{"id":12713,"date":"2013-02-03T19:34:26","date_gmt":"2013-02-03T18:34:26","guid":{"rendered":"http:\/\/www.raccontinellarete.it\/?p=12713"},"modified":"2013-02-03T20:00:08","modified_gmt":"2013-02-03T19:00:08","slug":"premio-racconti-nella-rete-2013-il-prete-di-giuliana-moro","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/?p=12713","title":{"rendered":"Premio Racconti nella Rete 2013 &#8220;Il prete&#8221; di Giuliana Moro"},"content":{"rendered":"<p>Entro nella chiesa. E\u2019 piccola, umida e subito un senso di freddo mi penetra nelle ossa.<\/p>\n<p>Ha un\u2019unica vetrata policroma sopra il pesante portone di legno che la divide dalla strada.<\/p>\n<p>Il grigio del cielo lascia filtrare lentamente attraverso il blu, il rosso e il giallo ocra del rosone una luce senza sole.<\/p>\n<p>Odore di chiuso, un misto di muffa, di fiori un po\u2019 passati, di vecchio incenso, di stoffe desuete all\u2019aria, di antiche preghiere.<\/p>\n<p>Sembra completamente buia ma poi, a poco a poco, ne indovino la forma, ne dipingo i colori.<\/p>\n<p>Due candele con le fiammelle tremule e sottili disegnano un\u2019ombra chiara nell\u2019oscurit\u00e0 dell\u2019altare a destra del maggiore cos\u00ec che si pu\u00f2 intravedere la pala con una Madonna dallo sguardo materno e dolce con in braccio il bambino morbido e nudo.<\/p>\n<p>Le figure mi osservano severe e solenni dalle grandi tele: scene di santi e di sacra famiglia.<\/p>\n<p>Hanno a loro volta sostenuto tanti sguardi, a volte ammirati, tante volte distratti, tante volte persi dietro altri pensieri. Sono sopravissute a tutti quegli incontri, a tutte le emozioni.<\/p>\n<p>Le cose ti sopravvivono.<\/p>\n<p>Mi piacerebbe che potessero parlare, raccontare della varia umanit\u00e0 che hanno visto in quel luogo, delle gioie espresse, di quelle nascoste e non manifestate per paura di non scoprirle tali e del dolore, quello gridato e bestemmiato e quello muto.<\/p>\n<p>Qualcuno \u00e8 entrato\u00a0 qui per una visita frettolosa. Qualcuno si \u00e8 per pi\u00f9 tempo fermato per ritrovare il senso delle cose, per ritrovarsi. Si \u00e8 lasciato andare a raccontare a quel Dio in croce pensieri cui non aveva mai dato voce. Si \u00e8 sorpreso a sentire il desiderio di anima, la stretta allo stomaco per una antica vergogna, a pensare parole di scusa gi\u00f9 dal fondo del cuore e risalire fino alla labbra e poi starsene mute, come si deve in luogo sacro.<\/p>\n<p>La vita mette sulla tua strada scelte che non avresti voluto fare e ferite che non vorresti avere dato.<\/p>\n<p>Il prete \u00e8 entrato con un lieve fruscio; un movimento leggero come della fiamma di una candela che barcolla e respira forte ad una folata di vento improvviso e poi si riprende e torna a consumare lenta la sua cera.<\/p>\n<p>Alto, scuro come la sua chiesa. La tonaca coi tanti bottoni neri e lucidi, uno dietro l\u2019altro, in fila ordinata, lunga a sfiorare il pavimento in cotto, a pietre rettangolari, d\u2019un rosso mattone e qua e l\u00e0 grosse macchie marroni, forse l\u2019umidit\u00e0 o solo il segno del tempo.<\/p>\n<p>Si inginocchia sul primo banco, alla mia destra, cos\u00ec lo posso guardare.<\/p>\n<p>Di una sessantina d\u2019anni, il viso largo e pacioso. Grigi i pochi capelli, pettinati con cura.<\/p>\n<p>La veste s\u2019allarga sulla pancia, cos\u00ec che la fila dei bottoni si innalza con un balzo quasi improvviso, percorre la rotondit\u00e0 fino a scivolare gi\u00f9 abbandonandosi alla forza di gravit\u00e0.<\/p>\n<p>Mi ricorda il vecchio prete del mio paese con il suo incedere dondolante sul sagrato e il viso bonario ed il sopraciglio alzato a ricordare il rispetto che si deve ad un uomo di chiesa che accompagna tutta la tua vita, da quando nasci a quando, il corpo gi\u00e0 composto, spiega a chi ti sopravvive che nessuno muore davvero se i tuoi pensieri lo ricordano.