{"id":12682,"date":"2013-01-29T20:05:05","date_gmt":"2013-01-29T19:05:05","guid":{"rendered":"http:\/\/www.raccontinellarete.it\/?p=12682"},"modified":"2013-01-29T20:05:05","modified_gmt":"2013-01-29T19:05:05","slug":"premio-racconti-nella-rete-2013-la-sfida-di-giovanni-fiorina","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/?p=12682","title":{"rendered":"Premio Racconti nella Rete 2013 &#8220;La sfida&#8221; di Giovanni Fiorina"},"content":{"rendered":"<p>\u00c8 ancora una di quelle giornate di giugno insopportabili, con Milano immobile sotto una coperta di sole, quando Luca arriva al parco di via Tabacchi per il suo allenamento quotidiano.<\/p>\n<p>Gi\u00e0 sudato ancor prima di cominciare, si toglie il casco e lega il motorino al palo della luce, guardandosi intorno. Al campo da basket c\u2019\u00e8 solo un ragazzino che tira a canestro, a torso nudo e con un paio di <i>all star<\/i> basse ai piedi. Sul muretto l\u00ec dietro, all\u2019ombra dei pioppi, \u00e8 seduto un gruppo di maghrebini, un <i>cilum<\/i> che passa di mano in mano. Il parco giochi per i bambini \u00e8 vuoto, cos\u00ec come le panchine dove di solito si siedono gli anziani: via Tabacchi oggi \u00e8 deserta come non succede quasi mai a quest\u2019ora.<\/p>\n<p>Luca beve un sorso d\u2019acqua alla fontanella, poi si allaccia le sue <i>And1<\/i> nere e si sistema la maglietta numero uno dei <i>Chicago Bulls <\/i>sulle spalle, pronto per entrare in campo.<\/p>\n<p>Inizia a correre piano nella met\u00e0 campo libera, appoggiando ogni tanto la palla al tabellone e osservando il ragazzino dall\u2019altra parte del campo. Sembra anche lui maghrebino, le braccia e le gambe lunghe attaccate a un corpo magro, tirato, i capelli lucidi e neri. Non \u00e8 male: ha un bel tiro, morbido e preciso, e quando improvvisa qualche azione contro avversari invisibili, usa finte e palleggi tra le gambe senza perdere mai la palla. Qualcuno da sotto l\u2019albero gli urla <i>Sahid!<\/i> mostrandogli il <i>cilum<\/i>, ma lui continua a tirare, dopo aver mosso appena la testa come risposta.<\/p>\n<p>Luca si ferma per fare un po\u2019 di stretching \u2013 l\u2019ombra del tabellone sul cemento usata come riparo dal sole \u2013, e pensa se proporre subito una partita al ragazzino. Certo, con questo caldo sarebbe meglio un cinque contro cinque, o al limite un tre contro tre, ma non c\u2019\u00e8 nessun altro, e dopo un po\u2019 sa che si annoier\u00e0 a tirare da solo a canestro. Cos\u00ec palleggia verso il centro del campo.<\/p>\n<p>&#8211; Ti va una partita? &#8211; chiede.<\/p>\n<p>Sahid fa s\u00ec con la testa, avvicinandosi. Luca si accorge di essere pi\u00f9 basso di lui di almeno cinque centimetri.<\/p>\n<p>&#8211; Si arriva all\u2019undici, chi segna tiene la palla, da due vale un punto e da tre due punti, ok?<\/p>\n<p>L\u2019altro alza le spalle, poi si mette di fronte a Luca, pronto per incominciare.<\/p>\n<p>Luca palleggia lungo l\u2019arco dei tre punti, calmo. L\u2019adora, questa sensazione: la prima azione di una partita, la libert\u00e0 dell\u2019inizio, il suo avversario che non lo conosce e non sa cosa aspettarsi, se un tiro o una penetrazione, un attacco con la mano destra oppure con la sinistra, una finta o un\u2019azione decisa. Il suo allenatore lo dice sempre: in campo il playmaker \u00e8 come Dio, \u00e8 lui che sceglie ogni azione che tipo di azione sar\u00e0. A Luca piace, sentirsi Dio: soprattutto su un campetto dove non deve pensare a schemi e compagni da mettere in ritmo o alle urla dalla panchina se sbaglia qualcosa. Qui pu\u00f2 fare tutto ci\u00f2 che vuole, solo lui e la sua testa.