{"id":12666,"date":"2013-01-29T20:05:58","date_gmt":"2013-01-29T19:05:58","guid":{"rendered":"http:\/\/www.raccontinellarete.it\/?p=12666"},"modified":"2013-01-29T20:05:58","modified_gmt":"2013-01-29T19:05:58","slug":"premio-racconti-nella-rete-2013-linsegnante-ungherese-di-barbara-codogno","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/?p=12666","title":{"rendered":"Premio Racconti nella Rete 2013 &#8220;L&#8217;insegnante ungherese&#8221; di Barbara Codogno"},"content":{"rendered":"<p>E&#8217; che avevo i denti storti. Cos\u00ec per non aprire quella mia bocca con i denti storti e grandi, con quei denti da scimmia che mi ritrovavo, io la bocca la tenevo chiusa. Parlavo poco, non ridevo mai e mangiavo pochissimo per non dover allargare, aprire, divaricare quella mia brutta bocca piena di denti storti. E&#8217; che ero magra, troppo magra diceva il dottore. Per forza, io quella mia bocca la tenevo sempre chiusa per non mostrare i denti storti e gialli che avevo.<br \/>\nCos\u00ec stavo crescendo storta anche io, cos\u00ec magra e storta che il dottore disse a mia madre che avevo la scoliosi e soprattutto le scapole alate ed ero molto grave, bisogna fare qualcosa signora!<br \/>\nIo, quando ho sentito di avere le scapole alate, subito mi sono sentita un angelo ma a scuola, dove tutti mi prendevano in giro perch\u00e9 avevo i denti storti e perch\u00e9 non mangiavo e perch\u00e9 non parlavo mai, mi hanno detto: scema! le scapole alate \u00e8 una deformazione!<br \/>\nE infatti mi hanno mandato a fare la ginnastica correttiva.<br \/>\nCi voleva la tuta da ginnastica ma in casa non c&#8217;erano tute da ginnastica\u00a0 e allora mia madre accorci\u00f2 le bretelle di una sua canottiera e mi mand\u00f2 a ginnastica correttiva con quella e un paio di pantaloni corti estivi.<br \/>\nA dire il vero io stavo tutta storta e avevo le scapole alate perch\u00e9 mi stava crescendo il seno.<br \/>\nIo, quelle due protuberanze che spingevano e si libravano verso l&#8217;alto nutrendosi della mia carne, contro la mia volont\u00e0, nonostante non mangiassi, io non sapevo come fermarle.<br \/>\nE non le volevo.<br \/>\nCos\u00ec curvavo le spalle e incassavo il collo dentro al torace per tenere nascosta questa mia carne che voleva diventare qualcosa che io non capivo.<br \/>\nE quella stupida di quella canottiera rabberciata non faceva altro che far risaltare quelle due entit\u00e0 a me estranee che mi stavano bucando il costato.<br \/>\nQuando mi presentai alla ginnastica correttiva l&#8217;insegnante la trovai molto bella ma ne ebbi subito soggezione.<br \/>\nMi nascosi in ultima fila e facevo gli esercizi con le braccia che stavano aderenti al torace, perch\u00e9 volevo tenere ferma la canottiera.<br \/>\nChe senn\u00f2 uscivano quelle maledette mammelle che hanno tutte le bestie, le mucche e le cagne.<br \/>\nE io, mi dicevo, anche se ho i denti storti e gialli, io una mucca non la voglio diventare.<br \/>\nMa l&#8217;insegnante che era bravissima, perch\u00e9 era addirittura ungherese e aveva anche studiato danza, dicevano a scuola mia, seguiva da vicino tutti i ragazzi in questi esercizi per la scoliosi, cos\u00ec venne anche vicino a me.<br \/>\nCon voce delicata e un po&#8217; straniera mi disse: che stai facendo? e prese le mie braccia e le allarg\u00f2 staccandomele da quell&#8217;unica entit\u00e0 che erano diventate con la canottiera.<br \/>\nFacendo cos\u00ec le bretelline cedettero sotto lo sguardo ungherese dell&#8217;insegnante e le due entit\u00e0 estranee ne approfittarono per respirare.