{"id":12763,"date":"2013-02-06T19:18:31","date_gmt":"2013-02-06T18:18:31","guid":{"rendered":"http:\/\/www.raccontinellarete.it\/?p=12763"},"modified":"2013-02-06T19:18:31","modified_gmt":"2013-02-06T18:18:31","slug":"premio-racconti-nella-rete-2013-la-lettera-intagliata-di-alessandro-maffei","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/?p=12763","title":{"rendered":"Premio Racconti nella Rete 2013 &#8220;La lettera intagliata&#8221; di Alessandro Maffei"},"content":{"rendered":"<p>\u00c8 una R intagliata, quella che ha sul comodino. Se la prendesse in mano, per sentirci qualcosa di lei, affiorerebbe un&#8217;altra R nella polvere. Raddoppiare il dolore non \u00e8 il caso, allora si limita a osservarla. \u00c8 una R di legno d\u2019olivo con un anellino di ferro in testa che suggerisce di appendersela al collo. Gliel&#8217;aveva regalata quel giovane che, in comunit\u00e0, le modellava per riempirsi quel buco in cui scopr\u00ec la sua rovina. La terapia degli oggetti per ricostruire il loro futuro. Sono seguiti da educatrici e operatori sociali che li istruiscono a tappare quella falla da dove, senn\u00f2, volerebbe via la loro vita. Una falla che si sono aperti da soli, per solleticarsi l&#8217;anima inquieta, con iniezioni di eroina.<\/p>\n<p>Ma dove sar\u00e0 ora Rosita, pensa lui, ancora nel letto.<\/p>\n<p>Il giovane intagliatore ricostru\u00ec tutto l&#8217;alfabeto nell&#8217;intento di riaprire, gli spieg\u00f2 in ufficio, un dibattito con se stesso. Arriv\u00f2 ad accumulare una scatola da scarpe piena di lettere intagliate nel legno d&#8217;olivo. Tutte rigorosamente con l\u2019anellino di ferro in testa che suggerisce di appenderle a tanti colli adeguati a quelle iniziali. Mentre le modella, il giovane si sente in pace.<\/p>\n<p>Allora lui gli prescrisse che andava bene quel lavoro artigianale, e che al prossimo colloquio il giovane avrebbe dovuto portare una parola intera, con cui avrebbe iniziato la seduta di rinnovamento.<\/p>\n<p>Con Rosita, pensa lui, ci sono stato insieme dieci anni e mi ha abbandonato cos\u00ec, senza parole. Anzi: lasciandomi una sola lettera sul mio comodino, ribadisce. Si alza dal letto per nutrirsi della nuova alba che da qualche giorno, per lui, non fa differenza col tramonto. L&#8217;aria fresca non chiede neanche il permesso per introdursi in fretta in camera sua a intiepidirsi. Cos\u00ec lui stringe le spalle rivalutando di tornare sottocoperta.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Spalanca la finestra, apre le persiane, chiude gli occhi per abituarsi, e stasa le orecchie dal brutto sogno che l\u2019ha impantanato nel letto.<\/p>\n<p>Fischi di dialoghi misteriosi in volo riempiono il cielo di quel mattino che oggettivamente appare sereno. Ma sirene lontane corrono a soccorrere chi rischia di non vedere pi\u00f9 un\u2019alba come questa. Che peccato, pensa lui.<\/p>\n<p>La mano a visiera gli permette di guardare lontano, ma non \u00e8 abbastanza per rinvenire Rosita.<\/p>\n<p>Deve scollarsi di dosso il pigiama non pi\u00f9 consono per questa stagione. Deve farsi una doccia per scrollarsi via anche la miseria in cui \u00e8 sprofondato. Non \u00e8 pi\u00f9 richiesto in comunit\u00e0, ormai. Deve colazionare con il pane raffermo, che scalda nel sole, per tirare a campare. Ma ripensando a tutti questi doveri e al troppo tempo che ora ha per compierli, torna sottocoperta lasciando la finestra aperta.<\/p>\n<p>La volta successiva, quel giovane, si present\u00f2 con una sola lettera: la M. Lui gli ricord\u00f2 che erano rimasti d&#8217;accordo che doveva presentarsi, al colloquio terapeutico, con una parola, non con una sola lettera come aveva fatto la volta precedente. Il giovane rimase in silenzio. Lui continu\u00f2 a spiegargli che avrebbero dovuto affrontare un&#8217;evoluzione nel loro ciclo di sedute, non doveva perdere tempo. Il giovane rimase in silenzio. &#8211; Che cosa significa oggi la M per te? &#8211; gli chiese lui, allora.