<\/p>\n<p>Lo sento bisbigliare qualcosa che somiglia ad una preghiera imparata da tempo a memoria e usa a giornaliere frequentazioni, la voce bassa e roca rivolta all\u2019altare.<\/p>\n<p>Solo noi in chiesa e le due candele con le fiammelle e la luce grigia dalla vetrata.<\/p>\n<p>Si volta lentamente verso di me e mi chiede se mi voglio confessare. Lo ringrazio ma gli rispondo di no.<\/p>\n<p>Un lungo sospiro e poi mi chiede se lo pu\u00f2 fare lui.<\/p>\n<p><i>\u201cAnche i preti hanno bisogno di confessarsi, lo sa?\u201d<\/i><\/p>\n<p><i>\u201cMia madre \u00e8 morta stanotte. Aveva quasi 92 anni, una bella et\u00e0\u201d.<\/i><\/p>\n<p>Forse gli dissi \u201cMi dispiace\u201d.<\/p>\n<p>La voce lenta, calda e precisa, nel silenzio di cui, mi ricordai, da tanto non sentivo cos\u00ec forte il respiro.<\/p>\n<p><i>\u201cEravamo in tanti figli, il lavoro nei campi, la terra greve e avara di frutti.<\/i><\/p>\n<p><i>Andai via da casa che avevo 8 anni.<\/i><\/p>\n<p><i>Potevo mangiare tutti i giorni, potevo anche giocare con i coetanei, potevo anche ridere.<\/i><\/p>\n<p><i>Qualche volta potevo anche ricordare mia madre meno stanca, mio padre meno arrabbiato, i miei fratelli meno poveri perch\u00e8, da lontano, il ricordo lo puoi anche addomesticare.<\/i><\/p>\n<p><i>Quanto ritornavo pensavo che era stata una buona cosa l\u2019esserne andato via.<\/i><\/p>\n<p><i>La loro esistenza mi sembrava uguale a sempre, opaca e triste ed il futuro sembrava gi\u00e0 essere passato di l\u00e0 dimenticando di fermarsi.<\/i><\/p>\n<p><i>Ci andavo poco, a casa, e ne ero contento.<\/i><\/p>\n<p><i>Il senso di colpa per questo sollievo mi ha accompagnato dopo, per anni, lungo la vita.<\/i><\/p>\n<p><i>I miei genitori sono venuti un\u2019unica volta a farmi visita, quando ho preso i voti.<\/i><\/p>\n<p><i>Avevano l\u2019espressione ed i modi di chi si sente fuori posto e la fretta di tornarsene da dove \u00e8 venuto.<\/i><\/p>\n<p><i>Ci eravamo visti l\u2019ultimo Natale, mia madre gi\u00e0 aspettando timorosa il grande viaggio, e io solo allora mi ero accorto che di tempo ne era passato da quando eravamo cuccioli come i vitelli nella stalla e gli agnelli del gregge.<\/i><\/p>\n<p><i>Tante cose erano cambiate.<\/i><\/p>\n<p><i>I fratelli erano diventati uomini consapevoli e duri. La vita aveva preteso tanto da loro ed ora le stavano chiedendo di pagare il conto.<\/i><\/p>\n<p><i>Per tanto tempo ero stato sicuro che la strada che avevo scelto era stata quella giusta; pi\u00f9 uomo, quando le ombre ed i timori mi rubavano il sonno, ho soffocato i dubbi, smorzato i desideri, evitato di farmi domande.<\/i><\/p>\n<p><i>E\u2019 stata mia madre, prima di morire che mi ha detto che per tutta la vita ha avuto il rimorso di avermi permesso di andare via, di non avermi lasciato l\u00e0 a soffrire con loro. Perch\u00e8 loro erano una famiglia che ha masticato fatica e dolore, ma anche ruvido affetto e condivisione e amore pur senza abbandoni. \u201cPerch\u00e8 io ti ho sentito solo. Quello che mi scrivevi era intriso di solitudine\u201d, mi ha detto.<\/i><\/p>\n<p><i>Non ci avevo mai voluto pensare.<\/i><\/p>\n<p><i>Avevo vissuto in mezzo a tanta gente. Avevo insegnato il catechismo ai bambini e poi anche ai figli di quei figli. Li avevo visti crescere e andarsene.<\/i><\/p>\n<p><i>Me ne ero andato anch\u2019io \u201cramingo per le chiese e nessuna \u00e8 casa tua\u201d, come disse mia madre.<\/i><\/p>\n<p><i>Altri bambini, altri uomini, altre gioie e altro dolore.<\/i><\/p>\n<p><i>Tutta la vita a mediare il dolore degli altri. E il mio?\u201d<\/i><\/p>\n<p>Rimane in silenzio per un po\u2019 e a me vengono in mente i quadri di Nino Caff\u00e8 con i pretini che giocano a pallone oppure che camminano sotto la pioggia con grandi ombrelli neri, come la veste ed il cappello a larghe tese.