<br \/>\nI ragazzini del corso di ginnastica correttiva si misero subito a ridere vedendo che oltre ad avere i denti storti e gialli e a essere magra e storta avevo anche due tette che mi uscivano dalla canottiera e si misero a dire che ero scema, come facevano sempre.<br \/>\nAllora l&#8217;insegnante li fulmin\u00f2 tutti. Disse: maleducati, cosa c&#8217;\u00e8 da ridere? vi ho forse detto di guardare lei? fate i vostri esercizi e non ridete dei compagni, ma come siete stati allevati? e mi risistem\u00f2 sulla spalla la bretellina che mi era caduta lungo il braccio.<br \/>\nEcco, io da quel momento, l&#8217;insegnante ungherese, io l&#8217;ho amata.<br \/>\nAmavo la sua pelle chiara, le lentiggini concentrate tra gli zigomi e la punta del naso, i suoi occhi neri, le sue sopracciglia folte, la peluria che le vedevo scendere dalla nuca dove raccoglieva in una grossa treccia i suoi folti capelli color del sole quando va incontro alla notte e ride felice.<br \/>\nIo l&#8217;amavo.<br \/>\nE cominciai a rubare a per lei.<br \/>\nRubavo soldi dal portafogli di mia madre per poterle comprare dei fiori e poi rubavo i fiori dai giardini dei vicini o li rubavo dalla vetrina in esposizione dal fiorista.<br \/>\nPer portarle dei fiori.<br \/>\nLei prendeva i miei fiori, sorrideva e mi diceva grazie e quando mi diceva grazie le mie scapole alate si riempivano di piume bianche e io spiccavo il volo davvero, anche con la scoliosi.<br \/>\nVolavo nel cielo ed ero bellissima, cos\u00ec bella che persino Ges\u00f9 Cristo si impietosiva mi faceva il miracolo e io i denti storti non ce li avevo pi\u00f9 e quando tornavo sulla terra, finalmente, sorridevo con i miei denti bianchi e dritti che mi aveva dato il Signore e allora lei, l&#8217;ungherese, mi baciava sulla bocca, finalmente.<br \/>\nNe ho prese tante per &#8216;sta storia dei fiori che neanche sto a raccontarlo.<br \/>\nDalla vicina, dalla fiorista, da mia madre, tutti mi rimproveravano e mi chiedevano dove cavolo li mettessi, a cosa cavolo mi servissero &#8216;sti fiori.<br \/>\nMa io non parlavo. Tanto non parlavo mai.<br \/>\nUn bel giorno a ginnastica correttiva l&#8217;insegnante ungherese arriv\u00f2 con una scatola, due coppette e due cucchiaini. Io come sempre avevo depositato il mio mazzo di fiori sulla sua sedia e dallo spogliatoio spiavo con il cuore il gola il momento in cui lei avrebbe annusato i fiori e avrebbe sorriso.<br \/>\nSiccome sapeva che erano i miei fiori, dopo mi avrebbe detto grazie e allora io avrei fatto la ginnastica con molta attenzione e molto impegno e sarei guarita dalla scoliosi.<br \/>\nQuel giorno, quando la vedo arrivare con il pacchetto quasi svengo, tanto era grande l&#8217;emozione.<br \/>\nLa vedo che scarta il pacchetto e che dentro alla scatola c&#8217;\u00e8 del gelato e della panna montata.<\/p>\n<p>Le rivedo ancora quelle sue esili mani graziose aprire il pacchettino del gelato come squartasse il ventre di una gatta gravida. Con quel piacere perverso e sottile che gi\u00e0 bagna gli angoli della bocca.<\/p>\n<p>La vedo ancora riempire le due coppette di gelato e poi aggiungerci quella panna soffice di nuvole e di cherubini.<\/p>\n<p>E io, il cuore in tumulto, dietro la porta dello spogliatoio, che quasi piango, che sono l\u00ec per urlare: \u00e8 per me! e correrle incontro, e baciarle i piedi, e dirle, anche io ti ho amato, da subito, dal primo momento, per sempre.<\/p>\n<p>E cos\u00ec apro la porta e sto immobile, imbambolata e la guardo piena d&#8217;amore.