{"id":12738,"date":"2013-02-05T12:51:48","date_gmt":"2013-02-05T11:51:48","guid":{"rendered":"http:\/\/www.raccontinellarete.it\/?p=12738"},"modified":"2013-02-07T11:26:45","modified_gmt":"2013-02-07T10:26:45","slug":"premio-racconti-nella-rete-2013-karma-di-viviana-gasparella","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/?p=12738","title":{"rendered":"Premio Racconti nella Rete 2013 &#8220;Karma&#8221; di Viviana Gasparella"},"content":{"rendered":"<p>Ci sono, in mezzo a noi, che ce ne andiamo indaffarati a lavorare o a incontrarci per un aperitivo, a far spese o a portare a spasso il cane, ci sono in tutte le citt\u00e0 delle presenze trasparenti, che ci rifiutiamo di registrare nel nostro immaginario per la maggior parte, che fingiamo di non vedere per non essere costretti a pensare a come potremmo finire anche noi, se la sorte per capriccio ci voltasse le spalle.<\/p>\n<p>In una cittadina veneta, un venerd\u00ec sera vicino alle feste natalizie, alle undici e mezza di sera Giovanna se ne andava alla macchina dopo aver svolto uno dei tanti lavori che le toccava incastrare come pezzettini di\u00a0<i>puzzle<\/i>\u00a0nel suo\u00a0<i>collage<\/i>\u00a0settimanale per sbarcare il lunario. Studia, studia, le avevano sempre detto, e cos\u00ec aveva fatto, con la promessa di un futuro stabile come quello dei suoi genitori.<\/p>\n<p>Quella sera in particolare Giovanna aveva la mente oberata dai pensieri: la precariet\u00e0 produce riflessioni circolari, impedisce lo sviluppo lineare del percorso vitale di una persona e ne rende sincopato, a tratti, anche il respiro.<\/p>\n<p>Trentasei anni. Laurea e specializzazione. Abilitazioni e corsi di aggiornamento. Figli zero: come avrebbe potuto azzardarsi a mettere al mondo un disgraziato cui non sarebbe stata probabilmente in grado di offrire un\u2019infanzia serena? Casa in affitto, ovviamente. Carta prepagata, per non spendere i soldi di un conto corrente, tanto, il tetto, non lo sforava mai. E una valanga di contratti, quando le andava bene, a ritenuta d\u2019acconto, a progetto, a chiamata, a tempo determinato, a collaborazione continuativa per due ore la settimana. Pi\u00f9 spesso il nero che pi\u00f9 nero non si pu\u00f2 e ringraziare, pure, per la gentile concessione. Coi contributi versati fino a quel momento all\u2019Inps poteva bersi al massimo qualche caff\u00e8. Erano anni ormai che passava giornate in cui ricopriva quattro ruoli diversi nell\u2019arco di poche ore, lei che da sempre si era adattata a ogni tipo di lavoro, convinta che la dignit\u00e0 umana risieda altrove.<\/p>\n<p>Pensieri circolari, arrabbiati, delusione palpabile. Ansia. \u201cDomani \u00e8 un altro giorno\u201d non aveva per lei il significato speranzoso che aveva in \u201cVia col vento\u201d, per Giovanna significava \u201cChe cacchio far\u00f2, ora?\u201d.<\/p>\n<p>Camminava svelta, la giovane (ma non troppo ormai), con le mani ben ficcate in tasca, faceva un freddo lupo quella sera, quando giunse in prossimit\u00e0 del solito angolo nel quale ogni venerd\u00ec, tornando dal lavoro, vedeva spuntare tra i cartoni e le coperte a volte una nuca o una mano paonazza, altre volte ancora la suola della scarpa di un signore che aveva deciso che quell\u2019angolo un po\u2019 riparato sarebbe diventato la sua dimora, il suo asilo notturno. Erano almeno tre anni che la ragazza intuiva sotto quel cumulo la presenza di un uomo ma non aveva mai potuto vederlo in faccia: era sempre voltato dall\u2019altra parte, verso il muro che lo proteggeva, e portava un pesante cappello di lana.<\/p>\n<p>Chiss\u00e0 chi era, chiss\u00e0 come mai si era trovato a dormire in pieno inverno all\u2019aperto, che storia di vita aveva. Ogni tanto lei si era azzardata ad avvicinarsi per lasciargli qualche sigaretta da fumare quando comprava il pacchetto e non il tabacco da rollare, ma si era sempre riproposta di non svegliarlo: in quel gelo, pensava, quando riesci a prendere sonno \u00e8 un miracolo, magari arrivi, con un po\u2019 di fortuna, a dormire per qualche ora filata, senza interruzioni, dopo il rumoroso passaggio della nettezza urbana. Cos\u00ec camminava in punta di piedi e se ne andava lesta.<\/p>\n<p>Quella sera per\u00f2 l\u2019uomo era girato dalla parte giusta, ed ella lo vide: poteva avere sessant\u2019anni o gi\u00f9 di l\u00ec ma avrebbe potuto anche essere molto pi\u00f9 giovane, non si pu\u00f2 facilmente intuire che et\u00e0 abbia una persona che si busca le intemperie. Il suo naso era rosso come un pomodoro d\u2019agosto.