<\/p>\n<p>Perch\u00e8 il suo viso \u00e8 disteso, nessuna smorfia, nessun disappunto, nessun risentimento.<\/p>\n<p>Gli occhi sorridono a parlare della madre, a parlare dei ragazzi che aveva cresciuto insegnando il perdono, la tolleranza, la comprensione.<\/p>\n<p><i>\u201cE\u2019 venuto a salutarmi quello che allora era un ragazzo impaurito e vulnerabile con una famiglia disgraziata e lacerata. Un ragazzo senza speranze, senza futuro Era la promessa di uomo senza regole da rispettare. E\u2019 venuto a dirmi che sono stato un buon maestro e un buon amico\u201d.<\/i><\/p>\n<p>La voce del prete \u00e8 ora morbida mentre accarezza le parole che sta dicendo, piano per non sciuparle, per assaporarle fino in fondo, perch\u00e8 questa era stata la sua vita.<\/p>\n<p><i>\u201cLo sa signora, a volte basta un prete, quando non c\u2019\u00e8 nessun altro intorno, un prete diventa tutto<\/i> <i>quello che hai\u201d.<\/i><\/p>\n<p><i>\u201cAllora dicevo a quel ragazzo che ogni uomo \u00e8 unico e insostituibile e prezioso.<\/i><\/p>\n<p><i>Ora, diventato uomo, ho sentito che ha fiducia in s\u00e8 stesso, nella ricchezza che ha, che ogni uomo ha.<\/i><\/p>\n<p><i>Si \u00e8 innamorato, ha una bella famiglia e sa che c\u2019\u00e8 chi lo ama e lo aspetta e non c\u2019\u00e8 maggior privilegio, non c\u2019\u00e8 miglior cosa in questo mondo, del sapere che c\u2019\u00e8 qualcuno per cui sei l\u2019unico ed il solo, qualcuno che ti aspetta a casa e con te ha scelto di percorrere la strada della vita.\u201d<\/i><\/p>\n<p>Mi guarda e vedo il sorriso sulla faccia rotonda e dentro agli occhi, neri e profondi, come la chiesa e le tele e la sua tonaca e la giornata che sta cedendo ad una sera anch\u2019essa scura e senza stelle.<\/p>\n<p>Mi saluta ringraziandomi per averlo ascoltato, <i>perch\u00e8 anche i preti hanno bisogno di confessarsi, lo sa, signora?.<\/i><\/p>\n<p>Quando esco c\u2019\u00e8 una bella luce che, obliqua, illumina una striscia di cielo.<\/p>\n<p>A volte basta un prete, solo un prete.<\/p>\n<div class=\"pvc_clear\"><\/div>\n<p id=\"pvc_stats_12713\" class=\"pvc_stats all  \" data-element-id=\"12713\" style=\"\"><i class=\"pvc-stats-icon medium\" aria-hidden=\"true\"><svg aria-hidden=\"true\" focusable=\"false\" data-prefix=\"far\" data-icon=\"chart-bar\" role=\"img\" xmlns=\"http:\/\/www.w3.org\/2000\/svg\" viewBox=\"0 0 512 512\" class=\"svg-inline--fa fa-chart-bar fa-w-16 fa-2x\"><path fill=\"currentColor\" d=\"M396.8 352h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V108.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v230.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zm-192 0h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V140.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v198.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zm96 0h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V204.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v134.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zM496 400H48V80c0-8.84-7.16-16-16-16H16C7.16 64 0 71.16 0 80v336c0 17.67 14.33 32 32 32h464c8.84 0 16-7.16 16-16v-16c0-8.84-7.16-16-16-16zm-387.2-48h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8v-70.4c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v70.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8z\" class=\"\"><\/path><\/svg><\/i> <img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"16\" height=\"16\" alt=\"Loading\" src=\"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/301\/wp-content\/plugins\/page-views-count\/ajax-loader-2x.gif\" border=0 \/><\/p>\n<div class=\"pvc_clear\"><\/div>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Entro nella chiesa. 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