<\/p>\n<p>Osserva il suo avversario: \u00e8 pi\u00f9 alto di lui, ma non \u00e8 piegato sulle gambe, cos\u00ec lo attacca con un palleggio deciso, seguito da una virata di destro e da un appoggio al tabellone per l\u2019uno a zero, la retina che si muove appena. Tutto perfetto.<\/p>\n<p>E, quindi, troppo semplice. Questa \u00e8 la parte complicata dell\u2019essere Dio, per Luca: a volte non resiste e sceglie l\u2019azione pi\u00f9 difficile, anche se lo sa, che \u00e8 la pi\u00f9 difficile. Ma gli sembra di dimostrare qualcosa, cos\u00ec, come di essere pi\u00f9 bravo.<\/p>\n<p>Per questo l\u2019azione successiva, anche se dovrebbe insistere sulla velocit\u00e0 per prendere un buon vantaggio, la mette sul fisico. Spalla contro petto, cerca di portarsi sotto canestro per poi tirare in semigancio. Ma Sahid non si sposta di un centimetro, le gambe ben piantate per terra, le braccia che coprono il canestro. Luca prova un tiro cadendo all\u2019indietro, ma la palla picchia contro il ferro ed esce dal campo.<\/p>\n<p>Sahid la raccoglie e torna a centrocampo. Non appena Luca gli \u00e8 davanti, parte con tre palleggi diretti a canestro per l\u2019uno a uno, con Luca che non prova nemmeno a fermarlo, sorpreso dalla decisione di quel terzo tempo.<\/p>\n<p>Subito dopo, stessa azione: Luca questa volta indietreggia con Sahid verso il canestro, gli d\u00e0 anche una manata sul braccio mentre sta per tirare, ma quello segna lo stesso il due a uno, schiacciando.<\/p>\n<p>Luca non riesce a schiacciare, e vedere Sahid andare su cos\u00ec facilmente, con quelle scarpe e senza allenamento, gli fa venire un gran nervoso. Lo guarda aspettandosi uno sguardo di sfida com\u2019\u00e8 abituato in via Tabacchi, ma Sahid ha sempre la stessa espressione, dove non si vede n\u00e9 arroganza, n\u00e9 gioia, n\u00e9 concentrazione: sembra piuttosto sicurezza, ma una sicurezza che non c\u2019entra con la pallacanestro, una sicurezza che Luca non conosce e che lo mette in soggezione, come se il suo avversario sapesse qualcosa che lui, invece, ignora. Scaccia quel pensiero piegandosi sulle gambe, pronto per difendere: vuole quel pallone.<\/p>\n<p>Sahid ricomincia a palleggiare, questa volta pi\u00f9 tranquillo, quasi rifiatando. Poi, tira da tre punti.<\/p>\n<p>Ferro, ferro, canestro.<\/p>\n<p>Luca mormora un <i>\u2018Fanculo <\/i>e va a recuperare il pallone vicino al gruppo di maghrebini. Uno di loro, vestito con una vecchia maglia del Milan, gli chiede se vuole della cocaina. Luca non gli risponde: \u00e8 sotto quattro a uno e come al solito ha sottovalutato il mondo. Dal muretto gli urlano <i>Hashish! Amico! Hashish!<\/i> ma lui ha gi\u00e0 passato il pallone al suo avversario, deciso a riprenderselo al pi\u00f9 presto.<\/p>\n<p>Le gambe piegate e gli occhi fissi sulla palla, sta addosso a Sahid palleggio dopo palleggio, fino a farlo tirare dalla lunetta con la sua mano davanti agli occhi. Ferro e rimbalzo che finisce a tre metri dal canestro, verso Luca.<\/p>\n<p>Ora deve per forza segnare. Decide cos\u00ec di andare sul sicuro con la sua azione preferita: due palleggi forti con la mano destra e arresto e tiro dalla lunetta. Quattro a due.<\/p>\n<p>Sahid non riesce a tenerlo, o forse non gli importa molto di difendere: comunque sia, Luca ripete la stessa identica azione a sinistra. Quattro a tre. Potrebbe continuare con il suo arresto e tiro per tutta la partita, invece tira da tre punti, sbagliando.