<\/p>\n<p>Intanto, sottocoperta, si riaddormenta mentre l&#8217;alba si trasforma in mattino, elevando i suoi rumori suburbani.<\/p>\n<p>&#8211;\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 Significa Manicomio &#8211; rispose il giovane.<\/p>\n<p>E lui di botto: &#8211; Perch\u00e9 invece non: Mattino? \u2013<\/p>\n<p>E il giovane, sempre gi\u00f9: &#8211; Perch\u00e9 quella roba mi ha fatto diventare matto-<\/p>\n<p>&#8211; Ecco &#8211; disse lui &#8211; quella M significa anche Matto; potevi dirmi Matto, allora. Perch\u00e9 non me lo hai detto? &#8211;<\/p>\n<p>Il giovane rimase in silenzio.<\/p>\n<p>I clacson lo risvegliano. L&#8217;aria si fa pi\u00f9 tiepida. Le coperte lo appesantiscono, non riesce ad alzarsi, ma pi\u00f9 di tutti non vuole.<\/p>\n<p>Lui rispose per il giovane: &#8211; Te lo spiego io perch\u00e9: perch\u00e9 ti vergogni della tua condizione. &#8211; Il giovane rimaneva a testa bassa.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&#8211; Vuoi apparire orgoglioso imputando alla struttura le tue colpe &#8211; il giovane guardava le mani che sulla scrivania volteggiavano sui gomiti la propria eloquenza &#8211; Devi avere il coraggio di dire che un po&#8217; l&#8217;hai voluto anche tu.\u00a0 Diciamo tanto, non un po&#8217;. Cos\u00ec, almeno, ti responsabilizzi -.<\/p>\n<p>Non ce la fa ad alzarsi, ma crede che debba vivere. Una frenata ringhiosa e un fracasso di lamiere lo stimolano a quella faticosa incombenza.<\/p>\n<p>Il giovane interloqu\u00ec a testa bassa: &#8211; Volevo portarle una parola, ma non avevo lettere abbastanza per comporla \u2013<\/p>\n<p>Lui fu entusiasta di sentirgli dire ci\u00f2.<\/p>\n<p>&#8211; Bene e quale parola sarebbe stata? &#8211; gli chiese.<\/p>\n<p>Non trova pi\u00f9 le ciabatte, allora decide di andarci scalzo alla finestra. Il sole \u00e8 gi\u00e0 alto e non infastidisce pi\u00f9 gli occhi.<\/p>\n<p>Che disastro, vede.<\/p>\n<p>&#8220;Chiamate i soccorsi, sta morendo!&#8221;. Grida uno dalla strada l\u00e0 sotto. Un elefante che schiaccia una formica, pensa. Ha avuto coraggio a immettersi in strada con quella 500. La strada, ormai, \u00e8 degli autotreni.<\/p>\n<p>Si accorge che ha freddo ai piedi, o sono i brividi della scoperta.<\/p>\n<p>&#8211; Allora, quale parola sarebbe stata? &#8211; gli domand\u00f2, lui, con pi\u00f9 dolcezza.<\/p>\n<p>Il giovane rispose la parola cui alludeva: &#8211; Amore &#8211; .<\/p>\n<p>Si scuote dal torpore ricordandosi che anche Rosita ha una 500. Anche Rosita l&#8217;ha color cachi. Anche Rosita deve passare di l\u00ec per andare al lavoro. &#8220;Ehi, lei. Chiami i soccorsi che questa donna sta morendo!&#8221;. Ma lui rimane impassibile alla finestra. &#8220;Cazzo! Dico a lei in pigiama! Chiami i soccorsi!&#8221;. Ma lui si guarda intorno: \u00e8 l&#8217;unico alla finestra. La citt\u00e0 non si pu\u00f2 fermare, non si pu\u00f2 creare un ingorgo. Lui si riguarda intorno. &#8220;Ehi! Ma che, \u00e8 sordo o \u00e8 demente! Non ce la faccio pi\u00f9 a rivitalizzarla, sta morendo&#8230;1&#8230;2&#8230;3&#8230;chiami i soccorsi!&#8230;4&#8230;&#8221;.<\/p>\n<p>&#8211;\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 Mancano solo 4 lettere &#8211; disse lui &#8211; perch\u00e9 non me le hai portate? So che ne hai tante nella scatola &#8211;<\/p>\n<p>Il giovane rimase in silenzio.