<\/p>\n<p>Giovanna esit\u00f2 un attimo nel suo procedere per guardarlo, poi prosegu\u00ec, per non fare la figura che si fa allo zoo quando si fotografano gli animali ingabbiati, finch\u00e8 il muro del palazzo gliene nascose la prospettiva. Si ferm\u00f2 a riflettere; era Natale, dopotutto, anche se lei odiava le feste comandate nelle quali tutti s\u2019illudono comprando e spendendo d\u2019essere pi\u00f9 buoni. Quell\u2019anno poi aveva avvertito tutti gli amici di astenersi dal farle regali costosi che non avrebbe potuto contraccambiare, considerato il lungo periodo di disoccupazione che l\u2019avrebbe aspettata con l\u2019arrivo dell\u2019anno nuovo.<\/p>\n<p>Rovist\u00f2 nella borsa (ah, le borse delle donne!) alla ricerca del portafoglio: in mezzo a scontrini e tessere ricordava di avere dieci Euro, da qualche parte. Dieci in pi\u00f9 o in meno non fanno certo la differenza. Li trov\u00f2.<\/p>\n<p>Sarebbe stato quello, decise, il suo unico regalo di Natale, un obolo simbolico a una persona che ne avesse veramente bisogno, uno pi\u00f9 precario di lei, che avrebbe potuto sempre tornare a casa di mamm\u00e0 quando le cose fossero volte al peggio; non erano tanti soldi ma quel signore avrebbe potuto spenderli come voleva, magari anche solo per comprarsi una bottiglia di rosso buono, per una volta.<\/p>\n<p>\u201cBuon Natale\u201d, disse porgendo la banconota all\u2019uomo esterrefatto: non chiedeva mai niente a nessuno, lui, e non si sa quante volte la ringrazi\u00f2. Aveva un forte accento slavo e sorrideva smisuratamente esibendo i pochi denti che gli erano rimasti. Quando Giovanna gli chiese perch\u00e9 non andasse al dormitorio, almeno nei mesi invernali, si mise a ridere e tast\u00f2 con orgoglio il sacco a pelo da alpino che gli avvolgeva il torso. Si \u00a0salutarono stringendosi le mani intirizzite e la ragazza se ne and\u00f2 contenta, sollevata: il suo Natale, almeno per quell\u2019anno, avrebbe avuto un senso.<\/p>\n<p>Arriv\u00f2 cos\u00ec, dopo due o tre giorni, la vigilia. Giovanna era stata invitata ad un cenone a casa di un\u2019amica d\u2019infanzia e di sua madre Mara, donna bellissima e vitale, un\u2019amica vera anch\u2019ella la quale, pur non essendo pi\u00f9 una\u00a0<i>teenager<\/i>, veniva ancora corteggiata da uomini che cercavano in ogni modo di farsi considerare da lei: quell\u2019anno toccava ad un signore sulla sessantina evidentemente molto facoltoso che aveva fatto pi\u00f9 di tutti gli altri per convincerla a farlo entrare nelle sue grazie. Aveva organizzato lui tutta la cena, portando fior fiore di primizie e vini da capogiro, aveva regalato a Mara una collana con un diamante e non solo, con l\u2019evidente intento di impressionare la donna, aveva portato un presente a tutti i suoi invitati, che erano tanti e non l\u2019avevano mai visto prima: nel momento dello scambio dei regali mise in mano a tutti una busta rossa con il nome di ciascuno stampato sopra.<\/p>\n<p>Giovanna apr\u00ec la sua. Dentro c\u2019era, come per tutti gli altri, un Gratta e Vinci. Gratt\u00f2 insieme agli altri, che a poco a poco dichiaravano di aver vinto chi un Euro, chi due, ma quella sera fu lei, che non aveva mai vinto neanche un Boero, a vincere la cifra pi\u00f9 alta.<\/p>\n<p>Dieci Euro.<\/p>\n<div class=\"pvc_clear\"><\/div>\n<p id=\"pvc_stats_12738\" class=\"pvc_stats all  \" data-element-id=\"12738\" style=\"\"><i class=\"pvc-stats-icon medium\" aria-hidden=\"true\"><svg aria-hidden=\"true\" focusable=\"false\" data-prefix=\"far\" data-icon=\"chart-bar\" role=\"img\" xmlns=\"http:\/\/www.w3.org\/2000\/svg\" viewBox=\"0 0 512 512\" class=\"svg-inline--fa fa-chart-bar fa-w-16 fa-2x\"><path fill=\"currentColor\" d=\"M396.8 352h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V108.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v230.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zm-192 0h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V140.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v198.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zm96 0h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V204.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 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