<\/p>\n<p>Sahid recupera il rimbalzo e tenta un\u2019altra entrata con la sua mano forte. Luca, per\u00f2, lo chiude bene, anticipandolo, ma Sahid con un palleggio incrociato va a sinistra, appoggiando al tabellone il cinque a tre, con Luca che lo guarda stupito per la naturalezza di quel palleggio, prima di ripetersi a bassa voce che deve difendere forte.<\/p>\n<p>\u00c8 mentre \u00e8 piegato sulle gambe, mentre si accorge che lo sguardo di quel ragazzino di fronte a lui \u00e8 uguale a quello di alcuni giocatori professionisti a fine carriera, giocatori che hanno vinto molto e perso altrettanto, occhi sicuri perch\u00e9 esperti, come di chi sa sempre cosa sta per accadere, che sente un grido alle sue spalle. Si gira e vede il gruppo di maghrebini disintegrarsi in un attimo, ognuno lanciato verso una direzione diversa. Dietro di loro, da via Gianbologna, arrivano correndo quattro poliziotti, un quinto fermo in macchina con il motore e i lampeggianti accesi. Il ragazzo con la maglia del Milan scappa in mezzo al campo, un poliziotto lo insegue urlando <i>Vieni! Vieni!<\/i> a quello in macchina. Altri due maghrebini scappano verso via Tabacchi. Il quarto, invece, \u00e8 gi\u00e0 per terra vicino alle panchine, bloccato.<\/p>\n<p>Sahid, intanto, palleggia tranquillo, aspettando solo che Luca si giri per ricominciare la partita. E non gli importa molto capire se Luca sia pronto per davvero o se stia solo seguendo il ragazzo con la maglia del Milan che scappa &#8211; gi\u00e0 fermato ancor prima di uscire dai giardini di via Tabacchi -, perch\u00e9 lo attacca subito, schiacciando a canestro il sei a tre.<\/p>\n<p>Luca quasi non se n\u2019\u00e8 accorto. \u00c8 stato tutto cos\u00ec veloce e silenzioso (ecco, \u00e8 questo ci\u00f2 che pi\u00f9 l\u2019ha impressionato: un grido e il rumore rapido di una corsa, nient\u2019altro se non il palleggio di Sahid di fronte a lui) che sta ancora cercando di capire cos\u2019\u00e8 successo.<\/p>\n<p>Da via Tabacchi arriva un\u2019altra macchina della polizia con dentro gli ultimi due maghrebini. Luca sta per dire a Sahid di fermarsi perch\u00e9 vuole vedere. Poi, per\u00f2, gli fa segno di giocare. Ma basta fissarsi un secondo di troppo sulle manette del ragazzo con la maglia del Milan, per lasciarsi scappare il suo avversario un\u2019altra volta e trovarsi sotto sette a tre.<\/p>\n<p><i>Adesso basta<\/i>, si dice a bassa voce.<\/p>\n<p>Sahid tira da tre punti per chiudere la partita. Sbaglia, e la palla finisce nelle mani di Luca.<\/p>\n<p>Mentre palleggia, osserva i maghrebini in piedi e ammanettati contro una macchina della polizia, gli sguardi stanchi e sfatti, un poliziotto che parla alla radio mentre gli altri ascoltano. Luca sa cosa deve fare per segnare <i>&#8211;<\/i><i> Tecnica e velocit\u00e0, tecnica e velocit\u00e0<\/i> continua a ripetersi &#8211; e si impone di farlo. Parte deciso verso il canestro, all\u2019altezza della lunetta fa una virata di destro per poi appoggiare al tabellone di sinistro: sette a quattro.<\/p>\n<p>Decide poi di provare con il passo e tiro, ma quando si accorge che Sahid non salter\u00e0 sulla finta &#8211; gi\u00e0 pronto per stopparlo sull\u2019ultimo passo &#8211; trasforma la finta in un tiro vero e proprio, segnando il sette a cinque.<\/p>\n<p>Ora incomincia a vedere tutto chiaro, senza il superfluo addosso. Non appena il suo avversario \u00e8 pronto, gli spara un tiro da tre punti in faccia, il polso spezzato che rimane in aria mentre la palla entra nel canestro per il sette pari. Luca si gira d\u2019istinto verso la strada, quasi fosse una tribuna, ma i maghrebini sono stati fatti salire in macchina, mentre i poliziotti parlano tra loro senza considerarlo.