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&#8211; \u00c8 una bella parola la parola Amore. Allora? Non le hai le altre lettere? &#8211;<\/p>\n<p>Il giovane alz\u00f2 l&#8217;intenzione guardandolo negli occhi: &#8211; Quelle che mancano sono le lettere che fanno parte della parola EROINA, e io l&#8217;ho buttate. Ora non le voglio pi\u00f9 intagliare &#8211;<\/p>\n<p>Si ferma una macchina mentre Rosita sta morendo. Lui, dalla finestra, fa un sorriso beffardo.<\/p>\n<p>Guarda l&#8217;orologio e calcola che ormai \u00e8 troppo tardi per rivitalizzarla. Quello che lo chiamava non ce la fa pi\u00f9 a pompare dal petto il cuore, e si accascia a terra. L&#8217;altro chiama i soccorsi e poi si mette, anche lui, a pomparle vita.<\/p>\n<p>&#8211; Bravo &#8211; disse al giovane &#8211; hai fatto progressi. Il prossimo scalino sar\u00e0 di portarmi proprio la parola EROINA, ma poco alla volta. Una lettera per ogni seduta. Quando riuscirai a completarla potrai dire di essere uscito dal tunnel. Bene. Ciao, alla prossima &#8211;<\/p>\n<p>E il giovane, la volta che tocc\u00f2 di portargli la R, ne port\u00f2 due.<\/p>\n<p>&#8211; Scusa &#8211; gli disse lui &#8211; ma eroina si scrive con una R sola &#8211;<\/p>\n<p>Il giovane rispose: &#8211; Una \u00e8 per lei, dottore. Gliela regalo per sua moglie. Si chiama Rosita, vero? &#8211;<\/p>\n<p>I soccorsi arrivano e non possono che constatarne il decesso. Chiude la finestra. Si scolla il pigiama di dosso. Cambia il letto e nel mentre ritrova le ciabatte.<\/p>\n<p>&#8211; Si, grazie. Che bel pensiero! &#8211; Esclam\u00f2 lui con entusiasmo al giovane. &#8211; Accetto il regalo &#8211;<\/p>\n<p>A questo punto decide di andare a farsi la doccia.<\/p>\n<p>Una bella doccia rivitalizzante, pensa.<\/p>\n<p>Quando torna in camera prende\u00a0 dal comodino la sua R, senza lasciarci l\u2019orma, perch\u00e9 non c&#8217;\u00e8 pi\u00f9 polvere in giro, e se la mette al collo come l\u2019iniziale di un dolce Ricordo.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<div class=\"pvc_clear\"><\/div>\n<p id=\"pvc_stats_12763\" class=\"pvc_stats all  \" data-element-id=\"12763\" style=\"\"><i class=\"pvc-stats-icon medium\" aria-hidden=\"true\"><svg aria-hidden=\"true\" focusable=\"false\" data-prefix=\"far\" data-icon=\"chart-bar\" role=\"img\" xmlns=\"http:\/\/www.w3.org\/2000\/svg\" viewBox=\"0 0 512 512\" class=\"svg-inline--fa fa-chart-bar fa-w-16 fa-2x\"><path fill=\"currentColor\" d=\"M396.8 352h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V108.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v230.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zm-192 0h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V140.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v198.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zm96 0h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V204.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v134.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zM496 400H48V80c0-8.84-7.16-16-16-16H16C7.16 64 0 71.16 0 80v336c0 17.67 14.33 32 32 32h464c8.84 0 16-7.16 16-16v-16c0-8.84-7.16-16-16-16zm-387.2-48h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8v-70.4c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v70.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8z\" class=\"\"><\/path><\/svg><\/i> <img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"16\" height=\"16\" alt=\"Loading\" src=\"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/301\/wp-content\/plugins\/page-views-count\/ajax-loader-2x.gif\" border=0 \/><\/p>\n<div class=\"pvc_clear\"><\/div>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>\u00c8 una R intagliata, quella che ha sul comodino. 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