{"id":12703,"date":"2013-01-31T12:57:27","date_gmt":"2013-01-31T11:57:27","guid":{"rendered":"http:\/\/www.raccontinellarete.it\/?p=12703"},"modified":"2013-04-21T11:26:36","modified_gmt":"2013-04-21T10:26:36","slug":"premio-racconti-per-corti-2013-caffe-marchesi-o-di-un-viaggio-nel-tempo-di-cav","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/?p=12703","title":{"rendered":"Premio Racconti per Corti 2013 &#8220;Caff\u00e8 Marchesi o di un viaggio nel tempo&#8221; di Cav. Emilio Michele Fairendelli"},"content":{"rendered":"<p>Allora, un uomo sui quarantacinque, A., ritira delle analisi in un laboratorio. Guarda e stabilisce: son cazzi. Segni probabili di una recidiva tumorale. Depresso riflette sulla battaglia del corpo che lo attende, sui probabili esiti, l\u2019addio ai cari ecc. e si incammina. Giornata milanese luminosissima, tardo pomeriggio estivo. Sulla strada incontra il noto e antico Caff\u00e8 Marchesi, inquadrature della bella facciata dell\u2019edificio e del locale. Entra e ordina al banco un calice di vino, guarda gli specchi e i mobili. Vicino a lui nota un gruppo di giovani \u2013 un uomo e due donne \u2013 che bevono ridendo. Non parlano italiano ma romeno. I loro vestiti sono strani, come fuori moda. L\u2019uomo porta dei mocassini aperti a sottili strisce di cuoio intessute. Tiene la testa appoggiata al braccio sinistro, puntato sul banco, mentre parla. Vuole dire qualcosa al cameriere\u00a0 e ruota un poco il viso. Il protagonista lo riconosce dal profilo: \u00e8 suo padre, morto quando lui era un ragazzo. Per un breve istante tutto si sfuoca e quando torna a guardare la figura dell\u2019uomo si \u00e8 sciolta gruppo di cui faceva parte, come una densa goccia di materia. E\u2019 solo e guarda nel suo bicchiere un liquido rosato che tenta con una lunga bacchetta da cocktail. A. si avvicina e sfiora la giacca di ispida lana bianca. L\u2019uomo si gira, come per dire: dunque? Inizia il dialogo di cui si fornisce qui la traccia in forma narrata in prima persona da A. che inizia chiedendo, senza sapere perch\u00e9: dove siamo?<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>\u201cSiamo a Bucarest, \u00e8 il 1947, alla Terasa Doamnei, il bar degli studenti, festeggiamo un esame\u201d.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>\u201cNo, siamo a Milano, l\u2019anno \u00e8 il 2010\u201d.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Con lo sguardo lo invitai a guardare la strada fuori dal locale, la via, le macchine.<\/p>\n<p>Lo fece.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>\u201cIl 2010\u201d disse piano.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Tolse dalla tasca un biglietto e lo mise sul banco davanti a me.<\/p>\n<p>Sotto la figura rossa di un uomo e una donna che ballavano c\u2019era scritto: \u201cTerasa Doamnei, Str. Popa Savu 7, Bucuresti,\u00a0 tel 01 6592709\u201d.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>(A. prende il biglietto del locale, lo considera lo tiene nelle mani, lo metter\u00e0 poi in una tasca.)<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>\u201cTi ho visto tante volte cos\u00ec come sei ora, nelle vecchie foto. Abiti in Rua Vasile Gherghel, al 111. Forse la bisnonna \u00e8 ancora viva e abita con voi,\u00a0 in una stanza del piano sopra. Il bisnonno \u00e8 da anni sepolto a Belu, come tuo fratello, Umberto. Studi al Politecnico. Il tuo migliore amico si chiama Ionel. Tra due anni la famiglia torner\u00e0 in Italia. Sono tuo figlio\u201d.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Mi guard\u00f2.\u00a0 Sembrava essergli tutto chiaro, naturale.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>\u201cCome \u00e8 tua madre?\u201d<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>\u201cUna donna dallo sguardo nero e profondo. Ti amer\u00e0 molto\u201d.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Chiese il mio nome.<\/p>\n<p>Lo pronunciai.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>\u201cAvevo quindici anni quando sei morto. La mano destra\u00a0 ti stava quieta sul petto sopra l\u2019altra, la sinistra, quella\u00a0 del tuo raccontare nell\u2019aria disegnando le cose, dei tuoi gesti quando ascoltavi musica. Io pensavo che l\u2019avresti alzata e che cos\u00ec tutto avrebbe potuto continuare. Ma tu restavi immobile. Poi ti hanno portato via e non ti ho pi\u00f9 visto. Ricordo i giardini poco fuori dalla nostra casa, il personaggio che avevi inventato per me, il Colonnello. Pap\u00e0.\u201d<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>L\u2019uomo \u00e8 spaventato, confuso. A.\u00a0 dice che lascer\u00e0 il locale per primo. Lo invita ad attendere qualche minuto e ad andarsene. Immagina che lui trover\u00e0 la Bucarest del 1947. Forse prima il risveglio da un sogno. Considera che il biglietto della Terasa Doamnei, materia che viene da un altro tempo, \u00e8 ancora nelle sue mani. Lo lascer\u00e0 a casa, nel baule delle vecchie cose di famiglia. Nessuno sapr\u00e0 mai il suo incredibile segreto. Nell\u2019ultima scena, l\u2019uomo, il padre di A., si sveglia da un sogno. Siamo a Bucarest, nel 1947. Accanto a lui una donna. Lui le carezza il viso e le dice: \u201cSai, Sorana, cosa ho sognato stanotte? Ero in un locale, forse la Terasa, ma lo spazio era strano, strano. Quello che sarebbe stato mio figlio veniva, mi parlava, bevevamo qualcosa insieme. Viveva in un tempo cos\u00ec lontano, da dove ero seduto potevo guardare la strada. Era tutto cos\u00ec diverso, le case, le macchine. Non ricordo niente, qualcosa del suo viso, ma lo sto perdendo, come sono i sogni. Vorrei tanto non scordarmene mai\u201d.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<div class=\"pvc_clear\"><\/div>\n<p id=\"pvc_stats_12703\" class=\"pvc_stats all  \" data-element-id=\"12703\" style=\"\"><i class=\"pvc-stats-icon medium\" aria-hidden=\"true\"><svg aria-hidden=\"true\" focusable=\"false\" data-prefix=\"far\" data-icon=\"chart-bar\" role=\"img\" xmlns=\"http:\/\/www.w3.org\/2000\/svg\" viewBox=\"0 0 512 512\" class=\"svg-inline--fa fa-chart-bar fa-w-16 fa-2x\"><path fill=\"currentColor\" d=\"M396.8 352h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V108.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v230.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zm-192 0h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V140.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v198.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zm96 0h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V204.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v134.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zM496 400H48V80c0-8.84-7.16-16-16-16H16C7.16 64 0 71.16 0 80v336c0 17.67 14.33 32 32 32h464c8.84 0 16-7.16 16-16v-16c0-8.84-7.16-16-16-16zm-387.2-48h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8v-70.4c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v70.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8z\" class=\"\"><\/path><\/svg><\/i> <img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"16\" height=\"16\" alt=\"Loading\" src=\"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/301\/wp-content\/plugins\/page-views-count\/ajax-loader-2x.gif\" border=0 \/><\/p>\n<div class=\"pvc_clear\"><\/div>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Allora, un uomo sui quarantacinque, A., ritira delle analisi in un laboratorio. 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