<\/p>\n<p>Poi non capisco il suo sguardo divertito e infastidito nel vedermi l\u00e0, questa povera ritardata, questa scema, come mi dicono a scuola, con gli occhi gonfi di pianto e il labbro che pende.<br \/>\nE non capisco perch\u00e9 arriva la bidella, una brutta bidella gonfia coi capelli biondi tinti di giallo maggese.<br \/>\nE quando vedo l&#8217;insegnante ungherese porgere la coppetta alla bidella e le due che parlano sottovoce del preside e ridono e si scambiano confidenze, l&#8217;insegnante ungherese con quella grandissima stronza della bidella, che ha una figlia grassa d&#8217;aria e di niente che va anche male a scuola, quella, ecco, io prendo le mie cose ed esco in lacrime dalla palestra delle scuole medie per non tornarci mai pi\u00f9, dico.<\/p>\n<p>Esco e bestemmio: dio, i santi, Ges\u00f9 Cristo, l&#8217;amore, le tette, tutto&#8230; e giuro su me stessa che a costo di morire io mi tengo la scoliosi, le scapole alate e i denti storti perch\u00e9 tanto, non c&#8217;\u00e8 nessun dio, non avr\u00f2 mai nessun miracolo e l&#8217;amore, quello, fa veramente schifo.<\/p>\n<p>Poi la vedo, la macchina verde smeraldo dell&#8217;insegnante ungherese e vedo anche un pezzo di ferro appuntito per terra, un poco pi\u00f9 in l\u00e0 del muretto, giusto fuori la scuola.<\/p>\n<p>Non so quante volte ho girato attorno alla macchina con il ferro appuntito conficcato nel verde smeraldo della carrozzeria, non so, ricordo solo che alla fine mi girava la testa.<br \/>\nMentre incidevo la mia poesia d&#8217;amore sul cuore di lamiera dell&#8217;insegnante ungherese pensavo: stavolta mi sospendono, mio padre mi ammazza, s\u00ec, mi ammazzano di botte.<\/p>\n<p>E poi facendo spallucce: e perch\u00e9? tanto non sono una scema? non sono una ritardata, io? e poi, che mi fanno le botte, eh? che mi fanno? tanto io ce l&#8217;ho gi\u00e0 la scoliosi.<\/p>\n<p>Io ce l&#8217;ho gi\u00e0 la deformazione.<\/p>\n<div class=\"pvc_clear\"><\/div>\n<p id=\"pvc_stats_12666\" class=\"pvc_stats all  \" data-element-id=\"12666\" style=\"\"><i class=\"pvc-stats-icon medium\" aria-hidden=\"true\"><svg aria-hidden=\"true\" focusable=\"false\" data-prefix=\"far\" data-icon=\"chart-bar\" role=\"img\" xmlns=\"http:\/\/www.w3.org\/2000\/svg\" viewBox=\"0 0 512 512\" class=\"svg-inline--fa fa-chart-bar fa-w-16 fa-2x\"><path fill=\"currentColor\" d=\"M396.8 352h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V108.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v230.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zm-192 0h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V140.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v198.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zm96 0h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V204.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v134.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zM496 400H48V80c0-8.84-7.16-16-16-16H16C7.16 64 0 71.16 0 80v336c0 17.67 14.33 32 32 32h464c8.84 0 16-7.16 16-16v-16c0-8.84-7.16-16-16-16zm-387.2-48h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8v-70.4c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v70.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8z\" class=\"\"><\/path><\/svg><\/i> <img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"16\" height=\"16\" alt=\"Loading\" src=\"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/301\/wp-content\/plugins\/page-views-count\/ajax-loader-2x.gif\" border=0 \/><\/p>\n<div class=\"pvc_clear\"><\/div>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>E&#8217; che avevo i denti storti. 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