" class=\"\"><\/path><\/svg><\/i> <img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"16\" height=\"16\" alt=\"Loading\" src=\"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/301\/wp-content\/plugins\/page-views-count\/ajax-loader-2x.gif\" border=0 \/><\/p>\n<div class=\"pvc_clear\"><\/div>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Il mattino dopo quella memorabile cena mi alzai completamente distrutto. 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