<\/p>\n<p>Dopo un paio di palleggi prova un tiro dall\u2019angolo, sbagliandolo, ma recupera il rimbalzo. Le macchine della polizia partono veloci con le sirene accese, e per qualche secondo \u00e8 impossibile continuare tanto \u00e8 forte il rumore, Luca e Sahid che le osservano fino a che non scompaiono in fondo all\u2019incrocio.<\/p>\n<p>Anche senza sole, l\u2019afa non diminuisce e l\u2019aria sembra incollarsi alla pelle tanto \u00e8 pesante. Luca inizia a sentire la stanchezza: tenta un tiro da tre punti non molto convinto, con le gambe che non lo seguono pi\u00f9. Lo vede uscire corto e storto, ma va forte a rimbalzo segnando l\u2019otto a sette.<\/p>\n<p>Quando dice il punteggio, Sahid lo guarda con la solita faccia seria e immobile: \u00e8 impossibile capire se sia stanco anche lui.<\/p>\n<p>Luca finge un\u2019entrata sulla destra, all\u2019altezza della lunetta si arresta e tira dolcemente da circa quattro metri: nove a sette.<\/p>\n<p>Pi\u00f9 che stanco, Sahid sembra non avere pi\u00f9 voglia: nell\u2019ultima azione non ha proprio difeso. Quando Luca torna a met\u00e0 campo, \u00e8 l\u00ec con le mani sui fianchi, distratto mentre continua a guardarsi attorno, come se aspettasse qualcuno.<\/p>\n<p>Luca ne ha abbastanza, non sopporta la mancanza d\u2019impegno in una partita: tira da tre punti per la vittoria, e il ciuffo perfetto della retina lo calma all\u2019istante. Undici a sette.<\/p>\n<p>Sahid prende la palla e torna verso il centro del campo, d\u00e0 un cinque a Luca e va verso la fontanella.<\/p>\n<p>\u00c8 quando si piega per bere che Luca lo vede togliersi dalla bocca un pezzo di fumo grande come una noce, Milano che lentamente riprende a respirare.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<div class=\"pvc_clear\"><\/div>\n<p id=\"pvc_stats_12682\" class=\"pvc_stats all  \" data-element-id=\"12682\" style=\"\"><i class=\"pvc-stats-icon medium\" aria-hidden=\"true\"><svg aria-hidden=\"true\" focusable=\"false\" data-prefix=\"far\" data-icon=\"chart-bar\" role=\"img\" xmlns=\"http:\/\/www.w3.org\/2000\/svg\" viewBox=\"0 0 512 512\" class=\"svg-inline--fa fa-chart-bar fa-w-16 fa-2x\"><path fill=\"currentColor\" d=\"M396.8 352h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V108.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v230.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zm-192 0h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V140.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v198.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zm96 0h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V204.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v134.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zM496 400H48V80c0-8.84-7.16-16-16-16H16C7.16 64 0 71.16 0 80v336c0 17.67 14.33 32 32 32h464c8.84 0 16-7.16 16-16v-16c0-8.84-7.16-16-16-16zm-387.2-48h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8v-70.4c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v70.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8z\" class=\"\"><\/path><\/svg><\/i> <img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"16\" height=\"16\" alt=\"Loading\" src=\"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/301\/wp-content\/plugins\/page-views-count\/ajax-loader-2x.gif\" border=0 \/><\/p>\n<div class=\"pvc_clear\"><\/div>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>\u00c8 ancora una di quelle giornate di giugno insopportabili, con Milano immobile sotto una coperta di sole, quando Luca arriva al parco di via Tabacchi per il suo allenamento quotidiano. 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